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Cronaca cortonese

Dic 21

2025

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Mostra del Giocattolo d’Epoca e Modellismo a Cortona

In questi giorni di grandi festività nella Città di Cortona si entra e si esce con facilità dal Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona, un affascinante mondo archeologico e poi si può subito dopo visitare, nell’arco di pochi minuti, la “Mostra del Giocattolo d’Epoca e Modellismo” nel Complesso Congressuale di Sant’Agostino che si chiuderà il 6 gennaio del Nuovo Anno.

E’ uno choc emotivo e stimolante molto forte, perché le nuove immagini che acquisiamo e che ci portiamo dentro le nostre normali vite, sono tante e diversissime. Statuette, coppe e lucerne forgiate in bronzo a partire dal VI a.C. che raccontano l’esistenza di donne e uomini che non possedevano frigoriferi, televisori, non usavano la luce elettrica e non possedevano i cellulari. Ci fa pensare. Di contro oggetti di un collezionismo che riporta la storia del consumismo, un fenomeno del 1960 d.C. che racconta un’Italia che non c’è più.  

Allora vi offro un altro consiglio e sempre gratis: quando deciderete di fermarvi godetevi un rilassante aperitivo in piazza perché c’è subito molto da riflettere e assorbire … Sicuramente ci sentiamo più ricchi dentro perché queste esperienze temprano le nostre personalità se sappiamo cogliere il significato delle esperienze degli altri “colleghi uomini” antichi o moderni che siano.  

Entrando nel mondo vintage del giocattolo è stato emozionante scoprirmi piena di gioia di fronte ai personaggi di Carmencita e il suo Caballero esposti in uno scaffale della meravigliosa Mostra del Giocattolo d’Epoca e Modellismo. Sono i protagonisti di uno spot pubblicitario, creati dal grande Armando Testa, padre della moderna pubblicità in Italia che veniva trasmesso nel “Carosello” televisivo serale della RAI e poi “tutti a nanna”!

Una delle prime storie d’amore sognate dalle fanciulle di quei tempi.

Parliamo di 60 anni fa!

Allora non esistevano come al mondo d’oggi network interamente dedicati alla sfera infantile, quelli odierni trasmettono esclusivamente ed interrottamente cartoni animati.

Ai miei tempi :o) esisteva solo “Carosello” e il mondo del consumismo sapeva su chi far leva per incentivare il mercato e mandava in onda gli unici minuti dedicati ai più piccoli. In quegli spot di sintesi fantasiosa e geniale era già scritta la ripresa economica dell’Italia insieme ad un futuro colmo di tanta speranza.

Erano gli anni dell’immediato dopo guerra e “al cuore di mamma non si negava nulla”!

Questa e altre pubblicità sono divenute preziose testimonianze di felicità sociale, erano parte integrante del processo strategico del boom economico italiano. Molti dei giovani di allora hanno potuto realizzare tutte le aspirazioni e i desideri.

Ma la mostra svela sotto la grande navata della Chiesa anche un fantastico e grandissimo plastico ferroviario creato dal “GRUPPO FERMODELISTICO ARETINO” che insieme a decine e decine di contenitori colmi di centinaia di modellini di vagoni ferroviari, ricostruzioni navali e aeree, civili e militari, occupano il grande spazio del “Tempio”. Sono presenti: il modellino di una stupenda Americo Vespucci, le navi da guerra come il cacciatorpediniere Aviere artigliere “La Spezia” 1952 in scala 1:350, le navi da battaglia la “Vittorio Veneto” 1940 e la “ROMA” 1943, e saltando “solo qualche secolo” la Trireme Romana del 1° sec. d.C. E poi ancora: ricostruzioni di postazioni d’artiglieria mimetizzate nel terreno, VTLM Lince usati in Afganistan nel 2007, ricomposizioni con i soldatini di piombo e castelli di battaglie passate alla storia senza contare le centinaia di modellini di vagoni e locomotrici ferroviari e aerei.

Nella Sala Severini sono custodite le creazioni costruttive della Lego, mentre centinaia di Barbie sono presentate nella Sala Pancrazi. Credo che da bambina una visione del genere mi avrebbe fatto svenire dalla gioia e dall’eccitazione! Una grandissima sala colma di centinaia e centinaia di bambole indimenticabili vestite dai modelli e colori più fantasiosi.

Ma i giocattoli vintage degli anni “60, “70, “80 non sono solo dei ricercati oggetti che evocano nostalgia, essi se ben conservati, curati e restaurati rappresentano un vero investimento economico.

Un Vero Lusso penserete! Lo escludo, perché visitando la mostra è impossibile non accorgersi di quanta passione, pazienza, osservazione, manualità e costanza spendano i collezionisti. Sono ore dedicate dopo il lavoro, quando i figli sono finalmente a letto e la casa si inonda dei propri pensieri. Sono hobby che fanno bene all’anima.

E’ un mondo fresco e vivace e se si vuole aumentare il volume della propria collezione ci sono mercatini per tutte le “tasche” e poi si possono intrecciare nuove amicizie e proporre sempre degli scambi. In più i contatti personali con gli altri collezionisti sono motivi di interessanti confronti per nuove informazioni. Ho ascoltato le chiacchiere che si scambiavano gli appassionati e ho capito quanti contatti offrano i social media e le piattaforme di vendita online. Ho anche compreso quanto siano attenti nel non esporre mai gli oggetti alla luce diretta ed agli sbalzi di temperatura, perché è la prima raccomandazione che ti viene suggerita. I più sofisticati collezionisti curano i restauri cercando sempre gli stessi pezzi dei modelli o le vernici d’epoca, sono queste attenzioni che elevano nel tempo il loro valore. Per pulire la plastica usano pezzette umide e mai sostanze abrasive mentre i peluche li spazzolano con delicatezza e non pensate di metterli in lavatrice! Sono attenti a conservare le confezioni originali o tentano di recuperarle e custodiscono gli scontrini d’acquisto.

Proprio come se fossero dei veri gioielli d’epoca.

Se poi siamo super fortunati dobbiamo sapere che la produzione di un cult cinematografico, una manifestazione o un evento o una riedizione del modellino di un vagone, di un aereo, di una nave o la produzione limitata di una bambola che conserviamo gelosamente nel nostro ripostiglio ne aumenteranno il valore di mercato. Questi oggetti non rappresentano solo un gioco infantile ma una vera cultura pop, un sostanzioso pezzo di storia.

