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Mar 23

2024

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Salvina Maria Ingo in Sangue Normanno e L’Amore Imperfetto

L’Amore Imperfetto e Sangue Normanno sono gli ultimi libri della scrittrice Salvina Maria Ingo che entra immediatamente, riga dopo riga, tra le pieghe delle nostre intimità, anche quando in alcune situazioni che descrive, non siamo ancora penetrati.

Ha una scrittura magnifica che illumina racconti semplici con una forma sempre elegante.

Tu lettore ci stai bene dentro perché è sempre ricca di riflessioni e spunti di pensieri, a volte ovvi, ma intanto non li avevi realmente mai messi a fuoco!

Lei scrive e tu leggi di Elena, Filippo, Tancredi e di Alessandra, di Corrado … e li impari a conoscere.

Con i suoi personaggi giochi a scacchi e cambi posizione per provare a comprendere, per capire i loro cuori perché Salvina descrive l’Amore in tutte le forme possibili a lei conosciute.

Ho imparato a provare ad ascoltare il diverso battito dei cuori dei suoi personaggi e, per come li racconta, sono tutti affascinanti persino i più subdoli. Non usa una penna ma una bacchetta magica per raccontare le tante sue storie.

Sono spesso Vite Amare, mai banali e sempre reali, ma gridano tutte la tanta voglia di vivere.

Libri intriganti che si scoprono con piacere pagina dopo pagina.

Spesso, tu lettore “vorresti entrarci” tra quelle righe per far parte di alcuni quadri scenici, per offrire quella spinta di coraggio al personaggio di turno perché a noi stessi magari, nella nostra vita reale, a volte è mancata.

Salvina Maria Ingo risveglia in noi il primario desiderio di comprenderci e di amarci per poi, poterci avvicinare Autentici all’Altro.

Quando si entra nel ritmo perfetto della sua scrittura vorresti che il libro non finisse mai.

Buona Lettura

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

p.s. I libri sono acquistabili online o dalla Feltrinelli

Feb 23

2024

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OZPETEK a CORTONA

Nella mia solita passeggiata mattutina a Cortona nel giorno relativo al mio abbonamento per la stagione teatrale al Signorelli, tra le altre cose rivelatasi quest’anno veramente interessante, incontro immancabilmente, all’altezza della Chiesa di San Domenico, gli attori della Compagnia appena sbarcati in paese che si godono il panorama della Val Di Chiana.

Con cordialità ma senza essere troppo invadente li saluto sempre.

Questa volta avevo di fronte l’attrice turca Serra Yilmaz la musa del cineasta Ferzan Ozpetek, un vero e proprio brand per il suo Maestro, del resto in serata avrebbe recitato nell’ultima trasposizione di “Magnifica Presenza” un film del 2012 firmata dal regista pluripremiato. Ricordo solo alcuni suoi premi prestigiosi come il David di Donatello, Nastri d’Argento, CiaK e Globi d’Oro.

Come per “Mine Vacanti” Ozpetek porta in teatro un altro successo cinematografico e stavolta con otto attori nei ruoli di 11 personaggi: Serra Yilmaz (Lea) un’istituzione per il regista, Tosca D’Aquino (Maria) sempre un’ottima presenza di scena e una sicurezza per l’intero cast, Federico Cesari (Pietro) un meritatissimo ruolo da protagonista, Toni Fornari un Simpatico “(Ambrogio)”, Luciano Scarpa (Filippo/Antonio) brillante veramente brillante, Sara Bosi (Elena) una giovane brava attrice, laureata nel 2005 in Biotecnologie Agrarie e Vegetali presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Bologna (vedremo quale delle due carriera la sceglierà!), Tina Agrippino (Gea/Livia) e Fabio Zarrella (Massimo/Luca) affidabili sul palcoscenico in qualsiasi situazione.

Avevo molte aspettative su questo lavoro perché sono una fan di Ferzan Ozpetek Artista Uomo/Donna che scrive libri oltre a far cinema e teatro dalle trame che si intrecciano fra fantasia e realtà … In lui trovo sempre originalità nei racconti, profondità e semplicità, fotografa spaccati di un quotidiano che narrati da altri apparirebbero persino banali, mentre lui scava a fondo e porta alla luce verità affascinanti, drammatiche, complicate e disarmanti ma lo spettatore ne rimane sempre catturato perché racconta la Vita, quella Vita che lui spera non sia mai Sprecata.

Ozpetek stesso sceglie i suoi attori che presentano essi stessi uno spessore culturale di alto profilo. La Serra Yilmaz è laureata in psicologia e nel 2006 è stata l’interprete ufficiale durante la visita di Papa Benedetto XVI in Turchia mentre il protagonista Pietro, l’attore Federico Cesari che nel 2023 si è laureato in medicina, lo conosciamo già fanciullo nel ruolo di Andy nei “Cesaroni”.

A lui è affidata la trama teatrale svagante e nostalgica di un percorso di crescita personale, pauroso, intimo e sociale che si matura sul palcoscenico attraverso il “contatto con i fantasmi” in una Casa dove non sono altro che la voce delle sue esperienze dove la sua coscienza si fa domande e gli offre risposte.

In tutte le opere di Ozpetek le Case sono le vere protagoniste della rappresentazione e non vengono raccontate mai come gusci vuoti perché hanno sempre un’anima. In “Magnifica Presenza” la Casa Antica è una bellissima scenografia di Luigi Ferrigno dove il protagonista vuole andare a vivere staccandosi dalla convivenza con la cugina che rappresenta la Figura Femminile.

Pietro pensa di essere innamorato di un aiuto regista di tanto successo, tanto quanto volgare.

Lui è un pasticcere ma desidera diventare un attore di quelli bravi e l’abitazione raccoglie al suo interno tante vite passate di una compagnia teatrale tradita dalla loro protagonista che li denunciò ai Nazisti.

