Archivi

News

Ott 21

2023

0

commenti

Lino Guanciale Francesco Montanari L’Uomo più Crudele del Mondo

La stagione 2023/24 al Teatro Signorelli di Cortona inizia con uno Spettacolo Superbo.

Sono andati in scena due attori che non hanno bisogno di presentazioni, anche se in teatro gli applausi te li devi guadagnare a ogni rappresentazione, nessuna esclusa: Lino Guanciale e Francesco Montanari interpreti de “L’Uomo più Crudele del Mondo” scritto e diretto da Davide Sacco sono stati bravissimi.

Una recita intensa forte, a volte violenta, costruita da due attori formidabili che a ogni “punto e a capo” sapevano ribaltare i ruoli di vittima e carnefice, aggressore ed aggredito.

Un incontro che demolirà i confini psicologici dei due uomini tali da cambiare per sempre le loro vite.

Un incontro di “scherma” tra il giornalista che cerca lo scoop e il magnate delle armi. L’intervistatore diverrà l’intervistato, dove la natura maschile esploderà dal più profondo degli animi donando allo spettatore intense riflessioni.

Le scene di Luigi Sacco sono state il luogo adatto per consumare una Recita Perfetta.

Di più non va anticipato o svelato se non l’alta qualità della realizzazione dell’affascinante idea dello sceneggiatore Davide Sacco che li ha anche diretti, infatti, senza sottrarre al grande talento di Guanciale e Montanari, attori veramente generosi, devo sottolineare la bravura dello scrittore e della sua regia consumata in una ambientazione scenografica di primissimo piano.

60 minuti perfetti! Biglietto ben speso.

Ancora Complimenti alla Compagnia

E’ mancata a fine spettacolo la presenza sul palco dell’autore e regista Davide Sacco un talentuoso scrittore, sensibile, acuto e capace di comporre con parole e frasi un testo musicale dove il ritmo incalzante non perde l’efficacia fino all’ultima battuta.

Il Pubblico gli avrebbe riservato un’acclamazione speciale e meritatissima.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Set 28

2023

0

commenti

Pianista Fabio AFRUNE

Al Cortona Piano Festival il Pianista Fabio Afrune è stato un esempio di Semplicità ed eccellenza.

In un’estate calda senza alcun refrigerio l’ascolto della musica riesce a trasportare i nostri pensieri sopra le più alte vette ghiacciate, riusciamo a immergerci nella spuma bianca di una mareggiata di Capo Testa in Sardegna od a sorvolare i lunghi e distesi filari colorati di lavanda.

La Musica sa creare una Magia nell’Animo Umano. Spesso è anche Terapia.

Era uno di quei pomeriggi afosi che spogliava Cortona del suo tradizionale fascino perché la pietra serena era ormai rovente e gli alberi chiedevano pietosamente l’acqua.

In una delle Sale del Chiostro di Sant’Agostino si sarebbe eseguito uno dei concerti organizzati dal “CORTONA PIANO FESTIVAL” una manifestazione veramente ben organizzata.

Come mancare?

Il giovane pianista perugino Fabio Afrune si presentava al pubblico della pomeridiana con un gran sorriso spontaneo trattenuto da due guanciotte simpatiche e mi ricordava un mio compagno di classe delle elementari che come arrivava al mattino si sedeva al proprio banco e per prima cosa, si mangiava tutta la merenda del suo cestino.

Ma non mi sono fatta ingannare da tanta bonarietà, perché gli occhi gli brillavano di intelligenza, passione e determinazione. Sono le caratteristiche fondamentali per diventare un grande pianista ed in lui le leggevo chiaramente. L’Intelligenza occorre per comprendere ed elaborare, la passione per amare il sacrificio che viene richiesto per imparare a suonare il pianoforte creando arte e non solo imparando il compito meccanicamente. Occorre quindi tanta determinazione per riuscire a provare 5 ore tutti i giorni della propria esistenza, nessuno escluso.

Nel Maestro Fabio Afrune, già dalle prime note suonate del Carnaval dell’op. 9 di Robert Schumann, si leggeva tutto questo. Provava entusiasmo e lo trasmetteva. Mi avevano colpito la sua naturale bravura per come affrontava il suo concerto e la sensibilità nell’interpretazione del romanticismo musicale di Schumann. Un’opera scritta in Germania prima della 2^ guerra mondiale.

Afrune suonava con un sentimento di semplicità, passi difficili per un pianista, ma questa era Gioia per il suo Pubblico. Mi sono chiesta se sognasse in bianco e nero tanta era la familiarità con la tastiera!

Era un acrobata, ed anche se il concerto era elitario, le persone lo accompagnavano attente nell’ascolto perché la Bella Musica, fa Bene.

Dai pentagrammi ottocenteschi che continuavano attraverso il tempo a infondere profonde emozioni, è poi passato con disinvoltura e sapienza a quelli contemporanei del Maestro Krassimir Taskov (1955) compositore e pianista bulgaro; musicista eccezionale, una vera istituzione nel mondo pianistico e compositivo del nostro tempo, attualmente Presidente del Dipartimento Composizione della Sofia State Academy of Music.

Lo Scherzo”(1975) è il primo brano. E’ una sua opera giovanile di una freschezza e al contempo di una maturità veramente singolare. Lo stesso autore ha scritto anche una composizione appositamente per il Maestro Fabio Afrune, Moving Sands (2021) e sempre a lui l’ha espressamente dedicata, perché Afrune sa muovere le sue abili dita egregiamente e con il suo cuore di musicista dona Ricchezza Musicale. (Prima esecuzione italiana) E’ un brano monumentale di una apparente improvvisazione scritta in una solida struttura.

Complicato da spiegare, ma piacevole da ascoltare.

“Un caleidoscopio di colori ed emozioni contrastanti che si susseguono come fotogrammi. Essi sono appartenenti a stili ed armonie diversi ma, filtrati dall’anima della musica dei Balcani e del folklore Bulgaro, si fondono perfettamente in una unica pellicola”. Queste sono proprio le parole che mi ha scritto il Maestro Afrune per descriverlo e che mi aiutano a spiegare come la raffinatezza musicale di quel pomeriggio riuscisse a far estraniare il pubblico dai brutti pensieri.

Tra una esecuzione e l’altra il pianista presentava e spiegava il pezzo che sarebbe seguito, e questa consuetudine ormai molto diffusa, è sempre molto apprezzata dal pubblico e lui si è rivelato un generoso divulgatore.

E’ un atto di generosità e solo i Grandi capiscono quanto ci si arricchisca a donare.

L’altro compositore contemporaneo, poliedrico e geniale, che gli ha scritto e dedicato una composizione è Emanuele STRACCHI (1990). Si è diplomato con lode in Pianoforte, Composizione, Comp. Musica Applicata e Direzione del repertorio Sacro e Profano. Il Trittico era eseguito per la prima volta in concerto: “SechStudio 2021” studio virtuosistico sulle sestine poi “Il Canto degli Invisibili” 2019 in cui vi è un gioco di armonici, con impiego del pedale tonale e “Senza Sparare sul Pianista” 2021 un ragtime con improvvisazione finale, un brano estremamente ironico e folle che forse rispecchia il carattere del compositore.

