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Written by Roberta Ramacciotti

Gen 04

2026

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Lo Spreco Umano

Inizio anno 2026 … quale notizia lo differenzia dall’Inizio del 2025?

Poche in verità, perché se scorro le testate dei precedenti Capodanni purtroppo sono ricorrenti le terribili stragi umane causate da incendi devastanti nei locali non idonei, funivie pericolanti, aggressioni barbare, ma quelle che più mi colpiscono sono i bimbi colpiti da armi da fuoco e le persone che per l’eccessiva, forzata, disperata, voglia di allegria si feriscono in modo grave con gli ordigni clandestini nonostante la preventiva e massiccia campagna di informazione che spiega la loro pericolosità.

Certo quest’anno dalla mia “postazione influenzale” la mia fantasia è un po’depressa, sicuramente dolorante, ma ciò non mi ha impedito di riflettere su un avvenimento accaduto proprio la notte di Capodanno. Un ragazzo è stato soccorso all’alba da un’equipe medica ospedaliera per salvargli parte della mano. Non contento per aver perso solo alcune dita, ha firmato le dimissioni per potersi rimmergersi immediatamente nel girone dei bombardini e naturalmente si è rifatto male ripresentandosi in pronto soccorso con gravi ustioni al viso e alla mano.  Forse perderà un occhio.

Ho cercato di fotografare l’ambiente del pronto soccorso in quelle ore, odore di urina, vomito e sangue, disperazione, puzza di zolfo e di alcol, corpi scomposti ricoperti da panni spiegazzati, tanti anziani colpiti dalle polmoniti che dignitosamente attendono il loro turno nella speranza di essere visitati e curati, comprensivi nei confronti di quei pochi dottori e infermieri a lavoro.

Intanto fuori continuano i festeggiamenti, mentre all’interno la sofferenza dei malati viene coperta dalle urla e dal pianto di chi e stato portato via da quell’orgia scoppiettante.

Ma quel ragazzo si dispera perché perderà le dita di una mano per sempre o perché lo hanno portato via dal suo sanguinoso Luna Park?

Non tutti i ventenni sono così capricciosi, incoscienti ed ingrati come quell’essere che urla dietro quel pannello di stoffa, non si rende conto che molti suoi coetanei nati senza dita e senza occhi darebbero tutti i loro beni per poter in un solo giorno della loro esistenza provare a vedere com’è il mondo che li circonda o ad afferrare una mela con le proprie mani ed assaporarne il nettare.

Giovani lo siamo stati tutti e sappiamo anche quanto siamo stati fortunati nei nostri momenti di follia, ma non abbiamo mai perso un minuto per ringraziare quello che “non ci è successo”.

Ma come si può sentire quel medico che ha dovuto lasciare su quella barella incrostata di ruggine lo sguardo di quella persona anziana che gli ha sorriso e già perdonato perché ha capito che la sua priorità sarà il giovane?

Allora dal primo giorno di scuola del Nuovo Anno spero che il nostro Presidente della Repubblica inviti gli insegnanti a raccontare in classe i drammi interiori non solo degli accidentati, ma di chi sarà costretto ad incontrarli, a fare i conti con la prepotenza del dolore non sopportato, mentre non potrà occuparsi di quelle persone gentili che soffrono ma che pazientano perché rispettano il lavoro dei medici e infermieri.

Alcuni di loro se ne andranno silenziosamente.

E in una Italia che non può permettersi sprechi, negli ospedali ci sono persone al lavoro, macchinari sofisticati da mantenere in funzione, bruciamo milioni per Ricostruire l’Incoscienza e l’Ingratitudine, tempo prezioso sottratto da Pazienti Idioti ad altri pazienti che nel loro percorso di vita hanno contratto solo una brutta umana malattia.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Dic 21

2025

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Auguri Natale 2025

Anche quest’anno 2025, nella mia Rubrica www.cortonamore.it®, ho affrontato con Voi Lettori una vivace cavalcata.

Siete diventati il mio Grillo Parlante perché il mio senso di responsabilità e di rispetto per le persone che mi regalano la loro attenzione si è sempre tradotto attraverso l’onestà che dovevo e potevo offrire con le mie ricerche, constatazioni e considerazioni.

Abbiamo volato sull’onda dei pensieri creativi del Beato Angelico e del Signorelli, siamo andati a curiosare nelle prove della Compagnia del Piccolo Teatro di Cortona, ad ascoltare un concerto di Musica al Signorelli, abbiamo osservato con il binocolo le opere d’arte conservate al MAEC, commemorato amici, suggerito Cittadinanze Onorarie e seguito con interesse le conferenze dell’Accademia Etrusca come quelle della Factory Dardano44 che ci hanno sempre arricchito di pensieri nuovi e affascinanti passioni.

Personalmente sono stata colpita dal grande ed utile lavoro svolto dagli uomini e dalle donne dell’associazione di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio: pura caritas, e dall’impegno che Don Ottorino svolge nell’organizzare la distribuzione dei pacchi alimentari tra quelle mura secolari, per questo ancora più lucenti e splendenti perché c’è Umanità perché c’è Amore.

Potrei proseguire ricordandovi gli articoli mondani sulle stars musicali, cantanti e attori, oppure le interviste a Luca Mercalli e Don Ciotti che tanto ci hanno insegnato riguardo il rispetto che dobbiamo alla Terra che ci ospita.

Ma una cosa è certa, la mia e la vostra voglia di reagire anche di fronte alle bruttezze della Vita non ci ha mai fermati.

Allora ho creato, da 3 sagome di cuori rovesciati, un drammatico Albero di Natale Rosso come il Sangue versato da tutte le vittime delle guerre, è adagiato sul colore celeste del cielo che ci proietta nell’infinito dell’Universo.