E’ proprio attraverso il contatto tra i fantasmi e il protagonista Pietro che si snoderanno più aspetti umani.

La Compagnia si rivela di ottimo livello e l’abilissimo Federico Cesari insieme ai “Fantasmi/Attori” “prende, impara e dirige” lezioni di recitazione …

Si rivelano per gli spettatori momenti di vera Bravura teatrale!

Nell’insieme un buon lavoro, anche se non mi hanno convinto alcune scene iniziali per la mancata raffinatezza dei testi di solito sempre curatissimi e colmi di pathos, come solo l’elegante e sensibile Ozpetec sa donare.

Noi donne abbiamo adorato la stupenda storia d’amore descritta nel suo ultimo film “Nuovo Olimpo”  perché Ozpetek non è mai superficiale e scontato.

L’Idea del film di “Magnifica presenza”, del 2012 con Elio Germano, nacque dopo una storia raccontatagli da un suo amico al quale negli anni “90 capitò di sentire delle presenze in casa .. seppe poi che durante l’ultima guerra il suo palazzo a Testaccio era stato bombardato e nella disperazione una mamma e la figlia s’erano buttate da una finestra …

Ferzan Ozpetek si nutre del visibile e dell’invisibile che ci vive intorno ma, molti lo scoprono solo attraverso le sue Opere dove temi come l’Omosessualità, il Nazismo e la Guerra non sono mai trattati come programmi di partito, perché le sue prospettive sono sempre inaspettatamente inusuali quanto autentiche. 

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Feb 07

2024

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48 ORE a CORTONA

Una passeggiata a Cortona in gennaio è proprio diversa da una in qualsiasi altro periodo dell’anno.

Nella prima si apprezza la restituzione dei luoghi al tempo passato, le altre invece rappresentano tanta mondanità e il risanamento economico di molte famiglie del territorio.

Dunque in gennaio Cortona cade in un letargo di ferie forzate! Ma … non tutto dorme!

Arrivo di domenica e una volta aperte le persiane di casa e acceso il riscaldamento, esco e passeggio tra i vicoli, tanto in Ruga Piana i negozi sono per la maggior parte chiusi.

Scorgo e fotografo angoli nascosti che d’estate rimangono celati dalla moltitudine delle persone che li percorrono e poi il profumo dei camini accesi mi scalda subito il cuore. 

Scopro novità: in piazza i Molesini hanno chiuso l’attività del “Super Alimentari” ma apprendo anche che la bottega alimentari di Romina Spagnoletti che si trova vicino Porta Colonia su Via Dardano, sta ampliando l’attività. Bene! Ho sempre apprezzato la titolare perché ha sempre proposto prodotti di pastifici locali, prosciutti profumati, formaggi unici. Ha cura nel mantenere un profilo accogliente e familiare, ti fa sentire un po’ a casa nel suo negozio, ed è una cosa che mi piace perché penso che a Cortona ci siano molte persone sole ed anziane e per loro la Romina è un gentile punto di riferimento.

Allora aspettiamo con fiducia il restyling del suo negozio. E’ pur vero che viviamo nell’Era dei Supermercati, ma mi rendo conto che una bottega alimentari rappresenti un valore primario per la sopravvivenza indipendente di una piccola comunità. Insomma insieme alla Stazione dei Carabinieri, l’Ufficio Postale, il Benzinaio, la Farmacia … il negozio di Romina sono beni insostituibili per la vita che continua tra le piccole e antiche mura.

Nel freddo pomeriggio mi fermo in piazza della Repubblica, dove un artista di strada sta suonando e cantando De Gregori, Battisti, De André, John Lennon …..

E’ Simone Rocchi di Sinalunga conosciuto e apprezzato dalla piazza cortonese perché ha un modo semplice e diretto di esibirsi ma è altrettanto elegante e profondo.

BRAVO veramente BRAVO! Se fossi una proprietaria di un importante “Resort 5 Stelle” lo ingaggerei per delle serate. Non è un urlatore, è raffinato e la sua grande maestria lo rende disinvolto. Con leggerezza e grazia passa in rassegna canzoni indimenticabili di un vastissimo repertorio. In lui godiamo di un’ottima rappresentanza italiana di fronte agli stranieri che popolano Cortona, Simone Rocchi ci fa fare una gran bella figura!

Che momento Magico quel pomeriggio. Cortona avvolta dalla luce dell’imbrunire, la scalinata del Comune libera dalla disordinata presenza dei visitatori, solo pochi ascoltatori “ma buoni”, siamo comodamente seduti sulle panchine e solo qualche passante appare e scompare. Tutti sorridenti. Ero di spalle all’artista ed ho visto bimbi immaginare stupiti chissà cosa osservando le dita del chitarrista, ragazzi sorridere romantici ai sogni di baci ardenti, vecchi riprovare il brivido della vita, l’allegria negli occhi dei fanciulli, lo sfuggente sentimento di rimpianto di una donna …

La mattina del giorno dopo decido per una passeggiata al lago e mi regalo una fantastica colazione nel bar Vannelli di Camucia accompagnata dalla gentile barista che mi serve il caffè proprio nel “mio momento giusto” cioè quando ho finito di mangiare l’ultimo boccone della squisita tortina di riso e siccome la pasticceria Banchelli a Cortona ha chiuso, mi faccio imbustare anche una gustosa pasta di mele. 

Insomma questa è la mia difficile vita da pensionata! L’esperienza mi ha regalato la consapevolezza di godere delle cose più semplici e non me ne lascio sfuggire alcuna!

Però poi la nebbia che sale dal lago mi riporta velocemente a Cortona perché lì splende il sole!

Allora mi compro un quotidiano e nella panchina del pensionato (così ribattezzata da mio marito) mi godo dall’alto la Val di Chiana ovattata e il cielo azzurro cortonese.

Nel pomeriggio la passeggiata al Parterre mi restituisce sempre l’anima perché passo, dopo passo, metto ordine nei miei pensieri.

