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Cronaca cortonese

Giu 03

2026

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13 A Tavola

Con grande piacere, anche se tra mille difficoltà, il Teatro Signorelli ha potuto riaprire il suo palcoscenico per una serata e lo ha fatto per l’esibizione della Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona “13 A Tavola”, una commedia brillante del 1953 scritta da Marc Gilbert Sauvajon con la regia di Vito A. Cozzi Lepri.

E’ il racconto divertente di una padrona di casa, donna elegante e superstiziosa, che organizza l’importante cena di Natale con gli amici ma aimè, per una serie di disguidi, disdette e conferme, scopre che saranno in 13 alla sua tavola … vi lascio immaginare il resto!

Bravissimo tutto il cast coinvolto nella serata.

Durante lo spettacolo dobbiamo sempre rammentare che siamo difronte ad una compagnia amatoriale perché la bravura raggiunta è tale da confonderli con una compagnia professionale.

In una stagione teatrale ufficiale potrebbero essere tranquillamente inseriti nella programmazione.

Veramente fantastici gli interpreti tutti, frizzanti e pronti alla battuta.

Disinvolto Massimo Olivieri nella parte del maggiordomo, performante caratterista sua sorella Mila Olivieri, è perfettamente nella parte “il Dottore” Mario Santelli, simpatico in scena Lucio Menci insieme all’immancabile Mario Bocci membro “storico” della Compagnia del Piccolo che ha rallegrato i cuori in sala con il suo piccolo cameo.

Devo sottolineare quanto siano stati Insuperabili la Lina Bartelli, la Susanna Bocci e l’Andrea Santiccioli nelle loro diverse parti.

Hanno “tenuto in piedi” lo spettacolo con sorprendente facilità, assolutamente padroni della scena.

Sapiente la Regia di Vito A. Cozzi Lepri insieme al lavoro nascosto ma essenziale di Livia Angori.

Perfetta la scenografia, i costumi, le luci, l’audio e l’allestimento …

La commedia è stata scritta in tre atti e per il primo forse il testo è risultato debole e a tratti noioso. Forse per una commedia del secolo scorso chiediamo troppo visti i ritmi incalzanti richiesti dalle tendenze teatrali di ultima generazione?

Voglio spiegare che attualmente è gradito e di successo un battito diverso, più incalzante, non dico ansioso ma più al passo con i tempi e che non porti con se quella polvere teatrale del ‘900 che peraltro non rende giustizia neppure all’autore Marc Gilbert Sauvajon. Nato a Valence nel 1909 e morto a Montpellier nel 1985 si è laureato in giurisprudenza, “la madre” desiderava che intraprendesse la carriera diplomatica ma lui abbracciò quella di giornalista tanto che al tempo fondò una nuova testata la Valence-Repubblicain anche se la sua vera passione fu sempre per il teatro. Nel 1953 presentò come autore e regista la commedia “Treize à table” che non fu all’epoca un grande successo ma oggi rimane un importante campo di prova per un attore che vuole cimentarsi in lavori più importanti.

Un piccolo neo, e mi dispiace doverlo sottolineare, perché la Compagnia ha raggiunto una tale bravura da poter scegliere un testo più adatto che li valorizzi appieno e conoscendo il loro entusiasmo, sarà un’occasione nuova e stimolante per il Piccolo.

Un ultima annotazione, la rappresentazione della commedia era dedicata al caro amico del “Piccolo” Marco Nocchia a dieci anni dalla sua scomparsa, una figura che rilascia ancora oggi amore per il teatro.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Mag 16

2026

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Al MAEC ” La Grande Guerra 1915 – 1918. Da Cortona a Vittorio Veneto “

Al MAEC è stata dedicata una illustre mostra sulla Prima Guerra Mondiale.

Potrebbe sembrare un tema scontato e sfruttato ma l’argomento purtroppo non potrà mai avere fine se nel mondo continueranno a moltiplicarsi i conflitti.

Spero che alla Mostra sia concessa una proroga, anzi consiglio che prima della sua chiusura e dello smembramento del materiale espositivo, sia ripreso un documentario che ne lasci traccia perché è onesta nella sua ricerca, non tralascia nessun particolare, non idealizza e offre una cronaca nuda e cruda: è una Mostra di Verità.

Sono certa che la Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona offrirebbe le sue competenze e il video potrebbe divenire una mostra itinerante nelle scuole italiane.

Moltissimi reperti usati in trincea e nei campi di battaglia sono stati prestati anche dai familiari cortonesi e uno di questi nipoti è lo Storico dr. Mario Parigi che è stato uno dei curatori della mostra stessa e che ha messo a disposizione moltissimo materiale del nonno, al tempo un sottufficiale dell’esercito.

Lo ho incontrato durante la mia visita al museo circondato da una classe di studenti liceali. I ragazzi erano interessati, a tratti tristi e spaventati e lo sommergevano di domande alle quali lui rispondeva incuriosendoli ancora di più. Il museo durante questa mostra ha ospitato centinaia e centinaia di giovani che sono rimasti tutti seriamente colpiti dagli aspetti inimmaginabili di quella lezione storica che rimarrà loro impressa per la vita!

E’ stato un piacere avvertire tanta vitalità ed energia scorrere tra tanto passato orrore.

Nelle stanze adiacenti, quelle dedicate agli Egizi, mi ero prima imbattuta in una scolaresca di fanciulli seguiti da Monja Magari del MAEC che aveva catturato con vivacità e fascino l’interesse degli studenti più piccoli, tanto che era letteralmente subissata da domande intelligenti e appropriate. Brava!

Ma ritorniamo con un salto temporale di secoli alla Grande Guerra, una catastrofe umana dettata dal capriccioso e vigliacco egoismo dei potenti.

Del resto, Allora come Ora.

La documentazione e la raccolta di foto scattate suscitano Sentimenti Profondi.

Tutte le persone ne rimangono inevitabilmente Commosse.

Pensate che la causa del 50% dei decessi nella Prima Guerra Mondiale non è stata causata dal piombo nemico ma dalle inumane condizioni di vita nel campo, il morso di un ratto, l’acqua malsana, il colera, le infezioni polmonari e chi è riuscito a tornare a casa spesso non ha più parlato, letteralmente, perché era rimasto traumatizzato al punto da non sapere come difendersi dalla malvagità dei suoi stessi ricordi.

Volevano solo Dimenticare! Intimamente, pensavano e speravano che a distanza di anni sarebbero stati graziati dalla memoria. Erano persino increduli per il fatto di esserne usciti vivi! Quanta Crudeltà!

Avevo un nonno alpino Francesco Ramacciotti di Castel del Piano, era stato per anni in trincea sulle tre Cime del Lavaredo, attualmente un Museo a cielo aperto. Ora le escursioni in quest’area permettono di visitarle, insieme alle gallerie e alle postazioni militari utilizzate tra il 1915 e il 1917.

