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Written by Roberta Ramacciotti

Set 02

2026

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“Armonie D’Anime” – Un incontro Tra voce e pianoforte – Concerto Chiesa San Domenico

E’ pomeriggio e sono seduta su una delle panche della Chiesa di San Domenico, una delle prime entrando proprio per avere il dono prospettico per riempirmi gli occhi della pala dorata di Lorenzo di Niccolò. Persino nel buio del tempio risplende!

Sono sola ad ascoltare i canti sacri di sottofondo e penso che debbano distrarre i fedeli e i visitatori dalla “immaginaria percezione” dei sospiri raccolti delle anime antiche.

Ogni Chiesa ne è gelosa, sono le proprie creature. Ieri S. Domenico era vestita a festa, proprio come una elegante padrona di casa che accoglieva un bellissimo spettacolo organizzato dall’Associazione per il recupero e la valorizzazione degli Organi Storici della Città di Cortona, la sua stagione Musicale e Organistica era alla XXIV Edizione: “ARMONIE D’ANIME” Un incontro tra voce e pianoforte.

Il concerto ha goduto di un successo meritato per la bravura della Soprano Angelica Maria Rossi e del Pianista Danis Pagani, un duo artistico di perfezione.

Sono gli eventi culturali organizzati insieme alle altre associazioni e istituzioni per accogliere CORTONANTIQUARIA alla sua 64° Edizione.

Oggi la Chiesa è svuotata dalla presenza umana, ma ieri era affollata di gente, persone colte che riconoscono il valore dello studio e della dedizione che la Soprano Rossi e il Pianista Pagani riservano alla loro professione.

Non sono solo dotati, non c’è solo amore dietro i loro meritati successi ma tanto sacrificio e dedizione.

Già dal 2019 in un concerto per studenti liceali ”Talenti Musicali Aretini”, sempre in San Domenico, organizzato dalla Fondazione di Nicodemo Settembrini che mi piace ricordare per il suo illuminato impegno nei confronti della comunità, scrivevo : ”Gli studenti hanno scelto autori difficili da eseguire come Rachmaninov che il giovane pianista cortonese Danis Pagani ha interpretato con particolare abilità e senza lettura di spartito. (pensate che l’ho costretto a “messaggiare” proprio il giorno prima della sua maturità per confrontare i dati del concerto e lui .. una gran pazienza con me :o) grazie!)

Dunque, ho potuto ascoltare la trasformazione di uno studente in Maestro d’eccezione.

Complimenti!

E’ un egregio solista e nel futuro avrà sempre più richieste in tal senso, e sarà anche un conteso accompagnatore per i cantanti lirici perché conserva quella dose di umiltà tanto da passare la scena ad un altro artista. E’ l’amore per la musica che compie miracoli!

Per un Soprano come la giovane e talentuosa Angelica Maria Rossi, essere accompagnata da un bravissimo maestro pianista che ha il piacere di condividere la scena è un privilegio che assicura tanta crescita professionale.

Non citerò gli studi e diplomi raggiunti da entrambi e neppure i premi conseguiti, ma fidatevi li seguiremo nel prossimo futuro nelle loro sfavillanti carriere.

Artisticamente parlando sono stati una coppia spettacolare, una gioia per la vista e una melodia per l’ascolto, infatti la Rossi cura molto bene la parte recitativa e mimica, un aspetto che un cantante lirico non deve trascurare e che è stato molto apprezzato dal pubblico melomane.  

Serata indimenticabile e la Chiesa si presentava a una grande platea, elegante nella sua austerità e lo spazio dell’innalzato altare era una quinta meravigliosa insieme ai capolavori di Luca Signorelli e la splendente pala dorata di Lorenzo Di Niccolò con in alto a destra il solenne Organo Antico di Luca di Bernardino da Cortona del 1547.

Una sceneggiatura unica e meravigliosa e per i concerti è sempre tutta illuminata!

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Ago 30

2026

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TRIO LaBiSca Lanari Biagini Scaramucci Dinosauri in Estinzione … Purtroppo

Stavo vivendo a Cortona una serata finalmente confortante dopo la nostra Bollente Estate, anche se non sappiamo attualmente quando e se finirà, godevo della compagnia di buoni amici quando, scendendo dalla Croce del Travaglio, mi sono trovata avvolta da un concerto in Piazza Signorelli proprio sotto le mura medicee del Palazzo sede del MAEC.

Due chitarristi e il terzo cimentarsi con quella che io chiamo una “tastiera orchestra”, un sintetizzatore, quando le belle voci mi hanno incantato subito con una vecchia canzone dei New Trolls.

Quante volte abbiamo sentito dire: la musica è Magia! Vero. Verissimo!

Le mie cellule staminali ritrovavano la forza di rigenerarsi. Stavo benissimo!

Il concerto mi attirava magicamente come il “Pifferaio di Hamelin” la favola dei Fratelli Grimm, solo che non mi sentivo un topo e non sapevo però di essere così affamata di emozioni musicali.

Il Trio LaBiSca sta per tre personaggi famosi di Cortona e della Val di Chiana e sono: Claudio Lanari tastiere e voce solista, Massimo Biagini chitarra elettrica e voce, Romano Scaramucci basso elettrico, flauto traverso e voce.

Oltre ad essere degli interpreti musicali magistrali, quando hanno eseguito dei brani dei Pink Floyd e dei Genesis mi sono resa conto di quanto fossero dei veri musicisti perché avevano saputo arrangiare, per esigenze di tempo, dei capolavori rock romantici in modo egregio senza snaturarli. Bravi, Veramente Bravissimi!

Gli artisti tributati sono stati: Mogol, Zucchero, Creedence C.R., Santana, PFM, Eric Clapton, Ivano Fossati, Genesis, Beatles, Pink Floyd …

Con i Genesis poi mi stavano per spuntare i lacrimoni perché proprio con il loro album “Selling England by the Pound” ho assistito al mio secondo concerto dal vivo al Palasport di Roma, era il 1974 e c’era ancora con loro Peter Gabriel che lascerà il complesso solo l’anno dopo. Sono stati, da sempre, il mio complesso preferito!