Incontro Amici e scatto un po’ di foto alla fontana.

Poi l’incontro casuale con l’attore Claudio Bisio. “Allora stasera in teatro! ” e lui pronto a rispondermi con il sorriso e mi rivolge le nocche del suo pugno, per un saluto che accolgo.

“Speriamo bene!” mi risponde, mentre ci incrociamo e superiamo.

” Certo andrà tutto bene! Stasera scriverò un articolo!” rispondo.

Allora l’attore ha un’impercettibile indecisione, se fermarsi o proseguire, del resto noi giornalisti siamo miele per una buona recensione … ma oramai anch’io mi sono già allontanata!

Teatro Signorelli ore 21.00. Sold out, improvvisamente Cortona si popola.

“La mia vita raccontata male” dai testi di Francesco Piccolo, interpretati magnificamente da Claudio Bisio con la regia di Giorgio Gallione si è rivelata quella stessa sera un Gran Successo.

Non mi perdo mai il piacere di scrivere con il cuore in libertà sullo spettacolo che merita veramente di essere goduto dal pubblico per l’originale e profonda sceneggiatura scritta con molta cura dove la bravura di Claudio Bisio si svela nel più profondo dei dettagli recitativi.

Bisio interpreta l’Allegro, l’Ironico, il Melanconico, l’Incompreso, l’Infatuato, lo Sfuggente, lo Sfigato, ‘Ingenuo, l’Innamorato, l’Insicuro … e’ completamente a suo agio sul palco, è un animale da palcoscenico!

Il titolo è la miglior sintesi del racconto. Le scenografie, le luci e l’accompagnamento musicale sono il buon completamento di un ottimo lavoro e poi c’è la “Chicca alla Zelig” regalata dall’attore a fine spettacolo che dona alla sala una piccola felicità inaspettata.

Insomma con un sorriso sulle labbra mi addormento sotto le travi cinquecentesche della mia casetta di Cortona.

Sono solo “48 ore a Cortona”, belle intense, per me felici e spontanee.

Al mattino seguente riparto per Roma.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Dic 31

2023

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Roberto Michele Cenci -I racconti di nonno Guido-

Roberto Michele Cenci l’ho conosciuto in un’intima cena fra amici, dove non si deve apparire per condizione “necessariamente fichi”, ma si deve essere solo: persone Vere e Affettuose.

E’ il must della padrona di casa di Donna Cristina.

Roberto M. Cenci è un uomo distinto, colto, dallo sguardo mite ma penetrante.

Ho appreso solo a fine cena, che persegue da tutta la sua vita la difesa alla sua amata Gaia, ovvero la terra, prima laureandosi in Scienze Naturali presso l’Università degli studi di Milano, poi con un Master in Diritto Ambientale e poi con la sua professione di Dirigente presso la Commissione Europea dove ha realizzato progetti ambientali.

Nello scambio dei doni natalizi ha donato il suo libro intitolato: “I racconti di nonno Guido”.

Uno scritto dedicato alle stressate famiglie di oggi e ai loro fanciulli che hanno necessità di conoscere realmente la portata delle denunce che apprendono attraverso i telegiornali e di capirne i problemi per poi saper ricercare le risoluzioni.

Tutto in chiave Positiva e Fiduciosa.

La copertina è deliziosa, ben curata nel disegno e nei colori, è un libricino che ti invita a toccarlo e ad aprirlo seduto in poltrona magari circondato da giovani amici.

I suoi racconti narrano la sensibilità umana e la casa che la Terra offre ai suoi abitanti.

Un libro per Piccini ma anche per i Grandi che spesso smarriti e non sanno come educare i Piccoli.

Sono proprio gli scienziati a suggerirci di spiegare cose Difficili in modo Semplice e Roberto M. Cenci racconta situazioni drammatiche riguardo l’inquinamento delle acque, dei mari e dei fiumi senza allontanare e spaventare il giovane lettore, ma facendogli riconoscere le sue piccole stesse esperienze, tanto da non farli sentire meno soli e più fiduciosi.

Sottolinea nelle sue righe il valore della Famiglia come quello dell’Amicizia e l’Amore per il Creato.

Un pentagramma musicale di parole scritte che sanno di acqua limpida e pulita, di aria pura, di sentimenti facili ma profondi.

E’ chiaro il metodo usato dallo scrittore Cenci perché ha sempre curato il Bimbo che c’è in lui e crescendo come uomo, non lo ha mai dimenticato, perché è sempre stato per lui fonte di grandi risorse.

La genuinità di scrittura che usa è voluta, adatta alle giovani menti e questa è una risorsa perché sarà più facile sia l’ascolto che l’insegnamento.

Non usa punti esclamativi né quelli interrogativi, ha un ritmo da alfabeto morse che culla il fanciullo e lo induce a pensare mentre ascolta.

I Piccoli hanno i loro tempi e non possiamo immergerli in “cose tutte appiccicate”!

Sa che per le loro menti fantasiose ma genuine non c’è posto per inquinamenti “sopralerighe” perché i fanciulli vivono silenziosamente le loro giostre colorate.

Racconta loro la Realtà con grande semplicità e non omette nulla di scomodo, usa solo la delicatezza.

Cenci con il suo ordine di scrittura, li prende dolcemente per mano ed insegna ai bambini la Speranza una forza positiva che li aiuterà nella crescita per tutta la vita!

Di più non svelo e lascio al bravo lettore comunicare l’emozione alle giovani menti la sera, prima che s’immergano in quei meravigliosi sogni fatti di avventure tutte da scoprire.

Sono i Giovani Fanciulli di Oggi l’unica vera risorsa che ci salverà dai nostri stessi errori.

Roberto Michele Cenci è un uomo dalle molteplici risorse pronto a vivere le avventure che gli suggerisce il suo cuore.   

