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Mar 09

2026

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ENRICO VANZINA

Enrico Vanzina “VI RACCONTO IL CINEMA”

Per un sedicenne cresciuto con il “Grande Fratello” sarebbe impensabile che un personaggio famoso, grande di età, potesse riscuotere tanto successo intrattenendo una platea gremita: Enrico Vanzina con il suo “VI RACCONTO IL CINEMA” al Parioli Costanzo ci ha donato momenti indimenticabili.

Del resto la cultura dagli anni “80 dello scorso secolo, ha voluto in giro per l’Occidente solo Belle Donne Rifatte e Uomini dalle Tartarughe Impossibili, un mondo crudele per i non perfetti che ha violentato la serenità dell’esistenza domestica umana.

Infatti lo “XanaX” ha spopolato!

Ora che sono anch’io Grande, in una società formata da tante persone anziane, mi rendo conto di poter vivere eccome la mia creatività e anche felicemente con tutti i miei “acciacchi”, certo, pazzi guerrafondai permettendo …. Del resto mia nonna alla mia età (69 da compiere) si era già chiusa in casa da un decennio!

Allora tornando allo spettacolo “VI RACCONTO IL CINEMA” che Enrico Vanzina regista, sceneggiatore, scrittore e musicista ha ideato e condotto sul palcoscenico romano posso garantirvi che offre, come in un salotto tra amici, preziosi racconti di vita vissuta. Lui e il fratello Carlo sono cresciuti a pane e cinema, circondati in famiglia da un mondo di scrittura, arte, musica e spettacolo.

Enrico nomina spesso il compianto Carlo dichiarando quanto fosse stato geniale, in verità entrambe i fratelli vivevano, ed Enrico ancora oggi, una cultura creativa sempre in espansione.

Il racconto della sua famiglia è affascinante, è una pagina di storia italiana che parte dai nonni e dagli incontri tra personaggi tutti intelligenti, fantasiosi e soprattutto intraprendenti!

Per Enrico Vanzina è stata una recita introspettiva e catartica per la sua persona, ma anche per noi spettatori ha rappresentato un’occasione per rivivere grandi emozioni.

Infine regalare un generoso e sentito applauso a colui che ha raccontato così bene e sinceramente “le nostre di vite” al cinema è un dono di ammirazione ad un uomo che si mostra autentico in tutti i suoi sentimenti.

“Enrico Vanzina non sei Solo con la tua fantasia, sei circondato dalla creatività, solo devi desiderare di riconoscerla nelle persone più giovani di te, allora aiutale con la tua esperienza e la tua grandezza. E’il destino meraviglioso e crudele per chi rimane e vive.”

“VI RACCONTO IL CINEMA” è una serata teatrale che consiglio perché ci fa star bene e ci rallegra.  

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Mar 05

2026

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ALDO CAZZULLO e il suo ” FRANCESCO Il Primo Italiano “

Aldo Cazzullo e il suo

“FRANCESCO Il Primo Italiano”

Ho saputo che Aldo Cazzullo, scrittore e giornalista televisivo sarà ospite di riguardo a Cortona per presentare il suo ultimo libro: “FRANCESCO Il Primo Italiano”.

Il giornalista con umiltà e sapienza, racconta il Santo con stupore umano, perché riesce a farcelo incontrare mentre giriamo le pagine appoggiati sul tavolo in cucina, sprofondati nella poltrona buona, stesi sul letto prima di chiudere gli occhi: LUI ci appare magro, rivestito da un saio rattoppato da strappi veri, sporco di terra ma non lurido, con la pelle graffiata, scalzo e spettinato che ci sorride attraversato da una luce radiata che nessun effetto speciale cinematografico potrà mai riprodurre.

Avvertiamo subito la sua Intelligenza e il suo Calore Umano.

L’analisi che Cazzullo presenta è onestissima e molto analitica tanto da toccare il mondo dell’Anima, della Politica, della Religione, del Potere, della Proprietà, dei Costumi e della Cultura Medioevale.

Francesco non era quello che definiremmo oggi in modo scanzonato un hippy “un figlio dei fiori”, un ecologista o un vero radicale! Era un ragazzo che aveva provato gli agi della ricchezza e con la spavalderia dell’onnipotenza giovanile aveva combattuto da soldato per poi ritrovarsi in carcere prigioniero. Aveva conosciuto i vari caratteri, sentimenti e condizioni dell’Uomo, quelli più privilegiati e i più miserabili.

Francesco è stato un creativo e un ricercatore dell’anima, un artista della riflessione e dell’osservazione e attraverso tutte le sue esperienze aveva scoperto di essere innamorato dell’Amore Universale. Vivendo con gli uomini e le donne in mezzo alla natura aveva riconosciuto l’Opera del Signore e ne era rimasto Folgorato.

Scriveva di poesia e per le sue prediche pensava a strategie di allegria per sollevare gli animi delle folle affamate, infreddolite, logorate dai dolori e dalle malattie. Allora non c’era molta differenza tra case e stalle ed era difficile avere del buon cibo sulle tavole!

Questo particolare libro è prezioso perché non offre un folkloristico racconto di quei tempi ma rappresenta con lettere maiuscole l’oggetto del suo predicare: LA POVERTA’!

Una condizione nota alle genti che quindi, riconoscendosi, lo avrebbero avvicinato senza timori, ascoltato e compreso.

Il tema era Stupefacente perché riconosceva che l’Uomo in questa condizione sarebbe stato completamente LIBERO e mai soggetto a nessun condizionamento. Non si sarebbe mai sentito schiavo di nessuno, solo devoto a quell’Amore verso il Prossimo.

Il suo predicare era dunque Potentissimo tanto da Rivoluzionare l’Ordine Sociale, Impensabile per quei tempi e Condizione Ingannevole, per i Nostri!

Fu un sofisticato manager della sua buona novella perché fu astuto senza essere artificioso, affinché non venisse fermato dalla Chiesa il suo predicare, “con lei” mostrava sempre un atteggiamento di obbedienza.