Ma il mio battesimo fu lo splendido concerto dei Santana del 1973, sempre al Palasport di Roma e il loro bis con Samba Pa Ti” che provocò un’esplosione di gioia nei 40.000 partecipanti, allora era presente anche il mio futuro marito Fabio che ancora non frequentavo, avevo con me solo i miei meravigliosi 16 anni!

Che Emozioni Ritrovate!

Non mi piace vivere di nostalgia forse perché non ho mai spazio per i ricordi visto quanto vivo il presente intensamente e pienamente, ma grazie alla scelta del Trio LaBiSca di eseguire solo musica di qualità, ho assistito ad una serata di Primissimo Ordine.

Faticavo a star ferma, mi costringevo a tenere solo il tempo, mi guardavo intorno e riuscivo a rivedere nelle persone della mia stessa età o ancora più grandi, i loro visi giovanili, penso che la grande platea di quella notte fosse molto emozionata e persino ringiovanita!

Non che fossimo tutti andati contemporaneamente dal chirurgo plastico, ma la serata è stata Magica proprio grazie a quella Musica che ci ha riportato indietro nel tempo senza toni sguaiati, senza motivetti banali ma con tanta, tanta classe, profondità e professionalità.

Che Bella Cosa! Sono certa che i tre magnifici artisti: Claudio Lanari, Massimo Biagini e Romano Scaramucci abbiano contribuito a far fare bei sogni a tutti i presenti.

Grazie

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Ago 06

2026

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Cortona On The Move espande il Suo Messaggio “Massimo Simonelli architetto della sua Pittura”

Il grande festival internazionale di fotografia Cortona on the Move che si svolge tutte le estati a Cortona dal 2011 ha un grosso impatto culturale non solo per la fotografia contemporanea ma è fonte d’ispirazione per molti pittori che la seguono.

In questi anni sono rimasti famosi e apprezzati dal pubblico sia per la qualità di immagini, che per l’impatto drammatico i reportage sociali e le mostre dedicate ai confini e alle migrazioni, come il celebre progetto Confrontier di Kai Wiedenhoefer del 2015 esposto nel vecchio ospedale di Cortona.

Le sedi delle mostre sono diffuse nel centro storico, e i progetti di Medici Senza Frontiere sui flussi migratori trovano sempre spazio in più luoghi espositivi dedicati.

L’Evento Cortona On The Move Ispira Opere teatrali, Editoriali, Progetti Sociali, Artisti e Pittori.

L’Architetto Massimo Simonelli è stato ispirato proprio dai reportage dei grandi fotografi, beniamini di Cortona on the Move, che girano in rete da anni.

Ogni Uomo Donna Fanciullo spesso nascondono l’artista che c’è in loro, poi l’affascinante crescita, l’indomito coraggio individuale, il mondo circostante e le occasioni che si chiamano persino “fortuna” determinano il futuro dell’Artista con la “A” maiuscola, tutte le altre persone saranno impiegate, baristi, sciampiste, dirigenti e muratori …

Svolgono i più incredibili mestieri di giorno, ma di notte per i pittori emergono nudi i sentimenti per i giochi delle mani con i materiali, si liberano le intuizioni e il mondo per fortuna si arricchisce di Idee Nuove.

L’architetto Massimo Simonelli è un amico di famiglia da sempre ed un giorno, improvvisamente, mi svela le sue ultime tele.

E’ subito un’Illuminazione: avevo di fronte un’artista contemporaneo che ritraeva un gruppo di donne attorcigliate nel Martirio di Gaza. Oli curati su tele e cartoncino, prove di pennello su fogli di carta-pane e intorno a me il silenzio, come può essere quello di una stanza di una città come Roma.

Nei miei ricordi si materializzavano le mostre fotografiche sui disperati flussi migratori che avevo osservato a Cortona nelle varie edizioni del Festival.

Niente retorica o sensazionalismo, incontravo visi angosciati, intrecci di mani e braccia caritatevoli, stracci polverosi. Non sentivo i puzzi ma dovevano essere forti, mentre le urla di quelle gole insanguinate mi stridevano nelle orecchie.

Il Tema “LA DISPERAZIONE UMANA”.

Neppure un telegiornale o un documentario erano riusciti a trasportarmi tra quelle donne, femmine sporche del loro mestruo nascosto dalle immense gonne, colpite da una pazzia senza speranza, circondate da sole macerie di cemento scadente.

Donna come Padre Madre Figlio Figlia Sorella Fratello Nonno Nonna Nipote, Donna significano: Umanità!

Ora percepisco con certezza il peso della crudeltà subita dalle deportazioni degli Ebrei, dai Neri trucidati in Africa, delle torture e le persecuzioni silenziose subite da chi svela Verità Scomode.

Il Simonelli invece di offrirti uno spritz, un bicchier d’acqua, un tè, mi regalava i dolori che nascondiamo sotto il tappeto per non stare male.

Ma io ero lì e soffrivo e non potevo più scappare!

Poi accanto un’altra opera, il ritratto grande di una giovane bellissima donna.

Un’altra storia di Costume e Società.

Il quadro narrava quello che lo scatto fotografico di 20 anni fa, fonte d’ispirazione per l’artista, nascondeva alla consueta vista umana. Mentre la preparavano per il trucco la fanciulla che amava la sua semplice e serena vita con le sue amiche e in famiglia, si trovava improvvisamente trasportata in un mondo che non capiva e che non voleva comprendere perché non le piaceva più.

Non era il Luna park che pensava!

Il soggetto del quadro che avevo di fronte era stata una famosa modella tredicenne di tanto tempo fa, esprimeva tutta la sua angoscia nel vedersi trasportata in un’estetica che la spaventava perché non era lei, non si riconosceva. Probabilmente pensava: “appena torno a casa” dirò ai miei genitori che non vorrò più intraprendere il mestiere di modella. Non mi piace più!

Allora questo pittore da una foto sapeva osservare oltre i pensieri, ma sopra ogni cosa riusciva a tradurre matericamente i sentimenti. Dall’Aria, dove corrono le emozioni, è veramente difficile creare un’opera fatta di grafite, impasti di colori ad olio. Da quei “tubetti di dentifricio” escono spremute creme informi, è l’artista che partorisce il miracolo! 

