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Written by Roberta Ramacciotti

Nov 18

2025

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Il Piccolo tra i Grandi

Nella serata di sabato 15 novembre scorso nella sede del Teatro Signorelli la Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona ha aiutato a realizzare, con il contributo dell’Accademia degli Arditi e il Patrocinio del Comune di Cortona, la riedizione di uno spettacolo veramente particolare dall’alto profilo affettivo e sociale. Dopo 50 anni sono tornati in scena i protagonisti, allora solo dei bambini, di una parodia in musica dei Promessi Sposi scritta da Luigina Crivelli e Franco Sandrelli, due professionisti del pensiero creativo teatrale nonché moglie e marito nella vita.

La Maestra Crivelli grazie alla sua competenza di insegnante e dotata di rara sensibilità, ha saputo far esprimere con successo dei giovanissimi bambini sul palcoscenico di allora, tanto da ricevere per questo lavoro un Primo Premio Nazionale.

Le foto dello spettacolo originale (su fb ne girano tantissime) raccontano di piccoli fanciulli felici, vestiti di stupendi costumi, protagonisti sul palco in una meravigliosa scenografia. Gli scatti raccontano la tanta cura spesa dai coniugi Sandrelli per questo particolare progetto. Immaginiamo la passione per il teatro della giovane maestra, l’idea presentata al marito, bravo attore e regista, e il tanto lavoro ragionato, perché le problematiche dovevano essere molte, come spendere il meno possibile. Sapeva che non poteva chiedere soldi alle famiglie degli alunni.

Allora in un giorno dei nostri, dopo 50 anni, la figlia Eleonora Sandrelli, che tanto ha nel cuore i genitori, decide di ripresentare in scena un adattamento della loro commedia musicale. In un nano secondo le si presentano mille pensieri: come riscrivere la sceneggiatura, individuare gli interpreti, il maestro per curare gli arrangiamenti?

E dove trovare l’esperienza e il supporto necessario?

Ma nella Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona e nei suoi soci: donne e uomini per recitare, truccare, vestire, cantare e filmare!

Gli spettacoli della Compagnia del Piccolo sono sempre curati come nelle migliori rappresentazioni professionali, le scenografie e i costumi di scena sempre puliti e stirati. Tutto aiuta ad offrire agli attori e attrici la migliore postura teatrale.

Ma vi svelerò un segreto: è durante le prove che si riconoscono i talenti, i veri attori, quelli che hanno “cucita addosso” la stoffa del commediante.

C’è quello che non studia la parte e che dimentica persino il copione a casa e che pretende che gli altri lo supportino con il sorriso, come quello che invece si porta la partitura persino in bagno, poi c’è l’altro che fa i compitini tutti perbenino sperando in segreto un applauso tutto per lui, quello che ce la mette tutta, ma proprio tutta ma è negato proprio come la sottoscritta.

Già sono un pochino nella zona “conflitto di interessi” perché faccio parte dei Soci ma ciò mi rende lo stesso preziosa se onesta.

Infatti, le prove sono il momento più affascinante e reale per poter misurare il livello di coinvolgimento di una compagnia teatrale amatoriale. Dunque, nonostante ci fosse, in una delle ultime prove, lo Svogliato, il Simpatico, il Secchione, l’Antipatico, il Dotato, l’Impegnato, lo Studioso tutto ha funzionato perché c’erano anche: la Pazienza, l’Educazione e la Comprensione insegnata proprio dai “Genitori e Nonni Attori” che hanno impostato in tempi passati i Comportamenti Teatrali nel Piccolo.

Allora le Prove sono oneste rivelatrici del vero attore che non ha bisogno dell’immagine autorevole che gli offre il costume di scena per definirsi, ma che abilmente si sa cucire in dosso qualsiasi toga o armatura con la sua gestualità.

La Compagnia del Piccolo ha sempre prediletto commedie in allegria e per questo le sue proposte teatrali sono sempre sinceramente apprezzate dalla popolazione, del resto una risata spontanea oggi è veramente preziosa in questo mondo bagnato dal dolore.

Ma torniamo allo spettacolo!