E’ un’opera che denuncia come non si possa accettare di festeggiare con leggerezza il Santo Natale quando siamo affogati quotidianamente in un mare di violenza.

Come artista è certo un pensiero drammaticamente Negativo, ma è estremamente Positivo come giornalista pubblicista perché avere la possibilità di comunicare attraverso un giornale come L’ETRURIA la Fame da parte di Tutti Noi di un Unico Pensiero di Pace e di Amore e non essere censurati, ci deve colmare di Forza, Speranza e Determinazione.

Allora Auguri, Auguri, Auguri a te che non ti fermerai mai per donare ancora Amore. Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Dic 21

2025

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Mostra del Giocattolo d’Epoca e Modellismo a Cortona

In questi giorni di grandi festività nella Città di Cortona si entra e si esce con facilità dal Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona, un affascinante mondo archeologico e poi si può subito dopo visitare, nell’arco di pochi minuti, la “Mostra del Giocattolo d’Epoca e Modellismo” nel Complesso Congressuale di Sant’Agostino che si chiuderà il 6 gennaio del Nuovo Anno.

E’ uno choc emotivo e stimolante molto forte, perché le nuove immagini che acquisiamo e che ci portiamo dentro le nostre normali vite, sono tante e diversissime. Statuette, coppe e lucerne forgiate in bronzo a partire dal VI a.C. che raccontano l’esistenza di donne e uomini che non possedevano frigoriferi, televisori, non usavano la luce elettrica e non possedevano i cellulari. Ci fa pensare. Di contro oggetti di un collezionismo che riporta la storia del consumismo, un fenomeno del 1960 d.C. che racconta un’Italia che non c’è più.  

Allora vi offro un altro consiglio e sempre gratis: quando deciderete di fermarvi godetevi un rilassante aperitivo in piazza perché c’è subito molto da riflettere e assorbire … Sicuramente ci sentiamo più ricchi dentro perché queste esperienze temprano le nostre personalità se sappiamo cogliere il significato delle esperienze degli altri “colleghi uomini” antichi o moderni che siano.  

Entrando nel mondo vintage del giocattolo è stato emozionante scoprirmi piena di gioia di fronte ai personaggi di Carmencita e il suo Caballero esposti in uno scaffale della meravigliosa Mostra del Giocattolo d’Epoca e Modellismo. Sono i protagonisti di uno spot pubblicitario, creati dal grande Armando Testa, padre della moderna pubblicità in Italia che veniva trasmesso nel “Carosello” televisivo serale della RAI e poi “tutti a nanna”!

Una delle prime storie d’amore sognate dalle fanciulle di quei tempi.

Parliamo di 60 anni fa!

Allora non esistevano come al mondo d’oggi network interamente dedicati alla sfera infantile, quelli odierni trasmettono esclusivamente ed interrottamente cartoni animati.

Ai miei tempi :o) esisteva solo “Carosello” e il mondo del consumismo sapeva su chi far leva per incentivare il mercato e mandava in onda gli unici minuti dedicati ai più piccoli. In quegli spot di sintesi fantasiosa e geniale era già scritta la ripresa economica dell’Italia insieme ad un futuro colmo di tanta speranza.

Erano gli anni dell’immediato dopo guerra e “al cuore di mamma non si negava nulla”!

Questa e altre pubblicità sono divenute preziose testimonianze di felicità sociale, erano parte integrante del processo strategico del boom economico italiano. Molti dei giovani di allora hanno potuto realizzare tutte le aspirazioni e i desideri.

Ma la mostra svela sotto la grande navata della Chiesa anche un fantastico e grandissimo plastico ferroviario creato dal “GRUPPO FERMODELISTICO ARETINO” che insieme a decine e decine di contenitori colmi di centinaia di modellini di vagoni ferroviari, ricostruzioni navali e aeree, civili e militari, occupano il grande spazio del “Tempio”. Sono presenti: il modellino di una stupenda Americo Vespucci, le navi da guerra come il cacciatorpediniere Aviere artigliere “La Spezia” 1952 in scala 1:350, le navi da battaglia la “Vittorio Veneto” 1940 e la “ROMA” 1943, e saltando “solo qualche secolo” la Trireme Romana del 1° sec. d.C. E poi ancora: ricostruzioni di postazioni d’artiglieria mimetizzate nel terreno, VTLM Lince usati in Afganistan nel 2007, ricomposizioni con i soldatini di piombo e castelli di battaglie passate alla storia senza contare le centinaia di modellini di vagoni e locomotrici ferroviari e aerei.

Nella Sala Severini sono custodite le creazioni costruttive della Lego, mentre centinaia di Barbie sono presentate nella Sala Pancrazi. Credo che da bambina una visione del genere mi avrebbe fatto svenire dalla gioia e dall’eccitazione! Una grandissima sala colma di centinaia e centinaia di bambole indimenticabili vestite dai modelli e colori più fantasiosi.

Ma i giocattoli vintage degli anni “60, “70, “80 non sono solo dei ricercati oggetti che evocano nostalgia, essi se ben conservati, curati e restaurati rappresentano un vero investimento economico.

Un Vero Lusso penserete! Lo escludo, perché visitando la mostra è impossibile non accorgersi di quanta passione, pazienza, osservazione, manualità e costanza spendano i collezionisti. Sono ore dedicate dopo il lavoro, quando i figli sono finalmente a letto e la casa si inonda dei propri pensieri. Sono hobby che fanno bene all’anima.

