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Written by Roberta Ramacciotti

Mag 18

2024

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Mario PARIGI e Le Origini del Fascismo a Cortona (1919-1925)

Nel mese di maggio alla @factorydardano44 Mario Parigi, storico e scrittore, ha proposto ad Aldo Calussi, ideatore e curatore dei tantissimi e frequentatissimi pomeriggi culturali cortonesi, un suo libro: Le Origini del Fascismo a Cortona (1919-1925)”.

Il racconto, in tema di politica e delle imminenti elezioni europee, è dei più interessanti ed opportuni, mentre è stato addirittura coinvolgente quasi fino alla commozione, per gli ospiti che hanno riconosciuto, attraverso le fotografie dell’epoca, il proprio nonno, lo zio, l’amico del babbo o il proprio allora solo un bambino.

Gli argomenti trattati dal Parigi non sono stati “storia di propaganda” perché è un intellettuale schietto e onesto, forse come pochi, ma ha offerto una preziosa occasione alla comunità cortonese per comprendere come un fenomeno divenuto tragicamente nazionale, si sia potuto seminare sin nei più piccoli centri italiani.

Il Fascismo è stato un progetto studiato scientificamente e a tavolino, con processi diversi indirizzati specificatamente nelle varie regioni tra il Nord e il Sud d’Italia.

Le colonie organizzate per i fanciulli che non si erano mai allontanati dai territori d’origine e non avevano mai visto il mare, sono servite ad infondere simpatia e le stesse gare sportive dovevano risultare aggregative nel nome del Popolo Italiano.

Il Regime cercava consensi e delineava l’accrescere del suo Potere con le più ragionate strategie, anche le più crudeli, che però erano “vestite da buoni panni”.

Ciò è avvenuto purtroppo con la prepotenza e attraverso la violenza perchè la Democrazia non era prevista e neppure contemplata!

Al riguardo Mario Parigi con le sue meticolose ricerche, attraverso le consultazioni degli archivi regionali e statali, è riuscito a ricomporre e ricostruire nomi e fatti, foto e cerimonie, festeggiamenti e sconfitte, tutto documentato dalle note bibliografiche.

Non poteva certo generalizzare gli argomenti perché in quel pomeriggio in via Dardano 44 è come se ci fosse stata una “Presa Diretta” con i protagonisti cortonesi di quel ventennio!

Per un paese piccolo o grande che sia avere la possibilità di poter gestire autonomamente la ricostruzione di quel periodo ha un grande valore e coinvolge tutti in enormi responsabilità.

Ogni paese, frazione, cittadina o piccolo centro deve sentire il bisogno di conoscere la propria storia mentre, invece, per le grandi città le ricostruzioni sono curate direttamente dalla grande politica nazionale.

Nelle scuole non si sono mai letti paragrafi riguardo le due Grandi Guerre meno che mai studiato il Ventennio Fascista mentre si è sempre sussurrato: I Protagonisti di quegli anni sono ancora in vita!

Diversamente dalla Germania che ha processato i suoi crimini, nel nostro Sconfitto Paese il passaggio dei Gerarchi Fascisti alle loro funzioni nel Nuovo Parlamento Italiano è stato accompagnato da silenziosi e complici consensi, quando per le strade le vendette dei cittadini venivano bagnate con il sangue.

Senza voler entrare nel merito di un colore politico, rosso o nero che sia, posso ricordare semplicemente che la prepotenza e la sopraffazione dell’individuo con torture, minacce, crimini e abusi di potere tanto da impedire la facoltà del lavoro, il diritto di proprietà e di esistenza, sono esperienze vissute da dover rappresentare alle generazioni future proprio per poterle scongiurare.

Scrivere un diario di bordo quando ancora i capitani delle navi e i loro nipoti sono ancora in vita e  possono offrire testimonianze dirette, risulta un’occasione rara per rielaborare lutti e ingiustizie.

Questo è il miracolo della Democrazia, infatti Mario Parigi ha studiato con onestà le vicende vissute in quegli quegli anni e la sua conferenza presentata precedentemente anche in altre sedi, ha concesso sempre diritto di replica.

Le Vendette sono inutili ma i Nemici vanno comunque riconosciuti per salvarsi!

Per questo il lavoro di ricerca e scrittura di Mario Parigi hanno un valore immenso che potrà anche essere portato come esempio disciplinare in tutte le scuole.

Aggiungo che dobbiamo porre la massima attenzione oggi ai fenomeni di bullismo, di omotransfobia, intolleranza religiosa e di razza o di qualsiasi altro fenomeno che denunci la volontà di sopraffazione nei confronti dell’altro perché attraverso i secoli, i brand dei partiti cambiano nome e colore per seguire le tendenze, proprio come le mode, ma le crudeltà perpetuate sulle persone comuni sono purtroppo le stesse.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Mag 02

2024

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PICCOLO TEATRO DELLA CITTA’ DI CORTONA

CINQUANT’ANNI DI SPETTACOLI

(1973-2023)

“Il Teatro scuote i Pensieri dell’Uomo, Commuove, Divaga, Istruisce, porta allo Scoperto le Filosofie di Vite Passate, Presenti e Future. Il Teatro è l’Eterna Rappresentazione della DONNA e dell’UOMO su questa Terra. Li Unisce e Li Divide.

Rappresenta i Giovani e i Vecchi, i Sani e i Malati, i Ricchi e i Poveri, è l’espressione della politica dei sentimenti.

Quando il Teatro diventa Sublime è Poesia e non morirà mai finché vivrà l’Essere Umano”.

(rr 1.05.23)

Il 13 aprile scorso, la Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona ha invitato tutta la cittadinanza a partecipare alla conclusione delle celebrazioni dei suoi primi 50 anni di attività con un’altra presentazione del libro “PICCOLO TEATRO DELLA CITTA’ DI CORTONA CINQUANT’ANNI DI SPETTACOLI (1973-2023)” curato dal prof. Vito Amedeo Cozzi Lepri, Preside di professione, Scrittore e Regista per passione.

In verità non ci sono confini tra passioni e doveri, tutto contribuisce ad arricchirci con uguale importanza.

Per la cittadinanza non è stato solo un pomeriggio trascorso nell’elegante sala Medicea del MAEC, ha rappresentato una di quelle rare occasioni dove ci si rincontra tra intimi amici, colleghi di lavoro, vecchi compagni di scuola, vicini di casa, opposti in politica. Più che una conferenza è stata una riunione che ha riaccolto in privato la comunità cortonese.

