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Novembre, 2025

Nov 30

2025

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Auguri Natale 2025

Anche quest’anno 2025, nella mia Rubrica www.cortonamore.it®, ho affrontato con Voi Lettori una vivace cavalcata.

Siete diventati il mio Grillo Parlante perché il mio senso di responsabilità e di rispetto per le persone che mi regalano la loro attenzione si è sempre tradotto attraverso l’onestà che dovevo e potevo offrire con le mie ricerche, constatazioni e considerazioni.

Abbiamo volato sull’onda dei pensieri creativi del Beato Angelico e del Signorelli, siamo andati a curiosare nelle prove della Compagnia del Piccolo Teatro di Cortona, ad ascoltare un concerto di Musica al Signorelli, abbiamo osservato con il binocolo le opere d’arte conservate al MAEC, commemorato amici, suggerito Cittadinanze Onorarie e seguito con interesse le conferenze dell’Accademia Etrusca come quelle della Factory Dardano44 che ci hanno sempre arricchito di pensieri nuovi e affascinanti passioni.

Personalmente sono stata colpita dal grande ed utile lavoro svolto dagli uomini e dalle donne dell’associazione di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio: pura caritas, e dall’impegno che Don Ottorino svolge nell’organizzare la distribuzione dei pacchi alimentari tra quelle mura secolari, per questo ancora più lucenti e splendenti perché c’è Umanità perché c’è Amore.

Potrei proseguire ricordandovi gli articoli mondani sulle stars musicali, cantanti e attori, oppure le interviste a Luca Mercalli e Don Ciotti che tanto ci hanno insegnato riguardo il rispetto che dobbiamo alla Terra che ci ospita.

Ma una cosa è certa, la mia e la vostra voglia di reagire anche di fronte alle bruttezze della Vita non ci ha mai fermati.

Allora ho creato, da 3 sagome di cuori rovesciati, un drammatico Albero di Natale Rosso come il Sangue versato da tutte le vittime delle guerre, è adagiato sul colore celeste del cielo che ci proietta nell’infinito dell’Universo.

E’ un’opera che denuncia come non si possa accettare di festeggiare con leggerezza il Santo Natale quando siamo affogati quotidianamente in un mare di violenza.

Come artista è certo un pensiero drammaticamente Negativo, ma è estremamente Positivo come giornalista pubblicista perché avere la possibilità di comunicare attraverso un giornale come L’ETRURIA la Fame da parte di Tutti Noi di un Unico Pensiero di Pace e di Amore e non essere censurati, ci deve colmare di Forza, Speranza e Determinazione.

Allora Auguri, Auguri, Auguri a te che non ti fermerai mai per donare ancora Amore.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Nov 18

2025

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Il Piccolo tra i Grandi

Nella serata di sabato 15 novembre scorso nella sede del Teatro Signorelli la Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona ha aiutato a realizzare, con il contributo dell’Accademia degli Arditi e il Patrocinio del Comune di Cortona, la riedizione di uno spettacolo veramente particolare dall’alto profilo affettivo e sociale. Dopo 50 anni sono tornati in scena i protagonisti, allora solo dei bambini, di una parodia in musica dei Promessi Sposi scritta da Luigina Crivelli e Franco Sandrelli, due professionisti del pensiero creativo teatrale nonché moglie e marito nella vita.

La Maestra Crivelli grazie alla sua competenza di insegnante e dotata di rara sensibilità, ha saputo far esprimere con successo dei giovanissimi bambini sul palcoscenico di allora, tanto da ricevere per questo lavoro un Primo Premio Nazionale.

Le foto dello spettacolo originale (su fb ne girano tantissime) raccontano di piccoli fanciulli felici, vestiti di stupendi costumi, protagonisti sul palco in una meravigliosa scenografia. Gli scatti raccontano la tanta cura spesa dai coniugi Sandrelli per questo particolare progetto. Immaginiamo la passione per il teatro della giovane maestra, l’idea presentata al marito, bravo attore e regista, e il tanto lavoro ragionato, perché le problematiche dovevano essere molte, come spendere il meno possibile. Sapeva che non poteva chiedere soldi alle famiglie degli alunni.

Allora in un giorno dei nostri, dopo 50 anni, la figlia Eleonora Sandrelli, che tanto ha nel cuore i genitori, decide di ripresentare in scena un adattamento della loro commedia musicale. In un nano secondo le si presentano mille pensieri: come riscrivere la sceneggiatura, individuare gli interpreti, il maestro per curare gli arrangiamenti?

E dove trovare l’esperienza e il supporto necessario?