Mio nonno era un uomo gentile nei modi e delicato nei gesti. Da piccola pensavo che fosse muto. Allora un giorno Nonna Lisetta, sua moglie, mi disse: “E’ tornato silenzioso dalla guerra, non lo riconoscevo da quanto era magro .. poi nel tempo abbiamo avuto una bella famiglia benedetta da sei figli, ha lavorato per tutta la vita, è stato un bravo marito e padre .. ma era diventato muto!”

Dalle testimonianze raccolte ho riscontrato che tutti i combattenti cercavano di schivare le domante riguardo le privazioni subite, il gelo combattuto per ore, giornate, mesi, solo dolori alle ossa, nella testa, con i piedi sempre immersi nell’acqua, nella neve e poi c’era la convivenza con i topi, con i morsi della fame, l’impazzimento, i brividi per la febbre, le urla degli amputati e il pianto disperato, il proprio e quello del soldato che ti stava accanto.

Uno degli aspetti più terrificanti per chi continuava a combattere in trincea era rappresentato dai cadaveri dei propri compagni che continuavano a giacere accanto ai “vivi” fino alla putrefazione.

Potrei scrivere ancora molto, ma la Mostra del MAEC va visitata, letta e ascoltata, la tragedia è ben raccontata e rende giustizia ai nostri morti.

C’è anche un aspetto per noi donne molto onesto e importante che i curatori hanno evidenziato spiegando il ruolo fondamentale riconosciuto alle donne in tempo di guerra. Quelle figure femminili che fino al giorno prima che scoppiasse il conflitto erano considerate capaci solo di procreare, hanno dimostrato di saper ricoprire tutti i ruoli dei lavori degli uomini.

Il dramma era nei loro cuori perché per una mamma privarsi del mangiare per darlo al proprio figlio è possibile mentre accettarne l’invalidità o persino la morte è impossibile.

Molto appropriato è risultato l’inserimento del capolavoro della “Maternità” del 1916 di Gino Severini che ancor oggi ipnotizza il pubblico per l’espressione profonda e di devota dolcezza che la mamma dedica al suo neonato.

Cortona non si è sottratta alla partecipazione alla guerra e un’intera generazione di suoi figli non è tornata, sono emersi tanti documenti, dediche e Memoriali.

Dentro la Basilica di Santa Margherita sulla navata sinistra c’è una Cappella Votiva affrescata dal Maestro Osvaldo Bignami. E’ un luogo della Memoria dedicato ai circa 600 soldati cortonesi deceduti nella Prima Guerra Mondiale inclusi i 23 soldati pugliesi morti nel disastro ferroviario di Camucia nel febbraio del 1916. Poi c’è il Monumento ai Caduti dello scultore cortonese Delfo Paoletti del 1937, vicino alla fontana del Parterre che osservo tutte le volte che passeggio.

Tante erano le foto che potevano raccogliere prepotentemente la vostra curiosità ma ho scelto lo scatto del profilo di una sentinella di vedetta ai “piccoli posti” della Val Posina scattata nel 1916 che racconta, in un silenzio roboante, i tristi sentimenti di un guerriero che non vuole vantarsi di alcuna fierezza. E’ interrato tra la neve ghiacciata, ha il freddo penetrato nelle sue ossa, sente forte l’odore del suo corpo, a volte si sente più animale che uomo.

In quell’istante accanto a lui c’è il bravissimo fotografo che scatta, ma poi, passa oltre. Il nuovo professionista ha rapito lo sguardo impaurito e quasi incredulo del soldato che si sente perso in quella situazione, in lui trapela la malinconia e l’amore per la sua vita prima di quell’Inferno. E’ anche poeticamente drammatico il sentimento di responsabilità che gli si legge, sa di dover proteggere chi gli sta alle spalle e non è sicuro di riuscire ad uccidere chi gli avanzerà di fronte! La sua dignità è commovente, la sua solitudine devastante.

E’ possibile che sia tornato da pochi giorni da una licenza perché le sue guance non sono scavate, doveva aver mangiato di recente.

E’ sicuramente macabro affermare quanto sia stato ingiusto che la Star delle Guerre lo sia diventata la Seconda Guerra Mondiale perché la Grande Guerra fu veramente devastante e seguita da un’altra ancora più feroce quella combattuta contro la spagnola! Infatti con la liberazione degli americani era arrivato anche il contagio di una nuova influenza di cui, la conta dei morti, ha superato quella della stessa guerra.

C’è incredulità al giorno d’oggi per come su questa terra si possa vivere il Paradiso e l’Inferno. Si possono attraversare limpidi ruscelli, boschi verdi ed incontaminati, ci si può tuffare in mari cristallini e nel contempo c’è un’altra parte dell’Umanità che vive il “Martirio dei Civili”.

Signori il vaccino per la Crudeltà esiste ed è l’Amore ma nessun regime lo prescrive.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Apr 21

2026

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“L’Avventura di Filippo”

… E’ una domenica pomeriggio di primavera, non è un giorno di scuola ed entriamo nel Teatrino del Seminario di Cortona che Don Giovanni ha gentilmente concesso, per la recita dei fanciulli del Laboratorio “Cresciamo nel Piccolo” dove si esibiranno ne “L’Avventura di Filippo” Soggetto e Regia di Livia Angori.

Si respira allegria e felicità nell’edificio, solo scambi di sorrisi tra genitori e figli, parenti e amici …

Sono occasioni preziose per le giovani comunità perché si ha modo di osservare i propri figli mentre si muovono nella loro fetta di società, si conoscono gli altri genitori e per noi grandi è un piacere ricaricare le pile fra tanta meravigliosa energia.

E’ come immergersi nella vasca rigeneratrice di Cocoon, ricordate il film del 1985, vincitore di due premi Oscar? Ma … non devo divagare.

Livia Angori è principalmente una donna che ama profondamente il teatro e crede nella sua importante disciplina fantasiosa e creativa. Come socia del Piccolo Teatro della Città di Cortona ha imparato il mestiere di attrice tanto da interessarsi a quello di suggeritrice, compito poco conosciuto ma spesso indispensabile che offre la possibilità di conoscere l’anima di tutti i ruoli in scena, poi ha sentito quanto le piacesse arrivare fino al ruolo di regista per mettere in scena la scrittura delle sue sceneggiature.

Una donna complessa e ricca di cultura che ha maturato nella sua persona tanti ruoli e che oggi li mette in gioco tutti!

Ve lo scrivo subito: è stato un Successo!

Se c’è una direzione artistica delle più difficili da esercitare è proprio quella dei laboratori teatrali dei bambini perché come potete immaginare in gioco c’è la loro vivacità come anche l’estrema timidezza, sono giovani donne e uomini che non sanno ancora quello che vorrebbero o potrebbero diventare da grandi, si scoprono ogni giorno, di ora in ora. Hanno modo di spaventarsi inconsciamente persino per la troppa energia e vivacità, è facile che soffrano spesso di confusione per le tante curiosità, come altri rimangano invece sempre più chiusi e intimoriti, tanto da non riuscire ad esprimersi.