E’ un mondo fresco e vivace e se si vuole aumentare il volume della propria collezione ci sono mercatini per tutte le “tasche” e poi si possono intrecciare nuove amicizie e proporre sempre degli scambi. In più i contatti personali con gli altri collezionisti sono motivi di interessanti confronti per nuove informazioni. Ho ascoltato le chiacchiere che si scambiavano gli appassionati e ho capito quanti contatti offrano i social media e le piattaforme di vendita online. Ho anche compreso quanto siano attenti nel non esporre mai gli oggetti alla luce diretta ed agli sbalzi di temperatura, perché è la prima raccomandazione che ti viene suggerita. I più sofisticati collezionisti curano i restauri cercando sempre gli stessi pezzi dei modelli o le vernici d’epoca, sono queste attenzioni che elevano nel tempo il loro valore. Per pulire la plastica usano pezzette umide e mai sostanze abrasive mentre i peluche li spazzolano con delicatezza e non pensate di metterli in lavatrice! Sono attenti a conservare le confezioni originali o tentano di recuperarle e custodiscono gli scontrini d’acquisto.

Proprio come se fossero dei veri gioielli d’epoca.

Se poi siamo super fortunati dobbiamo sapere che la produzione di un cult cinematografico, una manifestazione o un evento o una riedizione del modellino di un vagone, di un aereo, di una nave o la produzione limitata di una bambola che conserviamo gelosamente nel nostro ripostiglio ne aumenteranno il valore di mercato. Questi oggetti non rappresentano solo un gioco infantile ma una vera cultura pop, un sostanzioso pezzo di storia.

AugurandoVi un Sereno Anno Nuovo, sperando vi appassioni la visita alla “Mostra del Giocattolo d’Epoca e Modellismo” nel Complesso Congressuale di Sant’Agostino a Cortona perché c’è ancora tanto racconto dell’Uomo e Nulla di Intelligenza Artificiale.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Dic 07

2025

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Massimiliano Bruno al Parioli Costanzo

Massimiliano Bruno

La Seconda meglio della Prima … allora la Terza e la Quarta come saranno?

Mi riferisco ad un lavoro teatrale rappresentato in questi giorni al Parioli Costanzo “Life is Life” un progetto di Massimiliano Bruno che ha scritto insieme a Sara Baccarini, Emilia Bruno, Filippo Gentile e Daniele Locci. Si alternano alla regia Massimiliano Bruno per il 1° spettacolo, mentre per il 2° c’è Filippo Gentile.

Le prime due serate hanno riscosso veramente tanto successo, personalmente sono uscita dal teatro sentendomi leggera, distesa e spensierata, neppure le 20 gocce di xanax mi avrebbero fatto sentire meglio.

Da tempo immemore si rappresentano in teatro opere che hanno come tema il mondo degli umani. Descrivono e raccontano con creatività tanti aspetti caratteriali della gente e di come l’incontro tra le tante e varie personalità, possa creare mille situazioni di vita: drammatiche, originali, felici, malate, grigie, effervescenti, finte. Quelle che avranno sempre successo saranno quelle più vicine all’umore del pubblico.

Le chiavi di lettura sono molte, pensiamo a Shakespeare oppure ad Oscar Wilde e potrei volare sulla saggezza di Eduardo de Filippo e potrei non atterrare mai.

Poi il Teatro ha incontrato Massimiliano Bruno che con il suo gruppo di sceneggiatori ci regala una lettura fresca, ironica, allegra ma mai scontata. In sala le risate sono spontanee come gli applausi che non devono proprio essere guidati.

Che Piacereeee!

Imbarazzante quanto siano Bravi!

Infatti, questo gruppo è particolarmente amalgamato, tutti concorrono al bene dell’altro, la catena di bravura non si spezza mai.

Senza sminuire il lavoro dello scritto il successo c’è ed è sotto lo sguardo di tutti: sono proprio i giovani attori della scuola di Massimiliano Bruno che sono una fabbrica di energia.

Tutti sono veramente ben impegnati e recitano immersi nel proprio ruolo e lo fanno con disinvoltura. Tengono un ritmo fantastico per le battute che si susseguono, sempre carine, incisive e mai gratuitamente volgari.

Nulla è veramente scontato e tutto è molto giovane di idee, è un bagno immersivo nella loro voglia di vivere e di recitare e noi in platea siamo felici di accogliere ed ascoltare con gioia.

Ofelia è un’aliena interpretata dalla brava Chiara Tron, diplomata nel 2020 nella citata scuola, è precisa e carina ed in scena accoglie l’entrata di tutti i personaggi. Ha una compagna d’avventura sulla terra una “collega extra terrestre” Sara Baccarini, in scena Myra, che oltre ad essere uno dei sceneggiatori dello spettacolo è matura, spigliata sulla scena e sicura nel ruolo.

Ora potrei risultare ingiusta con qualcuno ma devo segnalare per onestà intellettuale la bravura di Marco Todisco nella parte di Lorenzo, un vero e proprio diamante grezzo, seguitelo perché “si farà” tutto in lui recita, dal capello ribelle, al sopracciglio, la sua lingua, fino alla pancetta tremolante! Ti prego non la eliminare!

Lo segue a ruota lo spumeggiante Daniele Locci in Celestino, che tra l’altro è anche lui uno degli sceneggiatori. Sono entrambi ambiziosi e tenaci e ce la faranno alla grande!

Da segnalare la bravura dell’attrice, cantante e ballerina Cecile Ngo Noug e la brillante Mariachiara Di Mitri nella parte della borgatara Carola, bravissima caratterista. L’attore Filippo Maria Macchiusi in Vittorio, snob in scena tanto da sospettare che lo sia anche nella vita reale regala una sfavillante energia teatrale. E poi ci sono Dafne Montalbano, Gabriele Bax, Marianna Menga, Carlotta de Cesaris, Alessandro Nistri e Alessandro Mauthe.