I compositori scelgono Fabio Afrune per suonare i loro pezzi perché oltre la sua mirabile tecnica di musicista non cede mai il passo a scontate interpretazioni perché rispetta sempre il sentimento dell’autore.

Riguardo le composizioni d’avanguardia consiglio di non cadere nel banale giudizio che a volte si ascolta in sala tra il pubblico  “tanto se dovessero sbagliare nessuno se ne accorgerebbe…” perché le “note stonate” suonano male in qualsiasi armonia siano scritte e interpretate!

L’appuntamento musicale era stato dunque un’ottima occasione per ascoltare Qualcosa di Nuovo.

Sono testi musicali immaginati anche per colonne sonore di film e lui è un interprete incredibile, il giusto Attore Musicale.

Sembra che abbia imparato prima a suonare il pianoforte che a camminare!

Per lui è sicuramente solo l’inizio di una Brillante Carriera.

Il Maestro Fabio Afrune è anche un ottimo divulgatore musicale e mette amabilmente a proprio agio il suo pubblico che ama la musica, ma che “spesso non se ne intende” e lui è felice di spiegarla perché la ama.

Un Pomeriggio di complessa e sofisticata musica ma decisamente molto, molto attrattiva.

Grazie all’Organizzazione del CORTONA PIANO FESTIVAL.

Roberta Ramacciotti blog www.cortonamore.it®

Ago 21

2023

0

commenti

DELITTO AL CASTELLO

La sera, il Buio hanno sempre regalato un particolare fascino al teatro all’aperto. Non pensate alla posizione del Teatro Antico di Taormina perché una serata sotto le stelle al Boschetto del C.N.C. è un’altra cosa ma in un’estate calda senza alcun refrigerio, offre comunque un’occasione di benessere e convivialità. Un vero salotto sulla sabbia!

Quella notte, appena iniziata, il Boschetto ci accoglieva con una brezza leggera, le onde lavorano per la risacca e la luna brillava con il suo sorriso sghembo.

L’appuntamento con gli amici era stato per le 21.00 per assistere allo spettacolo ”Delitto al Castello” una commedia comico/grottesca di Aldo Cirri. La Compagnia Teatrale dei “Raccolti per Strada” aveva messo in scena l’adattamento dell’opera curato da Vincenzo M. Chiaula, regia di Silvia delle Site e Vincenzo M. Chiaula, scenografie curate da Elvira Di Toma e Giovanni Nardi.

L’aspettativa tra il pubblico era alta, era giunto numeroso al Circolo e il gruppo di amici teatranti avevano di fronte una bella sfida! Dovevano spendere tanta fatica e passione per attrarre la platea gremita di gente.

Mi dovevo rammentare spesso che non erano dei Veri Attori ad esibirsi perché nella vita sono Dirigenti, Maestre, Professori Universitari, Accademici, Ufficiali di Polizia, Agenti Segreti e Pensionati.

Il loro legame consiste nella gioia di condividere lo Stare Bene Insieme!

La trama è delle più scontate per le persone di una certa età come la sottoscritta, narra la parodia di un giallo ambientato all’inizio del secolo scorso che si consuma in un umido castello della Scozia.

La scenografia degli interni del maniero era ricostruita perfettamente!

Dunque un Misterioso Assassino, Il Barone Accoltellato, era interpretato impeccabilmente da Riccardo Angelini, Il Commissario Pasticcione magistralmente recitato da Fabrizio Diomedi, Il Poliziotto che non parla, Carlo Passerini una vera stupefacente rivelazione, un mimo eccellente, La Seconda Moglie del nobile del castello la Lady Silvia delle Site bravissima attrice consumata. Eccezionali quanto Indispensabili le Narratrici 1 e 2: Elvira di Toma e Monica Maramao, figure conduttrici che marcavano l’ironica e comica rappresentazione. Non mancava all’appello la Baronessina espressa da Roberta De Pero brillante e determinata e la Mrs. Sidonie Paerblack recitata “brillamente” da Antonella De Pero che dire: Affascinante e Perfetta!

Non mancava la figura dell’insidioso Sir Fabio De Petris in verità simpaticissimo nella vita reale, L’amante della Baronessa Vincenzo M. Chiaula anche per lui i complimenti risultavano riduttivi perché E’ Vincente in tutti i ruoli che assume, La cameriera Manuela Dionisi ammirabile nell’interpretazione di una persona di servizio snob al punto da esserlo più della stessa Castellana, Claudio Colantoni Impeccabile Maggiordomo dallo “sguardo matto” tanto che cito la risposta privata che hanno ricevuto i coniugi Colantoni: Ciao Manu, prima di stasera saremmo venuti ma ora non ce penso proprio, me mettete paura!!!!!”

Ammirabili per Bellezza e Leggiadria le due fanciulle Lavinia e Anna comparse in un finale spumeggiante!….

Tutti questi personaggi offrono da sempre un’occasione ghiotta per uno sceneggiatore per delineare più figure comiche, quasi al limite del ridicolo ma che si muovono tra curiosi e buffi intrighi per raggiungere poi l’immancabile sorpresa finale che strapperà più di un sorriso.

Un testo movimentato e brillante che consente di offrire Buon Umore.

Peppino De Filippo sosteneva che “ Fare piangere è meno difficile di far ridere …”

Gentili Lettori, Soci e Amici come descrivere il Carosello di Simpatia Ammirazione e Stima che ha espresso la platea nei confronti dei Commedianti?

Per ogni riga scritta mi sono imperiosamente dovuta ricordare che di fronte avevo una compagnia di attori amatoriali, alcuni persino esordienti!

Infatti il loro impegno è stato così professionale da farmelo dimenticare spesso.

Al primo atto per essere perfetto sono mancate quelle piccole note che raccolgono la recita, una piccola colonna sonora, come per la verità nell’entrata in scena dell’Antonella De Pero c’era stata.

Il secondo Atto è stato un crescendo! Un Vero Trionfo concluso con un Finale che non svelerò perché i “Raccolti per Strada” meritano di apparire nei teatri di Roma perché garantiscono freschezza e allegria.

Mi sono commossa a fine spettacolo quando nei saluti di scena scorrevo le scenografie e vi pensavo le idee risolutive di Elvira e la manovalanza degli amici attori, la fatica e il trasporto dei divani e comodini, i vestiti raccolti dagli armadi di casa, il pensare e lo studiare di Vincenzo e Silvia per la costruzione dei personaggi e la sensibilità che hanno speso per adattarli alle singole personalità dei loro amici, marcandone i pregi e nascondendo i difetti.

Giorni rubati al tempo libero e alle proprie famiglie ma che hanno rivelato in scena a luci spente un successo nelle loro vite private: la costruzione di un gruppo di Amici che hanno imparato ad amarsi e stimare nel tempo di un inverno, si sono accettati per quello che sono, anzi hanno sapientemente valorizzato le loro capacità e mitizzato i loro difetti.