Il Processo di Crescita è dunque difficile per tutti perché è senza esperienza, ma essere guidati in questa fase della vita è un dono prezioso, non tutti lo ricevono e ne vediamo le brutte conseguenze raccontate ogni sera dai Telegiornali. La violenza giovanile che oramai dilaga ovunque.

Quante volte pensiamo: “se dovessi rivivere la vita con la testa di oggi!”

Certo è Facile vincere Facile!

Allora Livia cattura ogni singolo fanciullo che si iscrive al corso di teatro e lo affascina al punto da convincerlo a sacrificare la sua istintiva vivacità, incanalando la loro scatenata esuberanza fisica in un nuovo modo di divertirsi quello di vivere l’esperienza teatrale con un proprio ruolo personale da condividere con il gruppo.

Capite quanto sia complesso il suo lavoro rispettando i diversi caratteri dei bimbi?

Il teatro come via maestra per scoprire la propria vita.

E’ una semina continua in giovani menti in fermento. Avvertite quanto sia importante?

I giovanissimi attori questi momenti li porteranno dentro per tutta la vita e saranno solo bei ricordi!

La recita è stata bellissima e divertentissima. In questo ambito i genitori hanno dato fiducia a Livia ed ai loro piccoli, tutti si sono messi in gioco e questa è stata la chiave che ha aperto un prezioso passe-partout.

Il mondo dei piccoli va sostenuto e solo gli adulti possono farlo.

Allora il racconto …

In un giorno di pioggia un fanciullo Filippo, Lorenzo Binario, si rifugia in una biblioteca e il custode, Pierdomenico Borrello, lo accoglie ma gli intima di non toccare alcuni testi preziosi. Figuriamoci! Appena il custode si assenta Filippo che fa? Sfoglia uno dei libri proibiti e come per magia gli si presentano dei magnifici personaggi della favole: Alice la Fata Pasticciona interpretata da Alice Bucaletti, il Pifferaio Magico e Cenerentola impersonati da Anna Fragai, Aramis Amedeo Cenci, Biancaneve Asia Vitali, Il Cappellaio Matto e il Gatto con gli Stivali Elia Vitali, la Strega Smemorina e il Cavaliere Lucia Esempi, Porthos e il Principe Azzurro Luciano Cenci, il Drago Athos e Lupo-Re Matteo Tudor Artem, La Sirena Sognatrice la gentilissima mamma Alessia Radi, il Guardiano del Libro Magico Alessio Bozzella, il Genio della Lampada l’insuperabile e intramontabile Mario Bocci, TUTTI veramente BRAVISSIMI!

Il gruppo di teatranti sotto la guida esigente di Livia ha interpretato con impegno, fantasia e vivacità la recita che custodiva un messaggio importante: il dono della lettura perché ogni libro conserva un mondo diverso e sempre nuovo di raccontare tante storie appassionanti. Aprire un libro è un po’come partire per una vacanza!

Ad abituarli alla lettura dai primi anni di vita saranno proprio i genitori leggendo loro le prime fiabe.

Dolce è risultata in scena la partecipazione dei Grandi con i Piccoli, ha evidenziato il ruolo dei nonni con i nipoti e la magnifica complicità che può nascere.

Allora prima di ricordarci piacevolmente i passi della recita “L’Avventura di Filippo” proviamo a rammentare i nostri 6,7,8 nanni perché sarà utile ripensare a quando ci scatenavamo nei cortili a correre e urlare, il perché non possiamo certo ricordarlo ma godevamo di una spensieratezza infinita, quando non sentivamo il freddo ed il caldo ma solo una gran sete di acqua, la meravigliosa amica dei bimbi sudati e accaldati.

Allora si deve combattere affinché un laboratorio teatrale come quello gestito da Livia Angori “Cresciamo nel Piccolo” e voluto da tutti i soci del Piccolo Teatro della Città di Cortona si diffonda in una rete per tutti i centri abitati della nostra amata terra perché i bimbi di oggi saranno le Donne e Uomini di un molto vicino domani.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

p.s. Ai soci del Piccolo Teatro della Città di Cortona vanno i ringraziamenti per la generosa collaborazione: Narratore1 Daniela Banelli, Narratore2 Fabio La Grassa, Costumi Sartoria Anna, Costumiste Benedetta Angori e Daniela Banelli, Audio e Luci Fabio La Grassa, Scenografie Alexandru Artem Livia Angori, Collaboratrice Laboratorio Daniela Alunno.

Dic 21

2025

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Mostra del Giocattolo d’Epoca e Modellismo a Cortona

In questi giorni di grandi festività nella Città di Cortona si entra e si esce con facilità dal Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona, un affascinante mondo archeologico e poi si può subito dopo visitare, nell’arco di pochi minuti, la “Mostra del Giocattolo d’Epoca e Modellismo” nel Complesso Congressuale di Sant’Agostino che si chiuderà il 6 gennaio del Nuovo Anno.

E’ uno choc emotivo e stimolante molto forte, perché le nuove immagini che acquisiamo e che ci portiamo dentro le nostre normali vite, sono tante e diversissime. Statuette, coppe e lucerne forgiate in bronzo a partire dal VI a.C. che raccontano l’esistenza di donne e uomini che non possedevano frigoriferi, televisori, non usavano la luce elettrica e non possedevano i cellulari. Ci fa pensare. Di contro oggetti di un collezionismo che riporta la storia del consumismo, un fenomeno del 1960 d.C. che racconta un’Italia che non c’è più.  

Allora vi offro un altro consiglio e sempre gratis: quando deciderete di fermarvi godetevi un rilassante aperitivo in piazza perché c’è subito molto da riflettere e assorbire … Sicuramente ci sentiamo più ricchi dentro perché queste esperienze temprano le nostre personalità se sappiamo cogliere il significato delle esperienze degli altri “colleghi uomini” antichi o moderni che siano.  

Entrando nel mondo vintage del giocattolo è stato emozionante scoprirmi piena di gioia di fronte ai personaggi di Carmencita e il suo Caballero esposti in uno scaffale della meravigliosa Mostra del Giocattolo d’Epoca e Modellismo. Sono i protagonisti di uno spot pubblicitario, creati dal grande Armando Testa, padre della moderna pubblicità in Italia che veniva trasmesso nel “Carosello” televisivo serale della RAI e poi “tutti a nanna”!

Una delle prime storie d’amore sognate dalle fanciulle di quei tempi.

Parliamo di 60 anni fa!

Allora non esistevano come al mondo d’oggi network interamente dedicati alla sfera infantile, quelli odierni trasmettono esclusivamente ed interrottamente cartoni animati.