Non ero presente ma il socio Azelio Cantini mi ha inviato un bel video girato dal romano Carlo Lancia, cortonese di adozione, altra preziosa risorsa per la memoria storica di Cortona e quello che scrivo è ciò che prepotentemente le immagini e il sonoro mi hanno trasmesso.

Sono occasioni rare per ritrovare le proprie radici, per riavvolgere matasse ingarbugliate, dove noi “turisti residenti” risultiamo per i cortonesi spesso il prezzemolo in ogni minestra, magari non sempre risultiamo opportuni e per alcuni, spero pochi, “ci azzecchiamo poco”!

Gli onori di casa del nuovo Presidente del Piccolo Mario Parigi sono stati simpatici e avvolgenti e insieme al Presidente uscente e già nostalgico Ferdinando Fanfani, la sua commozione era tangibile, hanno chiamato a intervenire e contribuire con un pensiero o un ricordo tutti i presenti e ciò ha creato un evento vivace ma anche un pò malinconico per la cittadinanza.

I rappresentanti di tutte le Istituzioni e quelle della vita civile Cortonese hanno partecipato con sentimento come l’assessore Silvia Spensierati in rappresentanza del Comune e il Prof. Paolo Bruschetti, Vice Lucumone dell’Accademia Etrusca.

Anche l’intervento del Dott. Mario Aimi Presidente dell’Accademia degli Arditi ha regalato un bellissimo cameo ricordando uno spettacolo al Signorelli dell’allora ottantacinquenne Ernesto Calindri, attore indimenticabile, che gli aveva personalmente raccontato come Cortona per lui significasse il suo primo debutto avvenuto nel teatro del Seminario di Cortona. La sua famiglia in quegli anni viveva a Cortona perché il suo babbo vi lavorava.

Dunque Cortona conserva tesori negli scrigni grandi del Teatro Signorelli come in quelli piccoli del Piccolo.

Sempre illuminanti gli interventi del Prof. Nicola Caldarone Presidente del Comitato tecnico del MAEC, attualmente impegnato a Terontola insieme al poeta Azelio Cantini in “Lezioni di Teatro“ a raccontare l’importanza del teatro che “parla” direttamente al pubblico e che offre da millenni un metodo efficace per educare una comunità. Sono entrambi impegnati a presentare l’attività teatrale di molti autori mondiali come Shakespeare, del nostro Dario Fo e di Moliere che nel suo “Avaro” mette in evidenza, oggi più che mai, il difetto dell’avaro sentimento umano nei confronti del profitto che non è mai sufficientemente ricco, a costo della stessa vita umana.

Gli interventi degli ospiti sono dei veri e propri contributi a favore del ricordo dei vari allestimenti teatrali del Piccolo.

La poliedrica persona del Parigi, nella sua nuova investitura, ha saputo attirare per questa significativa riunione eminenti figure dirigenziali di Cortona.

I miei non sono stucchevoli complimenti, con essi desidero sottolineare come i molteplici interessi del Parigi che vanno dal giornalismo alla musica, dall’attività di storico e scrittore e molto altro ancora, potranno attrarre nuovi soci al Piccolo, questione fondamentale per la sopravvivenza di questo tipo di associazioni amatoriali.

Il Consiglio del Piccolo è sostenuto soprattutto dai suoi membri: donne e uomini che con sacrificio e amore sostengono l’attività teatrale del Piccolo. Persone che nella vita svolgono i più svariati  lavori e quando giunge il momento in famiglia del meritato riposo, si incontrano nella sede di via Guelfa per iniziare “l’altro lavoro fatto di sogni”!

Questo piccolissimo ambiente è stato trasformato in passato nella sala prove dalle volenterose mani di Eugenio Lucani, Nanni Fumagalli, Rolando Bietolini e da Mario Bocci altro attore di successo del Piccolo presente in sala.

E… finalmente entra in scena il grande Vito!

Uomo di raffinata cultura, poliedrico “attore professore, regista preside” nonché filosofo e scrittore.

Il complesso lavoro di Vito Amedeo Cozzi Lepri per il libro del Piccolo è stato costruito con la pazienza, costanza, cultura e determinazione. Lui ha intrecciato contatti casuali o voluti con le persone, ha tessuto un sapiente lavoro psicologico con la vitalità e l’intelligenza che lo distingue.

Vito oltre a investigare, scovare tra incartamenti impolverati dal tempo, ha speso molta energia nel ricontattare figli e nipoti di registi, soci e attori per ridare vigore alle singole storie che hanno contribuito a creare tutti i 70 spettacoli messi in scena dal Piccolo dal 1973 al 2023 tanto che occorrerebbe aggiungere un’appendice al libro stesso perché c’è già molto del nuovo.

Vito è un uomo positivo che per natura desidera unire e non dividere.

Dunque una riunione che ha visto ben speso il patrocinio del Comune di Cortona, della Banca Popolare di Cortona e dell’Accademia Etrusca.

Non ci sono solo espansioni culturali in questi progetti c’è crescita di conoscenze e amicizie.

Vito Cozzi Lepri ha impostato la lettura del libro in un arco di 5 Atti dove il Prologo accenna a degli aneddoti, avventure e curiosità dei 50 anni di vita privata e pubblica del Piccolo.

Si potrebbero scrivere altre 70 sceneggiature!

Nel Romanzo della descrizione delle commedie del Piccolo, Cozzi Lepri racconta di quando recitava al fianco di Franco Sandrelli uno dei fondatori del Piccolo che creò insieme alla moglie Luigina Crivelli, una vera “nuvola creativa”.

Sempre la Maestra Crivelli, insieme al Sandrelli e i colleghi di allora, professori della scuola negli anni”70 di Cortona, promossero l’attività teatrale perché capivano quanto questa energia potesse positivamente aiutare a far crescere una meravigliosa generazione.

Vito ha raccontato ancora di Franco Sandrelli presente in sala insieme alla figlia Eleonora, di quanto fosse artista dentro, pittore, scenografo, attore e regista poi ancora della Maestra Luigina Crivelli, del Comm. Giuseppe Favilli, del prof. Mario Fattorini, come anche di Corrado Pavolini regista, drammaturgo, critico letterario, poeta, librettista, tutte persone luminose che lasciarono quell’eredità della quale godiamo oggi.

Ha raccontato anche di Azelio Cantini quando si addormentò e non avviò la musica per la scena perché stanco di una partita a tennis durata 2 ore e della successiva mangiata di 6 paste del Vannelli.