Una Commedia che ha visto nascere una Compagnia di amici Meravigliosa.

Davvero Grandi!”   

Roberta Ramacciotti blog www.cortonamore.it®

Lug 17

2023

0

commenti

Luca Signorelli Pittore Bambino

Possiamo cominciare con un “C’era una Volta un Bambino che si chiamava Luca”…

Faceva raffreddare i carboni del camino per disegnare, sopra una liscia pietra serena, le espressioni dei suoi cari e delle persone che incontrava in strada.

Replicava le immagini di quelli che si fermavano a conversare e, appena poteva, scappava dal fondo del babbo pittore e s’intrufolava nel Palazzo Baldelli, oggi l’Hotel San Michele, per osservare nell’affresco quattrocentesco, le barbe dei Santi. Quella di Sant’Antonio Abate lo affascinava particolarmente perché era dipinta con particolare cura. Vi si perdeva con lo sguardo tra le onde della sua folta peluria e rifletteva sulla scelta dell’autore perché quella composizione poteva essere disegnata anche con forme diverse.  

Pensiamo allora a quando dipingerà le sue barbe nella Cappella Nova di Orvieto!

Poi la domenica durante la Messa nella Chiesa di Santa Margherita, quella che non c’è più, s’incantava a guardare gli affreschi dei Lorenzetti. Che belli i capelli della Maddalena! Il prato, i fiori, le rocce! Ammirava come contornavano le figure di scuro, quella delineatura rendeva eleganti i visi, allungava lo sguardo delle Madonne, impreziosiva persino il disegno delle orecchie e delle bocche. Però non gli piacevano quelle dita e allora pensava che avrebbe imparato a dipingerle meglio di loro. Noi sappiamo che ci sarebbe poi riuscito egregiamente e conosciamo la perfezione dei gesti che riprodusse, insieme alla potenza dei messaggi sentimentali che rappresentavano.

Le sue mani dipinte sono capolavori strutturali, postine di messaggi storici!

Già da piccino ci provava spesso ad imitare gli antichi maestri, tanto che gli facevano sempre i complimenti.

Sei Bravo! Del resto aveva respirato i colori fin da neonato.

Luca Signorelli prima di diventare un Maestro Immortale dell’Arte è stato dapprima un bambino curioso, un intelligente osservatore, un regista per i suoi progetti di fantasia.

Gli piaceva costruire nella sua testa l’intera scena, nascevano come vignette, poi finivano come Capolavori.

E come gli piaceva slanciare le gambe e disegnare le torsioni dei busti, sempre con quella linea nera, a volte quasi invisibile all’occhio che disegnava il confine delle sue figure.

La purezza di quel tratto rivoluzionò la maniera della pittura perché non la usava per abbellire ma per sintetizzare la posa dei corpi.

Fu un sommo architetto nel rappresentare il nudo, la figura dell’uomo lo affascinava.

Disegnava i corpi anche quando era sovrappensiero, lo faceva in continuazione, forse era il suo antistress!

In bottega il fanciullo, accanto al grandissimo Maestro Piero della Francesca, fu subito lui! Del resto Piero, Genio di filosofie matematiche astratte che traduceva ai suoi simili attraverso la pittura, presto si accorse della bravura del nostro Luca.

Il Signorelli Bambino lo osservava e studiava il “perché e il per come” il Maestro scegliesse le sue composizioni geometriche, come le combinava fra loro, e meditava persino su quelle che Piero scartava!

La sua determinazione gli chiedeva sempre il perché di ogni cosa!

Il Signorelli ha catturato il mondo della storia dell’arte tanto da scriverne Uno Tutto Suo.

Ha rapito gli osservatori con i suoi dipinti delle figure degli ignudi, inserendole nelle complessità iconografiche del tempo. I committenti gli commissionavano le composizioni tradizionali ma lui risolveva sempre il suo lavoro con insolite impaginazioni.

Era Creativo ed Audace. La sua pittura era colta, raffinata e sempre d’avanguardia.

Il colore per suscitare passione, le scene teatrali per narrare un miracolo, accontentava il cliente, mentre le figure nelle quinte, narravano la “Sua Storia dell’Uomo”.

Era un fanciullo gentile ed educato e per questo nessuno rifiutava la sua presenza tanto che per lui si presentavano occasioni uniche.

Poteva ascoltare i grandi mentre conversavano!

Pensate dunque Piero della Francesca parlare della sua pittura umanista e della filosofia sulla matematica astratta con altri letterati mentre Luca, in un angolino, impastava i colori!

Le opere di Piero avevano più piani interpretativi, fogli strappati da un’enciclopedia, uno sovrapposto all’altro armonizzati per l’occhio umano dalla sua magnetica pittura.

Il giovane Luca è cresciuto in questa Accademia di Armonia e Sapienza.

Cresceva, studiava e non si vantava, era gentile, umile ma mai sottomesso e la sua pittura lo spiega attraverso 500 anni.

Vi strappo un sorriso: Pensate al giorno d’oggi, quanti talenti possa aver strappato alla Storia dell’Uomo un programma televisivo come il Grande Fratello!

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

p.s. Per un errore di stampa, su un precedente articolo pubblicato sulla prima pagina dell’ETRURIA riguardo l’inaugurazione della Mostra del Signorelli, non ho scritto che il prof. Tom Henry ha affermato che Luca Signorelli “non” fu l’ultimo pittore del ‘400 ma fu il primo del ‘500. Sento con emozione che Luca fu il geniale anello di congiunzione tra il primo Rinascimento e il Padre Artistico delle intuizioni di Michelangelo, di Raffaello e Leonardo e il respiro dei suoi corpi in movimento è giunto fino al ‘600 … Grazie Luca.

Mag 13

2023

0

commenti

EGITTO al MAEC di CORTONA

Ero ancora sull’aereo, dopo l’atterraggio di ritorno dal Cairo che come mi ricollego con internet, leggo in arrivo un messaggio sul mio cellulare dell’inaugurazione del nuovo allestimento della collezione Egizia del MAEC.

“ Nooooo non ci posso credereeeee !!!!” E’ una felicità!

Sarebbe stato impossibile solo immaginare una coincidenza del genere, forse ho dalla mia parte tutte le anime antiche egizie perché sanno che renderò onore e farò buon uso degli scatti fotografici che ho raccolto nelle Tombe. Custodirò per sempre la commozione che ho provato quando ho intravisto le piramidi tra i palazzi nel traffico caotico di Giza.

Per un’appassionata come la sottoscritta della Storia dell’Uomo sulla Terra, poter conoscere di persona i luoghi di provenienza dei reperti egizi conservati nel museo di Cortona che visito spesso, mi darà la possibilità di poterli raffigurare realmente nei templi e nelle tombe della loro terra di origine. Mi divertirò a studiarli e catalogarli con l’aiuto della mia documentazione fotografica, diversamente ho a disposizione altre 12 raccolte dei miei fantastici compagni di viaggio!