Ma LUI non giunse mai a nessun compromesso. Si può comprendere come in vita abbia pesantemente messo in crisi le strategie aziendali del Papato e dei vari Ordini Religiosi che godevano di enormi fonti di reddito tratti dai terreni, dai mulini e castelli loro donati. Visse in amore di povertà totale e fu la Chiesa a piegarsi a lui ingannandolo, cancellando alla sua morte le sue volontà riguardo l’Ordine da lui fondato, compresa quella di riconoscere alle donne la possibilità di diventare “fratesse francescane”.

Ma non vi svelo completamente il racconto di Cazzullo, semplice alla lettura ma colto e colmo di contenuti storici spiegati con trasparenza e obiettività.

E’ un’opera preziosa perché tra qualche anno non verranno più progettati e scritti libri della consistenza  di “FRANCESCO Il Primo Italiano” perché l’Intelligenza Artificiale contribuirà ad impigrire la sete di conoscenza dell’Uomo fino a farci affezionare alle “banalità”. Quelli che non useranno la IA saranno segnalati come dei rivoluzionari, ma questa è un’altra storia….

A Cortona il Santo da giovane ha costruito, letteralmente con le sue mani insieme ai compagni frati, le prime Celle di un Eremo. Un posto fermo nel tempo, colmo della sua poesia. Di notte il luogo è rischiarato da luci tenui come in un Presepe, è impressionante come possa restituirci una fotografia dei tempi del Santo. Struggente di bellezza naturale l’Eremo è stato una delle ultime sue dimore, la sua penultima “Casa” prima di morire nella Porziuncola. Allora era ormai malatissimo e quando prego per lui lo immagino nella celletta umida dal pavimento terroso, disteso sul giaciglio di pietra cullato dalla musica dell’acqua che scorre impietosa lì vicino nei mesi piovosi. Non si curava di proteggersi dal freddo perché riusciva ad uscire dai suoi malati confini corporali per entrare nelle piaghe di Gesù.

E’ un estremista della sofferenza. Sfida il dolore, la malattia, la sua stessa carne e da quando nella sua vita ha scoperto l’Amore per il Creato tutto per lui è più facile perché carico dell’Amore di Dio.

Nel libro Aldo Cazzullo non riesce a nascondere la sua venerazione per il Santo, penso lo ami da sempre fin da bambino quando aveva scoperto che era stato proprio Francesco l’ideatore del Presepe. Ai fanciulli piace costruire il mondo con la loro fantasia, modellare le montagne con la carta, pannellare il cielo stellato, raccogliere il muschio per riporlo come pavimentazione nel presepe, collocare le casette, alloggiare i pastori e le contadinelle, creare il ruscello con l’acqua vera, mettere le pecorelle nei recinti e costruire la Santa Capanna. Allora mi figuro il piccolo Cazzullo dalle ginocchia scorticate come qualsiasi altro fanciullo, immergersi in una favola bella e avventurosa che racconta di Uomini Buoni e Cattivi, di Poveri e Ambiziosi, Umili e Malvagi. Storie di persecuzioni, di spade e combattimenti dove l’eroe vince la Vita Eterna armato solo con lo scudo dell’Amore. Affascinanti Missioni Impossibili!

Da piccola mi immedesimavo così tanto nel rievocare la storia della Natività che avevo un timore reverenziale nell’adagiare il Bambinello nella mangiatoia, pensavo: “O Signore ho toccato Gesù!”

San Francesco era a suo agio ovunque, si sentiva cittadino del Mondo, amava amare tutto e tutti e ritrovava la forza della meditazione, il dialogo diretto con il Signore nei luoghi come Le Celle di Cortona o il Santuario di La Verna. Opere murarie che hanno conservato lo spirito semplice ed essenziale, integrato con la Natura tra “le Sorelle e i Fratelli”: Collina, Pietra, Luna, Acqua, Albero, Bosco, Sole. Il canto degli uccelli spezza il silenzio e penetra dalle finestrelle, c’è la terra verde cangiante d’erba, gli alberi sempreverdi, l’acqua che scorre, il cielo, le stelle e un panorama a perdita d’occhio. Di notte c’è il passaggio dei lupi e dei cinghiali e gli scoiattoli sono di casa, insieme ai fratelli topi anche se, persino a Francesco non fossero proprio simpatici!

Allora immersi in questi elementi naturali dobbiamo leggere “FRANCESCO Il Primo Italiano” dove Cazzullo ci insegna come interpretarlo nel pieno Medioevo.

Un esempio semplice e diretto che fotografa i costumi dell’epoca: se una nobildonna avesse donato un suo vestito ad una serva, questa donna non lo avrebbe mai potuto indossare, lo avrebbe potuto solo usare come merce di scambio per una dote ad una figlia o per del semplice cibo.

Sicuramente all’epoca Francesco fu il Santo più umano che sia vissuto, non intimoriva o spaventava chi si fosse avvicinato a LUI. Predicava la gioia di esistere, di amare il Signore come un dono e non come una minaccia divina perché era fonte di felicità non di timore o terrore. LUI invitava tutti a partecipare alla festa!

Molto e molto ancora dovrei descrivere di questo interessantissimo libro e continuerò a farlo dalle pagine del nostro giornale L’ETRURIA.

Spero di trovarmi in prima fila quando il giornalista sarà ospite a Cortona perché ho ammirato con quanta determinazione professionale, garbo e sensibilità abbia riportato il pensiero originale di San Francesco che era e continua ad essere rivoluzionario e scomodo persino nei nostri giorni.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Feb 16

2026

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EUROPA DIsconnettiTI dai SOCIAL

Conosciamo oramai tutti quanto la Rete sia elemento di coesione tra le popolazioni nel mondo. Gestiamo i nostri affetti con le video chiamate ai nostri figli sparsi per il mondo per lavoro o in viaggio. Oramai le pensioni e i nostri stipendi vengono accreditati sui conti correnti bancari, le riunioni e i rapporti di lavoro li governiamo via internet, consultiamo i fascicoli sanitari, acquistiamo oggetti, animali, scarpe via Internet … Insomma, le intere nostre esistenze viaggiano in Rete e sappiamo quanto tutte queste operazioni siano poco affiancate dalla “privacy”. Tutto viene messo in vendita, proprio ogni singolo click!