Ha raccontato pure di piccole curiosità citando la Signora Candida Marri preziosa e indispensabile “trova robe” per le scene degli spettacoli.

Poi Azelio Cantini con la sua sensibile poesia ha omaggiato chi non è più tra noi e ricordiamoci che erano e sono solo Attori Dilettanti dove il collante è l’amore per il teatro!

L’intervento di Donella Baccheschi, una delle più giovani e valide acquisizioni tra i soci racconta di una Donella fanciulla timida, muta fino a vent’anni, anche se oggi non ci potrebbe credere nessuno visto il piacere che ha nel parlare e quanta classe e presenza scenica riesce a spendere bene sul palcoscenico!

Ciò spiega quanto lavoro utile promuove la disciplina dell’introspezione teatrale.

L’intervento sul finire del brillante Andrea Santiccioli, senza microfono, fa respirare l’aria delle quinte del Piccolo, l’allegria, la spontaneità, l’energia e la profondità e fantasia.

Bellissima la sua riflessione sul fatto che fare teatro significa principalmente diventare belle persone.

Vero! Il teatro fa emergere dalle nostre profondità la nostra bellissima luce! Fare teatro significa esplorare se stessi e scoprire il nostro opposto. Il coraggio poi è nell’accettarsi ma … questo è un altro meraviglioso film.

Naturalmente è nello stile professionale di Vito ricordare i successi del Pescatori, Alfredo Fazzini, Rolando Bietolini, Susanna Bocci, Augusto Bietolini, Marco Nocchia, Mario Bocci nel libro ci sono tutti nessuno escluso!

Vito ha elogiato particolarmente Lina Bartelli per il lavoro da regista e della messa in opera di Jesus Christ Superstar ed ha sottolineato anche l’altro meritatissimo successo della sua regia e cura delle “Donne che corrono con i lupi” del 2019. Ricordo ancora la recita “da brividi” di Giovanna Bianchi nel monologo di Franca Rame. Fu Magnifica Unica.

Poi Vito ha raccontato con il cuore e l’emozione nella voce, gli aneddoti e le accidentali occasioni che hanno caratterizzato le prove delle scene dei vari 70 spettacoli, aneddoti commoventi anche per me che non conoscevo tutti i personaggi che menzionava, perché bastava immergersi nel bagaglio della melanconia umana per comprendere il valore dei ricordi raccontati dal Preside.

Ma fermiamoci perché il libro va letto, va ricordato e rivissuto.

Di tutti c’è stato un meritato ricordo e Vito spinge proprio tutti a mettersi in gioco, invita persino l’abbottonato e serissimo, esimio Professor Paolo Bruschetti.

Un libro che verrà conservato nella biblioteca del Comune di Cortona per il suoi ricordi in esso raccolti e per l’intimità cortonese in essa conservata.

Mi perdoneranno i “dimenticati” in codesto scritto, perché nel libro ci sono tutti i bravi e sensibili personaggi che hanno contribuito a far nascere, crescere e “mantener sana” la salute della Compagnia del Piccolo Teatro di Cortona, ma noi giornalisti abbiamo sempre il difetto di dover contenere le battute!

Fuori dalle mura secolari del MAEC soffiano Venti di Guerra. Dentro le vite umane respirano più che mai le passioni, perché più si teme di perderle, con più forza esse dilagano perché del teatro ci si innamora una sola volta, ma è per tutta la vita.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Mag 02

2024

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Spiritualità e Arte dagli Etruschi al Rinascimento

Nel Santuario di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio si è declinata un’interessantissima conferenza del dr. Paolo Giulierini già Direttore del MAEC e del Mann, rispettivamente il Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, organizzata dalla Signora Carla Rossi su desiderio di Don Ottorino che tanto lavoro spende affinché questo magnifico luogo di culto viva principalmente, come naturale sede di Caritas.

Il tema della Spiritualità e Arte dagli Etruschi al Rinascimento è stato l’argomento trattato prendendo in considerazione il cammino dell’Uomo nel territorio cortonese e del suo più ampio perimetro.

Il dr Giulierini ha reso coinvolgente il narrato citando luoghi e chiese noti al pubblico presente.

Dai cippi della località Carpaccio che testimoniano i rilievi astronomici degli etruschi che osservavano il sole, la luna, le stelle, i fulmini e le saette, come il volo degli uccelli, ed attraverso questi studi, pensavano di comprendere il volere delle loro Divinità.

Persino molti anni dopo Frate Elia ha avvertito il bisogno di erigere la seconda Chiesa dedicata a San Francesco a Cortona sul suolo di un antico santuario Etrusco. E chi di noi, non è venuto a conoscenza dell’eccezionale ritrovamento delle tantissime statuine votive a San Casciano dei Bagni ritenuto un posto dalle grandi proprietà di guarigione?

L’Uomo ha sempre avvertito Presenze Divine, ed ha anche sempre richiesto loro: Protezione.

La Porta Bifora di Cortona ha conservato per secoli una statuetta dalle due facce che significava che era lì per proteggere il regno dei morti e dei vivi. Studiando i vari culti pagani e religiosi si comprendono le difficoltà esistenziali degli uomini di quell’epoca e si capiscono le strategie adottate dalle classi dirigenti.

Posso solo menzionare in modo frammentario pochissimi esempi perché la conferenza è stata ricca di elementi che il Gulierini snocciolava in “quantità industriale” e con la massima disinvoltura tipica dell’uomo colto ma mai noioso.

Dunque il pensiero dell’Uomo Antico è stato sempre più sofisticato di quello che possiamo immaginare e le varie venerazioni e dottrine che l’uomo ha deciso di seguire verso le sue Divinità sono state sempre dettate dal desiderio di sentirsi Protetto in tutte le fasi della sua vita, quella Giovanile, Adolescenziale, Adulta e per la Vecchiaia.

I Soggetti Spirituali dovevano proteggere le donne in cinta, i neonati, i fanciulli che erano colpiti da una devastante mortalità soprattutto nei primi mesi di vita.

In sintesi posso affermare che le varie testimonianze archeologiche come quelle storiche rinascimentali hanno evidenziato come l’uomo abbia evoluto nel corso dei secoli il suo rapporto con il Divino o meglio ancora come la “Classe Dirigente” del momento abbia ritenuta più utile una dottrina piuttosto che un’altra, del resto è sempre stato difficile scindere la politica dalla religione ed il contrario.