Nell’area del Gran Cairo a Giza, proprio nelle vicinanze della Grande Piramide di Cheope 2.550 a.C. è ancora in allestimento il nuovo Grand Egyptian Museum, peccato non averlo visitato! però non abbiamo mancato la maschera d’oro e il sarcofago del Faraone Tutankamon con tutto il suo corredo conservati nel vecchio museo del Cairo. Km e Km di reperti di varia rilevanza.

Allora sarà proprio interessante osservare come il MAEC avrà disposto le sue preziose mummie insieme ai loro arredi.

Ma una cosa ho compreso sopra qualsiasi altra: senza il Nilo e il suo fertile limo, non sarebbe esistito l’Egitto con le sue affascinanti Antiche Civiltà.

Diversamente solo sabbia e roccia. Magari il MAEC nelle sale avrà dedicato degli schermi con foto del Nilo e del Deserto!

Erodoto (V sec a.C.) definì l’Egitto “un dono del Nilo”, del resto oltre che nelle oasi, solo lungo la valle e il delta del fiume sono possibili gli insediamenti umani.

Il giallo del deserto, le piramidi naturali di roccia vulcanica di tutte le dimensioni che interrompono l’orizzontalità dell’arida pianura, dove un cespuglio è osservato come un miracolo della natura, accompagnano l’essere umano per spazi sconfinati e solamente il miraggio azzurro del colore dell’acqua più chiara, fenomeno da noi conosciuto come Fata Morgana e il contrasto del verde acceso delle piante di una rara oasi, brillano più delle sfaccettature di un diamante.  Nella Storia questi elementi hanno scortato lo sbocciare e fiorire della Civiltà Egizia.

Solo immedesimandosi attraverso l’Amore, il Timore e il Fascino che gli abitanti di questa terra rivolgevano anticamente ai loro luoghi natii si può iniziare a decifrare l’Egitto.

I pensieri e le strategie dei Re, delle Regine e dei Sacerdoti si evolvevano attraverso migliaia di secoli ed è stupefacente scoprire quanto fossero colti e sofisticati già nel 2.700 a.C.

Ho respirato la vastità del deserto, e sentito sulla pelle i raggi infuocati del sole, come il freddo della notte ai confini del Sudan, da dove in questi giorni si rifugiano persone drammaticamente colpite e spaventate dalla guerra. Ed è proprio nella regione desertica del governatorato di Assuan, bagnata solo in epoca moderna del lago di Nasser, si ammirano il Tempio di Abu Simbel 1.200 sec a.C. del Re Ramses II e quello della sua amata Regina Consorte Nefertari. L’imponenza del sito e il potente messaggio rilasciato dalla statua di Ramses II che si voleva elevare allo stato di un Dio, spiega le faraoniche strategie per staccarsi dall’influenza dell’antica casta sacerdotale, come la sua volontà di assoggettare il popolo e spaventare i suoi nemici del vicino confine. (Il sito archeologico, immerso nella sabbia, fu scoperto il 22 marzo 1813 dallo svizzero Johann Ludwig Burckhardt e fu violato per la prima volta il 4 agosto 1871 dall’archeologo italiano Giovanni Battista Belzoni.)

Nel 1960 il presidente egiziano Gamal Ad bel-Nasser decise l’inizio dei lavori per la costruzione della grande Diga di Assuan, rivelata oggi indispensabile per la sopravvivenza e lo sviluppo del Paese. Grazie all’intervento dell’UNESCO 113 paesi si attivarono per inviare uomini, denaro e tecnologia per salvare il monumento che fu trasportato a pochi metri dal suo posto originale. Quando l’Arte Unisce in Pace!

La riuscita è sensazionale! Lo stesso Faraone non avrebbe potuto immaginare che il suo tempio si rispecchiasse nel futuro su di una platea di acqua di tale portata.

Questo piccolo accenno, per invitarvi a guardare con occhio attento persino le piccole barche colorate, conservate nelle teche del MAEC, perché non sono solo dei raffinati oggetti sacri, ma delle vere e proprie testimonianze della storia delle prime navigazioni nel Mondo.

In Egitto il vento dominante è sempre giunto dal Nord quindi riuscivano a risalire persino l’impetuosa corrente del Nilo e se considerate che le più antiche raffigurazioni sulla roccia delle barche in papiro risalgono a 6.000 anni fa, possiamo immaginare quanto abbiano insegnato anche alla nautica moderna. (L’uso del legno è successivo, del resto alberi nel deserto non crescono!)

Dunque un popolo vissuto sul fiume e per il fiume!

Sia per i Poveri che per i Ricchi le tombe hanno rappresentato per gli antichi egizi l’altra casa, infatti oltre quella che possedevano nella vita terrena, già in vita costruivano “la seconda casa” e proprio per questo è facile leggere attraverso le pitture e le incisioni dei geroglifici, non solo le credenze religiose, ma i loro vari stili di vita, arte e mestieri.

Non basterebbe un’esistenza per raccontare un viaggio in Egitto ma ho un’intuizione che avremo ancora molto da scoprire al Cairo perché le tombe importanti sono ancora lì tutte sotto la sabbia. Le piramidi nella pianura di Giza sostituiscono quelle naturali delle montagne che invece dominano la Valle dei Re. 

Allora non posso che augurarvi un’interessante visita al MAEC che tra le collezioni egizie minori risulta essere la più importante e chissà se scopriremo anche noi dalla Toscana “Qualcosa di Nuovo dell’Antico Egitto”.

Sono opere che vanno “ascoltate” con attenzione e pazienza e se si riesce a penetrare nella loro vita le sorprese non mancheranno.

Roberta Ramacciotti blog www.cortonamore.it®

Apr 06

2023

0

commenti

CORTONA DELUDE

Un’Elite Negativa si riconosce quando non investe e magari neppure ci prova, sulla crescita e il benessere della comunità di appartenenza, ma si spalma opportunamente nei confronti del Potere Politico “del momento”.

Non appoggiare progetti a lungo termine nella Sanità, Istruzione e Lavoro, crea instabilità sociale poi difficile da governare, ma soprattutto logora e distrugge un Paese. Le Persone non sono assistite fisicamente e protette dal loro lavoro.

In Italia dopo il facile boom economico degli anni “60, si viaggia con la retromarcia inserita e Cortona segue il trend nazionale.

In una piccola comunità dovrebbe essere più facile invertire una rotta negativa perché la gente, le cose, i fatti sono facilmente riconducibili a nomi e cognomi.

Vi racconto una Brutta Favola.

Pochi mesi orsono proposi da questo giornale una bozza di “ IdeA LavorO per gli Studenti del Liceo Artistico Luca Signorelli di Cortona”.

Il progetto consiste nel creare sinergie tra questi giovani e i cantieri provenienti da appalti istituzionali riguardo il restauro conservativo di un quadro antico, il recupero di ambienti da destinare a museo, chiese che necessitano di consolidamenti strutturali prima ancora di quelli architettonici, come palazzi e monumenti del nostro territorio tutto questo per offrire loro una reale visione del mondo del lavoro.