Immagino quanto Massimiliano Bruno li abbia fatti provare e riprovare fino alla nausea, quella vera e non “quella di scena” e che persino di notte i loro sogni fossero popolati solo da incubi per lo spettacolo!

Solo che poi quegli incubi, quelle paure si sono trasformate come per incanto in una armonia teatrale perfetta che dona allegria allo spettatore e di questi tempi la risata è cosa rara!

Un aspetto mi ha veramente colpito della giovane compagnia teatrale quella di essere meravigliosamente imperfetti nella loro fisicità umana.

Sono Veri e contenti di esserlo!

Che messaggio stupendo per chi soffre di insicurezze fisiche. Allora tutti fuori dalle nostre tane e pronti a condividere il bel lavoro sul palcoscenico del Teatro Parioli Costanzo di Roma.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Nov 30

2025

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Auguri Natale 2025

Anche quest’anno 2025, nella mia Rubrica www.cortonamore.it®, ho affrontato con Voi Lettori una vivace cavalcata.

Siete diventati il mio Grillo Parlante perché il mio senso di responsabilità e di rispetto per le persone che mi regalano la loro attenzione si è sempre tradotto attraverso l’onestà che dovevo e potevo offrire con le mie ricerche, constatazioni e considerazioni.

Abbiamo volato sull’onda dei pensieri creativi del Beato Angelico e del Signorelli, siamo andati a curiosare nelle prove della Compagnia del Piccolo Teatro di Cortona, ad ascoltare un concerto di Musica al Signorelli, abbiamo osservato con il binocolo le opere d’arte conservate al MAEC, commemorato amici, suggerito Cittadinanze Onorarie e seguito con interesse le conferenze dell’Accademia Etrusca come quelle della Factory Dardano44 che ci hanno sempre arricchito di pensieri nuovi e affascinanti passioni.

Personalmente sono stata colpita dal grande ed utile lavoro svolto dagli uomini e dalle donne dell’associazione di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio: pura caritas, e dall’impegno che Don Ottorino svolge nell’organizzare la distribuzione dei pacchi alimentari tra quelle mura secolari, per questo ancora più lucenti e splendenti perché c’è Umanità perché c’è Amore.

Potrei proseguire ricordandovi gli articoli mondani sulle stars musicali, cantanti e attori, oppure le interviste a Luca Mercalli e Don Ciotti che tanto ci hanno insegnato riguardo il rispetto che dobbiamo alla Terra che ci ospita.

Ma una cosa è certa, la mia e la vostra voglia di reagire anche di fronte alle bruttezze della Vita non ci ha mai fermati.

Allora ho creato, da 3 sagome di cuori rovesciati, un drammatico Albero di Natale Rosso come il Sangue versato da tutte le vittime delle guerre, è adagiato sul colore celeste del cielo che ci proietta nell’infinito dell’Universo.

E’ un’opera che denuncia come non si possa accettare di festeggiare con leggerezza il Santo Natale quando siamo affogati quotidianamente in un mare di violenza.

Come artista è certo un pensiero drammaticamente Negativo, ma è estremamente Positivo come giornalista pubblicista perché avere la possibilità di comunicare attraverso un giornale come L’ETRURIA la Fame da parte di Tutti Noi di un Unico Pensiero di Pace e di Amore e non essere censurati, ci deve colmare di Forza, Speranza e Determinazione.

Allora Auguri, Auguri, Auguri a te che non ti fermerai mai per donare ancora Amore.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Nov 18

2025

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Il Piccolo tra i Grandi

Nella serata di sabato 15 novembre scorso nella sede del Teatro Signorelli la Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona ha aiutato a realizzare, con il contributo dell’Accademia degli Arditi e il Patrocinio del Comune di Cortona, la riedizione di uno spettacolo veramente particolare dall’alto profilo affettivo e sociale. Dopo 50 anni sono tornati in scena i protagonisti, allora solo dei bambini, di una parodia in musica dei Promessi Sposi scritta da Luigina Crivelli e Franco Sandrelli, due professionisti del pensiero creativo teatrale nonché moglie e marito nella vita.

La Maestra Crivelli grazie alla sua competenza di insegnante e dotata di rara sensibilità, ha saputo far esprimere con successo dei giovanissimi bambini sul palcoscenico di allora, tanto da ricevere per questo lavoro un Primo Premio Nazionale.

Le foto dello spettacolo originale (su fb ne girano tantissime) raccontano di piccoli fanciulli felici, vestiti di stupendi costumi, protagonisti sul palco in una meravigliosa scenografia. Gli scatti raccontano la tanta cura spesa dai coniugi Sandrelli per questo particolare progetto. Immaginiamo la passione per il teatro della giovane maestra, l’idea presentata al marito, bravo attore e regista, e il tanto lavoro ragionato, perché le problematiche dovevano essere molte, come spendere il meno possibile. Sapeva che non poteva chiedere soldi alle famiglie degli alunni.

Allora in un giorno dei nostri, dopo 50 anni, la figlia Eleonora Sandrelli, che tanto ha nel cuore i genitori, decide di ripresentare in scena un adattamento della loro commedia musicale. In un nano secondo le si presentano mille pensieri: come riscrivere la sceneggiatura, individuare gli interpreti, il maestro per curare gli arrangiamenti?

E dove trovare l’esperienza e il supporto necessario?

Ma nella Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona e nei suoi soci: donne e uomini per recitare, truccare, vestire, cantare e filmare!

Gli spettacoli della Compagnia del Piccolo sono sempre curati come nelle migliori rappresentazioni professionali, le scenografie e i costumi di scena sempre puliti e stirati. Tutto aiuta ad offrire agli attori e attrici la migliore postura teatrale.

Ma vi svelerò un segreto: è durante le prove che si riconoscono i talenti, i veri attori, quelli che hanno “cucita addosso” la stoffa del commediante.