Poi accanto a quelle opere c’era un campo di lavanda ad olio che mi trasportava nel Paradiso Terrestre dei nostri sogni. All’interno della sua cornice spirava una brezza profumata dove tiepidi raggi di sole illuminavano la più bella scena bucolica che avessi mai ammirato. Il lilla della lavanda, le varie sfumature di verde del grano appena germogliato, gli azzurri del cielo, il bianco accecante delle nubi leggere e le prepotenti macchie rosse dei papaveri completavano un piccolo capolavoro.

Il pittore Massimo Simonelli riesce a regalare l’Inferno e il Paradiso, le sue serenità campestri sono indimenticabili, ma ho compreso quanto lui tenga a esprimere i suoi sentimenti più profondi, sente di doverli liberare.

Apprezza ed è grato alla critica ma non rientra nei suoi obiettivi accontentare il pubblico in galleria e vendere, il suo desiderio più grande è che possa sparire La Crudeltà dal Mondo.

E’ un uomo Moderno un artista proiettato nel 3000.

La sua stupefacente capacità, che lo distingue dagli altri ritrattisti contemporanei, risiede nell’aver trovato la sua originale tecnica espressiva del Ritratto Umano nell’anno 2026.

Donne Bellissime Deformate dalle Angosce Interne, Donne Sofferenti oppresse da Crudeltà e poi come se si girasse un angolo cieco, troviamo i suoi magnifici e indimenticabili Giardini Segreti di felice serenità.

Ricerca sempre la sua pennellata più pura, quella che lo avvicina alla spontaneità del suo istinto, non tecniche copiate dalle espressioni ottocentesche, neppure si rifà alle imitazioni dei magnifici e strabilianti ritratti di Andy Warhol, lui ricerca dentro di se fino a trovare la capacità di un Dialogo Triangolare.

Lui, la Tela e il Pubblico.

Allora osserviamo l’evolversi della pittura di Massimo Simonelli che ci rivelerà sempre di nuovi sentimenti celati dall’Umanità e il suo indiscutibile amore per la Natura che arricchiranno il Mondo dell’Arte.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Lug 18

2026

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Campioni Mondiali con Agility Dog

Nel maggio 2023 pubblicai un articolo: “Giulia Tanganelli e l’amore per i cani”. Attraverso il mio volontariato giornalistico mi sono assunta l’impegno di promuovere tutte quelle attività che portano benessere e ricchezza nel territorio. “Pubblicità Progresso”! Credo che prima di affrontare i “Massimi Sistemi” si debbano comprendere e governare e bene i Minimi.

“Allora chi è Giulia?

Una splendida giovane donna moderna che vive lavorando come Istruttrice di Agility Dog. Nell’antico borgo del Sodo, in un giardino di proprietà dei nonni, ha attrezzato un percorso per addestrare i cani domestici di tutte le razze e le taglie. La Tanganelli, attraverso studiati metodi adattati all’istinto e al carattere delle varie specie canine e perché no, anche in considerazione della personalità dei loro proprietari, svolge una sapiente istruzione verso questi soggetti per ottenere il 100×100 di armonia e intesa fra “cani e umani”.

Questi animali, sotto la sua attenta guida, sviluppano e amplificano le loro reazioni istintive conformandole il più possibile al ragionamento umano. Il rapporto tra proprietari e il proprio cane migliora ed è certo l’uomo a trarne un enorme vantaggio. In casa si vive in armonia e con maggiore sicurezza.

Giulia è sempre stata nel mondo della cinofilia, la sua passione l’ha ereditata dai nonni materni e a 6 anni con i suoi genitori partecipava alle esposizioni canine. Poi a 7 anni ha assistito ad una dimostrazione di Agility Dog e da quel momento la sua vita si è plasmata intorno a questo sport. E’ stata membro della squadra italiana under 18 agli europei per 6 anni consecutivi, girando l’Europa con i suoi cani. A16 anni è divenuta Campionessa Italiana. A 18 era tra le più giovani educatrici cinofile in Italia.

Il suo obiettivo è sempre stato quello di mettere in comunicazione le persone con il proprio cane, creare la loro speciale connessione. La disciplina dell’Agility Dog offre il salto di qualità per migliorare il rapporto umano-cane. Il suo metodo è vincente e lo conferma quando nel 2022 una sua allieva con il proprio cane sono riusciti ad arrivare Terzi al Mondiale Under 18 di questa disciplina.

Il percorso in gara si svolge nella continua comunicazione pulita e limpida tra il padrone e il cane, pochi gesti accurati come un piccolo piegamento sulle ginocchia, o sussurrati comandi vocali.

Nella performance solo l’uomo e il suo cane esistono, il loro affetto, la loro intesa.

Il sogno per l’Uomo Moderno consiste nel veder trasformata la propria passione in lavoro, lei ci è riuscita! Di Giulia Tanganelli ci si può fidare!

Stiamo diventando una Società formata prevalentemente da “grandi età”, spesso si rimane soli negli ultimi anni e l’amore vigile di un cane educato può aiutare, in più si esercita un’ottima palestra per la mente, si allena la memoria e si è “costretti” a delle sane passeggiate!

Molte volte attraverso il comportamento con il proprio animale, uomini e donne adulti si riscoprono.

In famiglia si percepiscono dei disagi nel proprio figlio? Forse è solo un carattere difficile e probabilmente è solo incompreso. Allora far nascere un amore e una responsabilità tra il fanciullo e il suo cane, guidati da Giulia, può determinare in positivo il futuro di un’esistenza.

E’ vita all’aria aperta, è comunicazione, è socialità.

Per il cane fare attività vuol dire essere sano e soprattutto cambia il suo “modo di pensare” perché quello che segue questa disciplina viene abituato a ragionare, tanto che per questo, quando ha un problema fuori dal contesto sportivo è abituato lo stesso a risolverlo.