Frequentare un Liceo Artistico in Italia è un dono che accompagnerà con energie positive le donne e gli uomini per tutta la vita perché avranno conosciuto la Storia dell’Umanità dalla parte migliore della sua Esistenza.

Già da quando frequentavo il liceo Artistico di Via di Ripetta a Roma ero consapevole che non sarei stata in grado di potermi mantenere economicamente vendendo le mie opere di avanguardia, infatti decisi una volta diplomata di frequentare l’ISEF. Avrei svolto la mia attività d’insegnante di educazione fisica ma ciò non avrebbe mai posto un limite alla mia passione verso l’Arte.

Chi meglio degli studenti guidati dalla Preside insieme al Corpo Insegnanti potrebbero prendere a cuore il compito di svolgere un’operazione culturale e organizzativa, moderna e più idonea con i tempi? Solo Loro Tutti Insieme, perché hanno in mano le sorti del Futuro di Cortona. Devono Acquisire questa Consapevolezza!

Ho esposto l’Idea di questo progetto alle istituzioni del Liceo Artistico Luca Signorelli.

La fase iniziale sarebbe consistita in una mostra di opere create dopo una loro prima visita alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio in considerazione dell’imminente apertura del cantiere per i lavori di restauro. Si presentava una facile occasione per illustrare agli studenti, attraverso semplici visite programmate (1/2 ore al mese), le attività svolte inizialmente con i saggi murari, le impalcature, i vetrini per monitorare la stabilità del corpo di fabbrica per poi proseguire con i veri e propri interventi murari che porteranno al consolidamento della struttura. Scattare foto o disegnare schizzi per poi approfondire in classe con i professori di architettura le criticità esistenti e le difficoltà che la ditta dovrà affrontare e superare, porrà negli studenti pensieri e quesiti nuovi e susciterà un profondo senso di responsabilità e di appartenenza. Matureranno una nuova comprensione dell’apprendimento e sarà per loro più facile calarsi nel mondo reale.

Magari dopo il Diploma entreranno nell’edilizia e faranno i muratori ma avranno sicuramente delle competenze migliori per lavorare nei cantieri artistici italiani.

Perché non appassioniamo gli Studenti del Liceo Artistico Luca Signorelli?

Provare a creare lavoro, in casa loro, dove c’è realmente necessità, conferisce concretezza alla mia idea, perché potranno immaginare la loro vita in casa loro, senza emigrare e producendo sostegno al mantenimento economico del proprio paese.

Del resto sono la generazione che dobbiamo formare perché Erediterà la Vita di una Città d’Arte come Cortona che oggi sopravvive esclusivamente grazie alla sua Storia!

Purtroppo le istituzioni scolastiche del Liceo Artistico mi hanno risposto che sono troppo impegnate per seguire gli studenti anche in codesta attività.

Di tutt’altra natura è stata la reazione dell’Università americana della Georgia.

Annuncio con piacere che mercoledì 29 marzo u.s. Don Ottorino Cosimi ha accolto tra le mura di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio gli studenti americani dell’Università della Georgia insieme alla dottoressa Kristine Schramer Associate Director UGA Residential Center in Cortona, la prof.ssa di storia dell’arte Dr. Emily Hanson, la prof.ssa Ansley West Rivers per la classe di fotografia e per quella di disegno il prof. Jason Kofke.

Don Ottorino Cosimi è stato ben felice di ospitare gli studenti e ha presentato loro la Chiesa con le sua meravigliosa storia e il suo Credo. I ragazzi hanno scattato foto, ascoltato attenti e interessati, hanno preso appunti. Presto elaboreranno la loro esperienza che sarà interessante per tutti noi conoscere. Capire e Comprendere come le nuove generazioni straniere assorbono la nostra storia architettonica e artistica sarà molto interessante. Probabilmente noi italiani diamo per scontate tutte le ricchezze che ci circondano fin dalla nostra nascita, mentre per la maggior parte degli americani che vive in pianure sconfinate fatte di piccole costruzioni basse e prefabbricate, senza un albero, senza una piazza, una pietra antica, il nostro ambiente abitativo rappresenterà un sogno.

Non voglio lanciare un metodo nuovo di studio perché molti istituti nel mondo lo applicano già!

Per gli studenti è essenziale imparare a consolidare le fondamenta della loro conoscenza per sostenere i loro Sogni e noi accomodati sulle poltrone del nostro “posto fisso” non li aiutiamo di certo!

Speculare sulle persone promettendo un futuro che non viene costruito nel tempo presente o garantendo lavoro solo in campagna elettorale, è ormai una promessa ridicola che purtroppo non fa neppure “acqua da tutte le parti” ora che di acqua ce ne veramente bisogno.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Feb 03

2023

0

commenti

LEONARDO GHINI ” PER VOI GIOVANI “

Ospito con piacere nella mia Rubrica un’intervista che ho raccolto con il giovane attore Leonardo Ghini, dopo lo spettacolo “Quasi Amici”, scritto per un film dai registi francesi Olivier Nakache e Eric Toledano e riadattato per il teatro dal regista Alberto Ferrari.

E’ figlio d’arte ma non solo e lo scoprirete a breve. Il babbo è Massimo Ghini che non ha bisogno di presentazioni, ma per Leonardo, se da un lato questa realtà gli ha riservato dei vantaggi, lo ha anche appensantito di possibili pregiudizi.

Ho pensato che i pensieri e l’esperienza di un giovane professionista che ha le idee molto chiare riguardo le prospettive del suo mestiere, possano offrire utili consigli ai giovani appassionati dello spettacolo. Sono in molti che nel nostro territorio frequentano a livello amatoriale, i piccoli teatri comunali e di provincia.

Conosciamo a Cortona il successo che coltiva da anni la Compagnia “il Piccolo Teatro di Cortona” e l’ultimo lavoro cinematografico curato da Andrea Canoba Caneschi di “Cortona 70’s. Bischeri A Mano Armata. ”Il MANUFATTO” ha visto la partecipazione di gran parte della comunità cortonese suscitando un rinnovato spirito comunitario.

Quello che ho scoperto attraverso la nostra chiacchierata mi ha portato a superare i preconcetti e conoscere un Uomo Timido, Riservato quanto Colto e Determinato, appassionato per il suo lavoro ma sopra ogni cosa che vuole perseguire i suoi obiettivi dignitosamente, rispettando i colleghi.

Oggi il mondo del lavoro è competitivo quanto spesso scorretto ed anche il mondo artistico non ne è certo esonerato!

Insomma il ragazzo ce la mette tutta per meritarsi una scrittura!

Ha frequentato l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico una scuola che ha formato Anna Magnani, Vittorio Gasman, Nino Manfredi, Monica Vitti, Umberto Orsini, Giancarlo Giannini e questi sono solo una piccola parte dei nomi di Attrici e Attori da citare e, alla Domanda:

Come ti sei sentito studiando durante tutto il corso?

R: E’ stata per me un’esperienza fantastica e il ricordo lo conserverò per tutta la mia vita! Tre anni di sogno! E’ stato bello lavorare in gruppo, crescere insieme. Eravamo una classe fantastica!