L’esistenza della Rete ha segnato una Nuova ERA nella Vita sulla Terra.

La mia creatività e fantasia mi spingeva, già da trent’anni or sono, a cliccare siti lontanissimi per gusto dalla mia persona, questo per giocare al depistaggio, perché intuivo quanto fosse importante per “loro” conoscere i nostri gusti. Allora mi divertivo a cercare i martelli pneumatici, picchetti per le scalate, cinghie di sicurezza, scale metalliche, tacchi a spillo e stura lavandini… diremo una “roba da ridere” per chi mi conosceva! Invece avevamo in molti intuito la futura dittatura digitale!

Dunque, le informazioni di qualsiasi natura viaggiano globalmente attraverso cavi terrestri e sottomarini, sono in fibra ottica gestiti dalle “Big Tech”  (Google, Meta (Facebook), Amazon e Microsoft …), un Consorzio di Attori Privati veri e propri Predatori dei nostri pensieri e desideri più intimi!

E pensare che con un semplice click potrebbero invertire tutte le tendenze negative del Mondo!

In sintesi, siamo oramai in mano agli umori di pochi esseri umani che fanno “il Bello ed il Cattivo tempo”!

La stessa informazione di ciò che accade nel mondo soffre della mancata distribuzione dei giornali attraverso le edicole di quartiere, in considerazione della crisi della carta stampata.

Veri e propri fiorai delle notizie!

Sacri Poli di socialità dismessi, peccato perché contribuivano ad alimentare la vita insieme! Vere e proprie Chiese Laiche perché le notizie sempre verificate dai giornalisti disseminati su tutta la terra rappresentavano un indiscusso valore di realtà e verità per l’uomo di strada.

Il vero problema è che viene a mancare la Democraticità dell’Informazione.

Con queste premesse comprendiamo il complicarsi degli equilibri internazionali della Politica interessati esclusivamente al valore commerciale delle specifiche alleanze.

Qui il tema: Sulla Rete sono favorite le Società che hanno come obiettivo esclusivo “il massimo guadagno” anche se a discapito dell’Intera Umanità.

Fin d’ora ne è la prova quanto non si sia intrapresa nel mondo una politica conservativa degli equilibri naturali terrestri. Ma non vi annoierò più riguardo questo argomento che è stato trattato fino alla nausea !!!!.

Dunque noi Europei che viviamo nel più affascinante dei continenti terrestri, come possiamo attualmente difenderci senza armi? Un sistema c’è e fa veramente paura ai nostri avversari.

Disconnettiamoci dai Social Statunitensi e Cinesi e creandone magari uno “europeo” che favorisca le nostre industrie e le nostre imprese! Qualcosa la UE sta progettando ma i suoi tempi sono stati fin d’ora biblici …

In verità esiste EUSP, il nuovo motore di ricerca che nasce dalla collaborazione tra Ecosia di Kristian Kroll suo fondatore e CEO e Qwant fondato da Jean-Manuel Rozan esperto di finanza e da Eric Leandri specialista della sicurezza informatica, per offrire un’alternativa a Google, con focus su privacy e trasparenza. Interessanti Società private, è sicuramente un inizio, ma non sono progettate e gestite dall’Unione Europea per la vita comunitaria degli Stati Europei affinché abbraccino eticamente valori di alto profilo. E’ necessario un Social Europeo.

Mettiamoci al nostro Servizio prima che un nuovo Virus ci costringa a chiuderci in casa. L’Europa con la sua solidarietà umana ha un DNA meraviglioso, Ricco di Idee, Colori, è il Continente che sta rispettando di più di altri il dramma ecologico terrestre a sfavore della razza umana e di ogni altro essere vivente.

Dunque accettiamo la sfida commerciale, creiamo aspettativa e desiderio nel mondo riguardo le nostre indubbie qualità, uniamo i nostri punti di forza e mettiamo sul mercato i nostri splendidi prodotti, Uniti come UE e non trattiamo per singoli Stati con la Cina, la Russia e gli Stati Uniti perché diversamente vinceranno inevitabilmente loro e noi diventeremo e saremo solo Schiavi.

Detto immortale degli Antichi: Divide et Impera!

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Feb 05

2026

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Festa dei Giornalisti

Quella del Primo Febbraio è stata una giornata che ha segnato non solo la Festa dei Giornalisti in Italia ma in particolare l’Anno 2026 segna i 134 anni di informazione libera del giornale L’ETRURIA.

Al Direttore Editoriale Vincenzo Lucente lascio i meritatissimi onori nel raccontare la sua complicata e difficile gestione, ma anche le innumerevoli gioie che ha condiviso con la Comunità Cortonese e quella della Valdichiana per tutte le vittorie sociali che il giornale ha offerto gratuitamente al Servizio della Comunicazione e dell’Informazione Sociale.

L’ETRURIA lavora nel suo piccolo e silenzioso ricamo di contatti, studio e disponibilità per creare e consolidare una rete positiva di riferimento nel territorio toscano di questa specifica provincia, descrive le iniziative politiche e partitiche, i successi imprenditoriali, i lutti e le nascite, annuncia le laure degli studenti, descrive le nostre vite.

Attualmente quando un quotidiano è in uscita nelle edicole è già obsoleto perché in internet le notizie viaggiano in tempo reale. Ma questa è la dinamica della nuova comunicazione. L’approfondimento dunque è il titolo che distingue l’annuncio di una notizia dal lavoro di analisi che viene svolto dai giornalisti sulle notizie.