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Dic 22

2023

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C’E’ ANCORA DOMANI

Un Film di Paola Cortellesi

Nel mese di dicembre è stato proiettato, nelle sale del Teatro Signorelli di Cortona, il film “C’è ancora domani” diretto da Paola Cortellesi e da lei scritto insieme a Furio Andreotti e Giulia Calenda.

Mancava dalle sale un Bel Film, di quelli che ti emozionano, che ti svelano quello che forse non riuscivamo ad immaginare, che ti rapiscono per come si spiegano e che ti riempie di nostalgia verso quelle Signore, Bambine, Fanciulle che forse non ci sono più.

Eravamo nell’immediato dopoguerra.

Quelle Donne sono state le nostre Nonne e le loro figlie, sono le madri smemorate che coccoliamo oggi nell’intimità delle nostre famiglie.

Un film in bianco e nero dove la fotografia di Davide Leone ha ricostruito impeccabilmente l’atmosfera polverosa ed arida del quartiere Testaccio di Roma, di una città bombardata nella seconda guerra mondiale. Ma la sua sensibilità si è spinta oltre ritraendo i visi scarni ed emaciati per gli stenti patiti a causa della carestia e delle malattie. Gli alleati quando entrarono a Roma si meravigliarono per la magrezza della sua popolazione! E questa è storia.

Quadri che fanno riprendere vita ai nostri stessi ricordi familiari. Dopo aver assistito alla proiezione del film sono vivi nei miei pensieri i frammenti, pochi in verità, dei racconti sfuggiti ai miei nonni e ai loro 6 figli che all’epoca abitavano nel quartiere Prati di Roma in via Germanico. La fame ed il freddo erano stati così crudeli al punto che nessuno ha mai voluto rammentare i particolari, perché significava riperdersi in quel tragico vissuto.

La ricostruzione dell’ambientazione di “C’è ancora domani” è precisa e coerente come in un documentario, solo che gli attori BRAVISSIMI e diretti magistralmente dalla Cortellesi, hanno ridato voce e vita, alla quotidianità di quei giorni lontani e la sceneggiatura è recitata come per una commedia, tanto sono curati i dettagli nei dialoghi.

Nei primi fotogrammi nella scena del risveglio al mattino di una coppia popolana, al “buongiorno” di Delia (Paola Cortellesi) il marito Ivan (Valerio Mastrandrea) risponde con uno schiaffone e lei: Nulla, rimane Immobile …

Da quel gesto si comprende subito il costume familiare che si vuole narrare e che purtroppo non è solo quello di allora.

Forse è un film scritto per gli uomini, per quelli che desiderano capire e le scene al ralenti degli attimi di violenza quotidiana che Delia subisce in casa non fanno che evidenziare e ridicolizzare quel bullo nullafacente del marito.

La Cortellesi è stata abile perché ha ricatturato l’attenzione e l’interesse del pubblico con originalità e veridicità perché l’argomento della violenza sulle donne è uno dei titoli più frequenti nei telegiornali trasmessi tutti i giorni.

Allora Come Ora?

Dunque nel mondo cinematografico attuale il film appare come una grande stella e speriamo che non illumini solo come una grande cometa per poi fuggir via velocemente.

Il contenuto di “C’è ancora domani” restituisce dignità alla lotta delle donne per il raggiungimento della parità dei diritti e dei doveri con gli uomini.

Nel film sono descritte con chiarezza assordante le ingiustizie che le nostre bisnonne, nonne e madri subivano in famiglia e fuori nel mondo del lavoro e dimostra inequivocabilmente quanto ancora dobbiamo lottare e siamo nel 2024.

Possibile che dobbiamo Anche ed Ancora spiegare quanto sia difficile e oneroso per una donna che ha necessità di lavorare il ruolo di mamma? Per uno Stato Sano dovrebbe essere il primo Pensiero dare supporto con asili e interventi economici adeguati, perché dove c’è “organizzazione familiare” c’è più salute.

Dunque riavvolgiamo i fili della matassa della lotta femminista importantissima nello scorso secolo ma poi messa in “confusione” da altre “false liberazioni” che forse, a mio parere, hanno depistato riguardo il primario obiettivo della donna di acquistare la totale Parità di Rispetto Morale ed Economico nei Diversi Rispettivi Ruoli dell’uomo e della donna.

Commoventi nel film le riprese delle donne al loro Primo Voto! Oggi purtroppo la delusione nei confronti della Politica è tale che si vota sempre meno ma questo, è un altro film.

Il Successo di “C’è ancora domani” risiede nel presentare con grande semplicità cinematografica, attimi poetici, drammatici, affettuosi e ingiusti della Società dove è evidente che il motore trainante e creativo sia: Donna.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Dic 07

2023

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CALLAS,CALLAS,CALLAS

La Compagnia Opus Ballet di Rosanna Brocanello si è esibita con successo al Teatro Signorelli nello spettacolo: Callas, Callas, Callas.

Tre Coreografi diversi, creativi e unici hanno affascinato il pubblico restituendo il loro immaginario sulla vita della famosa soprano Maria Callas: Adriano Bolognino, Roberto Tedesco, Carlo Massari. Tutti e Tre Grandi per Differenza e Qualità di Contenuti. Chi più poetico, chi più spregiudicato e performante, chi più teatrale.

Tre visioni della Donna e dell’Artista Cantante. Non si richiede allo spettatore di scegliere quella più piaciuta perché le persone usciranno dal teatro più ricche di energia, di idee e di tanta eleganza.

Le loro tre coreografie accompagnate dal mondo musicale della Callas di Bellini, Puccini Donizetti, Bizet, Verdi .. e quella della musica elettronica di Vito Pizzo, Giuseppe Villarosa e l’editing musicale di Luca Martone rappresentano una difficile sfida per qualsiasi corpo di ballo e richiedono una sensibile e profonda capacità d’interpretazione. I ballerini della Compagnia Opus Ballet di Rosanna Brocanello sono stati precisi e hanno tratto forza dagli studi e dai duri allenamenti e hanno ballato Animandosi d’Intelligenza. C’è stata Ricerca e Sperimentazione.