C’è quello che non studia la parte e che dimentica persino il copione a casa e che pretende che gli altri lo supportino con il sorriso, come quello che invece si porta la partitura persino in bagno, poi c’è l’altro che fa i compitini tutti perbenino sperando in segreto un applauso tutto per lui, quello che ce la mette tutta, ma proprio tutta ma è negato proprio come la sottoscritta.

Già sono un pochino nella zona “conflitto di interessi” perché faccio parte dei Soci ma ciò mi rende lo stesso preziosa se onesta.

Infatti, le prove sono il momento più affascinante e reale per poter misurare il livello di coinvolgimento di una compagnia teatrale amatoriale. Dunque, nonostante ci fosse, in una delle ultime prove, lo Svogliato, il Simpatico, il Secchione, l’Antipatico, il Dotato, l’Impegnato, lo Studioso tutto ha funzionato perché c’erano anche: la Pazienza, l’Educazione e la Comprensione insegnata proprio dai “Genitori e Nonni Attori” che hanno impostato in tempi passati i Comportamenti Teatrali nel Piccolo.

Allora le Prove sono oneste rivelatrici del vero attore che non ha bisogno dell’immagine autorevole che gli offre il costume di scena per definirsi, ma che abilmente si sa cucire in dosso qualsiasi toga o armatura con la sua gestualità.

La Compagnia del Piccolo ha sempre prediletto commedie in allegria e per questo le sue proposte teatrali sono sempre sinceramente apprezzate dalla popolazione, del resto una risata spontanea oggi è veramente preziosa in questo mondo bagnato dal dolore.

Ma torniamo allo spettacolo!

La regista Eleonora affida l’inizio della commedia a delle immagini digitali proiettate “sulle quinte”, il filmato è carino e piacevolmente spiega e riassume il principio dell’idea, i primi contatti ripresi dopo 50 anni e le immediate ed entusiaste adesioni.

Poi si apre il sipario: Renzo e Lucia, Don Rodrigo e quelli che furono bambini si rivedono proiettati già grandi. Bravi Tutti! Con fluidità, musica, canto e recitazione lo storico racconto si svolge, la storia la conosciamo tutti, ma quello che non potevamo aspettarci era quanto la rievocazione di vecchie conoscenze e amicizie potessero commuovere tutti.

In Sala era Festa Grande! Nel teatro si è svolta Prima, Durante e Dopo la Commedia nella Commedia!

La Eleonora Sandrelli ha saputo leggere e riconoscere con meticolosità le grandi potenzialità dei suoi concittadini e ha così regalato con la sua regia una manifestazione al territorio cortonese dove non sono esistiti confini tra valle e collina, tra ricchi e poveri, ma solo dolci e teneri ricordi da condividere con il sorriso.

Non dimentico di elogiare un “volontario” di eccezione, il Maestro Roberto Pagani. Senza i suoi arrangiamenti e la conduzione da direttore corale e musicale, lo spettacolo sarebbe stato bombardato da pericolose stonature, veramente un umile grande signore.

In questa occasione non avrebbe valore citare il più bravo o il più intonato, perché bisogna solo rammentare che l’allegra commedia era scritta per essere recitata dai bambini, ma bisogna invece elogiare Donna Eleonora che con la sua intelligenza e cultura ha saputo cogliere il momento opportuno per creare con un concerto di affetti, di conoscenze, di aiuti altolocati, una manifestazione che ha resuscitato negli animi tutti l’amore di appartenenza a codesto territorio sempre più maltrattato e sfruttato.

Ricordiamo sempre che è l’alto valore delle Singole Persone a determinare il profilo di un paese o una città e in questo ambito l’Onestà Teatrale che vive in ognuno di noi, sarà sempre rivelatrice di ciò che realmente siamo. 

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Nov 12

2025

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L’Astratto in Beato Angelico

Visitare la mostra del Beato Angelico a Firenze, dal 26 settembre 2025 al 25 gennaio 2026 nelle due sedi di Palazzo Strozzi e al Museo di San Marco, oltre 140 opere e prestiti internazionali, è un’esperienza di vita perché lui sapeva dipingere la Bellezza, quella dello Spirito Umano che si eleva al trascendentale.

Una persona forse un po’oltre le righe, ma anche colta e sensibile, descriverebbe il maestro un po’ “spinellato” e in preda a “viaggi” proprio mentre dipingeva.

In verità la meravigliosa e fantasiosa personalità di Beato Angelico non aveva proprio bisogno di droghe per esprimere la sua gioia nell’amare il Divino.

Certo è stupefacente riconoscere in un Uomo Mite, Gentile, Umile e magari un po’ Timido, un’esplosiva ricchezza di sentimenti. Il suo dipingere lo trasferiva in una dimensione universale oltre l’atmosfera, vagava nell’universo tra le stelle più lucenti e colorate.

Mi pare di immaginarlo camminare a trenta centimetri da terra, ma certamente non per presunzione visto l’immediato riconoscimento del suo talento, lui rimaneva sempre se stesso, felice del dono della pittura che il suo Signore gli aveva regalato e dipingendo la storia di Cristo, Suo Figlio, Gli restituiva Amore.

Al giorno d’oggi, sempre più spesso, si creano delle mode ai fini commerciali, si riscoprono affascinanti artisti dal passato e si presentano alla conoscenza delle masse, ma non è assolutamente il caso del Beato Angelico perché il Vasari già dal Cinquecento lo immortalò fra i grandi nella sua opera “LE VITE”.

Aveva una potenza interiore esplosiva e la esprimeva attraverso la sua spiritualità pittorica con colori sgargianti, sfumature, corpi liberi nei movimenti e le espressioni dei suoi personaggi avevano completamente perso il vuoto e la fissità negli sguardi del passato tardo gotico.