L’animale in casa diviene una compagnia utile oltre che affettuosa. A volte però si adottano cani già grandi che hanno avuto un passato doloroso, è un atto meraviglioso, ma spesso difficile perché sono bestiole che spesso hanno subito traumi ed allora è necessario adottare metodi specifici che migliorano la vita di entrambi…”

Nei giorni scorsi ho ricevuto una e.mail di Giulia ed ho potuto constatare quanto sia importante e utile l’editoria locale:

“Dopo l’articolo uscito sull’Etruria che riguardava me e la mia attività ho avuto un bellissimo riscontro positivo. Anche persone che non avevano social media erano venuti comunque a conoscenza di quello che facevo e sono riusciti a contattarmi. In più mi sono concentrata su tantissimi nuovi progetti tra i quali quello di portare la conoscenza del mondo cinofilo ai bambini nelle scuole e ampliare il mio centro con nuovi sport cinofili. Ho ingrandito il servizio per matrimoni ed eventi dove avere il proprio amico a quattro zampe a fianco è diventata una cosa irrinunciabile. La mia squadra agonistica di Agility dog si è quasi raddoppiata dandomi soddisfazioni immense conquistando vincite anche fuori regione. Inoltre, dopo i recenti risultati in esposizione canina Gold Dogs è enormemente cresciuta la nostra visibilità anche in questo settore. Speriamo di continuare così e avere sempre nuove idee e iniziative che ci portino avanti in questa avventura fantastica . Grazie infinite della tua disponibilità e gentilezza . ” 

Allora aggiorniamo questa bellissima storia.

Gagliardi Lorenzo e Tanganelli Giulia proprietari del Centro Cinofilo Gold Dogs a Cortona e handlers, tradotto “conduttori di cani “, si sono distinti salendo ai massimi livelli sul podio a Bologna nel World Dog Show ovvero il Mondiale di Esposizione Canina. E’ un importantissimo evento annuale molto atteso che si è svolto dal 3 al 7 di giugno scorso. Quest’anno la partecipazione è stata di oltre 31.000 cani, dove tutte le razze presenti del mondo concorrevano tra di loro per il titolo di “World Winner ” ovvero il Campione del Mondo della propria razza.

In questa competizione “Leone” di razza Spinone Italiano, ha ottenuto il titolo di Campione del Mondo in classe Veterani concorrendo con altri esemplari della stessa razza. E’ stato portato egregiamente dal suo handler Lorenzo Gagliardi ma va citato anche il proprietario di Leone, Vladimiro Nocentini un cittadino cortonese che è un impeccabile allevatore e intenditore di Spinoni. 

Sempre in questo evento Anji Mood Light Sonata, per gli amici ” Bellatrix “, di Razza Mudi (una razza ancora poco conosciuta in Italia di origine ungherese) a soli 15 mesi è riuscita ad ottenere il titolo di Vice Campione del Mondo. Il suo proprietario e handler Gagliardi Lorenzo con la compagna Giulia Tanganelli sono al settimo cielo per questo risultato tanto sperato.  Per l’educazione di questo cane, importato direttamente dalla Repubblica Ceca, hanno speso tanto lavoro, c’è stata ricerca e continua innovazione.

Ai Giovani Signori Giulia e Lorenzo non posso che augurare tanto successo, con il loro lavoro contribuiscono ad arricchire il settore produttivo del territorio e prima ancora ci insegnano che si può lavorare spendendo tanto amore.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Lug 18

2026

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” Pittori Cortonesi nella terra di Severini 1970-2000

Nelle prime sale del piano terra di Palazzo Casali a Cortona, Sede del MAEC, è stata allestita una interessante mostra di quadri e sculture di artisti cortonesi.

Non è la solita mostra dove si ospitano per campanilismo gli “artisti” locali perché ognuno di loro merita di essere ospitato nella prestigiosa sede del Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona.

Molti espositori ritraggono pittoricamente gli abitanti e i luoghi, i verdi paesaggi, i tipici vicoli cortonesi. Si distinguono per bravura i Maestri Renato Carrai, Franco Sandrelli e Fabio Aretini.

La loro poesia è un invito a passeggiare per scoprire lo scorcio riprodotto nella bella Cortona, il boschetto e il borgo nella Val di Chiana, oppure le sponde del Trasimeno quando ancora il livello del lago era abbondante e superiore a quello drammatico di oggi.

Ma non è solo una mostra di tradizioni pittoriche e cultura cortonesi, sicuramente ben rappresentate soprattutto dal Grande Maestro Eugenio Lucani ma sono presenti anche le opere di Paolo Santucci che nella sua modernità è sicuramente l’artista che rappresenta con successo il tema della mostra collettiva “Pittori Cortonesi nella terra di Severini 1970-2000”.

Le sue opere sono dei bellissimi studi grafici e di forme moderne del “900.

Al riguardo pubblico la sua “Astrazioni Cromatiche” datata 2026 insieme all’opera del Maestro Gino Severini del primo ventennio del “900 esposta contemporaneamente nei piani superiori del MAEC e vi offro un confronto!

Il Severini lascia il suo originale capolavoro alla storia dell’arte sperimentando, inventando, scomponendo, frazionando, attraversando il Futurismo, il Cubismo, il Classicismo e l’Astrazione osservando coerenza con il ritmo e i segni, i colori e i materiali “improbabili” per i suoi tempi.

Santucci non copia, ha ammirato e compreso il percorso e il rigore costruttivo della ricerca del Severini tanto da riprodurlo un secolo dopo con competenza e riconoscenza.

Ormai è Suo, è Nostro!

Così funziona l’originalità della ricerca e la Paternità di un’Opera.

Questi sono i processi che innestano i geni nell’arte nel mondo, tracciano nuove strade, individuano metodi o materiali nuovi, e ritmi inusuali, dove poi, successivamente attraverso i secoli, artisti meno noti e affascinati da codesti lavori, li riproducono per studiarli e allora anche loro, in forma meno visibile, entrano nella grande fabbrica dell’Arte. Sanno acquisire le profondità dei messaggi innovativi e contribuiscono a spiegarli e insegnarli ed anche loro lasceranno un piccolo ma importante Segno.

Sono mirabili e affascinanti anche i cavalli di Santucci, sono estremamente eleganti, disegnati e dipinti nelle loro sintesi di astrazione, sembra danzino in uno spazio fantasioso.

Bravo Paolo Santucci crei con un meraviglioso equilibrio ed armonia!

Mostra Sicuramente Consigliata.