Ai miei tempi :o) esisteva solo “Carosello” e il mondo del consumismo sapeva su chi far leva per incentivare il mercato e mandava in onda gli unici minuti dedicati ai più piccoli. In quegli spot di sintesi fantasiosa e geniale era già scritta la ripresa economica dell’Italia insieme ad un futuro colmo di tanta speranza.

Erano gli anni dell’immediato dopo guerra e “al cuore di mamma non si negava nulla”!

Questa e altre pubblicità sono divenute preziose testimonianze di felicità sociale, erano parte integrante del processo strategico del boom economico italiano. Molti dei giovani di allora hanno potuto realizzare tutte le aspirazioni e i desideri.

Ma la mostra svela sotto la grande navata della Chiesa anche un fantastico e grandissimo plastico ferroviario creato dal “GRUPPO FERMODELISTICO ARETINO” che insieme a decine e decine di contenitori colmi di centinaia di modellini di vagoni ferroviari, ricostruzioni navali e aeree, civili e militari, occupano il grande spazio del “Tempio”. Sono presenti: il modellino di una stupenda Americo Vespucci, le navi da guerra come il cacciatorpediniere Aviere artigliere “La Spezia” 1952 in scala 1:350, le navi da battaglia la “Vittorio Veneto” 1940 e la “ROMA” 1943, e saltando “solo qualche secolo” la Trireme Romana del 1° sec. d.C. E poi ancora: ricostruzioni di postazioni d’artiglieria mimetizzate nel terreno, VTLM Lince usati in Afganistan nel 2007, ricomposizioni con i soldatini di piombo e castelli di battaglie passate alla storia senza contare le centinaia di modellini di vagoni e locomotrici ferroviari e aerei.

Nella Sala Severini sono custodite le creazioni costruttive della Lego, mentre centinaia di Barbie sono presentate nella Sala Pancrazi. Credo che da bambina una visione del genere mi avrebbe fatto svenire dalla gioia e dall’eccitazione! Una grandissima sala colma di centinaia e centinaia di bambole indimenticabili vestite dai modelli e colori più fantasiosi.

Ma i giocattoli vintage degli anni “60, “70, “80 non sono solo dei ricercati oggetti che evocano nostalgia, essi se ben conservati, curati e restaurati rappresentano un vero investimento economico.

Un Vero Lusso penserete! Lo escludo, perché visitando la mostra è impossibile non accorgersi di quanta passione, pazienza, osservazione, manualità e costanza spendano i collezionisti. Sono ore dedicate dopo il lavoro, quando i figli sono finalmente a letto e la casa si inonda dei propri pensieri. Sono hobby che fanno bene all’anima.

E’ un mondo fresco e vivace e se si vuole aumentare il volume della propria collezione ci sono mercatini per tutte le “tasche” e poi si possono intrecciare nuove amicizie e proporre sempre degli scambi. In più i contatti personali con gli altri collezionisti sono motivi di interessanti confronti per nuove informazioni. Ho ascoltato le chiacchiere che si scambiavano gli appassionati e ho capito quanti contatti offrano i social media e le piattaforme di vendita online. Ho anche compreso quanto siano attenti nel non esporre mai gli oggetti alla luce diretta ed agli sbalzi di temperatura, perché è la prima raccomandazione che ti viene suggerita. I più sofisticati collezionisti curano i restauri cercando sempre gli stessi pezzi dei modelli o le vernici d’epoca, sono queste attenzioni che elevano nel tempo il loro valore. Per pulire la plastica usano pezzette umide e mai sostanze abrasive mentre i peluche li spazzolano con delicatezza e non pensate di metterli in lavatrice! Sono attenti a conservare le confezioni originali o tentano di recuperarle e custodiscono gli scontrini d’acquisto.

Proprio come se fossero dei veri gioielli d’epoca.

Se poi siamo super fortunati dobbiamo sapere che la produzione di un cult cinematografico, una manifestazione o un evento o una riedizione del modellino di un vagone, di un aereo, di una nave o la produzione limitata di una bambola che conserviamo gelosamente nel nostro ripostiglio ne aumenteranno il valore di mercato. Questi oggetti non rappresentano solo un gioco infantile ma una vera cultura pop, un sostanzioso pezzo di storia.

AugurandoVi un Sereno Anno Nuovo, sperando vi appassioni la visita alla “Mostra del Giocattolo d’Epoca e Modellismo” nel Complesso Congressuale di Sant’Agostino a Cortona perché c’è ancora tanto racconto dell’Uomo e Nulla di Intelligenza Artificiale.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Nov 18

2025

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Il Piccolo tra i Grandi

Nella serata di sabato 15 novembre scorso nella sede del Teatro Signorelli la Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona ha aiutato a realizzare, con il contributo dell’Accademia degli Arditi e il Patrocinio del Comune di Cortona, la riedizione di uno spettacolo veramente particolare dall’alto profilo affettivo e sociale. Dopo 50 anni sono tornati in scena i protagonisti, allora solo dei bambini, di una parodia in musica dei Promessi Sposi scritta da Luigina Crivelli e Franco Sandrelli, due professionisti del pensiero creativo teatrale nonché moglie e marito nella vita.

La Maestra Crivelli grazie alla sua competenza di insegnante e dotata di rara sensibilità, ha saputo far esprimere con successo dei giovanissimi bambini sul palcoscenico di allora, tanto da ricevere per questo lavoro un Primo Premio Nazionale.

Le foto dello spettacolo originale (su fb ne girano tantissime) raccontano di piccoli fanciulli felici, vestiti di stupendi costumi, protagonisti sul palco in una meravigliosa scenografia. Gli scatti raccontano la tanta cura spesa dai coniugi Sandrelli per questo particolare progetto. Immaginiamo la passione per il teatro della giovane maestra, l’idea presentata al marito, bravo attore e regista, e il tanto lavoro ragionato, perché le problematiche dovevano essere molte, come spendere il meno possibile. Sapeva che non poteva chiedere soldi alle famiglie degli alunni.

Allora in un giorno dei nostri, dopo 50 anni, la figlia Eleonora Sandrelli, che tanto ha nel cuore i genitori, decide di ripresentare in scena un adattamento della loro commedia musicale. In un nano secondo le si presentano mille pensieri: come riscrivere la sceneggiatura, individuare gli interpreti, il maestro per curare gli arrangiamenti?

E dove trovare l’esperienza e il supporto necessario?

Ma nella Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona e nei suoi soci: donne e uomini per recitare, truccare, vestire, cantare e filmare!

Gli spettacoli della Compagnia del Piccolo sono sempre curati come nelle migliori rappresentazioni professionali, le scenografie e i costumi di scena sempre puliti e stirati. Tutto aiuta ad offrire agli attori e attrici la migliore postura teatrale.

Ma vi svelerò un segreto: è durante le prove che si riconoscono i talenti, i veri attori, quelli che hanno “cucita addosso” la stoffa del commediante.