Attraverso il sito del giornale L’ETRURIA in rete si possono trasmettere le radici culturali di Cortona, una tra le belle città toscane. Abbiamo molti fans nel mondo! Allora internet fa al caso nostro, è il miglior mezzo per l’espansione pubblicitaria del nostro buon vivere ma dobbiamo anche vigilare nel tutelare il nostro patrimonio artistico. Conosciamo la nostra eleganza nell’ospitare il turista, abbiamo indubbie potenzialità, allora investiamo in quello che già possediamo ed offriamo però anche buoni impieghi. La Ricchezza va ridistribuita per crearne altra diversamente ristagna e la società muore.

Dunque il giornale pubblicizza gli importanti eventi presentati dal Comune di Cortona, quelli del MAEC e del Museo Diocesano, le presentazioni di libri, le mostre d’arte nelle varie gallerie, le aperture dei nuovi esercizi commerciali, le iniziative scolastiche, manifestazioni culturali e religiose, i festival culinari e musicali, le rappresentazioni delle varie società dedicate alla beneficenza, sempre e comunque azioni tutte legate al territorio ed a favore di esso.

Si fa promozione perché dove scorrono energia e iniziative spese con buona volontà si crea commercio positivo, lavoro.

Ma se qualcuno si aspetta di leggere tra le righe dell’ETRURIA solo elogi “fini a se stessi” ha compreso male la nostra Informazione Libera perché i complimenti vengono dispensati quando realmente avvengono situazioni a favore dell’intera popolazione senza distinzione di antipatie e simpatie o posizionamento partitico.

Allora sempre più spesso purtroppo la popolazione civile è costretta a rivolgersi all’ETRURIA per avere voce ed essere ascoltata dalle Istituzioni Comunali e Regionali.

Non ci si lamenta solo di ratti morti che per giorni “poverini” rimangono insepolti tra i vicoli, o della spazzatura dimenticata o disseminata dalle persone incivili.

Si manifestano con rammarico disagi di persone anziane e sole che vivono nel centro storico di Cortona colpite dall’incessante rumore dei trapani a percussione che rendono la vita un inferno per anni e anni nei vicoli. E’ pur vero che gli edifici antichi sono gioielli fragili e preziosi e bisognosi di continue manutenzioni ma allora si chiede se sia possibile che i tecnici degli uffici responsabili della staticità del paese esercitino efficacemente un adeguato controllo del territorio senza essere sollecitati dagli abitanti “scocciatori”!? Pavimentazioni pericolanti, perdite d’acqua “odor di fogna”, certo che possono accadere, ma gli interventi devono essere solleciti perché con l’acqua non si scherza!

Poi come non ascoltare le Voci che arrivano in redazione sulle precarie cure che riesce ad offrire a fatica l’Ospedale della Fratta, ricordiamo ancora come funzionava l’Ospedale di Cortona chiuso però insieme agli altri nel territorio per ottimizzare costi e qualità delle prestazioni! Certo è un problema di ordine nazionale ma è pur giusto presentare i disagi degli utenti e sollecitare i nostri rappresentanti comunali affinché portino soluzioni in sede di assemblee nazionali e parlamentari.

Purtroppo siamo costretti a raccontare lo Stato delle cose e non una favola disgustosamente sdolcinata e finta!

Un tempo L’ETRURIA poteva vantare di raccontare la bella stagione teatrale e quella del cinema del Signorelli ma poi cosa ha originato la gravità della sua chiusura? Incuria? Incompetenza? Le cause non possono essere solo la mancata buona volontà! Allora forse mettere in Piazza un Forte Malcontento potrebbe sollecitare dei punti d’incontro e si, spera, allontanare eventuali azioni speculative ai danni dell’Accademia degli Arditi e del Comune.

Tutto questo è politica costruttiva, può portare idee e nuovi contatti imprenditoriali.

L’ETRURIA però non è un semplice volantino che pubblicizza gli avvenimenti o promuove campagne pubblicitarie, al suo interno si svolge un lavoro giornalistico di donne e uomini responsabili che rispondono personalmente del Comportamento Etico richiesto dall’Ordine dei Giornalisti della Toscana.

Dunque la qualità dell’informazione è certificata.

Il giornalista ha il dovere della verifica sulle Notizie, divulga lo studio e l’approfondimento culturale degli argomenti trattati.

Le colonne dell’ETRURIA non negano mai gli spazi al diritto di replica per le diverse opinioni esposte.  Riporta quelle voci “antipatiche e scomode” che un singolo cittadino ha il timore di manifestare e ricordiamo anche che molto spesso si argomenta di diritti che ben paghiamo con le nostre tasse.

Quanto di tutto questo sta sparendo nel quotidiano?

L’ETRURIA è un giornale Libero e di questi tempi rappresenta un bene moralmente prezioso al servizio dell’Uomo Civile. Questo strumento è un valore aggiunto che possiede Cortona rispetto ad altri centri.

Allora che dietro un giornale locale indipendente si muova una comunità è un bene prezioso perché può diventare un potente strumento democratico per l’ascolto e per l’intervento.   

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Gen 21

2026

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Susanna BOCCI Una Donna Un’Attrice

Prima o poi ognuno di noi prova nella propria vita l’esperienza del teatro, direttamente recitando oppure semplicemente assistendo ad una piccola opera teatrale ed allora, inevitabilmente, si viene tutti catturati.

Per comprendere l’arte bisogna amarla e l’Umanità Tutta ne ha piena democratica facoltà.

In una serata di qualche tempo fa, ho assistito nel teatrino di via Guelfa della Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona, alla recita della Moglie Ebrea di Bertold Brecht interpretata egregiamente da Susanna Bocci, una giovane donna romana cresciuta come attrice cortonese.