E’il primo Rinascimento!

In scene teatrali differenti il Beato Angelico stava in Masaccio, due geni pittorici con due linee di diverso pensiero che però convergevano nell’Amore per l’Umanità.

E’superficiale considerare l’Arte dell’Angelico classica e conservatrice e prettamente rivolta al suo forte sentire religioso e domenicano perché l’artista che c’è in lui esplode nelle umane espressioni dei visi e nell’astrattismo che concede alle fantasie marmoree delle scale, dei pavimenti e dei pannelli decorativi che lo proiettano nel mondo del ‘900 di Pollock in “ Full Fathom Fire”.

Andate a curiosare nella mostra o navigate in internet ed osservate come vi gettava il colore, non lo ritoccava, lo lasciava puro e libero di creare forme irregolari e imprevedibili, intonate e perfette. Il tutto senza ripensamenti.

Ma si può ancora raccontare moltissimo della sua pittura!

Ammiro la sua sensibilità quando studio l’espressione che fotografava nella sua Vergine nell’Annunciazione di San Marco, quella di una allora ingenua e ignorante fanciulla che aveva appena ascoltato le parole di Dio attraverso l’Angelo e che ancora non ne comprendeva appieno il significato. Per l’allora giovanissima donna di quei tempi, sarebbe stato impossibile poter immediatamente pesare il drammatico significato della sua immortale missione, tanto che ne era del tutto completamente ignara ed il Maestro riesce a tracciare questa delicata situazione.

Anche Michelangelo 50 anni dopo scolpiva la sua Fanciulla Madre nella Pietà in Vaticano, completamente attonita e annientata da una sofferenza inimmaginabile. Una Bambina che culla il Figlio più vecchio di Lei che le giace fra le sue braccia, dopo la deposizione dalla croce.

Quante elevate filosofie sono custodite sulle tele, negli affreschi e scolpite nel marmo.

Questi artisti avevano coraggio di esprimere questi sofisticati quanto commoventi sentimenti mariani perché la sofferenza della Santa Mamma Maria di fronte alla Passione di Cristo è indescrivibile quanto incommensurabile.

La mostra espone così tanta bellezza da “nauseare” il visitatore! Ovviamente scherzo ma devo far comprendere quanto allora “la bellezza fosse guaritrice, desiderata quanto inimmaginabile”. In quei tempi la miseria, la peste, la fame, le malattie e il freddo deturpavano i corpi e lo spirito delle persone tanto da renderli disperati.

Allora ecco la Luce della Bellezza portare in Sogno a questa disperata Umanità: l’Amore, il Calore e la Guarigione.

Ma oggi il vero miracolo lo osserviamo nelle opere di “Fra’ Angelico”, Uomo Artista Religioso, appartenente all’Ordine dei Domenicani quale è, che non si contiene nella sua formalità religiosa ma riesce a sconfinare nello Spazio e nel Tempo tanto che Noi ancora oggi, dopo 600 anni ne siamo completamente rapiti.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Ott 17

2025

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Signor Giorgio Cuculi

Giorgio Cuculi era un Signore, un Gentile Signore.
Lo conobbi a Cortona nell’inverno 2018, mi cercò perché desiderava descrivessi in
un articolo la sua preziosa collezione di oggetti tecnici antichi e vintage. Fu poi, a
quel tempo, pubblicato su L’ETRURIA.
Una stupefacente raccolta di macchine da ripresa, fotografiche, riproduttori di
immagini, barometri, telescopi, bussole e qualsiasi altra antica apparecchiatura.

La sua richiesta non era dettata da uno spirito di personale vanità, certo era orgoglioso di
tutti i suoi “figlioletti” ma il suo desiderio più grande sarebbe stato quello di poter
donare la sua raccolta al MAEC.
Mi raccontò che aveva provato ad offrirlo senza ricevere la risposta che avrebbe tanto
amato, voleva mettere al sicuro la sua passione di vita.
Certamente il museo dell’Accademia Etrusca di Cortona non sarebbe stato il luogo
più adatto per raccogliere e curare la sua preziosissima collezione di centinaia e
centinaia di pezzi. Forse, al tempo, fu consigliato dai curatori del Museo di mettersi
in contatto con i giusti indirizzi del territorio di appartenenza, certo con il suo
handicap alla vista sarebbe stato difficile prendere iniziative al riguardo, ma non mi
riferì nulla al riguardo.
Gli consigliai allora di donare la collezione al Liceo Artistico di Cortona ma non
sapeva come contattare il Ministero della Pubblica Istruzione e sempre nel caso di un
diniego, di contattare anche il Museo del cinema di Torino, ma quest’ultimo
suggerimento non lo accolse perché mi spiegò che lo avrebbe troppo addolorato
allontanarsi dai suoi “figlioletti”.
Fu però contento dell’articolo e orgoglioso che la sua collezione fosse resa pubblica.
Senza voler entrare negli affari di famiglia, in codesto articolo descrivo solo il suo
grande amore per i suoi reperti e il piacere che avrebbe avuto affinché più persone
potessero godere del suo amorevole lavoro su degli oggetti che non verranno mai più
progettati e costruiti dall’Uomo Moderno. In essi, perfettamente conservati e
funzionanti, è raccolta la pura intelligenza evolutiva umana degli ultimi due secoli,
ormai oggi contaminata dall’AI.
La sua era una Casa Museo, veramente unica nel suo genere con persino 71
microscopi di cui uno settecentesco e lenti di ingrandimento ottocentesche di rara
bellezza.