L’esposizione si potrà visitare con ingresso libero tutti i giorni dalle 10.00-19.00 fino al 31 agosto 2026.

Buon Divertimento.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Giu 03

2026

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13 A Tavola

Con grande piacere, anche se tra mille difficoltà, il Teatro Signorelli ha potuto riaprire il suo palcoscenico per una serata e lo ha fatto per l’esibizione della Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona “13 A Tavola”, una commedia brillante del 1953 scritta da Marc Gilbert Sauvajon con la regia di Vito A. Cozzi Lepri.

E’ il racconto divertente di una padrona di casa, donna elegante e superstiziosa, che organizza l’importante cena di Natale con gli amici ma aimè, per una serie di disguidi, disdette e conferme, scopre che saranno in 13 alla sua tavola … vi lascio immaginare il resto!

Bravissimo tutto il cast coinvolto nella serata.

Durante lo spettacolo dobbiamo sempre rammentare che siamo difronte ad una compagnia amatoriale perché la bravura raggiunta è tale da confonderli con una compagnia professionale.

In una stagione teatrale ufficiale potrebbero essere tranquillamente inseriti nella programmazione.

Veramente fantastici gli interpreti tutti, frizzanti e pronti alla battuta.

Disinvolto Massimo Olivieri nella parte del maggiordomo, performante caratterista sua sorella Mila Olivieri, è perfettamente nella parte “il Dottore” Mario Santelli, simpatico in scena Lucio Menci insieme all’immancabile Mario Bocci membro “storico” della Compagnia del Piccolo che ha rallegrato i cuori in sala con il suo piccolo cameo.

Devo sottolineare quanto siano stati Insuperabili la Lina Bartelli, la Susanna Bocci e l’Andrea Santiccioli nelle loro diverse parti.

Hanno “tenuto in piedi” lo spettacolo con sorprendente facilità, assolutamente padroni della scena.

Sapiente la Regia di Vito A. Cozzi Lepri insieme al lavoro nascosto ma essenziale di Livia Angori.

Perfetta la scenografia, i costumi, le luci, l’audio e l’allestimento …

La commedia è stata scritta in tre atti e per il primo forse il testo è risultato debole e a tratti noioso. Forse per una commedia del secolo scorso chiediamo troppo visti i ritmi incalzanti richiesti dalle tendenze teatrali di ultima generazione?

Voglio spiegare che attualmente è gradito e di successo un battito diverso, più incalzante, non dico ansioso ma più al passo con i tempi e che non porti con se quella polvere teatrale del ‘900 che peraltro non rende giustizia neppure all’autore Marc Gilbert Sauvajon. Nato a Valence nel 1909 e morto a Montpellier nel 1985 si è laureato in giurisprudenza, “la madre” desiderava che intraprendesse la carriera diplomatica ma lui abbracciò quella di giornalista tanto che al tempo fondò una nuova testata la Valence-Repubblicain anche se la sua vera passione fu sempre per il teatro. Nel 1953 presentò come autore e regista la commedia “Treize à table” che non fu all’epoca un grande successo ma oggi rimane un importante campo di prova per un attore che vuole cimentarsi in lavori più importanti.

Un piccolo neo, e mi dispiace doverlo sottolineare, perché la Compagnia ha raggiunto una tale bravura da poter scegliere un testo più adatto che li valorizzi appieno e conoscendo il loro entusiasmo, sarà un’occasione nuova e stimolante per il Piccolo.

Un ultima annotazione, la rappresentazione della commedia era dedicata al caro amico del “Piccolo” Marco Nocchia a dieci anni dalla sua scomparsa, una figura che rilascia ancora oggi amore per il teatro.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Mag 16

2026

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Al MAEC ” La Grande Guerra 1915 – 1918. Da Cortona a Vittorio Veneto “

Al MAEC è stata dedicata una illustre mostra sulla Prima Guerra Mondiale.

Potrebbe sembrare un tema scontato e sfruttato ma l’argomento purtroppo non potrà mai avere fine se nel mondo continueranno a moltiplicarsi i conflitti.

Spero che alla Mostra sia concessa una proroga, anzi consiglio che prima della sua chiusura e dello smembramento del materiale espositivo, sia ripreso un documentario che ne lasci traccia perché è onesta nella sua ricerca, non tralascia nessun particolare, non idealizza e offre una cronaca nuda e cruda: è una Mostra di Verità.

Sono certa che la Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona offrirebbe le sue competenze e il video potrebbe divenire una mostra itinerante nelle scuole italiane.

Moltissimi reperti usati in trincea e nei campi di battaglia sono stati prestati anche dai familiari cortonesi e uno di questi nipoti è lo Storico dr. Mario Parigi che è stato uno dei curatori della mostra stessa e che ha messo a disposizione moltissimo materiale del nonno, al tempo un sottufficiale dell’esercito.

Lo ho incontrato durante la mia visita al museo circondato da una classe di studenti liceali. I ragazzi erano interessati, a tratti tristi e spaventati e lo sommergevano di domande alle quali lui rispondeva incuriosendoli ancora di più. Il museo durante questa mostra ha ospitato centinaia e centinaia di giovani che sono rimasti tutti seriamente colpiti dagli aspetti inimmaginabili di quella lezione storica che rimarrà loro impressa per la vita!

E’ stato un piacere avvertire tanta vitalità ed energia scorrere tra tanto passato orrore.

Nelle stanze adiacenti, quelle dedicate agli Egizi, mi ero prima imbattuta in una scolaresca di fanciulli seguiti da Monja Magari del MAEC che aveva catturato con vivacità e fascino l’interesse degli studenti più piccoli, tanto che era letteralmente subissata da domande intelligenti e appropriate. Brava!

Ma ritorniamo con un salto temporale di secoli alla Grande Guerra, una catastrofe umana dettata dal capriccioso e vigliacco egoismo dei potenti.

Del resto, Allora come Ora.

La documentazione e la raccolta di foto scattate suscitano Sentimenti Profondi.

Tutte le persone ne rimangono inevitabilmente Commosse.