Già negli anni 1991-1994 frequentava il Laboratorio Teatrale del Liceo Classico “Terenzio Mamiani”  di Roma fino ad arrivare ai giorni d’oggi con un curriculum degno dei migliori attori teatrali. Leggendolo spicca l’ecletticità della Susanna che interpreta sempre con successo i ruoli più diversi.

Ed è proprio la caratteristica di un bravo attore quella di sapersi calare in personalità diversissime dalle proprie.

Lei sa compiere sempre questa trasformazione. Studia, Studia Tanto.

Ha poi un segreto che solo gli intimi conoscono: un compagno di viaggio d’eccezione il suo babbo Mario Bocci, attore brillante!

Dunque è figlia d’arte e quando casualmente ti trovassi loro ospite i duetti non mancheranno certo, uniche brevi performance di canto o di poesia, piccoli camei irripetibili e spontanei, veri gioielli di recitazione.

Susanna Attrice è figlia di sé stessa, ama questa sua capacità, l’ha cullata da sempre come una creatura, perché quando si pone di fronte al pubblico si sente libera di volare fuori dal suo corpo e percepisce i confini della sua anima.

Ma torniamo a quella performance, l’opera di una delle ventiquattro scene drammatiche, forse la più nota, che compongono Terrore e Miseria del Terzo Reich del famoso drammaturgo. Susanna in quella occasione fu abile nel dosare il suo sentimento interpretativo in un crescendo magistrale, goccia dopo goccia affinché lo spettatore potesse assimilare la totalità della disperazione contenuta nel testo.

Sento ancora sulla pelle quel manto grigio oleoso e denso di dolore che sembra mi impregni ancora l’anima, quell’angoscia che ci terrorizza perché sappiamo che da essa non c’è guarigione.

E’ un lavoro difficile perché la drammatica e profonda scrittura di Brecht si affida unicamente alla impressionabilità dell’attrice. Non ci sono orpelli che possano riempire la scena e alleggerire l’ascolto, solo la sintesi nuda e cruda delle introspezioni della moglie in scena, solo pensieri puri, duri, dolorosi e drammatici.

E’ la storia di una donna che decide di lasciare il marito che, medico tedesco e ariano, si rivelerà durante il suo monologo, un sostenitore delle leggi razziali del 1935, che scatenarono gli orrori del regime nazista.

Dopo aver finito di preparare la valigia, prova il discorso da fare al marito per comunicargli la sua decisione di partire. Dal momento che inizierà a provare i suoi vari monologhi, la sua analisi introspettiva inizierà prendendosi addirittura la colpa “so che non sei un vigliacco, .. non ti metteranno in campo di concentramento ma ti vieteranno l’accesso alla clinica … e allora ti ammalerai … Se me ne vado è per puro egoismo…” ma ogni volta che ricomincerà a rielaborare il discorso sarà in grado di eliminare gli strati di quell’ipocrisia borghese a cui si era sempre adattata e si scontrerà con la sua reale esistenza e l’opera si concluderà con parole durissime contro il regime, contro la società e contro il marito stesso, che in una comoda indifferenza, non farà nulla per proteggerla.

Nei giorni scorsi la Susanna Bocci, con la Moglie Ebrea, era tra le 17 finaliste del premio Nazionale “Valeria Sabel” all’Auditorium ‘Vincenzo Da Massa Carrara’ di Porcari, dove le attrici, individuate attraverso tre tappe eliminatorie, si sono contese il riconoscimento per il miglior monologo al femminile. Il progetto è stato realizzato dai Comitati Regionali F.I.T.A. di Toscana e Umbria e dai Comitati Provinciali F.I.T.A. di Lucca e Terni, con il patrocinio dei Comuni di Porcari, Castel Giorgio e Castel Viscardo, e nasce per valorizzare una forma teatrale essenziale e potentissima: un’attrice sola in scena, chiamata a reggere parola, ritmo ed emozione. Il Premio porta il nome di Valeria Sabel (1928-2009), attrice di teatro, cinema e televisione, legata anche a Castel Giorgio (TR). Istituito come riconoscimento alla sua memoria dal Comune di Castel Giorgio con la collaborazione della F.I.T.A. Umbria, da quest’anno – grazie alla collaborazione con la Toscana – assume dimensione nazionale.

Il livello di bravura delle varie interpretazioni delle altre attrici impegnate in testi comici, tragicomici e puramente drammatici era veramente alto. La fascia di età andava dai 16 ai 77 anni.

Come socia della Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona e come donna sono orgogliosa di essere stata rappresentata dalla sua bella persona.

Nell’intervista che mi ha dedicato mi è piaciuta molto una sua considerazione:  “ hanno premiato 8 attrici tra cui non c’ero io, è stata comunque una bella esperienza, che consiglio a tutti, in cui si respirava solidarietà invece che competizione”.

Vero classificare i momenti profondi della nostra vita a semplici e banali gare è riduttivo ed indebolisce l’energia sprigionata. Allora auguro a Susanna ed a tutti noi 1.000 di queste intense esperienze.

Brava Susanna e Grazie.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Gen 04

2026

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Lo Spreco Umano

Inizio anno 2026 … quale notizia lo differenzia dall’Inizio del 2025?

Poche in verità, perché se scorro le testate dei precedenti Capodanni purtroppo sono ricorrenti le terribili stragi umane causate da incendi devastanti nei locali non idonei, funivie pericolanti, aggressioni barbare, ma quelle che più mi colpiscono sono i bimbi colpiti da armi da fuoco e le persone che per l’eccessiva, forzata, disperata, voglia di allegria si feriscono in modo grave con gli ordigni clandestini nonostante la preventiva e massiccia campagna di informazione che spiega la loro pericolosità.

Certo quest’anno dalla mia “postazione influenzale” la mia fantasia è un po’depressa, sicuramente dolorante, ma ciò non mi ha impedito di riflettere su un avvenimento accaduto proprio la notte di Capodanno. Un ragazzo è stato soccorso all’alba da un’equipe medica ospedaliera per salvargli parte della mano. Non contento per aver perso solo alcune dita, ha firmato le dimissioni per potersi rimmergersi immediatamente nel girone dei bombardini e naturalmente si è rifatto male ripresentandosi in pronto soccorso con gravi ustioni al viso e alla mano.  Forse perderà un occhio.