Cuculi ha nascosto con la sua signorile timidezza, la cultura e passione. Rara e capace
è stata la sua archiviazione, minuziosa e dettagliata di ogni singolo reperto,
veramente encomiabile.
“ Caro Giorgio, nella speranza che il tuo patrimonio di vita non venga dimenticato,
ma affettuosamente goduto e ammirato dalle nuove generazioni, ti auguro una nuova
serena esistenza e che il tuo Riposo sia lieve e delicato. Questo ti avevo promesso e
questo ho fatto con tanta commozione nel cuore. Ciao Giorgio”.
Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Ott 05

2025

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Pensiero Creativo

Il Pensiero Creativo ha un valore enorme per l’Uomo.

Persino per raggiungere una scoperta scientifica dove occorrono la competenza, il rigore e il coraggio, se non ci fosse anche una dose di “Pensiero Creativo” il tutto rimarrebbe tragicamente più immobile.

Il mondo principe del pensiero creativo è indubbiamente l’Arte.

Porto l’esempio di un grande capolavoro pittorico di Luca Signorelli e pubblico un particolare del tondo della “Vergine con il Bambino e Santi” (1510-1515) conservato al Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona. Sappiamo quanto, il Maestro a noi caro, abbia donato all’evoluzione del pensiero artistico con i suoi studi laici del corpo maschile e femminile, oli e tempere indimenticabili per pose innovative “fotografate” da lui in torsioni, piegamenti sempre in procinto di dinamiche azioni. Tutti i suoi capolavori hanno dato coraggio e slancio ad opere dai soggetti non prettamente religiosi e sono stati precursori della splendida opera di Michelangelo nella Capella Sistina. In questi capolavori non si legge solo una meravigliosa Bellezza Estetica ma si legge la nuova filosofia dell’Uomo Rinascimentale.

Per la nostra razza è fondamentale dare valore e fiducia alle intuizioni perché offrono il coraggio di sperimentare nuove combinazioni chimiche, differenti calcoli matematici affinché si possano progettare diverse strutture edili, nuovi ponti, molteplici modi di volare e di navigare, per migliorare la nostra vita sulla Terra.

Insomma, così si è sempre sperato!

Nel passato persino nella più tremenda povertà vissuta dagli uomini e le donne nei Sassi di Matera, se non avessero avuto Pensieri Creativi, non avrebbero potuto sopravvivere. Ricordo come la visita all’interno di quelle che furono abitazioni fino agli anni ”60, mi lasciò meravigliata e commossa. Al tempo ascoltai dalla guida la narrazione di una tipica giornata di vita di quelle famiglie direttamente dall’interno di un sasso oramai disabitato, ci disse solo alla fine dell’intrattenimento che ci era nato e cresciuto. Con la gestualità che avrebbe fatto invidia ad un attore consumato, ha scandito metro per metro le azioni che si compivano di fronte ad un recesso dedicato alla pulizia personale, in un altro antro mimava i gesti del nonno mentre si specchiava, spiegava quello che rappresentava il ricovero delle bestie, delimitava l’area del braciere come quello della cisterna. Le sue parole esprimevano l’amore per il ricordo di intimità familiari ormai perse. E’riuscito a ricostruire come in 3D le scene, tanto da emozionarmi per il senso di nostalgia evocato.

La guida, con il suo Pensiero Creativo, ci ha fatto viaggiare nel tempo e comprendere.

Ma il nostro stupore ha superato persino le nostre aspettative perché ci ha con orgoglio insegnato che la povertà può essere una condizione, ma la dignità eleva l’ingegno di qualsiasi uomo, anche quello con meno mezzi e così ci ha spiegato il significato della nobiltà della civiltà contadina che nulla getta, nulla spreca. Superlativo è stato il lavoro di ricostruzione dei suoi avi nei sassi. Questi antri abitativi, scavati nella morbida e calda roccia con piccoli pezzi di ferro appuntiti o solamente con rocce acuminate come facevano gli uomini preistorici, presentavano soluzioni architettoniche ecosostenibili degne del grande architetto Gaudì di Barcellona. Si scavava con l’inclinazione verso il basso del pavimento e del soffitto scalettato, per consentire di poter far entrare il più possibile la luce al suo interno (spostavano lo Zenit!) e per bucare le eventuali bolle di gas derivate dalla fermentazione del mosto, si creavano sul soffitto delle sporgenze rocciose angolari e per un ricircolo virtuoso e rinnovabile dell’aria si creava un buco in basso confinante con l’esterno.

Pensiamo dunque come sia addirittura fondamentale e necessaria la creatività spesa dall’Uomo per migliorare le più estreme condizioni di vita.

Il Mondo, abitato dai popoli cambia nel tempo, perché nel Bene e nel Male l’Uomo Vivo è curioso e crea nuove soluzioni che lo possano rendere sempre più bello, sano e felice, perlomeno apparentemente, perché la creatività deve essere comunque gestita dal buon senso.

Se poi pensiamo al Maestro Gino Severini ed ai suoi colleghi futuristi che con il loro radicale ed audacissimo fanatismo hanno sprigionato energia e visioni premonitrici persino nella comunicazione pubblicitaria oggi fonte di Massima Economia, allora possiamo renderci conto quanto valore può possedere un Pensiero Creativo.

Interi network basano il loro business milionario sulla vendita di prodotti attraverso la pubblicità che viene trasmessa con gli spot, ma è anche inserita con abilità creativa nei telegiornali, nelle fiction, nei talk show.

Tutto si Vende e si Compra con metodi e modalità dettati da Pensieri Creativi che smuovono Miliardi.

Sono solo pochi esempi che però aprono un mondo di altri Pensieri Creativi!

Allora tutte queste idee ed energia come possiamo spenderle in positività?

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Set 19

2025

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L’Ultimo Cavaliere Stefano Andreoli

Chi è Stefano Andreoli? Un conduttore radiofonico, uno scrittore, un autore televisivo, Uno degli Ultimi Cavalieri che spendono le loro parole a favore delle donne e che “c’azzecca” con Cortonamore.it?.