C’è quello che non studia la parte e che dimentica persino il copione a casa e che pretende che gli altri lo supportino con il sorriso, come quello che invece si porta la partitura persino in bagno, poi c’è l’altro che fa i compitini tutti perbenino sperando in segreto un applauso tutto per lui, quello che ce la mette tutta, ma proprio tutta ma è negato proprio come la sottoscritta.

Già sono un pochino nella zona “conflitto di interessi” perché faccio parte dei Soci ma ciò mi rende lo stesso preziosa se onesta.

Infatti, le prove sono il momento più affascinante e reale per poter misurare il livello di coinvolgimento di una compagnia teatrale amatoriale. Dunque, nonostante ci fosse, in una delle ultime prove, lo Svogliato, il Simpatico, il Secchione, l’Antipatico, il Dotato, l’Impegnato, lo Studioso tutto ha funzionato perché c’erano anche: la Pazienza, l’Educazione e la Comprensione insegnata proprio dai “Genitori e Nonni Attori” che hanno impostato in tempi passati i Comportamenti Teatrali nel Piccolo.

Allora le Prove sono oneste rivelatrici del vero attore che non ha bisogno dell’immagine autorevole che gli offre il costume di scena per definirsi, ma che abilmente si sa cucire in dosso qualsiasi toga o armatura con la sua gestualità.

La Compagnia del Piccolo ha sempre prediletto commedie in allegria e per questo le sue proposte teatrali sono sempre sinceramente apprezzate dalla popolazione, del resto una risata spontanea oggi è veramente preziosa in questo mondo bagnato dal dolore.

Ma torniamo allo spettacolo!

La regista Eleonora affida l’inizio della commedia a delle immagini digitali proiettate “sulle quinte”, il filmato è carino e piacevolmente spiega e riassume il principio dell’idea, i primi contatti ripresi dopo 50 anni e le immediate ed entusiaste adesioni.

Poi si apre il sipario: Renzo e Lucia, Don Rodrigo e quelli che furono bambini si rivedono proiettati già grandi. Bravi Tutti! Con fluidità, musica, canto e recitazione lo storico racconto si svolge, la storia la conosciamo tutti, ma quello che non potevamo aspettarci era quanto la rievocazione di vecchie conoscenze e amicizie potessero commuovere tutti.

In Sala era Festa Grande! Nel teatro si è svolta Prima, Durante e Dopo la Commedia nella Commedia!

La Eleonora Sandrelli ha saputo leggere e riconoscere con meticolosità le grandi potenzialità dei suoi concittadini e ha così regalato con la sua regia una manifestazione al territorio cortonese dove non sono esistiti confini tra valle e collina, tra ricchi e poveri, ma solo dolci e teneri ricordi da condividere con il sorriso.

Non dimentico di elogiare un “volontario” di eccezione, il Maestro Roberto Pagani. Senza i suoi arrangiamenti e la conduzione da direttore corale e musicale, lo spettacolo sarebbe stato bombardato da pericolose stonature, veramente un umile grande signore.

In questa occasione non avrebbe valore citare il più bravo o il più intonato, perché bisogna solo rammentare che l’allegra commedia era scritta per essere recitata dai bambini, ma bisogna invece elogiare Donna Eleonora che con la sua intelligenza e cultura ha saputo cogliere il momento opportuno per creare con un concerto di affetti, di conoscenze, di aiuti altolocati, una manifestazione che ha resuscitato negli animi tutti l’amore di appartenenza a codesto territorio sempre più maltrattato e sfruttato.

Ricordiamo sempre che è l’alto valore delle Singole Persone a determinare il profilo di un paese o una città e in questo ambito l’Onestà Teatrale che vive in ognuno di noi, sarà sempre rivelatrice di ciò che realmente siamo. 

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Ott 17

2025

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Signor Giorgio Cuculi

Giorgio Cuculi era un Signore, un Gentile Signore.
Lo conobbi a Cortona nell’inverno 2018, mi cercò perché desiderava descrivessi in
un articolo la sua preziosa collezione di oggetti tecnici antichi e vintage. Fu poi, a
quel tempo, pubblicato su L’ETRURIA.
Una stupefacente raccolta di macchine da ripresa, fotografiche, riproduttori di
immagini, barometri, telescopi, bussole e qualsiasi altra antica apparecchiatura.

La sua richiesta non era dettata da uno spirito di personale vanità, certo era orgoglioso di
tutti i suoi “figlioletti” ma il suo desiderio più grande sarebbe stato quello di poter
donare la sua raccolta al MAEC.
Mi raccontò che aveva provato ad offrirlo senza ricevere la risposta che avrebbe tanto
amato, voleva mettere al sicuro la sua passione di vita.
Certamente il museo dell’Accademia Etrusca di Cortona non sarebbe stato il luogo
più adatto per raccogliere e curare la sua preziosissima collezione di centinaia e
centinaia di pezzi. Forse, al tempo, fu consigliato dai curatori del Museo di mettersi
in contatto con i giusti indirizzi del territorio di appartenenza, certo con il suo
handicap alla vista sarebbe stato difficile prendere iniziative al riguardo, ma non mi
riferì nulla al riguardo.
Gli consigliai allora di donare la collezione al Liceo Artistico di Cortona ma non
sapeva come contattare il Ministero della Pubblica Istruzione e sempre nel caso di un
diniego, di contattare anche il Museo del cinema di Torino, ma quest’ultimo
suggerimento non lo accolse perché mi spiegò che lo avrebbe troppo addolorato
allontanarsi dai suoi “figlioletti”.
Fu però contento dell’articolo e orgoglioso che la sua collezione fosse resa pubblica.
Senza voler entrare negli affari di famiglia, in codesto articolo descrivo solo il suo
grande amore per i suoi reperti e il piacere che avrebbe avuto affinché più persone
potessero godere del suo amorevole lavoro su degli oggetti che non verranno mai più
progettati e costruiti dall’Uomo Moderno. In essi, perfettamente conservati e
funzionanti, è raccolta la pura intelligenza evolutiva umana degli ultimi due secoli,
ormai oggi contaminata dall’AI.
La sua era una Casa Museo, veramente unica nel suo genere con persino 71
microscopi di cui uno settecentesco e lenti di ingrandimento ottocentesche di rara
bellezza.

Cuculi ha nascosto con la sua signorile timidezza, la cultura e passione. Rara e capace
è stata la sua archiviazione, minuziosa e dettagliata di ogni singolo reperto,
veramente encomiabile.
“ Caro Giorgio, nella speranza che il tuo patrimonio di vita non venga dimenticato,
ma affettuosamente goduto e ammirato dalle nuove generazioni, ti auguro una nuova
serena esistenza e che il tuo Riposo sia lieve e delicato. Questo ti avevo promesso e
questo ho fatto con tanta commozione nel cuore. Ciao Giorgio”.
Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Lug 22

2025

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Frances Mayes e la Casa Sognata

Chi di noi non ha mai desiderato possedere una piccola casa in un luogo toscano bello come  Cortona?