D: Pensi che debbano essere aggiornati i corsi accademici?

R: Sicuramente tutto si può migliorare perché è necessario rimanere al passo con i tempi. La Società cambia e le nuove tecnologie modificano ovviamente anche le espressioni teatrali, potrebbe non avere senso imparare a recitare secondo vecchi stili. Ora s’indossano i microfoni, ma mi rendo conto che per alcuni lavori come quello al Signorelli, le voci impostate di tutti gli attori della nostra Compagnia sarebbero risultate meno metalliche e più calde ed avrebbero raggiunto l’ascolto di tutti i presenti, ma non sempre è ciò che accade. Poi ci sono i metodi e gli stili di recitazione … Certo è importante conoscere la storia del teatro ma forse si devono aggiungere nuove materie.

D: Secondo il tuo giudizio sei stato adeguatamente preparato per ciò che poi si deve affrontare sul palco, quello reale?

R: Si! L’Accademia mi ha formato e bene.

D: Ovviamente tra i corsi sono presenti anche il Canto e il Ballo. In quale eccellevi?

R: Il Ballo.

D: Che aria si respira in Accademia? C’è condivisione, si vive una sana competizione?

R: Stavo bene nella mia classe avevamo un ottimo lavoro di squadra ma come in tutti gli istituti possono esserci sezioni diverse. Io sono stato fortunato!

Ho sempre avuto a cuore la mia dignità e quella delle persone che mi sono vicine e per me che privilegio nella vita la qualità nei miei rapporti umani, è stato bello studiare in quel contesto. Nel lavoro purtroppo non sempre la buona educazione “gestisce” i rapporti sul set, ma non per questo rinuncio a pretenderla.

D: Come ti senti in scena insieme a due attori famosi senza considerare che uno di loro è il tuo babbo?

R: Il palcoscenico è un luogo democratico dove il lavoro di gruppo premia tutti e favorisce il successo a chi ha il giusto merito, in più sconfigge tutte le barriere e ci mette tutti sullo stesso piano tanto che ci si riconosce come colleghi e poi a casa come parenti!

R: Nel tuo mondo di bambino quali sono stati i pensieri e i giochi che ti hanno fatto comprendere di voler diventare un Attore? E’ stata una scelta dettata dall’istinto o tutto è nato per l’amore e la tua profonda ammirazione per il tuo babbo? Tutto ciò ti ha forse condizionato?

R: E’ stata una scelta dettata dall’istinto. La mia passione è esplosa dalla mia paura di non saper riconoscere cosa avrei voluto fare da grande, si è fatta strada da sola e con prepotenza, forse ha temuto che la reprimessi! Non mi vanto e non conto mai sul privilegio della mia famosa parentela, anche se riconosco che con lui mi è stato sempre naturale avvicinarmi mentre leggeva le sceneggiature. Ho sempre respirato teatro a colazione, pranzo e cena!

D: Senti di meritarti la parte che stai interpretando o pensi di poter sostenere qualcosa di più impegnativo?

R: Trovo il ruolo sia giusto. Certo che aspiro a molto di più perché studio tanto per poterlo ottenere, ma trovo sia necessario attendere il momento adatto. Per esempio in “Quasi Amici” tutti noi giovani attori siamo impegnati persino ad aiutare i macchinisti e questo lo ritengo opportuno quanto necessario. L’umiltà non ha mai ostacolato la bravura.

D: Sei sereno dentro?

R: Dipende dalle situazioni. Il mio carattere mi porta ad accettare con coraggio le sfide. Mi piace lavorare e quando non lo faccio in teatro cerco interessi anche in altre attività. Ho persino fatto il cameriere, ho lavorato in un B&B, insomma quando non c’è proprio nulla soffro molto ma cerco di reagire, di cacciare i brutti pensieri.

D. Per te il mondo è solo il palcoscenico? Ti rigeneri anche in altre occupazioni?

R: La mia passione è Recitare ma al primo piano ci sono i rapporti umani, il rispetto, questi valori accompagnano tutte le mie passioni e progetti.

D: A Cortona esiste la Compagnia “il Piccolo Teatro di Cortona” e molti giovani anche in tutto territorio della Val di Chiana s’impegnano tanto, anche dopo una dura giornata di lavoro, a loro cosa senti di raccontare di te?

R: Di conservare e preservare la loro normalità, l’ambizione non deve trasformare il loro essere donne o uomini. Vedo e incontro gente che pur di ottenere una parte calpesterebbero i principi più sacri, non li capisco e non mi piacciono. Io giudico un individuo per quello che è, non per quello che in una società come la nostra riuscirà a realizzare. Seguire le proprie aspirazioni è importante e sano per qualsiasi individuo, ma non a costo di perdere il proprio amor proprio.

D: Quali sono i tuoi Desideri?

R. Desidero lasciare una traccia sulla Terra. Mi piace pensare che dopo di me altri uomini mi ricordino per come ho recitato, scritto, diretto.

D: Quali sono le tue Difficoltà?

R: La concorrenza spietata uccide sul nascere degli ottimi progetti. La competizione e la mancanza di meritocrazia offuscano talenti. I Social rendono presuntuosi illustri sconosciuti, campioni spesso di Ignoranza. Qualsiasi lavoro non può essere improvvisato nemmeno quello dell’attore! Invece oggi basta aver scattato una foto e sei diventato un fotografo, basta pubblicare su facebook due righe che ti meriti l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti! Insomma dobbiamo rimanere lucidi e con i piedi ben piantati nel terreno!

D: Quante volte ti sei detto: Caspita! Potevo fare di meglio!!!!!!

R: Tutte le volte! Non mi fermo mai in un percorso cerco sempre di migliorarmi. Non mi piace la pigrizia mentale!

D: Ti senti Adulto?

R: Abbastanza.

D: Che rapporto hai con lo specchio?

R: Non mi ci guardo.

D: Le tue prime esperienze teatrali come ti hanno fatto stare? Sei stato subito disinvolto? Sei stato Timoroso?

R: Ho due Battesimi che ricordo con piacere. La prima mia esperienza come aiuto regista è stata accanto al mio papà, lo affiancai in “Un’ora di tranquillità” di Florian Zoeller. Fu un’esperienza importantissima, imparai moltissimo. Poi, Le Belle Notti di Gianni Clementi. 

D: Dalle ultime foto del tuo profilo professionale mi accorgo che hai look diversi. Con la barba, senza, stai curando un look particolare o cosa?

R: Sono un Attore e devo essere preparato a saper ricoprire tutti i ruoli possibili dettati dalla sceneggiatura.

D: Hai già maturato dei giudizi nei confronti di colleghi? Cosa cerchi nella bravura di un Attore e cosa ti infastidisce?

R: Detesto la mancanza di rispetto umano. In molti attori di primissimo piano noto quasi il gusto sadico nel godere quando qualcuno sbaglia. Invece di aiutarlo e di suggerirgli la battuta tace pur sapendo quale danno può provocare al collega.

D: Cosa ti piace nel tuo lavoro?