Poi la conferenza è atterrata sui miracoli che una comunità di artigiani ha attribuito ad un dipinto di una dolce Madonna con il suo Bimbo proprio nella località del Calcinaio e della successiva costruzione della sua Chiesa quella di Santa Maria delle Grazie. Un Grande Voto di Riconoscenza alla Madonna per i miracoli compiuti in quella piccola comunità.

Visitando l’interno della grande navata, dilatata dal disegno prospettico che ne amplifica le dimensioni in altezza e profondità, lo stato d’animo del visitatore anche del più profano, viene catturato dalla musicalità del calcolo matematico dell’architetto Francesco di Giorgio Martini.

Gli spazi parietali bianchi sono delineati in verticale e in orizzontale dalla grigia pietra serena, modanature e pilastri pensati con una geometria ordinata ed elegante, imponente e armonica dove all’interno di questi riquadri sono state collocate grandi finestre ornate da proporzionati timpani in pietra. Gli alti occhi tondi invadono gli interni con la luce naturale di un intero giorno. Molto si è scritto e parlato su questo Capolavoro della sua Pura Perfezione ornata poi dalla vetrata di Guillaume de Marcillat e dai dipinti del Papacello, del fiorentino Jacone e di Alessandro Allori.

In questo contesto di rara raffinatezza, dove è facile ordinare i propri pensieri e devo contenere l’ammirazione per il progetto dell’architetto, scorgo nel braccio destro del presbiterio tantissimi pacchi di cartone sulle panche della Chiesa. Sono la testimonianza del Banco Alimentare fortemente voluto e seguito da Don Ottorino, raccolto, svolto e distribuito nella sua casa, il Santuario di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio.

Allora comprenderete che il luogo vive di una profonda e luminosa Bellezza perché è facile assistere alla processione di persone alle quali vengono regalati pacchi di generi alimentari, azioni compiute preservando sempre la dignità dei bisognosi.

La gentilezza del dr Paolo Giulierini si inserisce nelle azioni di volontariato che sostengono il Santuario oramai abbandonato all’incuria amministrativa di prevenzione e protezione dell’intero corpo di fabbrica. Un Gioiello Rinascimentale completamente abbandonato dai Partiti Politici e Religiosi e da chi se ne dovrebbe occupare per reale competenza da decenni e decenni.

Dunque l’attrazione del personaggio Giulierini a cui siamo grati, ha ripopolato gli scranni affascinandoci descrivendo il cammino spirituale dell’uomo etrusco fino all’epoca rinascimentale. L’archeologo ci ha narrato come fin dai tempi antichi l’uomo sia sempre stato grato ai doni della Madre Terra: l’acqua, la luce, il fuoco e tutti i doni della terra. L’essere umano per sua natura ha sempre perseguito il proprio benessere, peccato che OGGI sia in atto la distruzione di Madre Natura e che siano rifiutati tutti i Miracoli che le poche Diplomazie Democratiche esistenti riescano faticosamente a proporre.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Mar 23

2024

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Salvina Maria Ingo in Sangue Normanno e L’Amore Imperfetto

L’Amore Imperfetto e Sangue Normanno sono gli ultimi libri della scrittrice Salvina Maria Ingo che entra immediatamente, riga dopo riga, tra le pieghe delle nostre intimità, anche quando in alcune situazioni che descrive, non siamo ancora penetrati.

Ha una scrittura magnifica che illumina racconti semplici con una forma sempre elegante.

Tu lettore ci stai bene dentro perché è sempre ricca di riflessioni e spunti di pensieri, a volte ovvi, ma intanto non li avevi realmente mai messi a fuoco!

Lei scrive e tu leggi di Elena, Filippo, Tancredi e di Alessandra, di Corrado … e li impari a conoscere.

Con i suoi personaggi giochi a scacchi e cambi posizione per provare a comprendere, per capire i loro cuori perché Salvina descrive l’Amore in tutte le forme possibili a lei conosciute.

Ho imparato a provare ad ascoltare il diverso battito dei cuori dei suoi personaggi e, per come li racconta, sono tutti affascinanti persino i più subdoli. Non usa una penna ma una bacchetta magica per raccontare le tante sue storie.

Sono spesso Vite Amare, mai banali e sempre reali, ma gridano tutte la tanta voglia di vivere.

Libri intriganti che si scoprono con piacere pagina dopo pagina.

Spesso, tu lettore “vorresti entrarci” tra quelle righe per far parte di alcuni quadri scenici, per offrire quella spinta di coraggio al personaggio di turno perché a noi stessi magari, nella nostra vita reale, a volte è mancata.

Salvina Maria Ingo risveglia in noi il primario desiderio di comprenderci e di amarci per poi, poterci avvicinare Autentici all’Altro.

Quando si entra nel ritmo perfetto della sua scrittura vorresti che il libro non finisse mai.

Buona Lettura

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

p.s. I libri sono acquistabili online o dalla Feltrinelli

Mar 18

2024

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MASSIMILIANO GALLO e FABRIZIA SACCHI AMANTI

Si conclude in Bellezza il turno Giallo dell’abbonamento teatrale del Signorelli di Cortona.

E’ stata un’affascinante stagione ricca di contenuti, ottime rappresentazioni di Arte, Musica e Spettacolo e sicuramente si sono rappresentate recite migliori rispetto a quelle dell’anno passato.

La Commedia “Amanti”, scritta da Ivan Cotroneo, presenta un ottimo testo per la Compagnia Teatrale e la bravura indiscussa dei protagonisti Massimiliano Gallo e Fabrizia Sacchi la elevano ad un gran Bello Spettacolo.

La serata è comunque arricchita anche dalla maestria di Orsetta De Rossi, Eleonora Russo e da Diego D’Elia, particolarmente abili nel delineare le loro figure di secondo piano.

Dunque un Trionfo perché il tema dell’amore e del tradimento, ben recitato con battute e riflessioni a volte spiritose, maliziose, ironiche, allegre, tristi ma mai volgari, hanno toccato con piacere la sensibilità degli spettatori.

Del resto Ivan Cotroneo è una firma televisiva e cinematografica di vincente esperienza.

In questa circostanza debutta con la sua sceneggiatura e regia teatrale di Amanti con assoluta maturità.

Il risultato è Ottimo.

Quindi una commedia vivace, scritta su di un pentagramma con più note, dai dialoghi leggeri e profondi e per tutta la durata della rappresentazione, il pubblico ha apprezzato manifestando la sua approvazione con ripetuti e sinceri applausi per l’intera compagnia di attori.