AugurandoVi un Sereno Anno Nuovo, sperando vi appassioni la visita alla “Mostra del Giocattolo d’Epoca e Modellismo” nel Complesso Congressuale di Sant’Agostino a Cortona perché c’è ancora tanto racconto dell’Uomo e Nulla di Intelligenza Artificiale.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Nov 18

2025

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Il Piccolo tra i Grandi

Nella serata di sabato 15 novembre scorso nella sede del Teatro Signorelli la Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona ha aiutato a realizzare, con il contributo dell’Accademia degli Arditi e il Patrocinio del Comune di Cortona, la riedizione di uno spettacolo veramente particolare dall’alto profilo affettivo e sociale. Dopo 50 anni sono tornati in scena i protagonisti, allora solo dei bambini, di una parodia in musica dei Promessi Sposi scritta da Luigina Crivelli e Franco Sandrelli, due professionisti del pensiero creativo teatrale nonché moglie e marito nella vita.

La Maestra Crivelli grazie alla sua competenza di insegnante e dotata di rara sensibilità, ha saputo far esprimere con successo dei giovanissimi bambini sul palcoscenico di allora, tanto da ricevere per questo lavoro un Primo Premio Nazionale.

Le foto dello spettacolo originale (su fb ne girano tantissime) raccontano di piccoli fanciulli felici, vestiti di stupendi costumi, protagonisti sul palco in una meravigliosa scenografia. Gli scatti raccontano la tanta cura spesa dai coniugi Sandrelli per questo particolare progetto. Immaginiamo la passione per il teatro della giovane maestra, l’idea presentata al marito, bravo attore e regista, e il tanto lavoro ragionato, perché le problematiche dovevano essere molte, come spendere il meno possibile. Sapeva che non poteva chiedere soldi alle famiglie degli alunni.

Allora in un giorno dei nostri, dopo 50 anni, la figlia Eleonora Sandrelli, che tanto ha nel cuore i genitori, decide di ripresentare in scena un adattamento della loro commedia musicale. In un nano secondo le si presentano mille pensieri: come riscrivere la sceneggiatura, individuare gli interpreti, il maestro per curare gli arrangiamenti?

E dove trovare l’esperienza e il supporto necessario?

Ma nella Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona e nei suoi soci: donne e uomini per recitare, truccare, vestire, cantare e filmare!

Gli spettacoli della Compagnia del Piccolo sono sempre curati come nelle migliori rappresentazioni professionali, le scenografie e i costumi di scena sempre puliti e stirati. Tutto aiuta ad offrire agli attori e attrici la migliore postura teatrale.

Ma vi svelerò un segreto: è durante le prove che si riconoscono i talenti, i veri attori, quelli che hanno “cucita addosso” la stoffa del commediante.

C’è quello che non studia la parte e che dimentica persino il copione a casa e che pretende che gli altri lo supportino con il sorriso, come quello che invece si porta la partitura persino in bagno, poi c’è l’altro che fa i compitini tutti perbenino sperando in segreto un applauso tutto per lui, quello che ce la mette tutta, ma proprio tutta ma è negato proprio come la sottoscritta.

Già sono un pochino nella zona “conflitto di interessi” perché faccio parte dei Soci ma ciò mi rende lo stesso preziosa se onesta.

Infatti, le prove sono il momento più affascinante e reale per poter misurare il livello di coinvolgimento di una compagnia teatrale amatoriale. Dunque, nonostante ci fosse, in una delle ultime prove, lo Svogliato, il Simpatico, il Secchione, l’Antipatico, il Dotato, l’Impegnato, lo Studioso tutto ha funzionato perché c’erano anche: la Pazienza, l’Educazione e la Comprensione insegnata proprio dai “Genitori e Nonni Attori” che hanno impostato in tempi passati i Comportamenti Teatrali nel Piccolo.

Allora le Prove sono oneste rivelatrici del vero attore che non ha bisogno dell’immagine autorevole che gli offre il costume di scena per definirsi, ma che abilmente si sa cucire in dosso qualsiasi toga o armatura con la sua gestualità.

La Compagnia del Piccolo ha sempre prediletto commedie in allegria e per questo le sue proposte teatrali sono sempre sinceramente apprezzate dalla popolazione, del resto una risata spontanea oggi è veramente preziosa in questo mondo bagnato dal dolore.

Ma torniamo allo spettacolo!

La regista Eleonora affida l’inizio della commedia a delle immagini digitali proiettate “sulle quinte”, il filmato è carino e piacevolmente spiega e riassume il principio dell’idea, i primi contatti ripresi dopo 50 anni e le immediate ed entusiaste adesioni.

Poi si apre il sipario: Renzo e Lucia, Don Rodrigo e quelli che furono bambini si rivedono proiettati già grandi. Bravi Tutti! Con fluidità, musica, canto e recitazione lo storico racconto si svolge, la storia la conosciamo tutti, ma quello che non potevamo aspettarci era quanto la rievocazione di vecchie conoscenze e amicizie potessero commuovere tutti.

In Sala era Festa Grande! Nel teatro si è svolta Prima, Durante e Dopo la Commedia nella Commedia!

La Eleonora Sandrelli ha saputo leggere e riconoscere con meticolosità le grandi potenzialità dei suoi concittadini e ha così regalato con la sua regia una manifestazione al territorio cortonese dove non sono esistiti confini tra valle e collina, tra ricchi e poveri, ma solo dolci e teneri ricordi da condividere con il sorriso.

Non dimentico di elogiare un “volontario” di eccezione, il Maestro Roberto Pagani. Senza i suoi arrangiamenti e la conduzione da direttore corale e musicale, lo spettacolo sarebbe stato bombardato da pericolose stonature, veramente un umile grande signore.

In questa occasione non avrebbe valore citare il più bravo o il più intonato, perché bisogna solo rammentare che l’allegra commedia era scritta per essere recitata dai bambini, ma bisogna invece elogiare Donna Eleonora che con la sua intelligenza e cultura ha saputo cogliere il momento opportuno per creare con un concerto di affetti, di conoscenze, di aiuti altolocati, una manifestazione che ha resuscitato negli animi tutti l’amore di appartenenza a codesto territorio sempre più maltrattato e sfruttato.

Ricordiamo sempre che è l’alto valore delle Singole Persone a determinare il profilo di un paese o una città e in questo ambito l’Onestà Teatrale che vive in ognuno di noi, sarà sempre rivelatrice di ciò che realmente siamo. 