Se poi si presenta tutta da ristrutturare, scegliendo possibilmente particolari come le maioliche per il bagno e la cucina con i colori ed i disegni che ci piacciono di più, sarà una vera goduria!

Ogni volta che, a lavori finiti, le guarderemo conserveremo con gioia i momenti mentre vedevamo nascere codesti cari ambienti. Una casa che vediamo realizzare da un sogno custodito nella nostra più intima immaginazione, significa caricarsi di elettrizzante energia, vuol dire emozionarsi ogni volta anche per il più piccolo particolare come quello di immergere dei fiori colorati in una graziosa brocca acquistata in un mercatino, o preparare il letto con le lenzuola di lino della bisnonna, mai utilizzate in città perché devono essere stirate per valorizzarne i ricami, ma per “questa casa” non si sentiranno mai le fatiche!

Dunque sognare una seconda casa è una Fortuna, immaginarla in Italia da un continente diverso come quello degli Stati Uniti, un Privilegio.

Frances Mayes una gentile insegnante, scrittrice e poetessa americana della Georgia,  ha ricevuto dal nostro Presidente della Repubblica il conferimento della Cittadinanza Italiana per Meriti Speciali perché il suo libro “Under the Tuscan Sun” Sotto il sole della Toscana ha contribuito a far conoscere a milioni di persone Cortona nel mondo. Tanti altri libri ha pubblicato successivamente e sempre con successo, sul costume italiano, operando un’ottima comunicazione sulla nostra cultura nel mondo.

Così il 5 luglio scorso nella Sala Consiliare del Comune di Cortona, alla presenza del Sindaco Luciano Meoni, e delle alte figure istituzionali territoriali, è stato celebrato l’atto finale di tale conferimento raramente riconosciuto in Italia.

L’elegante cerimonia ha emozionato visibilmente la Frances Mayes. Sono stati ascoltati l’Inno Nazionale degli Stati Uniti d’America e quello Italiano suonati dai Maestri di violino e violoncello rispettivamente Stefano e Giulio Rondoni con il pubblico presente che ha cantato con sentimento le parole di Fratelli d’Italia.

Un evento molto partecipato dalla cittadinanza perché la scrittrice con il suo libro “Under the Tuscan Sun” ha sempre espresso il suo amore e ammirazione per la vita della  comunità cortonese fino a desiderare di farne parte.

Il libro descrive con freschezza e semplicità la gioia di vivere in una piccola dimensione Toscana attraverso gli incontri spontanei con gli abitanti. Narra la scoperta di come si affrontano certi mestieri, lavori che esistono solo nei luoghi dove le costruzioni sono in calce, cotto, cemento e legno di castagno … Da noi nulla di prefabbricato!

Descrive il suo amore per le piccole cose che forse noi italiani diamo troppo per scontate ed ha fatto sognare ad occhi aperti tutti quegli stranieri che desidererebbero vivere la ristrutturazione del casale dei loro sogni: la scelta dei pavimenti in cotto toscano, le decorazioni sui soffitti tra le travi di castagno per il soggiorno e le camere da letto, l’amore di coltivare le piante aromatiche. Ha insegnato come si possa arredare con divertimento ed economia, attraverso la scelta di mobili vecchi, valorizzati poi con la cura di un maestro restauratore, riportando in vita un tavolo o un comò dimenticato in cantina.

Un libro che risulta delicato e fresco come lo scorrere di un ruscello, spontaneo e reale che ha trasportato con l’immaginazione, milioni di persone lontane chilometri e chilometri dall’Italia nelle case secolari di una rustica eleganza toscana.

Tutto nei suoi racconti, esprime non solo un senso pratico ma il bello del gusto italiano proveniente da tradizioni centenarie, le sue pubblicazioni sono delle ottime campagne pubblicitarie del Buon Vivere Italiano.

Discutibile, invece, il film tratto dal suo libro.

L’idea era buona ma la regia e la sceneggiatura hanno deluso perché oltre a presentare persino immagini di “fontane finte” inserite in un contesto storico come quello di Cortona che non ha nulla da invidiare o da desiderare rispetto a qualsiasi altra realtà medievale e rinascimentale, meno che mai etrusca, è stata presentata una descrizione del maschio italiano banale fino a ridicolizzarla. Povero il nostro Raoul Bova che invece è capace di ben altro tipo di recitazione teatrale!

Spero che la grande e meritata notorietà della Scrittrice Frances Mayes possa poter suggerire consigli appropriati per le future regie e tutelare così la reale immagine di Cortona, dell’Italia e del suo popolo.

La Frances, nel periodo più bello e intenso della vita di una donna, dove consapevolezza e chiarezza emergono nella propria vita, si è donata con coraggio un’avventura: “quella di ricominciare da capo”!

Il suo scrivere, oltre divenire cosa piacevole per i lettori lo è stato principalmente per lei che ha esercitato una meravigliosa introspezione rivelatrice di nuovi desideri ed esigenze. Ha avuto coraggio scoprendo dentro di se nuovi valori e non ha esitato a perseguirli.

Un bellissimo esempio di crescita di una donna che vive le sue esperienze di vita ma che sopra ogni cosa le cerca, le trova e le insegue con successo. Attraverso la sua modestia e solarità trova la forza di inseguire una nuova vita in un paese straniero entrando si. in punta di piedi, ma con una forte determinazione.

La Frances ha carisma e ama la nostra terra tanto da averla seriamente studiata e per questo ha contribuito ad incrementare un buon turismo che rispetta la nostra cultura tanto da volerla contemplare, assaggiare, annusare.

Allora attendiamo felici il suo prossimo libro e chissà magari anche un gran bel film!

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Giu 21

2025

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Cittadinanza Onoraria

Cosa significa ricevere la Cittadinanza Onoraria, ma prima ancora Cos’è e Che Valore ha oggi per le comunità?

A Cortona la cittadinanza onoraria è un riconoscimento che il Sindaco di concerto con il Consiglio Comunale e la sua Giunta, attribuisce a persone che si sono distinte in vari campi della Scienza, nel mondo delle Arti, del Lavoro e dell’Industria, nella Giustizia, nell’Istruzione o che hanno promosso iniziative di carattere Sociale.

Cito solo alcuni nomi dei personaggi che sono stati insigniti di questo prestigioso riconoscimento: Raffaele Cantone 2012, Inge Schonthal Feltrinelli 2015, Nicodemo Settembrini 2017, Giovannangelo Camporeale 2017, Liliana Segre 2019, Egea Haffner 2019, Antonio Pappano 2020, Silvio Garattini 2023, Romana Severini 2023…

Tutti nomi eccellenti per eminenti esistenze votate alla Giustizia, Politica e Diritti Umani, al Business Intellettuale, alla Cultura ed alle Scienze, all’Archeologia, alle Arti e alla Musica e nel momento che viene concesso loro questo particolare riconoscimento anche Cortona si sente investita del loro onore ed entra in comunione simbolicamente con questi spiriti eletti.