Ma nella Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona e nei suoi soci: donne e uomini per recitare, truccare, vestire, cantare e filmare!

Gli spettacoli della Compagnia del Piccolo sono sempre curati come nelle migliori rappresentazioni professionali, le scenografie e i costumi di scena sempre puliti e stirati. Tutto aiuta ad offrire agli attori e attrici la migliore postura teatrale.

Ma vi svelerò un segreto: è durante le prove che si riconoscono i talenti, i veri attori, quelli che hanno “cucita addosso” la stoffa del commediante.

C’è quello che non studia la parte e che dimentica persino il copione a casa e che pretende che gli altri lo supportino con il sorriso, come quello che invece si porta la partitura persino in bagno, poi c’è l’altro che fa i compitini tutti perbenino sperando in segreto un applauso tutto per lui, quello che ce la mette tutta, ma proprio tutta ma è negato proprio come la sottoscritta.

Già sono un pochino nella zona “conflitto di interessi” perché faccio parte dei Soci ma ciò mi rende lo stesso preziosa se onesta.

Infatti, le prove sono il momento più affascinante e reale per poter misurare il livello di coinvolgimento di una compagnia teatrale amatoriale. Dunque, nonostante ci fosse, in una delle ultime prove, lo Svogliato, il Simpatico, il Secchione, l’Antipatico, il Dotato, l’Impegnato, lo Studioso tutto ha funzionato perché c’erano anche: la Pazienza, l’Educazione e la Comprensione insegnata proprio dai “Genitori e Nonni Attori” che hanno impostato in tempi passati i Comportamenti Teatrali nel Piccolo.

Allora le Prove sono oneste rivelatrici del vero attore che non ha bisogno dell’immagine autorevole che gli offre il costume di scena per definirsi, ma che abilmente si sa cucire in dosso qualsiasi toga o armatura con la sua gestualità.

La Compagnia del Piccolo ha sempre prediletto commedie in allegria e per questo le sue proposte teatrali sono sempre sinceramente apprezzate dalla popolazione, del resto una risata spontanea oggi è veramente preziosa in questo mondo bagnato dal dolore.

Ma torniamo allo spettacolo!

La regista Eleonora affida l’inizio della commedia a delle immagini digitali proiettate “sulle quinte”, il filmato è carino e piacevolmente spiega e riassume il principio dell’idea, i primi contatti ripresi dopo 50 anni e le immediate ed entusiaste adesioni.

Poi si apre il sipario: Renzo e Lucia, Don Rodrigo e quelli che furono bambini si rivedono proiettati già grandi. Bravi Tutti! Con fluidità, musica, canto e recitazione lo storico racconto si svolge, la storia la conosciamo tutti, ma quello che non potevamo aspettarci era quanto la rievocazione di vecchie conoscenze e amicizie potessero commuovere tutti.

In Sala era Festa Grande! Nel teatro si è svolta Prima, Durante e Dopo la Commedia nella Commedia!

La Eleonora Sandrelli ha saputo leggere e riconoscere con meticolosità le grandi potenzialità dei suoi concittadini e ha così regalato con la sua regia una manifestazione al territorio cortonese dove non sono esistiti confini tra valle e collina, tra ricchi e poveri, ma solo dolci e teneri ricordi da condividere con il sorriso.

Non dimentico di elogiare un “volontario” di eccezione, il Maestro Roberto Pagani. Senza i suoi arrangiamenti e la conduzione da direttore corale e musicale, lo spettacolo sarebbe stato bombardato da pericolose stonature, veramente un umile grande signore.

In questa occasione non avrebbe valore citare il più bravo o il più intonato, perché bisogna solo rammentare che l’allegra commedia era scritta per essere recitata dai bambini, ma bisogna invece elogiare Donna Eleonora che con la sua intelligenza e cultura ha saputo cogliere il momento opportuno per creare con un concerto di affetti, di conoscenze, di aiuti altolocati, una manifestazione che ha resuscitato negli animi tutti l’amore di appartenenza a codesto territorio sempre più maltrattato e sfruttato.

Ricordiamo sempre che è l’alto valore delle Singole Persone a determinare il profilo di un paese o una città e in questo ambito l’Onestà Teatrale che vive in ognuno di noi, sarà sempre rivelatrice di ciò che realmente siamo. 

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Nov 12

2025

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L’Astratto in Beato Angelico

Visitare la mostra del Beato Angelico a Firenze, dal 26 settembre 2025 al 25 gennaio 2026 nelle due sedi di Palazzo Strozzi e al Museo di San Marco, oltre 140 opere e prestiti internazionali, è un’esperienza di vita perché lui sapeva dipingere la Bellezza, quella dello Spirito Umano che si eleva al trascendentale.