Ho cercato di fotografare l’ambiente del pronto soccorso in quelle ore, odore di urina, vomito e sangue, disperazione, puzza di zolfo e di alcol, corpi scomposti ricoperti da panni spiegazzati, tanti anziani colpiti dalle polmoniti che dignitosamente attendono il loro turno nella speranza di essere visitati e curati, comprensivi nei confronti di quei pochi dottori e infermieri a lavoro.

Intanto fuori continuano i festeggiamenti, mentre all’interno la sofferenza dei malati viene coperta dalle urla e dal pianto di chi e stato portato via da quell’orgia scoppiettante.

Ma quel ragazzo si dispera perché perderà le dita di una mano per sempre o perché lo hanno portato via dal suo sanguinoso Luna Park?

Non tutti i ventenni sono così capricciosi, incoscienti ed ingrati come quell’essere che urla dietro quel pannello di stoffa, non si rende conto che molti suoi coetanei nati senza dita e senza occhi darebbero tutti i loro beni per poter in un solo giorno della loro esistenza provare a vedere com’è il mondo che li circonda o ad afferrare una mela con le proprie mani ed assaporarne il nettare.

Giovani lo siamo stati tutti e sappiamo anche quanto siamo stati fortunati nei nostri momenti di follia, ma non abbiamo mai perso un minuto per ringraziare quello che “non ci è successo”.

Ma come si può sentire quel medico che ha dovuto lasciare su quella barella incrostata di ruggine lo sguardo di quella persona anziana che gli ha sorriso e già perdonato perché ha capito che la sua priorità sarà il giovane?

Allora dal primo giorno di scuola del Nuovo Anno spero che il nostro Presidente della Repubblica inviti gli insegnanti a raccontare in classe i drammi interiori non solo degli accidentati, ma di chi sarà costretto ad incontrarli, a fare i conti con la prepotenza del dolore non sopportato, mentre non potrà occuparsi di quelle persone gentili che soffrono ma che pazientano perché rispettano il lavoro dei medici e infermieri.

Alcuni di loro se ne andranno silenziosamente.

E in una Italia che non può permettersi sprechi, negli ospedali ci sono persone al lavoro, macchinari sofisticati da mantenere in funzione, bruciamo milioni per Ricostruire l’Incoscienza e l’Ingratitudine, tempo prezioso sottratto da Pazienti Idioti ad altri pazienti che nel loro percorso di vita hanno contratto solo una brutta umana malattia.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Dic 21

2025

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Auguri Natale 2025

Anche quest’anno 2025, nella mia Rubrica www.cortonamore.it®, ho affrontato con Voi Lettori una vivace cavalcata.

Siete diventati il mio Grillo Parlante perché il mio senso di responsabilità e di rispetto per le persone che mi regalano la loro attenzione si è sempre tradotto attraverso l’onestà che dovevo e potevo offrire con le mie ricerche, constatazioni e considerazioni.

Abbiamo volato sull’onda dei pensieri creativi del Beato Angelico e del Signorelli, siamo andati a curiosare nelle prove della Compagnia del Piccolo Teatro di Cortona, ad ascoltare un concerto di Musica al Signorelli, abbiamo osservato con il binocolo le opere d’arte conservate al MAEC, commemorato amici, suggerito Cittadinanze Onorarie e seguito con interesse le conferenze dell’Accademia Etrusca come quelle della Factory Dardano44 che ci hanno sempre arricchito di pensieri nuovi e affascinanti passioni.

Personalmente sono stata colpita dal grande ed utile lavoro svolto dagli uomini e dalle donne dell’associazione di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio: pura caritas, e dall’impegno che Don Ottorino svolge nell’organizzare la distribuzione dei pacchi alimentari tra quelle mura secolari, per questo ancora più lucenti e splendenti perché c’è Umanità perché c’è Amore.

Potrei proseguire ricordandovi gli articoli mondani sulle stars musicali, cantanti e attori, oppure le interviste a Luca Mercalli e Don Ciotti che tanto ci hanno insegnato riguardo il rispetto che dobbiamo alla Terra che ci ospita.

Ma una cosa è certa, la mia e la vostra voglia di reagire anche di fronte alle bruttezze della Vita non ci ha mai fermati.

Allora ho creato, da 3 sagome di cuori rovesciati, un drammatico Albero di Natale Rosso come il Sangue versato da tutte le vittime delle guerre, è adagiato sul colore celeste del cielo che ci proietta nell’infinito dell’Universo.

E’ un’opera che denuncia come non si possa accettare di festeggiare con leggerezza il Santo Natale quando siamo affogati quotidianamente in un mare di violenza.

Come artista è certo un pensiero drammaticamente Negativo, ma è estremamente Positivo come giornalista pubblicista perché avere la possibilità di comunicare attraverso un giornale come L’ETRURIA la Fame da parte di Tutti Noi di un Unico Pensiero di Pace e di Amore e non essere censurati, ci deve colmare di Forza, Speranza e Determinazione.

Allora Auguri, Auguri, Auguri a te che non ti fermerai mai per donare ancora Amore. Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Dic 07

2025

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Massimiliano Bruno al Parioli Costanzo

Massimiliano Bruno

La Seconda meglio della Prima … allora la Terza e la Quarta come saranno?

Mi riferisco ad un lavoro teatrale rappresentato in questi giorni al Parioli Costanzo “Life is Life” un progetto di Massimiliano Bruno che ha scritto insieme a Sara Baccarini, Emilia Bruno, Filippo Gentile e Daniele Locci. Si alternano alla regia Massimiliano Bruno per il 1° spettacolo, mentre per il 2° c’è Filippo Gentile.