La regista Eleonora affida l’inizio della commedia a delle immagini digitali proiettate “sulle quinte”, il filmato è carino e piacevolmente spiega e riassume il principio dell’idea, i primi contatti ripresi dopo 50 anni e le immediate ed entusiaste adesioni.

Poi si apre il sipario: Renzo e Lucia, Don Rodrigo e quelli che furono bambini si rivedono proiettati già grandi. Bravi Tutti! Con fluidità, musica, canto e recitazione lo storico racconto si svolge, la storia la conosciamo tutti, ma quello che non potevamo aspettarci era quanto la rievocazione di vecchie conoscenze e amicizie potessero commuovere tutti.

In Sala era Festa Grande! Nel teatro si è svolta Prima, Durante e Dopo la Commedia nella Commedia!

La Eleonora Sandrelli ha saputo leggere e riconoscere con meticolosità le grandi potenzialità dei suoi concittadini e ha così regalato con la sua regia una manifestazione al territorio cortonese dove non sono esistiti confini tra valle e collina, tra ricchi e poveri, ma solo dolci e teneri ricordi da condividere con il sorriso.

Non dimentico di elogiare un “volontario” di eccezione, il Maestro Roberto Pagani. Senza i suoi arrangiamenti e la conduzione da direttore corale e musicale, lo spettacolo sarebbe stato bombardato da pericolose stonature, veramente un umile grande signore.

In questa occasione non avrebbe valore citare il più bravo o il più intonato, perché bisogna solo rammentare che l’allegra commedia era scritta per essere recitata dai bambini, ma bisogna invece elogiare Donna Eleonora che con la sua intelligenza e cultura ha saputo cogliere il momento opportuno per creare con un concerto di affetti, di conoscenze, di aiuti altolocati, una manifestazione che ha resuscitato negli animi tutti l’amore di appartenenza a codesto territorio sempre più maltrattato e sfruttato.

Ricordiamo sempre che è l’alto valore delle Singole Persone a determinare il profilo di un paese o una città e in questo ambito l’Onestà Teatrale che vive in ognuno di noi, sarà sempre rivelatrice di ciò che realmente siamo. 

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Nov 12

2025

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L’Astratto in Beato Angelico

Visitare la mostra del Beato Angelico a Firenze, dal 26 settembre 2025 al 25 gennaio 2026 nelle due sedi di Palazzo Strozzi e al Museo di San Marco, oltre 140 opere e prestiti internazionali, è un’esperienza di vita perché lui sapeva dipingere la Bellezza, quella dello Spirito Umano che si eleva al trascendentale.

Una persona forse un po’oltre le righe, ma anche colta e sensibile, descriverebbe il maestro un po’ “spinellato” e in preda a “viaggi” proprio mentre dipingeva.

In verità la meravigliosa e fantasiosa personalità di Beato Angelico non aveva proprio bisogno di droghe per esprimere la sua gioia nell’amare il Divino.

Certo è stupefacente riconoscere in un Uomo Mite, Gentile, Umile e magari un po’ Timido, un’esplosiva ricchezza di sentimenti. Il suo dipingere lo trasferiva in una dimensione universale oltre l’atmosfera, vagava nell’universo tra le stelle più lucenti e colorate.

Mi pare di immaginarlo camminare a trenta centimetri da terra, ma certamente non per presunzione visto l’immediato riconoscimento del suo talento, lui rimaneva sempre se stesso, felice del dono della pittura che il suo Signore gli aveva regalato e dipingendo la storia di Cristo, Suo Figlio, Gli restituiva Amore.

Al giorno d’oggi, sempre più spesso, si creano delle mode ai fini commerciali, si riscoprono affascinanti artisti dal passato e si presentano alla conoscenza delle masse, ma non è assolutamente il caso del Beato Angelico perché il Vasari già dal Cinquecento lo immortalò fra i grandi nella sua opera “LE VITE”.

Aveva una potenza interiore esplosiva e la esprimeva attraverso la sua spiritualità pittorica con colori sgargianti, sfumature, corpi liberi nei movimenti e le espressioni dei suoi personaggi avevano completamente perso il vuoto e la fissità negli sguardi del passato tardo gotico.