Pensate che la causa del 50% dei decessi nella Prima Guerra Mondiale non è stata causata dal piombo nemico ma dalle inumane condizioni di vita nel campo, il morso di un ratto, l’acqua malsana, il colera, le infezioni polmonari e chi è riuscito a tornare a casa spesso non ha più parlato, letteralmente, perché era rimasto traumatizzato al punto da non sapere come difendersi dalla malvagità dei suoi stessi ricordi.

Volevano solo Dimenticare! Intimamente, pensavano e speravano che a distanza di anni sarebbero stati graziati dalla memoria. Erano persino increduli per il fatto di esserne usciti vivi! Quanta Crudeltà!

Avevo un nonno alpino Francesco Ramacciotti di Castel del Piano, era stato per anni in trincea sulle tre Cime del Lavaredo, attualmente un Museo a cielo aperto. Ora le escursioni in quest’area permettono di visitarle, insieme alle gallerie e alle postazioni militari utilizzate tra il 1915 e il 1917.

Mio nonno era un uomo gentile nei modi e delicato nei gesti. Da piccola pensavo che fosse muto. Allora un giorno Nonna Lisetta, sua moglie, mi disse: “E’ tornato silenzioso dalla guerra, non lo riconoscevo da quanto era magro .. poi nel tempo abbiamo avuto una bella famiglia benedetta da sei figli, ha lavorato per tutta la vita, è stato un bravo marito e padre .. ma era diventato muto!”

Dalle testimonianze raccolte ho riscontrato che tutti i combattenti cercavano di schivare le domante riguardo le privazioni subite, il gelo combattuto per ore, giornate, mesi, solo dolori alle ossa, nella testa, con i piedi sempre immersi nell’acqua, nella neve e poi c’era la convivenza con i topi, con i morsi della fame, l’impazzimento, i brividi per la febbre, le urla degli amputati e il pianto disperato, il proprio e quello del soldato che ti stava accanto.

Uno degli aspetti più terrificanti per chi continuava a combattere in trincea era rappresentato dai cadaveri dei propri compagni che continuavano a giacere accanto ai “vivi” fino alla putrefazione.

Potrei scrivere ancora molto, ma la Mostra del MAEC va visitata, letta e ascoltata, la tragedia è ben raccontata e rende giustizia ai nostri morti.

C’è anche un aspetto per noi donne molto onesto e importante che i curatori hanno evidenziato spiegando il ruolo fondamentale riconosciuto alle donne in tempo di guerra. Quelle figure femminili che fino al giorno prima che scoppiasse il conflitto erano considerate capaci solo di procreare, hanno dimostrato di saper ricoprire tutti i ruoli dei lavori degli uomini.

Il dramma era nei loro cuori perché per una mamma privarsi del mangiare per darlo al proprio figlio è possibile mentre accettarne l’invalidità o persino la morte è impossibile.

Molto appropriato è risultato l’inserimento del capolavoro della “Maternità” del 1916 di Gino Severini che ancor oggi ipnotizza il pubblico per l’espressione profonda e di devota dolcezza che la mamma dedica al suo neonato.

Cortona non si è sottratta alla partecipazione alla guerra e un’intera generazione di suoi figli non è tornata, sono emersi tanti documenti, dediche e Memoriali.

Dentro la Basilica di Santa Margherita sulla navata sinistra c’è una Cappella Votiva affrescata dal Maestro Osvaldo Bignami. E’ un luogo della Memoria dedicato ai circa 600 soldati cortonesi deceduti nella Prima Guerra Mondiale inclusi i 23 soldati pugliesi morti nel disastro ferroviario di Camucia nel febbraio del 1916. Poi c’è il Monumento ai Caduti dello scultore cortonese Delfo Paoletti del 1937, vicino alla fontana del Parterre che osservo tutte le volte che passeggio.

Tante erano le foto che potevano raccogliere prepotentemente la vostra curiosità ma ho scelto lo scatto del profilo di una sentinella di vedetta ai “piccoli posti” della Val Posina scattata nel 1916 che racconta, in un silenzio roboante, i tristi sentimenti di un guerriero che non vuole vantarsi di alcuna fierezza. E’ interrato tra la neve ghiacciata, ha il freddo penetrato nelle sue ossa, sente forte l’odore del suo corpo, a volte si sente più animale che uomo.

In quell’istante accanto a lui c’è il bravissimo fotografo che scatta, ma poi, passa oltre. Il nuovo professionista ha rapito lo sguardo impaurito e quasi incredulo del soldato che si sente perso in quella situazione, in lui trapela la malinconia e l’amore per la sua vita prima di quell’Inferno. E’ anche poeticamente drammatico il sentimento di responsabilità che gli si legge, sa di dover proteggere chi gli sta alle spalle e non è sicuro di riuscire ad uccidere chi gli avanzerà di fronte! La sua dignità è commovente, la sua solitudine devastante.

E’ possibile che sia tornato da pochi giorni da una licenza perché le sue guance non sono scavate, doveva aver mangiato di recente.

E’ sicuramente macabro affermare quanto sia stato ingiusto che la Star delle Guerre lo sia diventata la Seconda Guerra Mondiale perché la Grande Guerra fu veramente devastante e seguita da un’altra ancora più feroce quella combattuta contro la spagnola! Infatti con la liberazione degli americani era arrivato anche il contagio di una nuova influenza di cui, la conta dei morti, ha superato quella della stessa guerra.

C’è incredulità al giorno d’oggi per come su questa terra si possa vivere il Paradiso e l’Inferno. Si possono attraversare limpidi ruscelli, boschi verdi ed incontaminati, ci si può tuffare in mari cristallini e nel contempo c’è un’altra parte dell’Umanità che vive il “Martirio dei Civili”.

Signori il vaccino per la Crudeltà esiste ed è l’Amore ma nessun regime lo prescrive.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Mag 11

2026

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Marco Todisco in “Qui si va nel Penale”

Era una domenica pomeriggio, con mio marito avevamo deciso di assistere ad una pomeridiana teatrale. Siamo dei boomer e se cominciamo a far amicizia con la vecchiaia forse ce la faremo amica!

Avevamo scelto uno spettacolo di un giovane attore e regista e sceneggiatore: Marco Todisco in “Qui si va nel penale”.