Le prime due serate hanno riscosso veramente tanto successo, personalmente sono uscita dal teatro sentendomi leggera, distesa e spensierata, neppure le 20 gocce di xanax mi avrebbero fatto sentire meglio.

Da tempo immemore si rappresentano in teatro opere che hanno come tema il mondo degli umani. Descrivono e raccontano con creatività tanti aspetti caratteriali della gente e di come l’incontro tra le tante e varie personalità, possa creare mille situazioni di vita: drammatiche, originali, felici, malate, grigie, effervescenti, finte. Quelle che avranno sempre successo saranno quelle più vicine all’umore del pubblico.

Le chiavi di lettura sono molte, pensiamo a Shakespeare oppure ad Oscar Wilde e potrei volare sulla saggezza di Eduardo de Filippo e potrei non atterrare mai.

Poi il Teatro ha incontrato Massimiliano Bruno che con il suo gruppo di sceneggiatori ci regala una lettura fresca, ironica, allegra ma mai scontata. In sala le risate sono spontanee come gli applausi che non devono proprio essere guidati.

Che Piacereeee!

Imbarazzante quanto siano Bravi!

Infatti, questo gruppo è particolarmente amalgamato, tutti concorrono al bene dell’altro, la catena di bravura non si spezza mai.

Senza sminuire il lavoro dello scritto il successo c’è ed è sotto lo sguardo di tutti: sono proprio i giovani attori della scuola di Massimiliano Bruno che sono una fabbrica di energia.

Tutti sono veramente ben impegnati e recitano immersi nel proprio ruolo e lo fanno con disinvoltura. Tengono un ritmo fantastico per le battute che si susseguono, sempre carine, incisive e mai gratuitamente volgari.

Nulla è veramente scontato e tutto è molto giovane di idee, è un bagno immersivo nella loro voglia di vivere e di recitare e noi in platea siamo felici di accogliere ed ascoltare con gioia.

Ofelia è un’aliena interpretata dalla brava Chiara Tron, diplomata nel 2020 nella citata scuola, è precisa e carina ed in scena accoglie l’entrata di tutti i personaggi. Ha una compagna d’avventura sulla terra una “collega extra terrestre” Sara Baccarini, in scena Myra, che oltre ad essere uno dei sceneggiatori dello spettacolo è matura, spigliata sulla scena e sicura nel ruolo.

Ora potrei risultare ingiusta con qualcuno ma devo segnalare per onestà intellettuale la bravura di Marco Todisco nella parte di Lorenzo, un vero e proprio diamante grezzo, seguitelo perché “si farà” tutto in lui recita, dal capello ribelle, al sopracciglio, la sua lingua, fino alla pancetta tremolante! Ti prego non la eliminare!

Lo segue a ruota lo spumeggiante Daniele Locci in Celestino, che tra l’altro è anche lui uno degli sceneggiatori. Sono entrambi ambiziosi e tenaci e ce la faranno alla grande!

Da segnalare la bravura dell’attrice, cantante e ballerina Cecile Ngo Noug e la brillante Mariachiara Di Mitri nella parte della borgatara Carola, bravissima caratterista. L’attore Filippo Maria Macchiusi in Vittorio, snob in scena tanto da sospettare che lo sia anche nella vita reale regala una sfavillante energia teatrale. E poi ci sono Dafne Montalbano, Gabriele Bax, Marianna Menga, Carlotta de Cesaris, Alessandro Nistri e Alessandro Mauthe.

Immagino quanto Massimiliano Bruno li abbia fatti provare e riprovare fino alla nausea, quella vera e non “quella di scena” e che persino di notte i loro sogni fossero popolati solo da incubi per lo spettacolo!

Solo che poi quegli incubi, quelle paure si sono trasformate come per incanto in una armonia teatrale perfetta che dona allegria allo spettatore e di questi tempi la risata è cosa rara!

Un aspetto mi ha veramente colpito della giovane compagnia teatrale quella di essere meravigliosamente imperfetti nella loro fisicità umana.

Sono Veri e contenti di esserlo!

Che messaggio stupendo per chi soffre di insicurezze fisiche. Allora tutti fuori dalle nostre tane e pronti a condividere il bel lavoro sul palcoscenico del Teatro Parioli Costanzo di Roma.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Nov 30

2025

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Auguri Natale 2025

Anche quest’anno 2025, nella mia Rubrica www.cortonamore.it®, ho affrontato con Voi Lettori una vivace cavalcata.

Siete diventati il mio Grillo Parlante perché il mio senso di responsabilità e di rispetto per le persone che mi regalano la loro attenzione si è sempre tradotto attraverso l’onestà che dovevo e potevo offrire con le mie ricerche, constatazioni e considerazioni.

Abbiamo volato sull’onda dei pensieri creativi del Beato Angelico e del Signorelli, siamo andati a curiosare nelle prove della Compagnia del Piccolo Teatro di Cortona, ad ascoltare un concerto di Musica al Signorelli, abbiamo osservato con il binocolo le opere d’arte conservate al MAEC, commemorato amici, suggerito Cittadinanze Onorarie e seguito con interesse le conferenze dell’Accademia Etrusca come quelle della Factory Dardano44 che ci hanno sempre arricchito di pensieri nuovi e affascinanti passioni.

Personalmente sono stata colpita dal grande ed utile lavoro svolto dagli uomini e dalle donne dell’associazione di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio: pura caritas, e dall’impegno che Don Ottorino svolge nell’organizzare la distribuzione dei pacchi alimentari tra quelle mura secolari, per questo ancora più lucenti e splendenti perché c’è Umanità perché c’è Amore.

Potrei proseguire ricordandovi gli articoli mondani sulle stars musicali, cantanti e attori, oppure le interviste a Luca Mercalli e Don Ciotti che tanto ci hanno insegnato riguardo il rispetto che dobbiamo alla Terra che ci ospita.