Una persona forse un po’oltre le righe, ma anche colta e sensibile, descriverebbe il maestro un po’ “spinellato” e in preda a “viaggi” proprio mentre dipingeva.

In verità la meravigliosa e fantasiosa personalità di Beato Angelico non aveva proprio bisogno di droghe per esprimere la sua gioia nell’amare il Divino.

Certo è stupefacente riconoscere in un Uomo Mite, Gentile, Umile e magari un po’ Timido, un’esplosiva ricchezza di sentimenti. Il suo dipingere lo trasferiva in una dimensione universale oltre l’atmosfera, vagava nell’universo tra le stelle più lucenti e colorate.

Mi pare di immaginarlo camminare a trenta centimetri da terra, ma certamente non per presunzione visto l’immediato riconoscimento del suo talento, lui rimaneva sempre se stesso, felice del dono della pittura che il suo Signore gli aveva regalato e dipingendo la storia di Cristo, Suo Figlio, Gli restituiva Amore.

Al giorno d’oggi, sempre più spesso, si creano delle mode ai fini commerciali, si riscoprono affascinanti artisti dal passato e si presentano alla conoscenza delle masse, ma non è assolutamente il caso del Beato Angelico perché il Vasari già dal Cinquecento lo immortalò fra i grandi nella sua opera “LE VITE”.

Aveva una potenza interiore esplosiva e la esprimeva attraverso la sua spiritualità pittorica con colori sgargianti, sfumature, corpi liberi nei movimenti e le espressioni dei suoi personaggi avevano completamente perso il vuoto e la fissità negli sguardi del passato tardo gotico.

E’il primo Rinascimento!

In scene teatrali differenti il Beato Angelico stava in Masaccio, due geni pittorici con due linee di diverso pensiero che però convergevano nell’Amore per l’Umanità.

E’superficiale considerare l’Arte dell’Angelico classica e conservatrice e prettamente rivolta al suo forte sentire religioso e domenicano perché l’artista che c’è in lui esplode nelle umane espressioni dei visi e nell’astrattismo che concede alle fantasie marmoree delle scale, dei pavimenti e dei pannelli decorativi che lo proiettano nel mondo del ‘900 di Pollock in “ Full Fathom Fire”.

Andate a curiosare nella mostra o navigate in internet ed osservate come vi gettava il colore, non lo ritoccava, lo lasciava puro e libero di creare forme irregolari e imprevedibili, intonate e perfette. Il tutto senza ripensamenti.

Ma si può ancora raccontare moltissimo della sua pittura!

Ammiro la sua sensibilità quando studio l’espressione che fotografava nella sua Vergine nell’Annunciazione di San Marco, quella di una allora ingenua e ignorante fanciulla che aveva appena ascoltato le parole di Dio attraverso l’Angelo e che ancora non ne comprendeva appieno il significato. Per l’allora giovanissima donna di quei tempi, sarebbe stato impossibile poter immediatamente pesare il drammatico significato della sua immortale missione, tanto che ne era del tutto completamente ignara ed il Maestro riesce a tracciare questa delicata situazione.

Anche Michelangelo 50 anni dopo scolpiva la sua Fanciulla Madre nella Pietà in Vaticano, completamente attonita e annientata da una sofferenza inimmaginabile. Una Bambina che culla il Figlio più vecchio di Lei che le giace fra le sue braccia, dopo la deposizione dalla croce.

Quante elevate filosofie sono custodite sulle tele, negli affreschi e scolpite nel marmo.

Questi artisti avevano coraggio di esprimere questi sofisticati quanto commoventi sentimenti mariani perché la sofferenza della Santa Mamma Maria di fronte alla Passione di Cristo è indescrivibile quanto incommensurabile.

La mostra espone così tanta bellezza da “nauseare” il visitatore! Ovviamente scherzo ma devo far comprendere quanto allora “la bellezza fosse guaritrice, desiderata quanto inimmaginabile”. In quei tempi la miseria, la peste, la fame, le malattie e il freddo deturpavano i corpi e lo spirito delle persone tanto da renderli disperati.

Allora ecco la Luce della Bellezza portare in Sogno a questa disperata Umanità: l’Amore, il Calore e la Guarigione.

Ma oggi il vero miracolo lo osserviamo nelle opere di “Fra’ Angelico”, Uomo Artista Religioso, appartenente all’Ordine dei Domenicani quale è, che non si contiene nella sua formalità religiosa ma riesce a sconfinare nello Spazio e nel Tempo tanto che Noi ancora oggi, dopo 600 anni ne siamo completamente rapiti.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®