Sono stati un Vero Successo!

Lo spettacolo al Signorelli ci ha fatto amare la danza contemporanea e molti spettatori hanno scoperto e ammirato il coraggio delle Avanguardie. Hanno eseguito con fluidità e bellezza i vari e raffinati disegni compositivi dell’arte danzante e per questo, hanno donato gioia e stupore in teatro.

Nel famoso corpo di ballo di Maurice Bejart dove i ballerini e le ballerine erano scelti sicuramente per la loro bravura ma rigorosamente anche per un particolare “standard di altezza e peso”, ricordo come in scena fossero Magnifici, ma pupazzi tutti uguali, tutti Belli, anzi Bellissimi ma senza anima, se non la sola, quella moltiplicata e replicata del geniale Bejart.

Al Signorelli le meravigliose coreografie composte con note ricche di nuove armonie e di originali ritmi dei veri e propri “Pentagrammi Danzanti”, hanno accompagnato i ballerini della Brocanello che non potevano, per questi elevati contenuti, limitarsi a “Pupazzi Interpretativi” perché con la loro sensibilità e cultura hanno contribuito alla ricerca evolutiva dell’arte della danza.

Sono Disciplinati ma Liberi! Ottima Scuola.

Del resto è proprio la Brocanello che nella sua scuola di Firenze, si dedica molto all’ascolto delle idee presentate dai suoi allievi: Ballerini Intelligenti.

Consideriamo poi che nel balletto classico il singolo movimento che compie un ballerino, nella danza moderna viene triplicato, per questo è difficilissima e faticosissima.

Invito i lettori a seguire i ballerini della Compagnia Opus Ballet perché si animano sul palcoscenico al pari di sculture viventi e lo spettatore non può che raccogliere felice i fotogrammi delle più sofisticate pose compositive, Arte Pura, ricordi preziosi e indelebili da conservare per vivere le nostre vite con stile.

Sono stata felice di assistere al Signorelli all’omaggio alla Callas, la grande soprano che ha dominato e incantato il pubblico dei teatri lirici di tutto il mondo. Negli anni 60/70 fu la Regina del melodramma, ineguagliabile interprete di compositori come Bellini, Donizetti, Verdi e Rossini… Ma non fu solo un’artista carismatica perchè visse come una vera Diva divenendo in quegli anni anche la Regina del Gossip!

In verità seppe nascondere sotto i suoi Costumi Mondani, la sua fragilità umana, ben più reale, drammatica e sofferente di quelle interpretate teatralmente, morì in solitudine nel settembre del 1977 a 54 anni.

Ora rappresenta un Mito, una Leggenda che i fantastici coreografi Adriano Bolognino, Roberto Tedesco e Carlo Massari hanno saputo raccontare attraverso i ballerini della Compagnia Opus Ballet di Rosanna Brocanello. Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Foto Paolo Bonciani

Nov 04

2023

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La “Resistenza” Oggi

Ho assistito recentemente a Roma ad un incontro letterario molto interessante organizzato dalla “Fondazione Circolo Fratelli Rosselli”. Veniva commemorato il ricordo dello scrittore e critico Aldo Rosselli a dieci anni dalla sua morte. Un creativo avanguardista che dagli anni ’60 ha seguito uno stile persino più sofisticato e colto dello stesso Artur Miller allora solo più “alla moda”.

Infatti è figlio di un’infanzia e di una formazione newyorkese vissuta per la forzata emigrazione a tre anni insieme alla mamma ebrea negli Stati Uniti dopo la tragica uccisione del padre Nello che insieme al fratello Carlo, furono assassinati mentre erano in esilio politico in Francia nel lontano 1937.

Furono fermati e fatti scendere dalla macchina da un gruppo della Cagoule, formazione eversiva della destra francese e uccisi. Successivamente la Storia confermerà che il regime fascista italiano fu il mandante dell’uccisione di queste due importanti figure che hanno lottato nella Resistenza per il Socialismo Liberale in Italia.

Mentre seguivo la presentazione curata dall’On.Valdo Spini Presidente della Fondazione nonché membro onorario dell’Accademia Etrusca di Cortona, mi chiedevo che valore avesse oggi “La Resistenza”.

Al tempo in Italia un vasto gruppo di Uomini e Donne hanno lottato, durante i due conflitti mondiali, contro un Regime e contro il Nazismo, con ogni mezzo, sia quello giornalistico, letterario fino a quello fisico, formando gruppi armati e mettendo a rischio le proprie vite e quelle dei familiari.

Combattevano per la Giustizia e per la Libertà due ingredienti indispensabili per una convivenza democratica fra i popoli.  

Recentemente prima dell’invasione dell’esercito Russo in Ucraina, ed Ora con l’attentato del 7 Ottobre del gruppo terroristico di Hamas che non ammette l’esistenza dello Stato d’Israele, “La Resistenza” era percepita come un fenomeno esercitato eroicamente nel passato da alcuni uomini e donne.

Un fenomeno da ricordare, da commemorare.

Se non ci fosse stata la lotta vinta per la Libertà dopo la Seconda Guerra Mondiale, forse non potrei scrivere oggi questo semplice articolo.

Il Mondo in un secolo si è totalmente trasformato da quando si combatteva in trincea, forse il nemico allora era più facilmente identificabile, oggi si nasconde dietro False Libertà e gli accadimenti antisemiti di questi giorni ci dimostrano che l’Odio è l’unica “questione che cresce” per il resto è un vivere in retromarcia o contrario alla natura umana.

In Italia ora Tempo di Pace, mi rendo conto però quanto possa essere necessario attivare una “Resistenza” oltre quella Nazionale verso problematiche Universali visti i repentini cambiamenti climatici che coinvolgono l’intero Globo. Certo il salto di argomento è repentino e forse ancor prima, persino assurdo!