Allora Leggete!

Quando sono in casa o in macchina, tra una lavatrice, una veloce risposta ad una email, una girata al minestrone o in coda sul GRA o in viaggio per arrivare a Cortona, seguo da anni, con piacere e curiosità, gli interventi radiofonici di Stefano Andreoli.

Nel suo “Il Geographic” all’interno del programma Bonjour Bonjour in onda dalle 7,00 alla 10,00 su Radio Monte Carlo offre dei “flash raccontati” sugli argomenti più disparati come i Dialetti, i Mondiali di Calcio, l’Invecchiare, le Mance al Ristorante…

Quella mattina raccontava: “ App d’Incontri”

“ Lo dicono tutti: conoscere nuove persone è diventato estremamente complicato.

Cambiano i tempi … Oggi c’è molta diffidenza verso il prossimo. Soprattutto da parte delle ragazze … Quante ne abbiamo fatte, noi maschi, nella storia? Le cose che sono successe nei secoli, ce le portiamo tutte sulle spalle … è ovvio che le donne abbiano diffidenza verso gli uomini. Per me è incredibile che nel mondo esistano ancora donne che accettino di uscire con gli uomini. Di salire sulle loro macchine, di entrare da sole, di notte, nelle loro case. Mi verrebbe da dire: Ma com’è possibile, ma siete matte?  Ma non li leggete i giornali?

E qua noi maschietti che ci lamentiamo del fatto che approcciare una donna è diventato molto difficile, dovremmo fare un minimo di autocritica …

Secoli in cui le donne, di fatto, erano proprietà prima dei loro padri, e poi dei loro mariti. Senza dimenticare che esistono – ancora oggi – società in cui alle donne non è permesso fare cose che noi consideriamo ovvie: ballare, cantare, mostrare il volto, uscire da sole… persino parlare. E quindi è ovvio che ci sia un po’ di diffidenza. Anche verso le app di incontri.

All’inizio, sì, forse, magari funzionavano… poi ora si sono riempite di sciroccati. Gente strana. Allupati, truffatori, o tutt’e due le cose. Insomma, internet non sembra più il modo migliore per conoscersi. Su internet è troppo facile far finta di essere chi non si è! E allora… come si fa a conoscersi? …”

Dunque Stefano Andreoli in questo testo non si esprime con la levatura di Dante Alighieri, del resto non gli è neppure richiesto, allora cosa mi ha colpito? Come donna e come mamma prima ancora che da giornalista mi ha centrato per l’attenzione che dedica a noi donne, al nostro difficile vivere quotidiano, di quanto siamo timorose nel prendere un treno temendo un’aggressione, la paura che abbiamo nel passeggiare sotto casa dopo il tramonto, il piacere di gustarci un drink in un bar dopo una giornata di lavoro …  

Andreoli non formula pesanti accuse, non usa parole scandalose o espressioni violente, fa una narrazione breve, del resto il suo è un testo radiofonico, dalle frasi sincere condite dalla spontaneità, quello sfogo che potrebbe raccontargli una sua amica e lui allora sarebbe pronto ad abbracciarla.

Mi è stato di grande conforto apprendere di questa sua iniziativa e cioè che sia partita da un uomo l’idea di comunicare attraverso una importante emittente radio i forti disagi che vivono ancora al giorno d’oggi le donne Occidentali e Orientali. Semplici frasi ma dritte al cuore di chi ci vuole proteggere.

I miei suoceri si sono conosciuti nel dopoguerra in tram e vantano ben 4 pronipoti, i miei genitori si sono conosciuti in una gita in pulman al Terminillo e vantano 4 nipoti.

Oggi non sarebbero incontri raccomandabili per le nostre figlie!

Andreoli scrive per passione, penso che da bimbo prima di camminare abbia “scritto con la parola” e non lo fa per scandalizzare ma per analizzare e raccontare fatti e favole, che hanno il sapore della verità.

Non è vanitoso ma è orgoglioso della sua conoscenza perché è lo strumento migliore che ha per cantare le sue storie con originalità politica. Lo fa a modo suo con un inconfondibile buon umore e gli ascolti lo premiano sempre! Sa farsi accogliere in auto, al lavoro, nei negozi, nei piccoli studi professionali, del resto siamo tutti bombardati da colossali negatività tanto da essere assetati di freschezza ed onestà intellettuale.

Provate a seguire su internet Stefano Andreoli.com e ad ascoltare gli ultimi 5 minuti del video del monologo, sono un bell’esempio di buona vita, da lui fortemente consigliato.

E’ la sua vivacità pacata a colpirmi per come espone i suoi contenuti profondi e sensibili che però non mancano mai di un fondo di allegria (quando è necessaria e mai irrispettosa). E’ leggero, non appesantisce mai i concetti e le sue ultime gag ironiche “lasciano sempre all’ascoltatore l’ultima battuta” e le legittime considerazioni.

Sono state proprio le sue riflessioni gentili e comprensive sulle donne a colpirmi perché è proprio dal mondo maschile che devono arrivare questi importanti segnali.

Non è fondamentale conoscere i numeri statistici di questi consensi ma è necessario aumentarli velocemente, perché il mondo occidentale ha avuto magnifiche idee di sviluppo democratico tra le popolazioni ma purtroppo ha peccato di presunzione inquinando artificiosamente i rapporti tra gli esseri umani che hanno sempre meno capacità e possibilità di dialogare con amore.

Allora l’articolo desidera manifestare la mia gratitudine come donna all’autore del pezzo e sottolineare come sia importante ed educativo per la società il diffondersi di simili messaggi.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®