Il testo lo ha scritto insieme a Filippo Maria Macchiusi altro brillante attore che abbiamo ammirato, insieme al Todisco nei 4 spettacoli “Life is Life” rappresentati nella passata stagione teatrale del Teatro Parioli Costanzo di Roma.

Smanettando internet ho scoperto che il suo primo pubblico sono stati la sua famiglia: ”…mia madre, mio padre e quel sant’uomo di mio fratello…” dichiarava in una intervista.

Ha debuttato a 4 anni con la sua prima apparizione in televisione su Canale 5: “I Cesaroni“ e già, da allora, sentiva che voleva recitare, scrivere e vivere per il teatro e non ha mai pensato di preparare un piano B nel caso la vita gli avesse precluso queste possibilità.

Stupefacenti i video dei suoi interventi a 10 anni negli spettacoli del Bravissimo Enrico Brignano.

Tu spettatore, guardandolo in scena, ti accorgi che la sua persona non conosce confine con la quinta teatrale alle spalle e il pubblico di fronte.

Sono certa che lui sarà, per i prossimi anni, il Teatro per noi Spettatori!

Ha già la stoffa e la capacità del mattatore.

Ha all’attivo ore sulla scena con testi difficili, dai ritmi impossibili e recitati a memoria, è già un Grande.

La sua Mimica è Magistrale.

Canta, balla, è poliedrico e incanta per il divertimento.

Il suo teatro è apparentemente disimpegnato, i suoi scritti sono buoni e profondi e il suo entusiasmo giovanile è proiettato con coraggio verso la denuncia dei disagi sociali.

Il Pubblico li condivide inevitabilmente ma ciò che ammiri in lui è che si guadagna gli applausi con lo studio del soggetto per scegliere la battuta adatta.

Non è mai volgare, non ruba risate sguaiate con parolacce gratuite oramai inefficaci.

E’ brillante, interessante e a tratti scomodo, ma oggi è un complimento perché i contenuti sono critiche al sistema bancario, al diritto alla casa, all’informazione televisiva …

Certo che migliorerà, è giovanissimo, ed ha accanto nella sua crescita il gruppo talentuoso dell’Accademia di Massimiliano Bruno, lo stesso Filippo Maria Macchiusi è una stella in ascesa.

Il Teatro è il più importante contesto per tramare una Amorevole Società. Il telaio è il palcoscenico, il filo l’attore, la trama lo sceneggiatore. Il tessuto finito è l’applauso del pubblico che abbraccia il lavoro, lo fa proprio e conserva l’emozione per regalarla in famiglia tra gli amici.

Questa è anche l’Arte del Teatro: amare chi ti ascolta.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

p.s. Nei suoi spettacoli promuove l’Associazione Andrea Todisco ODV per l’aiuto ai bimbi malati e per il sostegno alle loro famiglie. Alloggi gratuiti, supporti psicologici, accompagni in ospedale, attività ricreative, clownterapia. Un’occasione felice per il pubblico per donare un po’ di serenità.

Apr 21

2026

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“L’Avventura di Filippo”

… E’ una domenica pomeriggio di primavera, non è un giorno di scuola ed entriamo nel Teatrino del Seminario di Cortona che Don Giovanni ha gentilmente concesso, per la recita dei fanciulli del Laboratorio “Cresciamo nel Piccolo” dove si esibiranno ne “L’Avventura di Filippo” Soggetto e Regia di Livia Angori.

Si respira allegria e felicità nell’edificio, solo scambi di sorrisi tra genitori e figli, parenti e amici …

Sono occasioni preziose per le giovani comunità perché si ha modo di osservare i propri figli mentre si muovono nella loro fetta di società, si conoscono gli altri genitori e per noi grandi è un piacere ricaricare le pile fra tanta meravigliosa energia.

E’ come immergersi nella vasca rigeneratrice di Cocoon, ricordate il film del 1985, vincitore di due premi Oscar? Ma … non devo divagare.

Livia Angori è principalmente una donna che ama profondamente il teatro e crede nella sua importante disciplina fantasiosa e creativa. Come socia del Piccolo Teatro della Città di Cortona ha imparato il mestiere di attrice tanto da interessarsi a quello di suggeritrice, compito poco conosciuto ma spesso indispensabile che offre la possibilità di conoscere l’anima di tutti i ruoli in scena, poi ha sentito quanto le piacesse arrivare fino al ruolo di regista per mettere in scena la scrittura delle sue sceneggiature.

Una donna complessa e ricca di cultura che ha maturato nella sua persona tanti ruoli e che oggi li mette in gioco tutti!

Ve lo scrivo subito: è stato un Successo!

Se c’è una direzione artistica delle più difficili da esercitare è proprio quella dei laboratori teatrali dei bambini perché come potete immaginare in gioco c’è la loro vivacità come anche l’estrema timidezza, sono giovani donne e uomini che non sanno ancora quello che vorrebbero o potrebbero diventare da grandi, si scoprono ogni giorno, di ora in ora. Hanno modo di spaventarsi inconsciamente persino per la troppa energia e vivacità, è facile che soffrano spesso di confusione per le tante curiosità, come altri rimangano invece sempre più chiusi e intimoriti, tanto da non riuscire ad esprimersi.

Il Processo di Crescita è dunque difficile per tutti perché è senza esperienza, ma essere guidati in questa fase della vita è un dono prezioso, non tutti lo ricevono e ne vediamo le brutte conseguenze raccontate ogni sera dai Telegiornali. La violenza giovanile che oramai dilaga ovunque.

Quante volte pensiamo: “se dovessi rivivere la vita con la testa di oggi!”

Certo è Facile vincere Facile!

Allora Livia cattura ogni singolo fanciullo che si iscrive al corso di teatro e lo affascina al punto da convincerlo a sacrificare la sua istintiva vivacità, incanalando la loro scatenata esuberanza fisica in un nuovo modo di divertirsi quello di vivere l’esperienza teatrale con un proprio ruolo personale da condividere con il gruppo.

Capite quanto sia complesso il suo lavoro rispettando i diversi caratteri dei bimbi?

Il teatro come via maestra per scoprire la propria vita.

E’ una semina continua in giovani menti in fermento. Avvertite quanto sia importante?