Ma una cosa è certa, la mia e la vostra voglia di reagire anche di fronte alle bruttezze della Vita non ci ha mai fermati.

Allora ho creato, da 3 sagome di cuori rovesciati, un drammatico Albero di Natale Rosso come il Sangue versato da tutte le vittime delle guerre, è adagiato sul colore celeste del cielo che ci proietta nell’infinito dell’Universo.

E’ un’opera che denuncia come non si possa accettare di festeggiare con leggerezza il Santo Natale quando siamo affogati quotidianamente in un mare di violenza.

Come artista è certo un pensiero drammaticamente Negativo, ma è estremamente Positivo come giornalista pubblicista perché avere la possibilità di comunicare attraverso un giornale come L’ETRURIA la Fame da parte di Tutti Noi di un Unico Pensiero di Pace e di Amore e non essere censurati, ci deve colmare di Forza, Speranza e Determinazione.

Allora Auguri, Auguri, Auguri a te che non ti fermerai mai per donare ancora Amore.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Nov 12

2025

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L’Astratto in Beato Angelico

Visitare la mostra del Beato Angelico a Firenze, dal 26 settembre 2025 al 25 gennaio 2026 nelle due sedi di Palazzo Strozzi e al Museo di San Marco, oltre 140 opere e prestiti internazionali, è un’esperienza di vita perché lui sapeva dipingere la Bellezza, quella dello Spirito Umano che si eleva al trascendentale.

Una persona forse un po’oltre le righe, ma anche colta e sensibile, descriverebbe il maestro un po’ “spinellato” e in preda a “viaggi” proprio mentre dipingeva.

In verità la meravigliosa e fantasiosa personalità di Beato Angelico non aveva proprio bisogno di droghe per esprimere la sua gioia nell’amare il Divino.

Certo è stupefacente riconoscere in un Uomo Mite, Gentile, Umile e magari un po’ Timido, un’esplosiva ricchezza di sentimenti. Il suo dipingere lo trasferiva in una dimensione universale oltre l’atmosfera, vagava nell’universo tra le stelle più lucenti e colorate.

Mi pare di immaginarlo camminare a trenta centimetri da terra, ma certamente non per presunzione visto l’immediato riconoscimento del suo talento, lui rimaneva sempre se stesso, felice del dono della pittura che il suo Signore gli aveva regalato e dipingendo la storia di Cristo, Suo Figlio, Gli restituiva Amore.

Al giorno d’oggi, sempre più spesso, si creano delle mode ai fini commerciali, si riscoprono affascinanti artisti dal passato e si presentano alla conoscenza delle masse, ma non è assolutamente il caso del Beato Angelico perché il Vasari già dal Cinquecento lo immortalò fra i grandi nella sua opera “LE VITE”.

Aveva una potenza interiore esplosiva e la esprimeva attraverso la sua spiritualità pittorica con colori sgargianti, sfumature, corpi liberi nei movimenti e le espressioni dei suoi personaggi avevano completamente perso il vuoto e la fissità negli sguardi del passato tardo gotico.

E’il primo Rinascimento!

In scene teatrali differenti il Beato Angelico stava in Masaccio, due geni pittorici con due linee di diverso pensiero che però convergevano nell’Amore per l’Umanità.

E’superficiale considerare l’Arte dell’Angelico classica e conservatrice e prettamente rivolta al suo forte sentire religioso e domenicano perché l’artista che c’è in lui esplode nelle umane espressioni dei visi e nell’astrattismo che concede alle fantasie marmoree delle scale, dei pavimenti e dei pannelli decorativi che lo proiettano nel mondo del ‘900 di Pollock in “ Full Fathom Fire”.

Andate a curiosare nella mostra o navigate in internet ed osservate come vi gettava il colore, non lo ritoccava, lo lasciava puro e libero di creare forme irregolari e imprevedibili, intonate e perfette. Il tutto senza ripensamenti.

Ma si può ancora raccontare moltissimo della sua pittura!

Ammiro la sua sensibilità quando studio l’espressione che fotografava nella sua Vergine nell’Annunciazione di San Marco, quella di una allora ingenua e ignorante fanciulla che aveva appena ascoltato le parole di Dio attraverso l’Angelo e che ancora non ne comprendeva appieno il significato. Per l’allora giovanissima donna di quei tempi, sarebbe stato impossibile poter immediatamente pesare il drammatico significato della sua immortale missione, tanto che ne era del tutto completamente ignara ed il Maestro riesce a tracciare questa delicata situazione.

Anche Michelangelo 50 anni dopo scolpiva la sua Fanciulla Madre nella Pietà in Vaticano, completamente attonita e annientata da una sofferenza inimmaginabile. Una Bambina che culla il Figlio più vecchio di Lei che le giace fra le sue braccia, dopo la deposizione dalla croce.

Quante elevate filosofie sono custodite sulle tele, negli affreschi e scolpite nel marmo.

Questi artisti avevano coraggio di esprimere questi sofisticati quanto commoventi sentimenti mariani perché la sofferenza della Santa Mamma Maria di fronte alla Passione di Cristo è indescrivibile quanto incommensurabile.

La mostra espone così tanta bellezza da “nauseare” il visitatore! Ovviamente scherzo ma devo far comprendere quanto allora “la bellezza fosse guaritrice, desiderata quanto inimmaginabile”. In quei tempi la miseria, la peste, la fame, le malattie e il freddo deturpavano i corpi e lo spirito delle persone tanto da renderli disperati.

Allora ecco la Luce della Bellezza portare in Sogno a questa disperata Umanità: l’Amore, il Calore e la Guarigione.

Ma oggi il vero miracolo lo osserviamo nelle opere di “Fra’ Angelico”, Uomo Artista Religioso, appartenente all’Ordine dei Domenicani quale è, che non si contiene nella sua formalità religiosa ma riesce a sconfinare nello Spazio e nel Tempo tanto che Noi ancora oggi, dopo 600 anni ne siamo completamente rapiti.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®