Il bravo Massimiliano Gallo è un generoso attore e intonatissimo cantante (scoprirete piacevoli sorprese!) che con la sua qualità di grande Istrione, ha la capacità di arrivare sulla platea come una marea a volte potente, altre leggera e la spiaggia siamo noi che con i nostri sentimenti accogliamo la sua splendida recitazione.

In alcune battute l’attore Gallo rende omaggio al compianto Massimo Troisi prendendo il ritmo della sua recitazione.

Questo fa di Massimiliano Gallo un Grande Attore Napoletano e un Grande Uomo.

Ma, Ancora, Bravi Tutti!

Un “10 e lode” a Fabrizia Sacchi nell’interpretazione femminile di una nevrotica Claudia, Pieni Voti alla Orsetta De Rossi nel brillante ruolo dell’analista e promossi a pieni titoli sia Eleonora Russo nel ruolo di una moglie pesante e fastidiosa che per Diego D’Elia nella parte del debole e soggiogato marito di Claudia, una coppia che desidera ardentemente un figlio …

Il racconto è dei più realistici sull’amore, sulla passione, sulla bugia, sul matrimonio, sul maschile e il femminile e la vicenda ha un’imprevedibile ma realistico epilogo e per questo, appare più compreso dalle persone.

Di più non svelo perché è una commedia assolutamente consigliata e i miei lettori riconoscono la sincerità della mia incondizionata critica. Dunque non posso che assicurare una serata piena di amore allegro, appassionato, dolce e malinconico.

Buon Divertimento

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Mar 16

2024

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TI DROGHI?

Ti Droghi?

Si! proprio tu: Ti Droghi?

Se non sei un drogato magari leggimi lo stesso, forse proverai più attenzione su chi ti sta accanto e ti accorgerai che in molti si drogano.

Un tempo negli anni “70 quelli che avevano i capelli lunghi e che indossavano i vestiti sfrangiati, gli hippies insomma, rappresentavano “i drogati” agli occhi della borghesia. Oggi invece si possono indossare bei vestiti, si può andare dal parrucchiere, al supermercato, essere capi di aziende, proprietari di super macchine, cenare in un bel ristorante e “farsi di cocaina” …

Del resto basta riflettere sui fatti di cronaca e scoprire che dietro moltissimi efferati crimini c’è la Droga.

Gli effetti delle sostanze stupefacenti sull’essere umano oggi non sono molto pubblicizzati. Negli anni “70 sono partite per noi giovani delle massicce campagne di comunicazione sui danni che provocavano le droghe.

Sicuramente anche Oggi la Società ne ha tanto Bisogno.

Da pochi anni appare lo scheletro sui pacchetti di sigarette, il Monopolio di Stato è stato finalmente costretto ad avvisare i consumatori dei danni che provoca il fumo, invece, lo Spacciatore non ha interesse ad avvertire il cliente della rovina che la droga provoca sulla salute dell’uomo.

Allora Uomo che mi leggi e che vivi per la droga, ci sei Ancora?

Fermo e non scappare, perché ho ancora qualcosa da raccontarti.

Tranquillo non ti posso vedere e meno che mai riconoscere, ma tu mi puoi leggere e chissà magari sei ancora in tempo per riflettere, per formulare un tuo pensiero indipendente e incondizionato.

Provaci … Ti ricordi da bambino quanto ridendo ti stupivi?

Sono certa che nello stadio in cui sei ora hai perso la sensibilità alla bellezza, pensi di provarla solamente per quella polverina che sniffi, fumi o ti inietti.

Penso però che non ne sei più così sicuro! Non vuoi ammettere che hai fatto una caz…ta, anche se nel tuo intimo lo sai che l’hai fatta, pensi però quanto sia oramai inutile pensarlo, perché sei convinto di non poter tornare indietro.

E QUI TI SBAGLI!

Il nastro della vita non si può riavvolgere facilmente, ma sappi che il tutto va avanti da solo anche se tu ti fermi ed è proprio in quel FERMARTI il primo gesto che compi per riprendere in mano la tua esistenza.

Guardati allo specchio mentre sei solo, tanto non lo saprà mai nessuno, fallo e osservati anche quando sei in compagnia delle altre persone, siano i tuoi cari o degli estranei e nota quanta bellezza sprecata c’è in te.

Il malato ti cammina a fianco, come lo storpio, il cieco, lo sciocco, il ricco e il povero e tu magari sei benestante, hai un lavoro e sei anche piacente.

Se Madre Natura avesse saputo che ti saresti drogato non avrebbe dovuto donarti tanta perfezione! Magari hai anche due gambe, belle tette, ci senti e hai un naso bello!

Pensa che tu hai persino la bocca per baciare, le braccia per abbracciare, mentre c’è chi non le ha mai possedute.

Non ti sei mai reso conto che hai una responsabilità sul tuo corpo, un dono che certamente non ti sei meritato!

Pensa a quella gente che vive immobilizzata in un letto … che darebbe per uscire a prendere un gelato e tu che fai, ti droghi e avveleni tutto ciò che ti circonda!

Che SPRECO!

Di questo ti devi proprio Vergognare, non del fatto che ci sei cascato, tutti ci confondiamo nella vita perché è difficile per ognuno di noi, “LEI” non è un Luna Park!

Allora fermati ancora un secondo e pensa a te a come sei.

Sei Uomo, sei Donna, sei Fanciullo?

Possibile che non hai il coraggio di chiedere aiuto?

Magari in famiglia ti vergogni, ma prova a guardarti intorno, non tutti si drogano, rubano, violentano e sono crudeli … Chiedi aiuto!

Io lo sto chiedendo a te!

Perché il mondo è drogato di inquinamento e dobbiamo essere in tanti per disintossicarci e ci devi dare una mano anche tu! Senza di te (e siete in molti) non possiamo farcela.

Pensaci, pensaci anche solo per un attimo e … se proprio non arrivi a ripensarci vuol dire che Madre Natura non ti avrebbe dovuto donare l’Anima perché nessun uomo si può permettere di andare Contro Natura. Devi Sapere che le sue leggi non sono di Destra né di Centro o di Sinistra, certo si devono rispettare perchè sono le uniche “leggi perfette” collaudate dai tempi antichi.

Sai di Madre Natura ci si può fidare della Droga no, oramai te ne sei accorto anche tu! 