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Ott 17

2025

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Signor Giorgio Cuculi

Giorgio Cuculi era un Signore, un Gentile Signore.
Lo conobbi a Cortona nell’inverno 2018, mi cercò perché desiderava descrivessi in
un articolo la sua preziosa collezione di oggetti tecnici antichi e vintage. Fu poi, a
quel tempo, pubblicato su L’ETRURIA.
Una stupefacente raccolta di macchine da ripresa, fotografiche, riproduttori di
immagini, barometri, telescopi, bussole e qualsiasi altra antica apparecchiatura.

La sua richiesta non era dettata da uno spirito di personale vanità, certo era orgoglioso di
tutti i suoi “figlioletti” ma il suo desiderio più grande sarebbe stato quello di poter
donare la sua raccolta al MAEC.
Mi raccontò che aveva provato ad offrirlo senza ricevere la risposta che avrebbe tanto
amato, voleva mettere al sicuro la sua passione di vita.
Certamente il museo dell’Accademia Etrusca di Cortona non sarebbe stato il luogo
più adatto per raccogliere e curare la sua preziosissima collezione di centinaia e
centinaia di pezzi. Forse, al tempo, fu consigliato dai curatori del Museo di mettersi
in contatto con i giusti indirizzi del territorio di appartenenza, certo con il suo
handicap alla vista sarebbe stato difficile prendere iniziative al riguardo, ma non mi
riferì nulla al riguardo.
Gli consigliai allora di donare la collezione al Liceo Artistico di Cortona ma non
sapeva come contattare il Ministero della Pubblica Istruzione e sempre nel caso di un
diniego, di contattare anche il Museo del cinema di Torino, ma quest’ultimo
suggerimento non lo accolse perché mi spiegò che lo avrebbe troppo addolorato
allontanarsi dai suoi “figlioletti”.
Fu però contento dell’articolo e orgoglioso che la sua collezione fosse resa pubblica.
Senza voler entrare negli affari di famiglia, in codesto articolo descrivo solo il suo
grande amore per i suoi reperti e il piacere che avrebbe avuto affinché più persone
potessero godere del suo amorevole lavoro su degli oggetti che non verranno mai più
progettati e costruiti dall’Uomo Moderno. In essi, perfettamente conservati e
funzionanti, è raccolta la pura intelligenza evolutiva umana degli ultimi due secoli,
ormai oggi contaminata dall’AI.
La sua era una Casa Museo, veramente unica nel suo genere con persino 71
microscopi di cui uno settecentesco e lenti di ingrandimento ottocentesche di rara
bellezza.

Cuculi ha nascosto con la sua signorile timidezza, la cultura e passione. Rara e capace
è stata la sua archiviazione, minuziosa e dettagliata di ogni singolo reperto,
veramente encomiabile.
“ Caro Giorgio, nella speranza che il tuo patrimonio di vita non venga dimenticato,
ma affettuosamente goduto e ammirato dalle nuove generazioni, ti auguro una nuova
serena esistenza e che il tuo Riposo sia lieve e delicato. Questo ti avevo promesso e
questo ho fatto con tanta commozione nel cuore. Ciao Giorgio”.
Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Lug 22

2025

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Frances Mayes e la Casa Sognata

Chi di noi non ha mai desiderato possedere una piccola casa in un luogo toscano bello come  Cortona?

Se poi si presenta tutta da ristrutturare, scegliendo possibilmente particolari come le maioliche per il bagno e la cucina con i colori ed i disegni che ci piacciono di più, sarà una vera goduria!

Ogni volta che, a lavori finiti, le guarderemo conserveremo con gioia i momenti mentre vedevamo nascere codesti cari ambienti. Una casa che vediamo realizzare da un sogno custodito nella nostra più intima immaginazione, significa caricarsi di elettrizzante energia, vuol dire emozionarsi ogni volta anche per il più piccolo particolare come quello di immergere dei fiori colorati in una graziosa brocca acquistata in un mercatino, o preparare il letto con le lenzuola di lino della bisnonna, mai utilizzate in città perché devono essere stirate per valorizzarne i ricami, ma per “questa casa” non si sentiranno mai le fatiche!

Dunque sognare una seconda casa è una Fortuna, immaginarla in Italia da un continente diverso come quello degli Stati Uniti, un Privilegio.

Frances Mayes una gentile insegnante, scrittrice e poetessa americana della Georgia,  ha ricevuto dal nostro Presidente della Repubblica il conferimento della Cittadinanza Italiana per Meriti Speciali perché il suo libro “Under the Tuscan Sun” Sotto il sole della Toscana ha contribuito a far conoscere a milioni di persone Cortona nel mondo. Tanti altri libri ha pubblicato successivamente e sempre con successo, sul costume italiano, operando un’ottima comunicazione sulla nostra cultura nel mondo.

Così il 5 luglio scorso nella Sala Consiliare del Comune di Cortona, alla presenza del Sindaco Luciano Meoni, e delle alte figure istituzionali territoriali, è stato celebrato l’atto finale di tale conferimento raramente riconosciuto in Italia.

L’elegante cerimonia ha emozionato visibilmente la Frances Mayes. Sono stati ascoltati l’Inno Nazionale degli Stati Uniti d’America e quello Italiano suonati dai Maestri di violino e violoncello rispettivamente Stefano e Giulio Rondoni con il pubblico presente che ha cantato con sentimento le parole di Fratelli d’Italia.

Un evento molto partecipato dalla cittadinanza perché la scrittrice con il suo libro “Under the Tuscan Sun” ha sempre espresso il suo amore e ammirazione per la vita della  comunità cortonese fino a desiderare di farne parte.

Il libro descrive con freschezza e semplicità la gioia di vivere in una piccola dimensione Toscana attraverso gli incontri spontanei con gli abitanti. Narra la scoperta di come si affrontano certi mestieri, lavori che esistono solo nei luoghi dove le costruzioni sono in calce, cotto, cemento e legno di castagno … Da noi nulla di prefabbricato!

Descrive il suo amore per le piccole cose che forse noi italiani diamo troppo per scontate ed ha fatto sognare ad occhi aperti tutti quegli stranieri che desidererebbero vivere la ristrutturazione del casale dei loro sogni: la scelta dei pavimenti in cotto toscano, le decorazioni sui soffitti tra le travi di castagno per il soggiorno e le camere da letto, l’amore di coltivare le piante aromatiche. Ha insegnato come si possa arredare con divertimento ed economia, attraverso la scelta di mobili vecchi, valorizzati poi con la cura di un maestro restauratore, riportando in vita un tavolo o un comò dimenticato in cantina.

Un libro che risulta delicato e fresco come lo scorrere di un ruscello, spontaneo e reale che ha trasportato con l’immaginazione, milioni di persone lontane chilometri e chilometri dall’Italia nelle case secolari di una rustica eleganza toscana.