E’il primo Rinascimento!

In scene teatrali differenti il Beato Angelico stava in Masaccio, due geni pittorici con due linee di diverso pensiero che però convergevano nell’Amore per l’Umanità.

E’superficiale considerare l’Arte dell’Angelico classica e conservatrice e prettamente rivolta al suo forte sentire religioso e domenicano perché l’artista che c’è in lui esplode nelle umane espressioni dei visi e nell’astrattismo che concede alle fantasie marmoree delle scale, dei pavimenti e dei pannelli decorativi che lo proiettano nel mondo del ‘900 di Pollock in “ Full Fathom Fire”.

Andate a curiosare nella mostra o navigate in internet ed osservate come vi gettava il colore, non lo ritoccava, lo lasciava puro e libero di creare forme irregolari e imprevedibili, intonate e perfette. Il tutto senza ripensamenti.

Ma si può ancora raccontare moltissimo della sua pittura!

Ammiro la sua sensibilità quando studio l’espressione che fotografava nella sua Vergine nell’Annunciazione di San Marco, quella di una allora ingenua e ignorante fanciulla che aveva appena ascoltato le parole di Dio attraverso l’Angelo e che ancora non ne comprendeva appieno il significato. Per l’allora giovanissima donna di quei tempi, sarebbe stato impossibile poter immediatamente pesare il drammatico significato della sua immortale missione, tanto che ne era del tutto completamente ignara ed il Maestro riesce a tracciare questa delicata situazione.

Anche Michelangelo 50 anni dopo scolpiva la sua Fanciulla Madre nella Pietà in Vaticano, completamente attonita e annientata da una sofferenza inimmaginabile. Una Bambina che culla il Figlio più vecchio di Lei che le giace fra le sue braccia, dopo la deposizione dalla croce.

Quante elevate filosofie sono custodite sulle tele, negli affreschi e scolpite nel marmo.

Questi artisti avevano coraggio di esprimere questi sofisticati quanto commoventi sentimenti mariani perché la sofferenza della Santa Mamma Maria di fronte alla Passione di Cristo è indescrivibile quanto incommensurabile.

La mostra espone così tanta bellezza da “nauseare” il visitatore! Ovviamente scherzo ma devo far comprendere quanto allora “la bellezza fosse guaritrice, desiderata quanto inimmaginabile”. In quei tempi la miseria, la peste, la fame, le malattie e il freddo deturpavano i corpi e lo spirito delle persone tanto da renderli disperati.

Allora ecco la Luce della Bellezza portare in Sogno a questa disperata Umanità: l’Amore, il Calore e la Guarigione.

Ma oggi il vero miracolo lo osserviamo nelle opere di “Fra’ Angelico”, Uomo Artista Religioso, appartenente all’Ordine dei Domenicani quale è, che non si contiene nella sua formalità religiosa ma riesce a sconfinare nello Spazio e nel Tempo tanto che Noi ancora oggi, dopo 600 anni ne siamo completamente rapiti.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Ott 17

2025

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Signor Giorgio Cuculi

Giorgio Cuculi era un Signore, un Gentile Signore.
Lo conobbi a Cortona nell’inverno 2018, mi cercò perché desiderava descrivessi in
un articolo la sua preziosa collezione di oggetti tecnici antichi e vintage. Fu poi, a
quel tempo, pubblicato su L’ETRURIA.
Una stupefacente raccolta di macchine da ripresa, fotografiche, riproduttori di
immagini, barometri, telescopi, bussole e qualsiasi altra antica apparecchiatura.