Ma, mi Chiedo: chi sono i nemici dell’Acqua Potabile? Perché nel mondo ci sono popoli che lottano per la mancanza di acqua da bere.

Chi sono allora gli Amici della Plastica, i Nemici dei pesci nei mari? La contaminazione degli Oceani è un crimine verso tutte le specie viventi sulla Terra!

Papa Francesco ha citato nella sua ultima intervista su RAI UNO i grandi guadagni che le guerre offrono all’industria bellica, allora perché i proprietari delle industrie delle armi non investono nelle coltivazioni alimentari dei deserti?

Avrebbero armi comunque potenti come il grano e le arance ma perlomeno non uccidono!

Ho fatto solo degli esempi per attualizzare il valore nobilissimo della “Resistenza” spiegando che all’Umanità si stanno presentando insidiosamente altre forme dittatoriali!

Altri nemici si sono scoperti persino in internet, infatti delegare attraverso la Rete i Sistemi Amministrativi Governativi e quelli Bancari si sta rivelando per il mondo degli anziani, dei portatori di handicap e per la fascia più ignorante del Paese una Dittatura Digitale.

Potrei proseguire ma non voglio allontanarmi dal tema della “Resistenza” che deve porsi al servizio principalmente di un Miglioramento Culturale perché dove non si lavora in tal senso, si presentano solo il Degrado e la Violenza.

Dunque studiare la Storia e l’Esperienza vissuta nel Passato ci porta oggi a comprendere quanta importanza abbia per noi saper riconoscere per tempo un “Nemico”.

Lo stesso Valdo Spini, un uomo di cultura che ha amato sin da giovane la politica, ha sottolineato l’importanza che ha per la “Fondazione del Circolo Fratelli Rosselli” aggiornare ed attualizzare il racconto eroico delle vite dei fratelli Rosselli affinché possa arrivare un chiaro messaggio ai giovani studenti che spesso sono ospiti nei loro convegni: la “Resistenza” non è un Concetto Astratto ma fa parte di una sana e civile vita quotidiana ed è l’antidoto contro la brutalità e la sopraffazione.

Il nostro sistema di vita è complesso da capire ma non dobbiamo sottovalutare quanto l’azione singola di ogni uomo/donna possa contare.

In Italia siamo poco più di 59 milioni di persone allora immaginiamo, una singola azione civile al giorno compiuta da “59 milioni” di uomini e donne, rappresenterebbe uno Tsunami di Positività.

Le nostre Azioni sono registrate dai Governi e dai Mercati ovunque e dovunque attraverso il nostro consumismo, questo certamente ci “mette a nudo” di fronte al Sistema, ma potrebbe anche essere usato dal consumatore per “Resistere” e indirizzare nuove produzioni più eticamente accettabili.

E’ necessario dunque compiere una “Resistenza” Democratica e Pacifica.

Per tutti questi fattori è importante l’attività della Fondazione del Circolo dei Fratelli Rosselli che, attraverso la sede di Firenze e ultimamente quella aperta a Roma, svolge al giorno d’oggi un’attività di diffusione della conoscenza. Negli Eventi sono spesso invitate scolaresche a conoscere quei capitoli che a scuola non si riescono mai a studiare.

Per la Fondazione rendere viva la cultura della “Resistenza” è un faro che non deve abbandonare mai l’esistenza dell’Uomo Civile sulla Terra.

Roberta Ramacciotti blog www.cortonamore.it®

Ott 21

2023

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Lino Guanciale Francesco Montanari L’Uomo più Crudele del Mondo

La stagione 2023/24 al Teatro Signorelli di Cortona inizia con uno Spettacolo Superbo.

Sono andati in scena due attori che non hanno bisogno di presentazioni, anche se in teatro gli applausi te li devi guadagnare a ogni rappresentazione, nessuna esclusa: Lino Guanciale e Francesco Montanari interpreti de “L’Uomo più Crudele del Mondo” scritto e diretto da Davide Sacco sono stati bravissimi.

Una recita intensa forte, a volte violenta, costruita da due attori formidabili che a ogni “punto e a capo” sapevano ribaltare i ruoli di vittima e carnefice, aggressore ed aggredito.

Un incontro che demolirà i confini psicologici dei due uomini tali da cambiare per sempre le loro vite.

Un incontro di “scherma” tra il giornalista che cerca lo scoop e il magnate delle armi. L’intervistatore diverrà l’intervistato, dove la natura maschile esploderà dal più profondo degli animi donando allo spettatore intense riflessioni.

Le scene di Luigi Sacco sono state il luogo adatto per consumare una Recita Perfetta.

Di più non va anticipato o svelato se non l’alta qualità della realizzazione dell’affascinante idea dello sceneggiatore Davide Sacco che li ha anche diretti, infatti, senza sottrarre al grande talento di Guanciale e Montanari, attori veramente generosi, devo sottolineare la bravura dello scrittore e della sua regia consumata in una ambientazione scenografica di primissimo piano.

60 minuti perfetti! Biglietto ben speso.

Ancora Complimenti alla Compagnia

E’ mancata a fine spettacolo la presenza sul palco dell’autore e regista Davide Sacco un talentuoso scrittore, sensibile, acuto e capace di comporre con parole e frasi un testo musicale dove il ritmo incalzante non perde l’efficacia fino all’ultima battuta.

Il Pubblico gli avrebbe riservato un’acclamazione speciale e meritatissima.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Set 28

2023

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Pianista Fabio AFRUNE

Al Cortona Piano Festival il Pianista Fabio Afrune è stato un esempio di Semplicità ed eccellenza.

In un’estate calda senza alcun refrigerio l’ascolto della musica riesce a trasportare i nostri pensieri sopra le più alte vette ghiacciate, riusciamo a immergerci nella spuma bianca di una mareggiata di Capo Testa in Sardegna od a sorvolare i lunghi e distesi filari colorati di lavanda.