Tutto nei suoi racconti, esprime non solo un senso pratico ma il bello del gusto italiano proveniente da tradizioni centenarie, le sue pubblicazioni sono delle ottime campagne pubblicitarie del Buon Vivere Italiano.

Discutibile, invece, il film tratto dal suo libro.

L’idea era buona ma la regia e la sceneggiatura hanno deluso perché oltre a presentare persino immagini di “fontane finte” inserite in un contesto storico come quello di Cortona che non ha nulla da invidiare o da desiderare rispetto a qualsiasi altra realtà medievale e rinascimentale, meno che mai etrusca, è stata presentata una descrizione del maschio italiano banale fino a ridicolizzarla. Povero il nostro Raoul Bova che invece è capace di ben altro tipo di recitazione teatrale!

Spero che la grande e meritata notorietà della Scrittrice Frances Mayes possa poter suggerire consigli appropriati per le future regie e tutelare così la reale immagine di Cortona, dell’Italia e del suo popolo.

La Frances, nel periodo più bello e intenso della vita di una donna, dove consapevolezza e chiarezza emergono nella propria vita, si è donata con coraggio un’avventura: “quella di ricominciare da capo”!

Il suo scrivere, oltre divenire cosa piacevole per i lettori lo è stato principalmente per lei che ha esercitato una meravigliosa introspezione rivelatrice di nuovi desideri ed esigenze. Ha avuto coraggio scoprendo dentro di se nuovi valori e non ha esitato a perseguirli.

Un bellissimo esempio di crescita di una donna che vive le sue esperienze di vita ma che sopra ogni cosa le cerca, le trova e le insegue con successo. Attraverso la sua modestia e solarità trova la forza di inseguire una nuova vita in un paese straniero entrando si. in punta di piedi, ma con una forte determinazione.

La Frances ha carisma e ama la nostra terra tanto da averla seriamente studiata e per questo ha contribuito ad incrementare un buon turismo che rispetta la nostra cultura tanto da volerla contemplare, assaggiare, annusare.

Allora attendiamo felici il suo prossimo libro e chissà magari anche un gran bel film!

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Giu 21

2025

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Cittadinanza Onoraria

Cosa significa ricevere la Cittadinanza Onoraria, ma prima ancora Cos’è e Che Valore ha oggi per le comunità?

A Cortona la cittadinanza onoraria è un riconoscimento che il Sindaco di concerto con il Consiglio Comunale e la sua Giunta, attribuisce a persone che si sono distinte in vari campi della Scienza, nel mondo delle Arti, del Lavoro e dell’Industria, nella Giustizia, nell’Istruzione o che hanno promosso iniziative di carattere Sociale.

Cito solo alcuni nomi dei personaggi che sono stati insigniti di questo prestigioso riconoscimento: Raffaele Cantone 2012, Inge Schonthal Feltrinelli 2015, Nicodemo Settembrini 2017, Giovannangelo Camporeale 2017, Liliana Segre 2019, Egea Haffner 2019, Antonio Pappano 2020, Silvio Garattini 2023, Romana Severini 2023…

Tutti nomi eccellenti per eminenti esistenze votate alla Giustizia, Politica e Diritti Umani, al Business Intellettuale, alla Cultura ed alle Scienze, all’Archeologia, alle Arti e alla Musica e nel momento che viene concesso loro questo particolare riconoscimento anche Cortona si sente investita del loro onore ed entra in comunione simbolicamente con questi spiriti eletti.

Do ut des!

Ma il mondo delle lodi non può essere circoscritto ad una casta, a volte si può presentare il rischio di “Incensarsi e premiarsi da soli!”

Sarebbe bello oltre che onesto che si accendessero i riflettori anche su quelle persone che sono coinvolte in operati minori, ma che di fatto risultano comunque di fondamentale rilevanza per la popolazione.

Per portare un esempio, racconto, ma senza fare nomi.

Negli ultimi 5 anni in tutti i più importanti eventi cortonesi mi sono accorta di una silenziosa ma efficiente presenza di un film maker, un vero professionista, talmente bravo che oltre a saper riprendere fedelmente le manifestazioni, si adopera anche per diffonderle attraverso i Social compiendo un ottimo lavoro di comunicazione per Cortona.

Incuriosita da tanto operato gli ho chiesto: ”Per chi lavori?” e lui: “ Non lavoro per nessuno, lo faccio per passione. Amo Cortona e quando mi chiamano, perché non hanno nessuno bravo che li possa documentare gratis io mi rendo disponibile, mi impegno perché mi fa piacere che tutto il territorio conosca le manifestazioni e che possa seguire i dibattiti delle interessanti conferenze che si svolgono al MAEC, al Teatro Signorelli, nella sala Consiliare del Comune o al Sant’Agostino …” allora gli dico: “E’ come se svolgessi del volontariato civico! Oltretutto usi materiali di alto profilo tecnologico che ti saranno costati un patrimonio!” Lui: “Si mi fa piacere mettere a disposizione le mie competenze per la Comunità Cortonese.”

Dunque di queste meravigliose persone la nostra cittadina è colma, allora lancio una piccola idea che spero possa attrarre le Istituzioni di Cortona ed i suoi Abitanti, studiamo un dibattito per dedicare una manifestazione al volontariato “civile comunale” coinvolgendo anche i giovani.

E’ bello avere degli ideali, ma a volte, risultano difficilmente raggiungibili come quello della Pace o della fine delle Guerre, ed allora l’uomo comune, per non sentirsi sconfitto, deve comunque poter esprimere nella sua quotidianità la possibilità di intrecciare il proprio operato con quello di altri e per questo sentirsi parte di una costruzione positiva che non deve essere necessariamente retribuita ma forse istituzionalmente elogiata però si!

Sono importanti anche gli Incentivi Morali!

Ovviamente non si possono elencare le buone azioni giornaliere nei tg nazionali ma gli uffici stampa dei Comuni potrebbero raccontare delle belle storie. Allora meno propagande elettorali e più vite comunali.

L’Importanza della quotidianità va studiata, curata perché è da questa dimensione che si creano le fondamenta solide di una struttura che sostenga i cittadini degna di vivere nel tempo. Sono dunque le piccole ma profonde gentilezze che possono creare il senso civico e la coesione sociale e solidale.

Poi a Cortona esistono molte figure che sono passate negli anni dalla “professione di turisti” perché amanti della bellezza di Cortona e del suo buon vivere, a “cittadini residenti”. Persone che portano nel territorio professionalità acquisite a Roma, Milano, Bari, Torino, Napoli e che stanno diventando sempre più numerose e coinvolte.