Do ut des!

Ma il mondo delle lodi non può essere circoscritto ad una casta, a volte si può presentare il rischio di “Incensarsi e premiarsi da soli!”

Sarebbe bello oltre che onesto che si accendessero i riflettori anche su quelle persone che sono coinvolte in operati minori, ma che di fatto risultano comunque di fondamentale rilevanza per la popolazione.

Per portare un esempio, racconto, ma senza fare nomi.

Negli ultimi 5 anni in tutti i più importanti eventi cortonesi mi sono accorta di una silenziosa ma efficiente presenza di un film maker, un vero professionista, talmente bravo che oltre a saper riprendere fedelmente le manifestazioni, si adopera anche per diffonderle attraverso i Social compiendo un ottimo lavoro di comunicazione per Cortona.

Incuriosita da tanto operato gli ho chiesto: ”Per chi lavori?” e lui: “ Non lavoro per nessuno, lo faccio per passione. Amo Cortona e quando mi chiamano, perché non hanno nessuno bravo che li possa documentare gratis io mi rendo disponibile, mi impegno perché mi fa piacere che tutto il territorio conosca le manifestazioni e che possa seguire i dibattiti delle interessanti conferenze che si svolgono al MAEC, al Teatro Signorelli, nella sala Consiliare del Comune o al Sant’Agostino …” allora gli dico: “E’ come se svolgessi del volontariato civico! Oltretutto usi materiali di alto profilo tecnologico che ti saranno costati un patrimonio!” Lui: “Si mi fa piacere mettere a disposizione le mie competenze per la Comunità Cortonese.”

Dunque di queste meravigliose persone la nostra cittadina è colma, allora lancio una piccola idea che spero possa attrarre le Istituzioni di Cortona ed i suoi Abitanti, studiamo un dibattito per dedicare una manifestazione al volontariato “civile comunale” coinvolgendo anche i giovani.

E’ bello avere degli ideali, ma a volte, risultano difficilmente raggiungibili come quello della Pace o della fine delle Guerre, ed allora l’uomo comune, per non sentirsi sconfitto, deve comunque poter esprimere nella sua quotidianità la possibilità di intrecciare il proprio operato con quello di altri e per questo sentirsi parte di una costruzione positiva che non deve essere necessariamente retribuita ma forse istituzionalmente elogiata però si!

Sono importanti anche gli Incentivi Morali!

Ovviamente non si possono elencare le buone azioni giornaliere nei tg nazionali ma gli uffici stampa dei Comuni potrebbero raccontare delle belle storie. Allora meno propagande elettorali e più vite comunali.

L’Importanza della quotidianità va studiata, curata perché è da questa dimensione che si creano le fondamenta solide di una struttura che sostenga i cittadini degna di vivere nel tempo. Sono dunque le piccole ma profonde gentilezze che possono creare il senso civico e la coesione sociale e solidale.

Poi a Cortona esistono molte figure che sono passate negli anni dalla “professione di turisti” perché amanti della bellezza di Cortona e del suo buon vivere, a “cittadini residenti”. Persone che portano nel territorio professionalità acquisite a Roma, Milano, Bari, Torino, Napoli e che stanno diventando sempre più numerose e coinvolte.

Personaggi di chiara fama internazionale danno sicuramente grande prestigio alle manifestazioni, ma spenti i riflettori rimangono sterili gli apporti sul piano della coesione sociale.

Quanti di noi hanno sognato da Bambini un momento di successo per una nostra idea tra gli amichetti, in classe, in una festa familiare. Quando meritati, i complimenti sono un pieno di benzina per qualsiasi donna o uomo intelligente che saprà trovare altra energia da spendere per la comunità. Un volano positivo, se riusciamo a farlo partire non si fermerà più.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Mag 07

2025

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MOZART è MOZART

La musica trasmette agli spettatori forti sensazioni perché è l’Uomo stesso uno strumento che, con i suoi 5 sensi, riesce a codificare le note scritte sul pentagramma.

Il concerto musicale racconta di emozioni umane quelle di chi lo compie e di chi lo ascolta.

Allora avere la fortuna di poter seguire i tanti concerti che si eseguono in Cortona è cosa bella.

Dal 25 al 27 aprile u,s. si è svolto il Festival della Musica Corale e nella Chiesa di San Domenico si sono incontrati il Coro Cantoria Nova Romana di Roma e il Coro e l’Orchestra della Città di Firenze tutti diretti da Concetta Anastasi, Direttore di coro, d’orchestra e compositrice per eseguire di W.A. Mozart la Sinfonia di N.29 K201 e la Messa d’incoronazione KV 317.

Una esecuzione canora di prim’ordine. Li accompagnava l’ottima orchestra composta per la maggior parte da giovani studenti di conservatorio, le donne ai violini, viola, violoncello e contrabasso, gli uomini ai fiati. Si sono distinti per la loro preparazione e disinvoltura della Musica d’Insieme e non ci dimentichiamo che l’energia e la fantasia erano di Mozart, un armonioso matematico.

Un evento da custodire e possibilmente da ripetere.

Da ricordare anche la generosità di questi Signori che hanno suonato e cantato per la raccolta fondi dedicata al restauro delle capriate della Basilica di Santa Margherita di Cortona.

Allora per questo evento la Chiesa di San Domenico si era vestita “al meglio”, accendendo tutte le luci illuminando così i capolavori pittorici del Signorelli, del Crespi, di Bartolomeo della Gatta …

Nella scatola prospettica della Chiesa, il coro e l’orchestra emergevano dalla quinta dorata della grande pala quattrocentesca dell’Incoronazione della Vergine di Lorenzo di Niccolò Gerini e componevano un quadro vivente, vibrante e potente dove ogni singolo spettatore poteva interpretarlo con una lettura d’impressionismo, di surrealismo o di realismo. Liberi di scegliere la propria chiave di lettura.

Una enciclopedia di nasi e bocche, capelli ed occhi, fantasie geometriche e giochi di colori incorniciati dal nero diffuso dei loro abiti.

Una gigantesca tela che rappresentava un Capitale Umano.

Donne e Uomini che suonavano e cantavano una composizione musicale passata alla storia per la sua sofisticata bellezza. Concerti eseguiti e tramandati di decenni in decenni dove cambiano le mode e i vestiti ma il quadro corale vivente è capace di entrare nell’anima del Pubblico sempre e non perde potenza anzi, la fortifica nei tempi.

W.A. Mozart è tra i Tanti che hanno donato Preziose Eredità. Testimonianze Secolari.

Tra i solisti si sono distinti in bravura la Soprano Zhang Junrong e il Basso Antonio Trippetti.

La raccolta di note canore insieme alla musica degli strumenti emette una forza fisica potente che impatta con l’animo umano e lo eleva fino agli spazi infiniti.