La Musica sa creare una Magia nell’Animo Umano. Spesso è anche Terapia.

Era uno di quei pomeriggi afosi che spogliava Cortona del suo tradizionale fascino perché la pietra serena era ormai rovente e gli alberi chiedevano pietosamente l’acqua.

In una delle Sale del Chiostro di Sant’Agostino si sarebbe eseguito uno dei concerti organizzati dal “CORTONA PIANO FESTIVAL” una manifestazione veramente ben organizzata.

Come mancare?

Il giovane pianista perugino Fabio Afrune si presentava al pubblico della pomeridiana con un gran sorriso spontaneo trattenuto da due guanciotte simpatiche e mi ricordava un mio compagno di classe delle elementari che come arrivava al mattino si sedeva al proprio banco e per prima cosa, si mangiava tutta la merenda del suo cestino.

Ma non mi sono fatta ingannare da tanta bonarietà, perché gli occhi gli brillavano di intelligenza, passione e determinazione. Sono le caratteristiche fondamentali per diventare un grande pianista ed in lui le leggevo chiaramente. L’Intelligenza occorre per comprendere ed elaborare, la passione per amare il sacrificio che viene richiesto per imparare a suonare il pianoforte creando arte e non solo imparando il compito meccanicamente. Occorre quindi tanta determinazione per riuscire a provare 5 ore tutti i giorni della propria esistenza, nessuno escluso.

Nel Maestro Fabio Afrune, già dalle prime note suonate del Carnaval dell’op. 9 di Robert Schumann, si leggeva tutto questo. Provava entusiasmo e lo trasmetteva. Mi avevano colpito la sua naturale bravura per come affrontava il suo concerto e la sensibilità nell’interpretazione del romanticismo musicale di Schumann. Un’opera scritta in Germania prima della 2^ guerra mondiale.

Afrune suonava con un sentimento di semplicità, passi difficili per un pianista, ma questa era Gioia per il suo Pubblico. Mi sono chiesta se sognasse in bianco e nero tanta era la familiarità con la tastiera!

Era un acrobata, ed anche se il concerto era elitario, le persone lo accompagnavano attente nell’ascolto perché la Bella Musica, fa Bene.

Dai pentagrammi ottocenteschi che continuavano attraverso il tempo a infondere profonde emozioni, è poi passato con disinvoltura e sapienza a quelli contemporanei del Maestro Krassimir Taskov (1955) compositore e pianista bulgaro; musicista eccezionale, una vera istituzione nel mondo pianistico e compositivo del nostro tempo, attualmente Presidente del Dipartimento Composizione della Sofia State Academy of Music.

Lo Scherzo”(1975) è il primo brano. E’ una sua opera giovanile di una freschezza e al contempo di una maturità veramente singolare. Lo stesso autore ha scritto anche una composizione appositamente per il Maestro Fabio Afrune, Moving Sands (2021) e sempre a lui l’ha espressamente dedicata, perché Afrune sa muovere le sue abili dita egregiamente e con il suo cuore di musicista dona Ricchezza Musicale. (Prima esecuzione italiana) E’ un brano monumentale di una apparente improvvisazione scritta in una solida struttura.

Complicato da spiegare, ma piacevole da ascoltare.

“Un caleidoscopio di colori ed emozioni contrastanti che si susseguono come fotogrammi. Essi sono appartenenti a stili ed armonie diversi ma, filtrati dall’anima della musica dei Balcani e del folklore Bulgaro, si fondono perfettamente in una unica pellicola”. Queste sono proprio le parole che mi ha scritto il Maestro Afrune per descriverlo e che mi aiutano a spiegare come la raffinatezza musicale di quel pomeriggio riuscisse a far estraniare il pubblico dai brutti pensieri.

Tra una esecuzione e l’altra il pianista presentava e spiegava il pezzo che sarebbe seguito, e questa consuetudine ormai molto diffusa, è sempre molto apprezzata dal pubblico e lui si è rivelato un generoso divulgatore.

E’ un atto di generosità e solo i Grandi capiscono quanto ci si arricchisca a donare.

L’altro compositore contemporaneo, poliedrico e geniale, che gli ha scritto e dedicato una composizione è Emanuele STRACCHI (1990). Si è diplomato con lode in Pianoforte, Composizione, Comp. Musica Applicata e Direzione del repertorio Sacro e Profano. Il Trittico era eseguito per la prima volta in concerto: “SechStudio 2021” studio virtuosistico sulle sestine poi “Il Canto degli Invisibili” 2019 in cui vi è un gioco di armonici, con impiego del pedale tonale e “Senza Sparare sul Pianista” 2021 un ragtime con improvvisazione finale, un brano estremamente ironico e folle che forse rispecchia il carattere del compositore.

I compositori scelgono Fabio Afrune per suonare i loro pezzi perché oltre la sua mirabile tecnica di musicista non cede mai il passo a scontate interpretazioni perché rispetta sempre il sentimento dell’autore.

Riguardo le composizioni d’avanguardia consiglio di non cadere nel banale giudizio che a volte si ascolta in sala tra il pubblico  “tanto se dovessero sbagliare nessuno se ne accorgerebbe…” perché le “note stonate” suonano male in qualsiasi armonia siano scritte e interpretate!

L’appuntamento musicale era stato dunque un’ottima occasione per ascoltare Qualcosa di Nuovo.

Sono testi musicali immaginati anche per colonne sonore di film e lui è un interprete incredibile, il giusto Attore Musicale.

Sembra che abbia imparato prima a suonare il pianoforte che a camminare!

Per lui è sicuramente solo l’inizio di una Brillante Carriera.

Il Maestro Fabio Afrune è anche un ottimo divulgatore musicale e mette amabilmente a proprio agio il suo pubblico che ama la musica, ma che “spesso non se ne intende” e lui è felice di spiegarla perché la ama.

Un Pomeriggio di complessa e sofisticata musica ma decisamente molto, molto attrattiva.