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Feb 23

2024

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OZPETEK a CORTONA

Nella mia solita passeggiata mattutina a Cortona nel giorno relativo al mio abbonamento per la stagione teatrale al Signorelli, tra le altre cose rivelatasi quest’anno veramente interessante, incontro immancabilmente, all’altezza della Chiesa di San Domenico, gli attori della Compagnia appena sbarcati in paese che si godono il panorama della Val Di Chiana.

Con cordialità ma senza essere troppo invadente li saluto sempre.

Questa volta avevo di fronte l’attrice turca Serra Yilmaz la musa del cineasta Ferzan Ozpetek, un vero e proprio brand per il suo Maestro, del resto in serata avrebbe recitato nell’ultima trasposizione di “Magnifica Presenza” un film del 2012 firmata dal regista pluripremiato. Ricordo solo alcuni suoi premi prestigiosi come il David di Donatello, Nastri d’Argento, CiaK e Globi d’Oro.

Come per “Mine Vacanti” Ozpetek porta in teatro un altro successo cinematografico e stavolta con otto attori nei ruoli di 11 personaggi: Serra Yilmaz (Lea) un’istituzione per il regista, Tosca D’Aquino (Maria) sempre un’ottima presenza di scena e una sicurezza per l’intero cast, Federico Cesari (Pietro) un meritatissimo ruolo da protagonista, Toni Fornari un Simpatico “(Ambrogio)”, Luciano Scarpa (Filippo/Antonio) brillante veramente brillante, Sara Bosi (Elena) una giovane brava attrice, laureata nel 2005 in Biotecnologie Agrarie e Vegetali presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Bologna (vedremo quale delle due carriera la sceglierà!), Tina Agrippino (Gea/Livia) e Fabio Zarrella (Massimo/Luca) affidabili sul palcoscenico in qualsiasi situazione.

Avevo molte aspettative su questo lavoro perché sono una fan di Ferzan Ozpetek Artista Uomo/Donna che scrive libri oltre a far cinema e teatro dalle trame che si intrecciano fra fantasia e realtà … In lui trovo sempre originalità nei racconti, profondità e semplicità, fotografa spaccati di un quotidiano che narrati da altri apparirebbero persino banali, mentre lui scava a fondo e porta alla luce verità affascinanti, drammatiche, complicate e disarmanti ma lo spettatore ne rimane sempre catturato perché racconta la Vita, quella Vita che lui spera non sia mai Sprecata.

Ozpetek stesso sceglie i suoi attori che presentano essi stessi uno spessore culturale di alto profilo. La Serra Yilmaz è laureata in psicologia e nel 2006 è stata l’interprete ufficiale durante la visita di Papa Benedetto XVI in Turchia mentre il protagonista Pietro, l’attore Federico Cesari che nel 2023 si è laureato in medicina, lo conosciamo già fanciullo nel ruolo di Andy nei “Cesaroni”.

A lui è affidata la trama teatrale svagante e nostalgica di un percorso di crescita personale, pauroso, intimo e sociale che si matura sul palcoscenico attraverso il “contatto con i fantasmi” in una Casa dove non sono altro che la voce delle sue esperienze dove la sua coscienza si fa domande e gli offre risposte.

In tutte le opere di Ozpetek le Case sono le vere protagoniste della rappresentazione e non vengono raccontate mai come gusci vuoti perché hanno sempre un’anima. In “Magnifica Presenza” la Casa Antica è una bellissima scenografia di Luigi Ferrigno dove il protagonista vuole andare a vivere staccandosi dalla convivenza con la cugina che rappresenta la Figura Femminile.

Pietro pensa di essere innamorato di un aiuto regista di tanto successo, tanto quanto volgare.

Lui è un pasticcere ma desidera diventare un attore di quelli bravi e l’abitazione raccoglie al suo interno tante vite passate di una compagnia teatrale tradita dalla loro protagonista che li denunciò ai Nazisti.

E’ proprio attraverso il contatto tra i fantasmi e il protagonista Pietro che si snoderanno più aspetti umani.

La Compagnia si rivela di ottimo livello e l’abilissimo Federico Cesari insieme ai “Fantasmi/Attori” “prende, impara e dirige” lezioni di recitazione …

Si rivelano per gli spettatori momenti di vera Bravura teatrale!

Nell’insieme un buon lavoro, anche se non mi hanno convinto alcune scene iniziali per la mancata raffinatezza dei testi di solito sempre curatissimi e colmi di pathos, come solo l’elegante e sensibile Ozpetec sa donare.

Noi donne abbiamo adorato la stupenda storia d’amore descritta nel suo ultimo film “Nuovo Olimpo”  perché Ozpetek non è mai superficiale e scontato.

L’Idea del film di “Magnifica presenza”, del 2012 con Elio Germano, nacque dopo una storia raccontatagli da un suo amico al quale negli anni “90 capitò di sentire delle presenze in casa .. seppe poi che durante l’ultima guerra il suo palazzo a Testaccio era stato bombardato e nella disperazione una mamma e la figlia s’erano buttate da una finestra …

Ferzan Ozpetek si nutre del visibile e dell’invisibile che ci vive intorno ma, molti lo scoprono solo attraverso le sue Opere dove temi come l’Omosessualità, il Nazismo e la Guerra non sono mai trattati come programmi di partito, perché le sue prospettive sono sempre inaspettatamente inusuali quanto autentiche. 

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Feb 07

2024

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48 ORE a CORTONA

Una passeggiata a Cortona in gennaio è proprio diversa da una in qualsiasi altro periodo dell’anno.

Nella prima si apprezza la restituzione dei luoghi al tempo passato, le altre invece rappresentano tanta mondanità e il risanamento economico di molte famiglie del territorio.

Dunque in gennaio Cortona cade in un letargo di ferie forzate! Ma … non tutto dorme!

Arrivo di domenica e una volta aperte le persiane di casa e acceso il riscaldamento, esco e passeggio tra i vicoli, tanto in Ruga Piana i negozi sono per la maggior parte chiusi.

Scorgo e fotografo angoli nascosti che d’estate rimangono celati dalla moltitudine delle persone che li percorrono e poi il profumo dei camini accesi mi scalda subito il cuore. 

Scopro novità: in piazza i Molesini hanno chiuso l’attività del “Super Alimentari” ma apprendo anche che la bottega alimentari di Romina Spagnoletti che si trova vicino Porta Colonia su Via Dardano, sta ampliando l’attività. Bene! Ho sempre apprezzato la titolare perché ha sempre proposto prodotti di pastifici locali, prosciutti profumati, formaggi unici. Ha cura nel mantenere un profilo accogliente e familiare, ti fa sentire un po’ a casa nel suo negozio, ed è una cosa che mi piace perché penso che a Cortona ci siano molte persone sole ed anziane e per loro la Romina è un gentile punto di riferimento.