Non citerò i patrocinanti, i sostenitori e gli organizzatori di queste magnifiche manifestazioni ma li ringrazio a nome di tutti.

Ricordo con tanta malinconia che in quel pomeriggio particolare abbiamo pregato per Papa Francesco e gli abbiamo donato insieme alle nostre preghiere la gioia e i dolori delle nostre vite che lui stesso ha vissuto come Uomo, Sacerdote e Papa.

Allora Speriamo nel Bene.

Prima di incontrarsi per il concerto gli spettatori possono aver spento il gas del sugo, raccolto dal tappeto i giochi dei loro bimbi, steso i panni da una lavatrice, buttato la spazzatura, ma una volta assorbiti dalla Bellezza Musicale abbiamo volato tutti insieme come Angeli.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Mar 22

2025

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La Ricerca sulla Sessualità Femminile a Nudo

Solo il titolo sulla locandina ha originato “Solo Posti in Piedi” alla “FactoryDardano44” di Cortona per la conferenza della neuroscienziata Celeste Bittoni, dottoranda all’Università di Padova, dipartimento di Psicologia della Socializzazione e dello Sviluppo, co-fondatrice di Padova Sex Lab, un laboratorio di ricerca multidisciplinare che esplora tutte le sfumature della Sessualità Femminile.

Serata Brillante ed Istruttiva.

Come professionista della comunicazione posso onestamente affermare che semplificherò la spiegazione scientifica mentre come giornalista sottolineerò l’importanza di questo appuntamento sotto il profilo individuale e collettivo.

In sessantasette anni ho assistito per la prima volta ad una conferenza che raccontasse in modo serio ed esplicativo l’organo sessuale femminile nel dettaglio e ne spiegasse anche la funzione nel dettaglio. Troppi pregiudizi ed ignoranza hanno accompagnato nei secoli precedenti il mondo intimo femminile minando sia la sua salute fisica che psicologica.

Spero che il mio semplice articolo sull’argomento contribuisca ad indicare una strada sicura per colmare la sana curiosità delle mie giovani lettrici desiderose di ricevere delle delicate risposte.

Il focus è decisamente molto sentito dalla Società e se è vero che nell’umanità esistono 7 donne per 1 uomo, comprendiamo quanto sia importante per le donne riconoscere la propria salute sessuale ed il suo piacere e quanto questo benessere incida numericamente sulla popolazione mondiale.

Per l’organo maschile è sempre stato più facile individuarne la salute o le sue patologie, diversamente da quello femminile che si sviluppa molto internamente e dove è più complesso indagare ed eventualmente, sperimentare nuovi stimoli.

In più soggetti presi in esame affetti da malesseri diversi si è constatato che il piacere che si ricava dall’orgasmo comporta un alleggerimento se non addirittura la scomparsa del malessere stesso.

Gli ultimissimi studi hanno quindi evidenziato quanto il piacere sessuale possa innalzare la soglia del dolore del 70% fino al 100 %; allora fosse anche solo per questo aspetto, pensate quante nuove cure possiamo progettare per la terapia del dolore.

Attualmente per sconfiggerlo o semplicemente per alleviarlo dobbiamo assumere farmaci che comunque intossicano il nostro organismo, allora perché non immaginiamo nuove cure mediche che recuperino energia dalle nostre stesse risorse interne?

Una scoperta rivoluzionaria che potrebbe diminuire l’uso dei farmaci.

Un’ipotesi apparentemente fantasiosa ma nella ricerca nulla è certo ma tutto viene rigorosamente sperimentato.

Pensate che solo da pochi anni esistono disegni fedeli alla realtà del sesso femminile esterno.

I primi studi ufficiali riguardo la sessuologia umana si hanno solo negli anni “60 dai ricercatori statunitensi William Masters, ginecologo e dalla dottoressa Virginia Eshelman Johnson, sessuologa. Questi egregi pionieri hanno firmato il primo studio di ricerca sulla fisiologia sessuale umana esaminando nel corso di 11 anni oltre diecimila atti sessuali compiuti da 700 volontari. Questi esperimenti li hanno portati ad individuare 3 fasi: l’eccitazione, l’orgasmo, la risoluzione sia per la masturbazione che per i rapporti sessuali.

La maggior parte dei loro pazienti si presentava in coppia, manifestando discrepanze nel desiderio. Purtroppo gli studi di allora rimasero privi dei rilievi psicologici e neurologici perché non esistevano ancora gli Elettroencefalogrammi e la Risonanza Magnetica di ultima generazione ….

Ma dai racconti delle prime esperienze di ricerca in questo campo si può anche dedurre quanto sia delicato e difficile poter sviluppare statistiche che hanno necessità di tanti soggetti volontari coinvolti in un esercizio così intimo come la masturbazione o l’atto sessuale condiviso!

Proprio per queste motivazioni è importante diffondere la conoscenza del lavoro della dottoressa Celeste Bittoni e del Padova Sex Lab perché ci ha spiegato con chiarezza e semplicità quanto sia difficile preparare i volontari nei quali la componente psicologica gioca un ruolo fondamentale.

Arrivare oggi a promuovere uno studio di “Ricerca per Migliorare il Benessere Femminile”, è a dir poco stupefacente ma grazie all’evoluzione culturale delle nuove generazioni ed a una strumentazione più sofisticata si possono raccogliere “dati certi”.

Forse perché è difficile convincere gli uomini che dirigono quasi tutti i dipartimenti del Mondo della Medicina?

Per condurre oggi una buona ricerca in questo campo della medicina femminile al quale raramente si sono dedicati metodi di sperimentazione e studi specifici, si sta praticamente partendo da ZERO. Non esistono linee guida e protocolli, tutto si deve ancora compiere!

Oggi gli studi sperimentali nel campo della sessualità femminile si svolgono grazie al volontariato delle donne, studentesse, mamme, sorelle, amiche.

Di volta in volta si aggiungono elettrodi per registrare meglio gli stimoli che arrivano al cervello e solo con l’ausilio delle volontarie, insieme alla professionalità del gruppo universitario del “Padova Sex Lab” tutto al femminile (tranne il capo il Prof. Jeff Kiesner) si percorrono azioni, si sperimentano metodi, si registrano dati che si raffrontano con quelli di poche altre università al mondo. Attraverso queste prime ma fondamentali esperienze si individuano le apparecchiature che saranno più adatte per una certa raccolta di dati e tutto potrebbe portare a nuove strade d’indagine.

La Ricerca è preparazione professionale, metodo, serietà, sacrificio ma anche intuizione, fantasia e creatività.

Alla luce dei fatti possiamo pensare che la dottoressa Celeste Bittoni passerà alla storia insieme al suo Capo ed al “Padova Sex Lab” per aver riconosciuto fra i primissimi studiosi della scienza umana il potere terapeutico del piacere sessuale.

Finalmente una strada aperta da percorrere con decisione.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®