La sua richiesta non era dettata da uno spirito di personale vanità, certo era orgoglioso di
tutti i suoi “figlioletti” ma il suo desiderio più grande sarebbe stato quello di poter
donare la sua raccolta al MAEC.
Mi raccontò che aveva provato ad offrirlo senza ricevere la risposta che avrebbe tanto
amato, voleva mettere al sicuro la sua passione di vita.
Certamente il museo dell’Accademia Etrusca di Cortona non sarebbe stato il luogo
più adatto per raccogliere e curare la sua preziosissima collezione di centinaia e
centinaia di pezzi. Forse, al tempo, fu consigliato dai curatori del Museo di mettersi
in contatto con i giusti indirizzi del territorio di appartenenza, certo con il suo
handicap alla vista sarebbe stato difficile prendere iniziative al riguardo, ma non mi
riferì nulla al riguardo.
Gli consigliai allora di donare la collezione al Liceo Artistico di Cortona ma non
sapeva come contattare il Ministero della Pubblica Istruzione e sempre nel caso di un
diniego, di contattare anche il Museo del cinema di Torino, ma quest’ultimo
suggerimento non lo accolse perché mi spiegò che lo avrebbe troppo addolorato
allontanarsi dai suoi “figlioletti”.
Fu però contento dell’articolo e orgoglioso che la sua collezione fosse resa pubblica.
Senza voler entrare negli affari di famiglia, in codesto articolo descrivo solo il suo
grande amore per i suoi reperti e il piacere che avrebbe avuto affinché più persone
potessero godere del suo amorevole lavoro su degli oggetti che non verranno mai più
progettati e costruiti dall’Uomo Moderno. In essi, perfettamente conservati e
funzionanti, è raccolta la pura intelligenza evolutiva umana degli ultimi due secoli,
ormai oggi contaminata dall’AI.
La sua era una Casa Museo, veramente unica nel suo genere con persino 71
microscopi di cui uno settecentesco e lenti di ingrandimento ottocentesche di rara
bellezza.

Cuculi ha nascosto con la sua signorile timidezza, la cultura e passione. Rara e capace
è stata la sua archiviazione, minuziosa e dettagliata di ogni singolo reperto,
veramente encomiabile.
“ Caro Giorgio, nella speranza che il tuo patrimonio di vita non venga dimenticato,
ma affettuosamente goduto e ammirato dalle nuove generazioni, ti auguro una nuova
serena esistenza e che il tuo Riposo sia lieve e delicato. Questo ti avevo promesso e
questo ho fatto con tanta commozione nel cuore. Ciao Giorgio”.
Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Ott 05

2025

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Pensiero Creativo

Il Pensiero Creativo ha un valore enorme per l’Uomo.

Persino per raggiungere una scoperta scientifica dove occorrono la competenza, il rigore e il coraggio, se non ci fosse anche una dose di “Pensiero Creativo” il tutto rimarrebbe tragicamente più immobile.

Il mondo principe del pensiero creativo è indubbiamente l’Arte.

Porto l’esempio di un grande capolavoro pittorico di Luca Signorelli e pubblico un particolare del tondo della “Vergine con il Bambino e Santi” (1510-1515) conservato al Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona. Sappiamo quanto, il Maestro a noi caro, abbia donato all’evoluzione del pensiero artistico con i suoi studi laici del corpo maschile e femminile, oli e tempere indimenticabili per pose innovative “fotografate” da lui in torsioni, piegamenti sempre in procinto di dinamiche azioni. Tutti i suoi capolavori hanno dato coraggio e slancio ad opere dai soggetti non prettamente religiosi e sono stati precursori della splendida opera di Michelangelo nella Capella Sistina. In questi capolavori non si legge solo una meravigliosa Bellezza Estetica ma si legge la nuova filosofia dell’Uomo Rinascimentale.

Per la nostra razza è fondamentale dare valore e fiducia alle intuizioni perché offrono il coraggio di sperimentare nuove combinazioni chimiche, differenti calcoli matematici affinché si possano progettare diverse strutture edili, nuovi ponti, molteplici modi di volare e di navigare, per migliorare la nostra vita sulla Terra.

Insomma, così si è sempre sperato!