R: Mi piace l’esperienza, la tranquillità generata dallo studio e dalla preparazione. Osservo molto i grandi attori, non solo sulla scena anche fuori. Vedo come gestiscono i rapporti con i produttori, i macchinisti, i truccatori. Mi piace ancora di più quando scelgono di aiutarmi. Mi piace apprendere da quelli bravi. Gli sono grato.

D: Per quale regista desidereresti lavorare escludendo Ferrari con cui lo stai già facendo e bene?

R: Sorrentino, Carrone, perché accettano sceneggiature di film che hanno contesti interessanti, profondi.

D: Ovviamente ti piace la tua professione ma pensi un giorno di scrivere una sceneggiatura e di dirigerla?

R: Si mi piacerebbe dirigere una regia.

D: Se ne avessi la possibilità quale sceneggiatura produrresti?

Teatrale? Televisiva? Cinematografica?

R. Per la televisione.

D: Secondo te in Italia esistono Produttori Illuminati che bilanciano tra profitti, pareggi e perdite e alla fine sanno proporre al pubblico “Qualcosa di Buono”?

R: In Italia no. Non ci sono buone idee. All’estero Si, è tutta un’altra storia.

D: Sei nei primi passi della tua carriera come ti giudichi? Un pigro, un efficiente, un umile, uno sgobbone?

R. Umile e Sgobbone

D: Hai subito torti?

R: Si.  

D:Sei Vendicativo?

R: No

D. Sei un Buono?

R: Si

D: Sei Vanitoso?

R: Il giusto. Sono del Leone.

D: Un tuo Sogno Vicino che desidereresti realizzare?

R: Uscire con un buon prodotto che mi dia la possibilità di esprimere le mie capacità. So che non deluderei nessuno.

D: Un tuo Sogno Lontano?

R: Vincere un Premio.

Allora forse ho solo anticipato la scoperta di un “nuovo fiore all’occhiello” fra gli emergenti attori italiani. Ha una personalità preziosa sotto un profilo umano e professionale. Un buon esempio da seguire per le giovani leve artistiche.

Grazie Leonardo Ghini per la tua onestà intellettuale meriti il meglio!

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Gen 19

2023

0

commenti

“Quasi Amici” Massimo GHINI Paolo RUFFINI

L’Idea della sceneggiatura e della realizzazione del film di successo “Quasi Amici” scritta dai registi francesi Olivier Nakache e Eric Toledano è nota, invece è di nuovissima uscita lo spettacolo messo in scena con l’adattamento teatrale e la regia di Alberto Ferrari.

Con le due serate al Teatro Signorelli siamo solo alla decima rappresentazione provinciale sulle previste 85. Presto, in febbraio, debutteranno nella Capitale, il rodaggio sarà concluso e per allora saranno pronti per La Critica.

Un uomo ricco Filippo, tetraplegico, è in cerca del suo ideale badante. Il suo staff pensa di consigliarlo, invece lui ascolta solo le sue emozioni …

La scelta dei due Attori: Massimo GHINI e Paolo RUFFINI risulta vincente. Sono due anime diverse che si incontrano in palcoscenico, si scontrano, si intrecciano e poi si abbracciano.

Apro una parentesi per una considerazione: se si fossero incontrate due donne, sarebbe stato “un film” completamente diverso!

E’ una sceneggiatura difficile, scritta su di un pentagramma di domande e risposte secche, drammatiche e comiche, in una scenografia minimalista che “mette a nudo” gli attori e comprime la loro recitazione, senza che possano arricchire con il proprio mimo dei vuoti. Spesso un oggetto colorato, messo in scena su di un mobile, consente un movimento delle braccia, uno sguardo, l’ammiccamento di un’espressione facciale che riempie una pausa…

E’ una parte faticosa per Ghini. Non è facile rimanere immobili quando il tuo corpo reagisce naturalmente con il movimento, eppure è bravissimo.

Ruffini sta crescendo in teatro e molto. Paolo non interpreta una semplice parte comica, nelle battute del suo personaggio Driss, povero, pigro e sfigato si legge quella disperazione che lo spaventa e che lo ha fatto voltare sempre dall’altra parte, almeno fino all’incontro con Filippo.

La Compagnia teatrale che fa da loro cornice sono tutti giovani attori e attrici: bravi e pieni della voglia di far bene e ci riescono. Chissà magari tra queste nuove leve vedremo nascere delle celebrità!

Lo stile scenografico scabro e un po’ ruvido nella sua asetticità, scelto dal regista Alberto Ferrari, sorprende il pubblico che rimane per un po’ sospeso perché forse si aspettava solo una commedia brillante, invece il “molto altro” è di più e la platea lo apprezza.

Nel lavoro viene raccontato un Capitale Umano che si mette a confronto. Colpisce l’idea dell’affetto che sboccia fra i due diversissimi estranei e dell’attaccamento dimostrato con parole e modi insoliti.

Battute ironiche e scherzose che rendono meno drammatica la vita del malato, ed è proprio questo aspetto curioso che avvicina Filippo a Driss perché in sua compagnia non si sente compatito.

Infatti, non sono raccontate le cure difficili e costose, il dolore e la sofferenza dello stato fisico che purtroppo esistono e sono inesorabili per codeste persone, invece emerge la voglia di giocare che custodisce dentro di se Filippo, un Malato Grave.

La maggior parte del pubblico è uscita sorridente, molti hanno dichiarato che è stato il primo vero spettacolo riuscito della stagione al Signorelli! Sono anche sicura però di donare dei consigli e non una critica, perché il Regista talentuoso Alberto Ferrari è in grado offrire agli spettatori uno spettacolo perfetto! Il testo dona poesia che rappresentata in teatro ti commuove fino alle lacrime, allora portatevi anche un fazzoletto per il prossimo spettacolo.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Gen 11

2023

0

commenti

“Figli di un Dio Minore”

Stiamo trascorrendo i primi giorni dell’anno 2023 e ancora viviamo gli echi degli auguri scambiati con i parenti stretti e lontani. L’allegria degli incontri per i festeggiamenti con gli amici di sempre ci accompagna e ci sostiene nel riprendere gli impegni di lavoro.

Nella passeggiata della nostra vita ci stupiscono per fortuna le donne e gli uomini che non sapevi quanto ti fossero realmente amici, mentre ti deludono quelli scoperti che non lo sono stati mai. Ma tutti questi incontri di baci e abbracci anche con i conoscenti scoperti negli ultimi tempi ci offrono la carica per riacquistare la fiducia verso l’altro.

La vita ci deve sorprendere tutti i giorni e del resto basta osservare i tramonti, saranno sempre diversi l’uno dall’altro.

Ho un vuoto dello scrittore, forse sono più depressa che fiduciosa ma non so ancora a chi e cosa dedicare il prossimo articolo per la mia Rubrica Cortonamore.it.

In quest’ottica umorale, nonostante un persistente raffreddore, mi tuffo in acqua per il consueto allenamento.