I giovanissimi attori questi momenti li porteranno dentro per tutta la vita e saranno solo bei ricordi!

La recita è stata bellissima e divertentissima. In questo ambito i genitori hanno dato fiducia a Livia ed ai loro piccoli, tutti si sono messi in gioco e questa è stata la chiave che ha aperto un prezioso passe-partout.

Il mondo dei piccoli va sostenuto e solo gli adulti possono farlo.

Allora il racconto …

In un giorno di pioggia un fanciullo Filippo, Lorenzo Binario, si rifugia in una biblioteca e il custode, Pierdomenico Borrello, lo accoglie ma gli intima di non toccare alcuni testi preziosi. Figuriamoci! Appena il custode si assenta Filippo che fa? Sfoglia uno dei libri proibiti e come per magia gli si presentano dei magnifici personaggi della favole: Alice la Fata Pasticciona interpretata da Alice Bucaletti, il Pifferaio Magico e Cenerentola impersonati da Anna Fragai, Aramis Amedeo Cenci, Biancaneve Asia Vitali, Il Cappellaio Matto e il Gatto con gli Stivali Elia Vitali, la Strega Smemorina e il Cavaliere Lucia Esempi, Porthos e il Principe Azzurro Luciano Cenci, il Drago Athos e Lupo-Re Matteo Tudor Artem, La Sirena Sognatrice la gentilissima mamma Alessia Radi, il Guardiano del Libro Magico Alessio Bozzella, il Genio della Lampada l’insuperabile e intramontabile Mario Bocci, TUTTI veramente BRAVISSIMI!

Il gruppo di teatranti sotto la guida esigente di Livia ha interpretato con impegno, fantasia e vivacità la recita che custodiva un messaggio importante: il dono della lettura perché ogni libro conserva un mondo diverso e sempre nuovo di raccontare tante storie appassionanti. Aprire un libro è un po’come partire per una vacanza!

Ad abituarli alla lettura dai primi anni di vita saranno proprio i genitori leggendo loro le prime fiabe.

Dolce è risultata in scena la partecipazione dei Grandi con i Piccoli, ha evidenziato il ruolo dei nonni con i nipoti e la magnifica complicità che può nascere.

Allora prima di ricordarci piacevolmente i passi della recita “L’Avventura di Filippo” proviamo a rammentare i nostri 6,7,8 nanni perché sarà utile ripensare a quando ci scatenavamo nei cortili a correre e urlare, il perché non possiamo certo ricordarlo ma godevamo di una spensieratezza infinita, quando non sentivamo il freddo ed il caldo ma solo una gran sete di acqua, la meravigliosa amica dei bimbi sudati e accaldati.

Allora si deve combattere affinché un laboratorio teatrale come quello gestito da Livia Angori “Cresciamo nel Piccolo” e voluto da tutti i soci del Piccolo Teatro della Città di Cortona si diffonda in una rete per tutti i centri abitati della nostra amata terra perché i bimbi di oggi saranno le Donne e Uomini di un molto vicino domani.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

p.s. Ai soci del Piccolo Teatro della Città di Cortona vanno i ringraziamenti per la generosa collaborazione: Narratore1 Daniela Banelli, Narratore2 Fabio La Grassa, Costumi Sartoria Anna, Costumiste Benedetta Angori e Daniela Banelli, Audio e Luci Fabio La Grassa, Scenografie Alexandru Artem Livia Angori, Collaboratrice Laboratorio Daniela Alunno.

Mar 09

2026

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ENRICO VANZINA

Enrico Vanzina “VI RACCONTO IL CINEMA”

Per un sedicenne cresciuto con il “Grande Fratello” sarebbe impensabile che un personaggio famoso, grande di età, potesse riscuotere tanto successo intrattenendo una platea gremita: Enrico Vanzina con il suo “VI RACCONTO IL CINEMA” al Parioli Costanzo ci ha donato momenti indimenticabili.

Del resto la cultura dagli anni “80 dello scorso secolo, ha voluto in giro per l’Occidente solo Belle Donne Rifatte e Uomini dalle Tartarughe Impossibili, un mondo crudele per i non perfetti che ha violentato la serenità dell’esistenza domestica umana.

Infatti lo “XanaX” ha spopolato!

Ora che sono anch’io Grande, in una società formata da tante persone anziane, mi rendo conto di poter vivere eccome la mia creatività e anche felicemente con tutti i miei “acciacchi”, certo, pazzi guerrafondai permettendo …. Del resto mia nonna alla mia età (69 da compiere) si era già chiusa in casa da un decennio!

Allora tornando allo spettacolo “VI RACCONTO IL CINEMA” che Enrico Vanzina regista, sceneggiatore, scrittore e musicista ha ideato e condotto sul palcoscenico romano posso garantirvi che offre, come in un salotto tra amici, preziosi racconti di vita vissuta. Lui e il fratello Carlo sono cresciuti a pane e cinema, circondati in famiglia da un mondo di scrittura, arte, musica e spettacolo.

Enrico nomina spesso il compianto Carlo dichiarando quanto fosse stato geniale, in verità entrambe i fratelli vivevano, ed Enrico ancora oggi, una cultura creativa sempre in espansione.

Il racconto della sua famiglia è affascinante, è una pagina di storia italiana che parte dai nonni e dagli incontri tra personaggi tutti intelligenti, fantasiosi e soprattutto intraprendenti!

Per Enrico Vanzina è stata una recita introspettiva e catartica per la sua persona, ma anche per noi spettatori ha rappresentato un’occasione per rivivere grandi emozioni.

Infine regalare un generoso e sentito applauso a colui che ha raccontato così bene e sinceramente “le nostre di vite” al cinema è un dono di ammirazione ad un uomo che si mostra autentico in tutti i suoi sentimenti.

“Enrico Vanzina non sei Solo con la tua fantasia, sei circondato dalla creatività, solo devi desiderare di riconoscerla nelle persone più giovani di te, allora aiutale con la tua esperienza e la tua grandezza. E’il destino meraviglioso e crudele per chi rimane e vive.”

“VI RACCONTO IL CINEMA” è una serata teatrale che consiglio perché ci fa star bene e ci rallegra.  

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®