Personaggi di chiara fama internazionale danno sicuramente grande prestigio alle manifestazioni, ma spenti i riflettori rimangono sterili gli apporti sul piano della coesione sociale.

Quanti di noi hanno sognato da Bambini un momento di successo per una nostra idea tra gli amichetti, in classe, in una festa familiare. Quando meritati, i complimenti sono un pieno di benzina per qualsiasi donna o uomo intelligente che saprà trovare altra energia da spendere per la comunità. Un volano positivo, se riusciamo a farlo partire non si fermerà più.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Mag 07

2025

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MOZART è MOZART

La musica trasmette agli spettatori forti sensazioni perché è l’Uomo stesso uno strumento che, con i suoi 5 sensi, riesce a codificare le note scritte sul pentagramma.

Il concerto musicale racconta di emozioni umane quelle di chi lo compie e di chi lo ascolta.

Allora avere la fortuna di poter seguire i tanti concerti che si eseguono in Cortona è cosa bella.

Dal 25 al 27 aprile u,s. si è svolto il Festival della Musica Corale e nella Chiesa di San Domenico si sono incontrati il Coro Cantoria Nova Romana di Roma e il Coro e l’Orchestra della Città di Firenze tutti diretti da Concetta Anastasi, Direttore di coro, d’orchestra e compositrice per eseguire di W.A. Mozart la Sinfonia di N.29 K201 e la Messa d’incoronazione KV 317.

Una esecuzione canora di prim’ordine. Li accompagnava l’ottima orchestra composta per la maggior parte da giovani studenti di conservatorio, le donne ai violini, viola, violoncello e contrabasso, gli uomini ai fiati. Si sono distinti per la loro preparazione e disinvoltura della Musica d’Insieme e non ci dimentichiamo che l’energia e la fantasia erano di Mozart, un armonioso matematico.

Un evento da custodire e possibilmente da ripetere.

Da ricordare anche la generosità di questi Signori che hanno suonato e cantato per la raccolta fondi dedicata al restauro delle capriate della Basilica di Santa Margherita di Cortona.

Allora per questo evento la Chiesa di San Domenico si era vestita “al meglio”, accendendo tutte le luci illuminando così i capolavori pittorici del Signorelli, del Crespi, di Bartolomeo della Gatta …

Nella scatola prospettica della Chiesa, il coro e l’orchestra emergevano dalla quinta dorata della grande pala quattrocentesca dell’Incoronazione della Vergine di Lorenzo di Niccolò Gerini e componevano un quadro vivente, vibrante e potente dove ogni singolo spettatore poteva interpretarlo con una lettura d’impressionismo, di surrealismo o di realismo. Liberi di scegliere la propria chiave di lettura.

Una enciclopedia di nasi e bocche, capelli ed occhi, fantasie geometriche e giochi di colori incorniciati dal nero diffuso dei loro abiti.

Una gigantesca tela che rappresentava un Capitale Umano.

Donne e Uomini che suonavano e cantavano una composizione musicale passata alla storia per la sua sofisticata bellezza. Concerti eseguiti e tramandati di decenni in decenni dove cambiano le mode e i vestiti ma il quadro corale vivente è capace di entrare nell’anima del Pubblico sempre e non perde potenza anzi, la fortifica nei tempi.

W.A. Mozart è tra i Tanti che hanno donato Preziose Eredità. Testimonianze Secolari.

Tra i solisti si sono distinti in bravura la Soprano Zhang Junrong e il Basso Antonio Trippetti.

La raccolta di note canore insieme alla musica degli strumenti emette una forza fisica potente che impatta con l’animo umano e lo eleva fino agli spazi infiniti.

Non citerò i patrocinanti, i sostenitori e gli organizzatori di queste magnifiche manifestazioni ma li ringrazio a nome di tutti.

Ricordo con tanta malinconia che in quel pomeriggio particolare abbiamo pregato per Papa Francesco e gli abbiamo donato insieme alle nostre preghiere la gioia e i dolori delle nostre vite che lui stesso ha vissuto come Uomo, Sacerdote e Papa.

Allora Speriamo nel Bene.

Prima di incontrarsi per il concerto gli spettatori possono aver spento il gas del sugo, raccolto dal tappeto i giochi dei loro bimbi, steso i panni da una lavatrice, buttato la spazzatura, ma una volta assorbiti dalla Bellezza Musicale abbiamo volato tutti insieme come Angeli.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Mar 22

2025

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La Ricerca sulla Sessualità Femminile a Nudo

Solo il titolo sulla locandina ha originato “Solo Posti in Piedi” alla “FactoryDardano44” di Cortona per la conferenza della neuroscienziata Celeste Bittoni, dottoranda all’Università di Padova, dipartimento di Psicologia della Socializzazione e dello Sviluppo, co-fondatrice di Padova Sex Lab, un laboratorio di ricerca multidisciplinare che esplora tutte le sfumature della Sessualità Femminile.

Serata Brillante ed Istruttiva.

Come professionista della comunicazione posso onestamente affermare che semplificherò la spiegazione scientifica mentre come giornalista sottolineerò l’importanza di questo appuntamento sotto il profilo individuale e collettivo.

In sessantasette anni ho assistito per la prima volta ad una conferenza che raccontasse in modo serio ed esplicativo l’organo sessuale femminile nel dettaglio e ne spiegasse anche la funzione nel dettaglio. Troppi pregiudizi ed ignoranza hanno accompagnato nei secoli precedenti il mondo intimo femminile minando sia la sua salute fisica che psicologica.

Spero che il mio semplice articolo sull’argomento contribuisca ad indicare una strada sicura per colmare la sana curiosità delle mie giovani lettrici desiderose di ricevere delle delicate risposte.

Il focus è decisamente molto sentito dalla Società e se è vero che nell’umanità esistono 7 donne per 1 uomo, comprendiamo quanto sia importante per le donne riconoscere la propria salute sessuale ed il suo piacere e quanto questo benessere incida numericamente sulla popolazione mondiale.

Per l’organo maschile è sempre stato più facile individuarne la salute o le sue patologie, diversamente da quello femminile che si sviluppa molto internamente e dove è più complesso indagare ed eventualmente, sperimentare nuovi stimoli.

In più soggetti presi in esame affetti da malesseri diversi si è constatato che il piacere che si ricava dall’orgasmo comporta un alleggerimento se non addirittura la scomparsa del malessere stesso.