Allora aspettiamo con fiducia il restyling del suo negozio. E’ pur vero che viviamo nell’Era dei Supermercati, ma mi rendo conto che una bottega alimentari rappresenti un valore primario per la sopravvivenza indipendente di una piccola comunità. Insomma insieme alla Stazione dei Carabinieri, l’Ufficio Postale, il Benzinaio, la Farmacia … il negozio di Romina sono beni insostituibili per la vita che continua tra le piccole e antiche mura.

Nel freddo pomeriggio mi fermo in piazza della Repubblica, dove un artista di strada sta suonando e cantando De Gregori, Battisti, De André, John Lennon …..

E’ Simone Rocchi di Sinalunga conosciuto e apprezzato dalla piazza cortonese perché ha un modo semplice e diretto di esibirsi ma è altrettanto elegante e profondo.

BRAVO veramente BRAVO! Se fossi una proprietaria di un importante “Resort 5 Stelle” lo ingaggerei per delle serate. Non è un urlatore, è raffinato e la sua grande maestria lo rende disinvolto. Con leggerezza e grazia passa in rassegna canzoni indimenticabili di un vastissimo repertorio. In lui godiamo di un’ottima rappresentanza italiana di fronte agli stranieri che popolano Cortona, Simone Rocchi ci fa fare una gran bella figura!

Che momento Magico quel pomeriggio. Cortona avvolta dalla luce dell’imbrunire, la scalinata del Comune libera dalla disordinata presenza dei visitatori, solo pochi ascoltatori “ma buoni”, siamo comodamente seduti sulle panchine e solo qualche passante appare e scompare. Tutti sorridenti. Ero di spalle all’artista ed ho visto bimbi immaginare stupiti chissà cosa osservando le dita del chitarrista, ragazzi sorridere romantici ai sogni di baci ardenti, vecchi riprovare il brivido della vita, l’allegria negli occhi dei fanciulli, lo sfuggente sentimento di rimpianto di una donna …

La mattina del giorno dopo decido per una passeggiata al lago e mi regalo una fantastica colazione nel bar Vannelli di Camucia accompagnata dalla gentile barista che mi serve il caffè proprio nel “mio momento giusto” cioè quando ho finito di mangiare l’ultimo boccone della squisita tortina di riso e siccome la pasticceria Banchelli a Cortona ha chiuso, mi faccio imbustare anche una gustosa pasta di mele. 

Insomma questa è la mia difficile vita da pensionata! L’esperienza mi ha regalato la consapevolezza di godere delle cose più semplici e non me ne lascio sfuggire alcuna!

Però poi la nebbia che sale dal lago mi riporta velocemente a Cortona perché lì splende il sole!

Allora mi compro un quotidiano e nella panchina del pensionato (così ribattezzata da mio marito) mi godo dall’alto la Val di Chiana ovattata e il cielo azzurro cortonese.

Nel pomeriggio la passeggiata al Parterre mi restituisce sempre l’anima perché passo, dopo passo, metto ordine nei miei pensieri.

Incontro Amici e scatto un po’ di foto alla fontana.

Poi l’incontro casuale con l’attore Claudio Bisio. “Allora stasera in teatro! ” e lui pronto a rispondermi con il sorriso e mi rivolge le nocche del suo pugno, per un saluto che accolgo.

“Speriamo bene!” mi risponde, mentre ci incrociamo e superiamo.

” Certo andrà tutto bene! Stasera scriverò un articolo!” rispondo.

Allora l’attore ha un’impercettibile indecisione, se fermarsi o proseguire, del resto noi giornalisti siamo miele per una buona recensione … ma oramai anch’io mi sono già allontanata!

Teatro Signorelli ore 21.00. Sold out, improvvisamente Cortona si popola.

“La mia vita raccontata male” dai testi di Francesco Piccolo, interpretati magnificamente da Claudio Bisio con la regia di Giorgio Gallione si è rivelata quella stessa sera un Gran Successo.

Non mi perdo mai il piacere di scrivere con il cuore in libertà sullo spettacolo che merita veramente di essere goduto dal pubblico per l’originale e profonda sceneggiatura scritta con molta cura dove la bravura di Claudio Bisio si svela nel più profondo dei dettagli recitativi.

Bisio interpreta l’Allegro, l’Ironico, il Melanconico, l’Incompreso, l’Infatuato, lo Sfuggente, lo Sfigato, ‘Ingenuo, l’Innamorato, l’Insicuro … e’ completamente a suo agio sul palco, è un animale da palcoscenico!

Il titolo è la miglior sintesi del racconto. Le scenografie, le luci e l’accompagnamento musicale sono il buon completamento di un ottimo lavoro e poi c’è la “Chicca alla Zelig” regalata dall’attore a fine spettacolo che dona alla sala una piccola felicità inaspettata.

Insomma con un sorriso sulle labbra mi addormento sotto le travi cinquecentesche della mia casetta di Cortona.

Sono solo “48 ore a Cortona”, belle intense, per me felici e spontanee.

Al mattino seguente riparto per Roma.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Gen 07

2024

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Capodanno a Cortona

Nella serata del 31 Dicembre la Piazza del Comune di Cortona si era vestita di Gioia, Luci e Musica. Erano in migliaia, giovani famiglie, grandi e piccini, adolescenti scatenati fino alla generazione “boomer”.

Un pubblico straripante che parlava più lingue. Mai come in quest’ultimo anno si ascoltava l’Americano, lo Spagnolo, l’Inglese, l’Est Europa, il Francese, lingue Asiatiche e poco l’Italiano …

Il Comune di Cortona ha affidato per il terzo anno consecutivo la direzione artistica dell’evento del Capodanno in Piazza ad Andrea Caneschi per la fiducia conquistata dai precedenti successi.

Pensate che l’amministrazione comunale, per favorire le soste delle macchine, aveva consentito l’accesso al Parterre tanto che molti automezzi sono stati posteggiati persino oltre i campi da tennis!

Anche quest’anno il Caneschi non ha smentito le aspettative perché ha saputo scegliere dei grandi artisti del territorio che senza alcuna prova, si sono esibiti insieme, direttamente dal vivo, per la prima volta in Piazza. Veri Professionisti.