Chi non svolge nuoto libero in piscina può avere la percezione che il nuotatore si chiuda in un bozzolo fuori dal mondo. In effetti, vasca dopo vasca, pensi a tutto e di più, mentre ti guardi intorno distrattamente. C’è il nuotatore professionista, il vanitoso dirigente in pensione che si vuole presentare in perfetta forma ovunque e con chiunque, le amiche che tra una chiacchiera e l’altra sgambettano immerse nell’acqua, lo studente universitario che si muove dopo troppe ore passate seduto alla scrivania … poi a fondo vasca in panchina noto un barbuto signore vestito con indosso persino il soprabito e due giovani ragazzi portatori di handicap.

Penso: “l’istruttore arriverà tra poco! “

Mentre continuo a nuotare, mi accorgo che mi osservano. Vero che nuoto bene e che eseguo interessanti esercizi, ma : “quanto tarda l’istruttore!”

Mi viene da dire una preghierina di ringraziamento al Signore per il dono della mia Buona Salute e un pensiero gentile per questi “Figli di un Dio Minore”. Non provo sensi di colpa per il diverso destino assegnato a codeste creature, ma tanta comprensione per le loro difficoltà  che cerco di alleviare e di aiutare quando mi è consentito.

Loro sono sempre lì educati che guardano l’acqua e pazientano. Sono una ragazza e un ragazzo, non avranno ancora 18 anni.

“Certo voglio proprio vedere che faccia avrà l’istruttore e con che scusa potrà giustificare un simile ritardo!”.

Poi il Signore in corsia 2 esce e loro improvvisamente si tuffano allegri.

Un’esplosione di Gioia Pura si sprigiona dalle loro persone. Cominciano a nuotare con gli attrezzi adatti al proprio handicap, tenaci e ad ogni vasca segnano il numero di quelle nuotate.

Sono felici e sorridenti.

Sono di fianco alla mia corsia e la loro Energia mi arriva Potente, Purissima.

Avverto il sentimento di Libertà che provano. Vivono con entusiasmo un momento meraviglioso e se lo godono Tutto.

Non aspettavano nessun istruttore, stavano solo educatamente attendendo che la corsia preferita si liberasse.

L’istruttore barbuto non li ha mai abbandonati, ma ha lasciato loro la possibilità di scegliere quando entrare, di vivere il loro momento prediletto.

Siamo stati educati con balordi valori riguardo la consistenza della Perfezione Umana.

Una mia collega affetta da nanismo mi raccontava, con le lacrime negli occhi, che quando i suoi genitori, stimati e famosi professionisti, davano dei ricevimenti in casa lei si doveva nascondere in camera e non uscire per nessuna ragione. Loro la nascondevano per vergogna ai loro amici.

“Roberta, che ricordo mi è rimasto dei miei genitori? Solo tanta crudeltà, tanto da non sapere io stessa come si può dare e ricevere amore.”

Allora miei Speciali Lettori, è a Voi tutti che dedico l’articolo sperando che siate sempre circondati da Amore.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Gen 03

2023

0

commenti

Ombre Cinesi

Mai come in questo momento l’uscita del romanzo di Giovanni Canestrelli “OMBRE CINESI” poteva essere più pertinente in considerazione dei titoli e degli annunci dei giornali e telegiornali riguardo le indagini sull’azione delle “agenzie di controllo cinesi sui cinesi” sul nostro territorio nazionale.

L’ombra sospetta della Triade, la temuta mafia cinese.

Leggendo il libro sembrerebbe che Fantasia e Realtà si confondano.

Ma, lasciamo lavorare silenziosamente la parte Sana delle nostre Istituzioni e torniamo a descrivere l’opera dell’autore Canestrelli che potrebbe rappresentare un’avvincente sceneggiatura per una fiction televisiva.

Canestrelli scrive bene, ha un’impostazione accademica che si legge d’un fiato, sia per la dinamicità dell’elaborazione delle indagini che per lo svolgimento dei sentimenti umani dei suoi personaggi, tutti di varia natura. Sono curatissimi i profili psicologici dei suoi protagonisti e sono precise e dettagliate le descrizioni dei luoghi, vie e piazze. Sono ben costruiti gli intrecci dei vari accadimenti e il susseguirsi delle storie parallele raccontate, arricchiscono le trame.

Giovanni Canestrelli studia e ricerca gli argomenti che tratta.

Il suo stile è piacevole, sa di buono e di sano.

Con i suoi racconti il lettore s’immerge istantaneamente in storie verosimili e nonostante le tematiche siano difficili e pericolose, chi legge non si spaventa perché lui le tratta con una sorprendente e serena lucidità.

Ogni suo romanzo porta alla luce diverse piaghe dell’umanità e il suo saper raccontare di questioni complicate con un metodo semplice è la strategia vincente che mette in atto.

La protagonista di “OMBRE CINESI” il maggiore dell’Arma dei Carabinieri Elena Parri, è pronta a combattere e sconfiggere la Triade.

Lo scrittore nella sua fantasia la immagina come una donna che mette in campo la sua intelligenza e meno la sua indiscutibile bellezza, controlla i suoi affetti in virtù del lavoro che deve svolgere e con coraggio sceglie di mettere al servizio dello Stato la propria vita.

La sua Elena Parri non è una Wonder Woman, Canestrelli non ha creato una vanitosa individualista perché lei sa soffrire da sola, ma le piace condividere tutte le sue vittorie con i colleghi.

E’ una leader e il lettore l’ammira perché non è mai fanatica.

Come non innamorarsi di lei?

Per come viene raccontata sembra sia fatta veramente di carne e ossa!

Giovanni Canestrelli è un estimatore della qualità professionale femminile che ha conosciuto nel mondo reale del suo lavoro, ma riconosce purtroppo quanto non sia premiata.

Seguo con piacere la sua lettura fin dal mio primo acquisto del suo primo libro nella libreria Nocentini di Cortona.

Giovanni Canestrelli risiede frequentemente in questa meravigliosa cittadina con la sua famiglia. Per questo ama inserire nei suoi racconti dei luoghi specifici del territorio cortonese come la “Cantina”, l’immaginaria sede dell’associazione segreta tra le Polizie di Stato Internazionali che pare sia ben nascosta nella Valdichiana, proprio nei pressi di Cortona.

Nella realtà questo luogo esiste ed è sede della rivendita di un famoso vino toscano.

“OMBRE CINESI” insieme a tutti i libri della serie che coinvolgono il Maggiore Parri è veramente un’ottima sceneggiatura, un prodotto prezioso per qualsiasi regista e pronta per il nostro puro divertimento per una fiction. Lo scrittore in un’intervista ha dichiarato di aver già immaginato gli attori che potrebbero interpretare i suoi personaggi che protegge come figli. Nel frattempo però vi consiglio di gustarvi le avvincenti avventure descritte nel suo ultimo libro “OMBRE CINESI”. Le ultime 50 pagine sono veramente “roccambolesche”!

Pensate che mi era stato spedito il pdf, ma a pagina 90 mi sono fermata perché volevo acquistare il libro e regalarmi la sua lettura in quei particolari momenti intimi della nostra giornata, dove abbiamo necessità di un gustoso gelato al cioccolato! Buona Lettura!

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®