Grazie all’Organizzazione del CORTONA PIANO FESTIVAL.

Roberta Ramacciotti blog www.cortonamore.it®

Ago 21

2023

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DELITTO AL CASTELLO

La sera, il Buio hanno sempre regalato un particolare fascino al teatro all’aperto. Non pensate alla posizione del Teatro Antico di Taormina perché una serata sotto le stelle al Boschetto del C.N.C. è un’altra cosa ma in un’estate calda senza alcun refrigerio, offre comunque un’occasione di benessere e convivialità. Un vero salotto sulla sabbia!

Quella notte, appena iniziata, il Boschetto ci accoglieva con una brezza leggera, le onde lavorano per la risacca e la luna brillava con il suo sorriso sghembo.

L’appuntamento con gli amici era stato per le 21.00 per assistere allo spettacolo ”Delitto al Castello” una commedia comico/grottesca di Aldo Cirri. La Compagnia Teatrale dei “Raccolti per Strada” aveva messo in scena l’adattamento dell’opera curato da Vincenzo M. Chiaula, regia di Silvia delle Site e Vincenzo M. Chiaula, scenografie curate da Elvira Di Toma e Giovanni Nardi.

L’aspettativa tra il pubblico era alta, era giunto numeroso al Circolo e il gruppo di amici teatranti avevano di fronte una bella sfida! Dovevano spendere tanta fatica e passione per attrarre la platea gremita di gente.

Mi dovevo rammentare spesso che non erano dei Veri Attori ad esibirsi perché nella vita sono Dirigenti, Maestre, Professori Universitari, Accademici, Ufficiali di Polizia, Agenti Segreti e Pensionati.

Il loro legame consiste nella gioia di condividere lo Stare Bene Insieme!

La trama è delle più scontate per le persone di una certa età come la sottoscritta, narra la parodia di un giallo ambientato all’inizio del secolo scorso che si consuma in un umido castello della Scozia.

La scenografia degli interni del maniero era ricostruita perfettamente!

Dunque un Misterioso Assassino, Il Barone Accoltellato, era interpretato impeccabilmente da Riccardo Angelini, Il Commissario Pasticcione magistralmente recitato da Fabrizio Diomedi, Il Poliziotto che non parla, Carlo Passerini una vera stupefacente rivelazione, un mimo eccellente, La Seconda Moglie del nobile del castello la Lady Silvia delle Site bravissima attrice consumata. Eccezionali quanto Indispensabili le Narratrici 1 e 2: Elvira di Toma e Monica Maramao, figure conduttrici che marcavano l’ironica e comica rappresentazione. Non mancava all’appello la Baronessina espressa da Roberta De Pero brillante e determinata e la Mrs. Sidonie Paerblack recitata “brillamente” da Antonella De Pero che dire: Affascinante e Perfetta!

Non mancava la figura dell’insidioso Sir Fabio De Petris in verità simpaticissimo nella vita reale, L’amante della Baronessa Vincenzo M. Chiaula anche per lui i complimenti risultavano riduttivi perché E’ Vincente in tutti i ruoli che assume, La cameriera Manuela Dionisi ammirabile nell’interpretazione di una persona di servizio snob al punto da esserlo più della stessa Castellana, Claudio Colantoni Impeccabile Maggiordomo dallo “sguardo matto” tanto che cito la risposta privata che hanno ricevuto i coniugi Colantoni: Ciao Manu, prima di stasera saremmo venuti ma ora non ce penso proprio, me mettete paura!!!!!”

Ammirabili per Bellezza e Leggiadria le due fanciulle Lavinia e Anna comparse in un finale spumeggiante!….

Tutti questi personaggi offrono da sempre un’occasione ghiotta per uno sceneggiatore per delineare più figure comiche, quasi al limite del ridicolo ma che si muovono tra curiosi e buffi intrighi per raggiungere poi l’immancabile sorpresa finale che strapperà più di un sorriso.

Un testo movimentato e brillante che consente di offrire Buon Umore.

Peppino De Filippo sosteneva che “ Fare piangere è meno difficile di far ridere …”

Gentili Lettori, Soci e Amici come descrivere il Carosello di Simpatia Ammirazione e Stima che ha espresso la platea nei confronti dei Commedianti?

Per ogni riga scritta mi sono imperiosamente dovuta ricordare che di fronte avevo una compagnia di attori amatoriali, alcuni persino esordienti!

Infatti il loro impegno è stato così professionale da farmelo dimenticare spesso.

Al primo atto per essere perfetto sono mancate quelle piccole note che raccolgono la recita, una piccola colonna sonora, come per la verità nell’entrata in scena dell’Antonella De Pero c’era stata.

Il secondo Atto è stato un crescendo! Un Vero Trionfo concluso con un Finale che non svelerò perché i “Raccolti per Strada” meritano di apparire nei teatri di Roma perché garantiscono freschezza e allegria.

Mi sono commossa a fine spettacolo quando nei saluti di scena scorrevo le scenografie e vi pensavo le idee risolutive di Elvira e la manovalanza degli amici attori, la fatica e il trasporto dei divani e comodini, i vestiti raccolti dagli armadi di casa, il pensare e lo studiare di Vincenzo e Silvia per la costruzione dei personaggi e la sensibilità che hanno speso per adattarli alle singole personalità dei loro amici, marcandone i pregi e nascondendo i difetti.

Giorni rubati al tempo libero e alle proprie famiglie ma che hanno rivelato in scena a luci spente un successo nelle loro vite private: la costruzione di un gruppo di Amici che hanno imparato ad amarsi e stimare nel tempo di un inverno, si sono accettati per quello che sono, anzi hanno sapientemente valorizzato le loro capacità e mitizzato i loro difetti.

Una Commedia che ha visto nascere una Compagnia di amici Meravigliosa.

Davvero Grandi!”   

Roberta Ramacciotti blog www.cortonamore.it®