Cominciamo a nominare il bravo Dj Marco Mancini che ha catturato subito il pubblico e non era cosa facile, perché solo con lo studio si riesce a divertire una piazza di varie età e gusti.

L’altra scelta vincente è stata rappresentata dal Maestro Enrico Giovagnola, ottimo sax e si sa che il sofisticato suono di questo strumento crea sempre una particolare e piacevole atmosfera. Il Giovagnola è anche ingegnere del suono, importante ruolo per gestire al meglio le diverse uscite sonore tra le varie esibizioni della musica dal vivo, come quelle metalliche, comprese le voci parlanti creando una potenza di uscita equilibrata per l’ascolto gradevole del pubblico.

Ecco loro due sono stati il cuore pulsante della serata perché hanno curato i tempi e l’editing musicale di tutto e preparato il terreno per la buona riuscita del progetto di Andrea.

Sono lavori che si preparano da molti mesi prima! Si deve prevedere sempre un piano B e tenere presente la molteplicità dei gusti internazionali perché, a Cortona, non è mai solo una “festa di paese”.

Coinvolgente ed emozionante è stata la musica dal vivo curata da Anna Rossi e Giulio Angori, rispettivamente cantante e bassista.

Dunque lo spettacolo cortonese è stato un Successo, un esperimento riuscito e gradito dal pubblico perché si sono per la prima volta “messe insieme la musica elettronica con una live band”.

Hanno donato emozioni contemporanee e romantiche. Bravi!

Ma le idee dell’organizzatore sono state ancora più accurate perché ha scelto Soo Hee Briganti, un’altra artista nostrana, che ha regalato con la sua Aerial Dance, un’esibizione di disciplina cinese, uno spettacolo indimenticabile. V’invito a trovare e ammirare  su You Tube i filmati!

Non è mancato poi l’ospite VIP: Dado Pecchioli il genio delle percussioni che ha prestato il suo talento a Cortona, un musicista che accompagna Alessandra Amoroso e che è rimasto folgorato dalla bellezza della città. E chi può rimanerne esente!

Sono stati veramente tanti i visitatori durante le Festività Natalizie e molti stranieri avendo vissuto lo scorso anno questa nottata memorabile, si sono tenuti in contatto con il Caneschi per ritrovarsi in Cortona anche questo Capodanno. Pensate con quali emozioni devono aver custodito il ricordo della Piazza a migliaia e migliaia di Km dall’Italia e da chissà che paesini!

Per questo ci “fischiavano spesso le orecchie”!

Del resto l’illuminazione della Piazza della Repubblica quest’anno è stata spettacolare. Il Signorelli e il Beato Angelico hanno impresso le loro colorate figure rinascimentali sulla grigia pietra restituendo una Storia Unica nel Mondo.

Auguro a tutti un Buon 2024.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Dic 31

2023

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Roberto Michele Cenci -I racconti di nonno Guido-

Roberto Michele Cenci l’ho conosciuto in un’intima cena fra amici, dove non si deve apparire per condizione “necessariamente fichi”, ma si deve essere solo: persone Vere e Affettuose.

E’ il must della padrona di casa di Donna Cristina.

Roberto M. Cenci è un uomo distinto, colto, dallo sguardo mite ma penetrante.

Ho appreso solo a fine cena, che persegue da tutta la sua vita la difesa alla sua amata Gaia, ovvero la terra, prima laureandosi in Scienze Naturali presso l’Università degli studi di Milano, poi con un Master in Diritto Ambientale e poi con la sua professione di Dirigente presso la Commissione Europea dove ha realizzato progetti ambientali.

Nello scambio dei doni natalizi ha donato il suo libro intitolato: “I racconti di nonno Guido”.

Uno scritto dedicato alle stressate famiglie di oggi e ai loro fanciulli che hanno necessità di conoscere realmente la portata delle denunce che apprendono attraverso i telegiornali e di capirne i problemi per poi saper ricercare le risoluzioni.

Tutto in chiave Positiva e Fiduciosa.

La copertina è deliziosa, ben curata nel disegno e nei colori, è un libricino che ti invita a toccarlo e ad aprirlo seduto in poltrona magari circondato da giovani amici.

I suoi racconti narrano la sensibilità umana e la casa che la Terra offre ai suoi abitanti.

Un libro per Piccini ma anche per i Grandi che spesso smarriti e non sanno come educare i Piccoli.

Sono proprio gli scienziati a suggerirci di spiegare cose Difficili in modo Semplice e Roberto M. Cenci racconta situazioni drammatiche riguardo l’inquinamento delle acque, dei mari e dei fiumi senza allontanare e spaventare il giovane lettore, ma facendogli riconoscere le sue piccole stesse esperienze, tanto da non farli sentire meno soli e più fiduciosi.

Sottolinea nelle sue righe il valore della Famiglia come quello dell’Amicizia e l’Amore per il Creato.

Un pentagramma musicale di parole scritte che sanno di acqua limpida e pulita, di aria pura, di sentimenti facili ma profondi.

E’ chiaro il metodo usato dallo scrittore Cenci perché ha sempre curato il Bimbo che c’è in lui e crescendo come uomo, non lo ha mai dimenticato, perché è sempre stato per lui fonte di grandi risorse.

La genuinità di scrittura che usa è voluta, adatta alle giovani menti e questa è una risorsa perché sarà più facile sia l’ascolto che l’insegnamento.

Non usa punti esclamativi né quelli interrogativi, ha un ritmo da alfabeto morse che culla il fanciullo e lo induce a pensare mentre ascolta.

I Piccoli hanno i loro tempi e non possiamo immergerli in “cose tutte appiccicate”!

Sa che per le loro menti fantasiose ma genuine non c’è posto per inquinamenti “sopralerighe” perché i fanciulli vivono silenziosamente le loro giostre colorate.

Racconta loro la Realtà con grande semplicità e non omette nulla di scomodo, usa solo la delicatezza.

Cenci con il suo ordine di scrittura, li prende dolcemente per mano ed insegna ai bambini la Speranza una forza positiva che li aiuterà nella crescita per tutta la vita!

Di più non svelo e lascio al bravo lettore comunicare l’emozione alle giovani menti la sera, prima che s’immergano in quei meravigliosi sogni fatti di avventure tutte da scoprire.

Sono i Giovani Fanciulli di Oggi l’unica vera risorsa che ci salverà dai nostri stessi errori.

Roberto Michele Cenci è un uomo dalle molteplici risorse pronto a vivere le avventure che gli suggerisce il suo cuore.   

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®