Nel passato persino nella più tremenda povertà vissuta dagli uomini e le donne nei Sassi di Matera, se non avessero avuto Pensieri Creativi, non avrebbero potuto sopravvivere. Ricordo come la visita all’interno di quelle che furono abitazioni fino agli anni ”60, mi lasciò meravigliata e commossa. Al tempo ascoltai dalla guida la narrazione di una tipica giornata di vita di quelle famiglie direttamente dall’interno di un sasso oramai disabitato, ci disse solo alla fine dell’intrattenimento che ci era nato e cresciuto. Con la gestualità che avrebbe fatto invidia ad un attore consumato, ha scandito metro per metro le azioni che si compivano di fronte ad un recesso dedicato alla pulizia personale, in un altro antro mimava i gesti del nonno mentre si specchiava, spiegava quello che rappresentava il ricovero delle bestie, delimitava l’area del braciere come quello della cisterna. Le sue parole esprimevano l’amore per il ricordo di intimità familiari ormai perse. E’riuscito a ricostruire come in 3D le scene, tanto da emozionarmi per il senso di nostalgia evocato.

La guida, con il suo Pensiero Creativo, ci ha fatto viaggiare nel tempo e comprendere.

Ma il nostro stupore ha superato persino le nostre aspettative perché ci ha con orgoglio insegnato che la povertà può essere una condizione, ma la dignità eleva l’ingegno di qualsiasi uomo, anche quello con meno mezzi e così ci ha spiegato il significato della nobiltà della civiltà contadina che nulla getta, nulla spreca. Superlativo è stato il lavoro di ricostruzione dei suoi avi nei sassi. Questi antri abitativi, scavati nella morbida e calda roccia con piccoli pezzi di ferro appuntiti o solamente con rocce acuminate come facevano gli uomini preistorici, presentavano soluzioni architettoniche ecosostenibili degne del grande architetto Gaudì di Barcellona. Si scavava con l’inclinazione verso il basso del pavimento e del soffitto scalettato, per consentire di poter far entrare il più possibile la luce al suo interno (spostavano lo Zenit!) e per bucare le eventuali bolle di gas derivate dalla fermentazione del mosto, si creavano sul soffitto delle sporgenze rocciose angolari e per un ricircolo virtuoso e rinnovabile dell’aria si creava un buco in basso confinante con l’esterno.

Pensiamo dunque come sia addirittura fondamentale e necessaria la creatività spesa dall’Uomo per migliorare le più estreme condizioni di vita.

Il Mondo, abitato dai popoli cambia nel tempo, perché nel Bene e nel Male l’Uomo Vivo è curioso e crea nuove soluzioni che lo possano rendere sempre più bello, sano e felice, perlomeno apparentemente, perché la creatività deve essere comunque gestita dal buon senso.

Se poi pensiamo al Maestro Gino Severini ed ai suoi colleghi futuristi che con il loro radicale ed audacissimo fanatismo hanno sprigionato energia e visioni premonitrici persino nella comunicazione pubblicitaria oggi fonte di Massima Economia, allora possiamo renderci conto quanto valore può possedere un Pensiero Creativo.

Interi network basano il loro business milionario sulla vendita di prodotti attraverso la pubblicità che viene trasmessa con gli spot, ma è anche inserita con abilità creativa nei telegiornali, nelle fiction, nei talk show.

Tutto si Vende e si Compra con metodi e modalità dettati da Pensieri Creativi che smuovono Miliardi.

Sono solo pochi esempi che però aprono un mondo di altri Pensieri Creativi!

Allora tutte queste idee ed energia come possiamo spenderle in positività?

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Set 19

2025

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L’Ultimo Cavaliere Stefano Andreoli

Chi è Stefano Andreoli? Un conduttore radiofonico, uno scrittore, un autore televisivo, Uno degli Ultimi Cavalieri che spendono le loro parole a favore delle donne e che “c’azzecca” con Cortonamore.it?.

Allora Leggete!

Quando sono in casa o in macchina, tra una lavatrice, una veloce risposta ad una email, una girata al minestrone o in coda sul GRA o in viaggio per arrivare a Cortona, seguo da anni, con piacere e curiosità, gli interventi radiofonici di Stefano Andreoli.

Nel suo “Il Geographic” all’interno del programma Bonjour Bonjour in onda dalle 7,00 alla 10,00 su Radio Monte Carlo offre dei “flash raccontati” sugli argomenti più disparati come i Dialetti, i Mondiali di Calcio, l’Invecchiare, le Mance al Ristorante…

Quella mattina raccontava: “ App d’Incontri”

“ Lo dicono tutti: conoscere nuove persone è diventato estremamente complicato.