Gli ultimissimi studi hanno quindi evidenziato quanto il piacere sessuale possa innalzare la soglia del dolore del 70% fino al 100 %; allora fosse anche solo per questo aspetto, pensate quante nuove cure possiamo progettare per la terapia del dolore.

Attualmente per sconfiggerlo o semplicemente per alleviarlo dobbiamo assumere farmaci che comunque intossicano il nostro organismo, allora perché non immaginiamo nuove cure mediche che recuperino energia dalle nostre stesse risorse interne?

Una scoperta rivoluzionaria che potrebbe diminuire l’uso dei farmaci.

Un’ipotesi apparentemente fantasiosa ma nella ricerca nulla è certo ma tutto viene rigorosamente sperimentato.

Pensate che solo da pochi anni esistono disegni fedeli alla realtà del sesso femminile esterno.

I primi studi ufficiali riguardo la sessuologia umana si hanno solo negli anni “60 dai ricercatori statunitensi William Masters, ginecologo e dalla dottoressa Virginia Eshelman Johnson, sessuologa. Questi egregi pionieri hanno firmato il primo studio di ricerca sulla fisiologia sessuale umana esaminando nel corso di 11 anni oltre diecimila atti sessuali compiuti da 700 volontari. Questi esperimenti li hanno portati ad individuare 3 fasi: l’eccitazione, l’orgasmo, la risoluzione sia per la masturbazione che per i rapporti sessuali.

La maggior parte dei loro pazienti si presentava in coppia, manifestando discrepanze nel desiderio. Purtroppo gli studi di allora rimasero privi dei rilievi psicologici e neurologici perché non esistevano ancora gli Elettroencefalogrammi e la Risonanza Magnetica di ultima generazione ….

Ma dai racconti delle prime esperienze di ricerca in questo campo si può anche dedurre quanto sia delicato e difficile poter sviluppare statistiche che hanno necessità di tanti soggetti volontari coinvolti in un esercizio così intimo come la masturbazione o l’atto sessuale condiviso!

Proprio per queste motivazioni è importante diffondere la conoscenza del lavoro della dottoressa Celeste Bittoni e del Padova Sex Lab perché ci ha spiegato con chiarezza e semplicità quanto sia difficile preparare i volontari nei quali la componente psicologica gioca un ruolo fondamentale.

Arrivare oggi a promuovere uno studio di “Ricerca per Migliorare il Benessere Femminile”, è a dir poco stupefacente ma grazie all’evoluzione culturale delle nuove generazioni ed a una strumentazione più sofisticata si possono raccogliere “dati certi”.

Forse perché è difficile convincere gli uomini che dirigono quasi tutti i dipartimenti del Mondo della Medicina?

Per condurre oggi una buona ricerca in questo campo della medicina femminile al quale raramente si sono dedicati metodi di sperimentazione e studi specifici, si sta praticamente partendo da ZERO. Non esistono linee guida e protocolli, tutto si deve ancora compiere!

Oggi gli studi sperimentali nel campo della sessualità femminile si svolgono grazie al volontariato delle donne, studentesse, mamme, sorelle, amiche.

Di volta in volta si aggiungono elettrodi per registrare meglio gli stimoli che arrivano al cervello e solo con l’ausilio delle volontarie, insieme alla professionalità del gruppo universitario del “Padova Sex Lab” tutto al femminile (tranne il capo il Prof. Jeff Kiesner) si percorrono azioni, si sperimentano metodi, si registrano dati che si raffrontano con quelli di poche altre università al mondo. Attraverso queste prime ma fondamentali esperienze si individuano le apparecchiature che saranno più adatte per una certa raccolta di dati e tutto potrebbe portare a nuove strade d’indagine.

La Ricerca è preparazione professionale, metodo, serietà, sacrificio ma anche intuizione, fantasia e creatività.

Alla luce dei fatti possiamo pensare che la dottoressa Celeste Bittoni passerà alla storia insieme al suo Capo ed al “Padova Sex Lab” per aver riconosciuto fra i primissimi studiosi della scienza umana il potere terapeutico del piacere sessuale.

Finalmente una strada aperta da percorrere con decisione.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Mar 07

2025

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GLI ULTIMI DINOSAURI

In una qualsiasi Domenica Mattina durante la mia passeggiata per Ruga Piana in Cortona, un giovanotto in divisa da Boy-Scout mi ha offerto con il sorriso un fiore di carta con attaccato un bigliettino: “se regali un sorriso arrivi dritto al cuore, non tenerlo solo per te, donalo”, allora ho risposto: “grazieeee” ma lui ha proseguito donandomene un altro spiegandomi che se lo avessi desiderato lo avrei anch’io regalato con un sorriso a chiunque avessi voluto.

Allora ho compreso l’importanza del gesto, solo che per me era stato facile e piacevole ricevere quella gentilezza ma mi chiedevo: senza la protezione e la presentazione che la divisa Scout aveva offerto a lui, sarei stata altrettanto libera di cuore nel donare l’altro fiore di carta ad uno sconosciuto?

Avevo il timore di essere presa per una persona come minimo “su di giri” o magari per un individuo invadente, facilmente invece per una donna un po’ strana!

Lo Scoutismo nasce nel 1907 da un’idea del tenente generale inglese Robert Baden-Powel, è un Movimento che ha da sempre come obiettivo la cura della formazione fisica, morale e spirituale della gioventù mondiale. Visti i tempi e l’ambiente frequentato, l’Ufficiale Inglese presentava nella sua idea delle basi organizzative militari, utili inizialmente da un punto di vista pratico e mai per nulla violento.

Successivamente il movimento si è saputo aggiornare mettendo al centro come obiettivo principale l’educazione civica e cattolica di ogni singolo componente prima ancora dello sviluppo dello spirito di sopravvivenza.

Oggi si può osservare all’interno dello Scautismo una cura più sofisticata per la formazione personale. Non ci sono più imposizioni che possano forzare un comportamento, infatti già dai più piccoli, i lupetti e le coccinelle, tramite il gioco, si ritaglierà il metodo più adatto per ogni singolo individuo affinché imparino tutti a rapportarsi con l’altro.

Per i più grandi, i Boy-Scout e le Guide, impareranno a gestire con responsabilità l’aiuto nei confronti di un disabile o di una persona anziana.

Tanta acqua è passata sotto i ponti dalle prime parole di Baden-Powel “sull’imparare facendo”, ora vivono un Percorso Interno che porta alla Scoperta di se stessi e dell’altro insieme alla Competenza di saper “Offrire il Migliore Aiuto”, dunque una importante  azione di volontariato.

Il gruppo attraverso attività all’aria aperta e coltivando impegni presso le case per anziani e gli incontri con le persone “speciali” contribuiscono a formare nuove amicizie. Questa forza lavoro si traduce in energia gioiosa che strappa dalla solitudine e dalla tristezza tante persone sole ed abbandonate.

Oggi poi i reparti hanno squadriglie miste, e gli equilibri sociali sono certamente compensati.

Ai miei tempi non erano proprio ammesse esperienze miste e questo rappresentava un grande limite. E’ un’organizzazione che ha sempre avuto comunque a cuore il benessere spirituale di tutti gli individui grandi e piccoli senza distinzione sessuale.

La descrizione che dovrei dare dello Scoutismo nell’anno 2025 è ovviamente più complessa e articolata ma mi è stato sufficiente constatare la gentilezza spesa tra i componenti del gruppo e quella che riservano ai bisognosi, agli anziani ed ai portatori di handicap per pesarne il valore sociale.

L’associazione ha superato la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, si è cucita addosso aggiornamenti e modifiche per risultare utile alla Società.

Possono accadere, come in tutte le comunità, incidenti ed incomprensioni tra i componenti ma sono proprio queste criticità che daranno modo loro di crescere attraverso la sincerità, lo spirito di sacrificio e la comprensione reciproca, ma sarà proprio il dialogo interno svolto regolarmente, un deterrente per fugare i primi malintesi.

Mentre scrivo ho ancora accanto al pc il secondo fiore di carta, ora mi metto le scarpe e scendo in strada a donare un sorriso.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Feb 20

2025

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Gino Severini Oggi si Riscatta

Per comprendere realmente e senza pregiudizi il Movimento Futurista dalla sua nascita, inizierò da una breve cronologia per riconoscere come siano andate “realmente le cose”.

Nel 1880 a Trento (allora impero Austro-Ungarico) si inaugurò il primo Impianto di Illuminazione Elettrica Pubblica.

Nel 1909, il 13 Gennaio, decollò il primo triplano di costruzione interamente italiana vicino all’Ippodromo di Mirafiori.

Nel febbraio 1909 sul quotidiano francese “Le Figaro” il poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti espose i principi base del Movimento Futurista che si nutriva di letteratura, poesia, arte, musica e teatro.

Nel febbraio del 1910 i pittori Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Giacomo Balla, Gino Severini e Luigi Russolo firmarono il Manifesto dei pittori futuristi e nell’aprile dello stesso anno il Manifesto tecnico della Pittura Futurista.

Nel luglio del 1914 scoppiò la Prima Guerra Mondiale che si concluse nel novembre del 1918.

Nel 1917 la Rivoluzione Bolscevica marcò un destino epico non solo per le future URSS ed UE ma anche per gran parte del mondo.

Fra il 1918 e il 1920 si diffuse la Spagnola, una pandemia influenzale, che causò nel mondo 50 milioni di morti, più che in guerra, solo in Italia si contarono 600.000 vittime.

Nel 1919 Benito Mussolini fondò il partito fascista che governò l’Italia dal 1922 al 1943 sotto un regime totalitario fortemente repressivo e drammaticamente violento.

Il 21 Ottobre 1924 andò in onda la prima trasmissione radio in Italia.

Nel 1929 venne scoperto il potere antibatterico della Penicillina.

In questo contesto storico l’Uomo Occidentale visse Enormi Cambiamenti dettati dalle molteplici scoperte scientifiche e la conseguente Rivoluzione Industriale condizionò l’Uomo a concepire una Nuova Visione del Mondo.

Tutto questo è ben vissuto ed espresso dal Movimento Artistico Futurista e raccontato nella mostra allestita a Roma nella Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea.

Gino Severini racconta che quando venne in contatto con Marinetti per decidere se aderire o meno al Movimento Futurista, invitò personalmente nel gruppo anche Amedeo Modigliani ma il pittore si rifiutò di aderire tanto che Severini lo trascrisse nel suo libro “La vita di un pittore”:

“queste manifestazioni non gli andavano, il complementarismo congenito lo fece ridere, e con ragione, perciò invece di aderire mi sconsigliò di mettermi in quelle storie; ma io avevo troppa affezione fraterna per Boccioni, inoltre ero, e sono sempre stato pronto ad accettare l’avventura …”

E vista la poliedricità delle stupende opere del Severini fortuna nostra è quella di poterne godere, invece per lui e per molti altri artisti costò loro una damnatio memoriae. Ancor oggi hanno necessità di riscattarsi e la mostra di Roma rende loro i giusti onori.

In verità Gino Severini è entrato oramai da tempo nel firmamento degli artisti Illustri di riconoscimento mondiale, ma ancora troppe riserve sono ancora aperte sul Movimento Futurista che ebbe il solo difetto di essere apprezzato anche dal Dittatore Mussolini che ne comprese immediatamente l’enorme valore e lo fece suo strumento per affascinare le piazze.

E’ una storia che avrebbe avuto un lieto fine culturale se contemporaneamente il Regime non si fosse sporcato del sangue delle persone perseguitate, torturate e uccise.

Personalmente ho cercato di dissociare le crudeltà fasciste e naziste dall’affascinante e vulcanico Movimento Futurista che è nato prima dell’avvento della dittatura mussoliniana e non aveva certamente inizialmente l’obiettivo di pubblicizzare il fascismo, ma solo di cercare mecenati potenti perché le sperimentazioni tra arte e scienza sono sempre risultate costose.

Schierarsi è un limite alla propria libertà, scegliere invece è una ricchezza che ognuno di noi compie con il proprio coraggio e limpidezza.

Dall’immediato secondo dopoguerra solo artisti coraggiosi e liberi di spirito e pregiudizi politici studiavano il futurismo nelle poche biblioteche aperte, note le testimonianze di Prampolini e Balla, mentre su un altro versante il manifesto dello Spaziolismo 1947 di Lucio Fontana rivelava nelle sue opere il rapporto evoluto dal Movimento Futurista, ma mai cessato, tra arte e scienza.

Nella mostra di Roma le emozioni ed interpretazioni artistiche sono alla portata dei bambini che osservano e giocano tra i capolavori e commentano le opere con appropriate osservazioni, perché se l’arte deve essere “spiegata troppo” allora è un’altra cosa!

Il Futurismo che ci piaccia o no lascia un’eredità importante e sta a noi farne buon uso, dopo Alberto Burri e Lucio Fontana fino all’arte cinetica degli anni 50 … e questi Illustri Signori sono solo una millesima quota degli artisti che sono maturati dopo il Movimento Futurista.

L’arte è una fabbrica di energia per chi la compie e per chi la osserva, nutre tutti indistintamente.

In questo contesto il nostro Gino Severini è presente con quadri di grande rappresentanza dove gli stessi titoli ne descrivono fedelmente i temi. Pubblico la foto di un ritaglio della “Danseuse articulée” del 1915 Olio su Cartone che presenta elementi mobili collegati da spaghi, della Fondazione Magnani Rocca Mamiano di Traversetolo (Parma). Oggi questa opera potrebbe apparire un gioco per ragazzi, ma allora Severini aveva il coraggio di sperimentare nuove strade. Sfidava i salotti buoni, quelli dei guadagni sicuri, del resto sappiamo che avrebbe avuto la capacità di dipingere meravigliose maternità ad olio ma, chi vive nell’avanguardia conosce e accetta il rischio di non essere compreso, magari non contemporaneamente o spesso solo alla sua morte.

Con il loro radicale e audacissimo fanatismo il Movimento Futurista ha sprigionato energia e visioni premonitrici.

Marinetti descriveva “l’arte è per noi inseparabile dalla vita. Diventa arte-azione e come tale è la sola capace di forza profetica e divinatrice.”

E fu veramente profetica, F.T. Marinetti scriveva ancora: “gli uomini del futuro parleranno con telefoni senza fili”, e sempre di Marinetti: “ La massima originalità, la massima sintesi, il massimo dinamismo, la massima simultaneità e la massima portata mondiale. Ecco che cos’è la pubblicità” e ancora Fortunato Depero scriveva nel Manifesto dell’Arte Pubblicitaria Futurista nel 1931: “L’arte dell’avvenire sarà potentemente pubblicitaria”.

Sono veramente sorprendenti questi annunci espressi un secolo fa! E’ quasi impensabile questa capacità profetica, ma questo dono lo hanno i filosofi, i poeti e gli artisti, certo ognuno ha il suo stile ma tutti sono mossi da una febbre interna che si chiama energia ed ecco perché ci dobbiamo affidare alla cultura perché dona una visione più profonda ed autentica del Mondo che ci circonda.

Oramai lo sappiamo la Realtà spesso è più interessante di una Favola banale.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Gen 16

2025

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DI LA’ DAL FIUME di Massimiliano DEIANA

Un caro amico mi ha mostrato un libro pubblicato nell’ormai passato 2024: DI LA’ DAL FIUME di Massimiliano Deiana.

Accolgo sempre con piacere le segnalazioni riguardo attività ed iniziative legate al nostro territorio perché “fanno comunità”. Il narrato è una favola vestita di storia e leggende legate alla vita di Leonardo da Vinci nella provincia di Arezzo ed all’incarico che al tempo ricevette dai Medici per progettare la bonifica della Val di Chiana. Il racconto ci avvicina persino alla Regina Elisabetta II del Regno Unito appassionata di storia e letteratura.

La trama è a tratti misteriosa e rocambolesca con vicende narrate a strati viaggiando nel tempo, attraverso i personaggi di una famiglia: c’è un nonno, adorato ed amato come un padre da un nipote, una mamma, un babbo, amici e una bella giovane donna di cui innamorarsi … Del resto una piccola saga familiare che ha legami diretti con la casa Reale d’Inghilterra è un’idea che incuriosisce certamente.

Cosa mi ha attirato in questo libro? La descrizione dei nostri viottoli e chiesette di campagna, bagnate da ruscelli dalle acque cristalline e il pensare che ci possa aver passeggiato Leonardo mi ha entusiasmato. Poi è descritto l’amore per i libri antichi e per la pittura e sono narrate le vicende, a volte banali, che si accompagnano alla creazione di un capolavoro.

Sul quadro della Gioconda e sulle sue “gemelle” dipinte dai suoi assistenti, i misteri storici si alimentano con il trascorrere della narrazione e si intrecciano con la storia dell’arte. In verità, in parte, li inventiamo anche noi che non conosciamo ovviamente tutte le vicende accadute nel quotidiano di allora e ci piace immaginare fatti affascinanti per costruire cinematograficamente un Passato accattivante.

E’ avvolgente anche il semplice calore umano che si scambiano i protagonisti, giovani e anziani che sconfina dalle pagine del libro e che in questi tempi bui, scalda il cuore di ognuno di noi.

Massimiliano Deiana è un avvocato che esercita la sua professione ma quando cessa di lavorare libera il suo spirito dipingendo e leggendo di storia dell’arte. Porta un cognome sardo di cui va fiero ma è nato in Toscana ed ama il suo forte legame con il territorio natale.

“DI LA’ DAL FIUME” è un libro per famiglie che ci tiene incollati su di una comoda poltrona fino all’ultima riga. Del resto basta l’amore per un simpatico e vivace racconto ben descritto a scuotere la nostra curiosità, un argomento per le piacevoli chiacchierate familiari a fine pasto con tozzetti e vin santo e poi le coincidenze storiche ci sono e gli stessi personaggi famosi sono realmente esistiti.

Dunque una promozione accattivante per una gita alla scoperta di una certa chiesetta in una valle aretina e per gli appassionati delle pitture botaniche di Leonardo da Vinci sono percorsi naturali dove riconosci le vegetazioni da lui stesso studiate. La storia dell’arte lo riconosce come il gran pittore ma in verità lui si annoiava nel dipingere, per lui era solo un mezzo per “annotare”  mentre si appassionava di più a trascorrere una giornata da “vero scout” ad ammirare gli intrecci naturali tra la flora e la fauna.

Questo libro ci provoca domande veramente interessanti e in forma leggera e leggibile per tutti, un piccolo trampolino di lancio per chi vorrà approfondire in seguito con studi più complessi. Spiega la fatica necessaria affrontata dagli “addetti ai lavori” inerenti le ricerche storiche, i costi, i sacrifici e quanto spesso dei piccoli colpi di fortuna aiutino per raggiungere l’obiettivo.

La lettura è divertente, calda e accogliente, piena di dubbi storici che offrono suspence come i suoi personaggi.

Trascrivo una nota dell’autore: “… dentro queste pagine c’è tutto l’amore che provo per ciò che ci circonda, la mia terra, la mia città, il mio lavoro, i miei valori, le mie passioni, la mie amicizie, la mia meravigliosa famiglia e le mie piccole cose, che non sono molte ma sono preziose, perché anche le cose possono avere un’anima…”

Cari lettori con questa sua riflessione vi lascio alla vostra quotidianità preziosa più di uno scoop pubblicitario che spesso è costosissimo ma anche tanto effimero.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®