Cambiano i tempi … Oggi c’è molta diffidenza verso il prossimo. Soprattutto da parte delle ragazze … Quante ne abbiamo fatte, noi maschi, nella storia? Le cose che sono successe nei secoli, ce le portiamo tutte sulle spalle … è ovvio che le donne abbiano diffidenza verso gli uomini. Per me è incredibile che nel mondo esistano ancora donne che accettino di uscire con gli uomini. Di salire sulle loro macchine, di entrare da sole, di notte, nelle loro case. Mi verrebbe da dire: Ma com’è possibile, ma siete matte?  Ma non li leggete i giornali?

E qua noi maschietti che ci lamentiamo del fatto che approcciare una donna è diventato molto difficile, dovremmo fare un minimo di autocritica …

Secoli in cui le donne, di fatto, erano proprietà prima dei loro padri, e poi dei loro mariti. Senza dimenticare che esistono – ancora oggi – società in cui alle donne non è permesso fare cose che noi consideriamo ovvie: ballare, cantare, mostrare il volto, uscire da sole… persino parlare. E quindi è ovvio che ci sia un po’ di diffidenza. Anche verso le app di incontri.

All’inizio, sì, forse, magari funzionavano… poi ora si sono riempite di sciroccati. Gente strana. Allupati, truffatori, o tutt’e due le cose. Insomma, internet non sembra più il modo migliore per conoscersi. Su internet è troppo facile far finta di essere chi non si è! E allora… come si fa a conoscersi? …”

Dunque Stefano Andreoli in questo testo non si esprime con la levatura di Dante Alighieri, del resto non gli è neppure richiesto, allora cosa mi ha colpito? Come donna e come mamma prima ancora che da giornalista mi ha centrato per l’attenzione che dedica a noi donne, al nostro difficile vivere quotidiano, di quanto siamo timorose nel prendere un treno temendo un’aggressione, la paura che abbiamo nel passeggiare sotto casa dopo il tramonto, il piacere di gustarci un drink in un bar dopo una giornata di lavoro …  

Andreoli non formula pesanti accuse, non usa parole scandalose o espressioni violente, fa una narrazione breve, del resto il suo è un testo radiofonico, dalle frasi sincere condite dalla spontaneità, quello sfogo che potrebbe raccontargli una sua amica e lui allora sarebbe pronto ad abbracciarla.

Mi è stato di grande conforto apprendere di questa sua iniziativa e cioè che sia partita da un uomo l’idea di comunicare attraverso una importante emittente radio i forti disagi che vivono ancora al giorno d’oggi le donne Occidentali e Orientali. Semplici frasi ma dritte al cuore di chi ci vuole proteggere.

I miei suoceri si sono conosciuti nel dopoguerra in tram e vantano ben 4 pronipoti, i miei genitori si sono conosciuti in una gita in pulman al Terminillo e vantano 4 nipoti.

Oggi non sarebbero incontri raccomandabili per le nostre figlie!

Andreoli scrive per passione, penso che da bimbo prima di camminare abbia “scritto con la parola” e non lo fa per scandalizzare ma per analizzare e raccontare fatti e favole, che hanno il sapore della verità.

Non è vanitoso ma è orgoglioso della sua conoscenza perché è lo strumento migliore che ha per cantare le sue storie con originalità politica. Lo fa a modo suo con un inconfondibile buon umore e gli ascolti lo premiano sempre! Sa farsi accogliere in auto, al lavoro, nei negozi, nei piccoli studi professionali, del resto siamo tutti bombardati da colossali negatività tanto da essere assetati di freschezza ed onestà intellettuale.

Provate a seguire su internet Stefano Andreoli.com e ad ascoltare gli ultimi 5 minuti del video del monologo, sono un bell’esempio di buona vita, da lui fortemente consigliato.

E’ la sua vivacità pacata a colpirmi per come espone i suoi contenuti profondi e sensibili che però non mancano mai di un fondo di allegria (quando è necessaria e mai irrispettosa). E’ leggero, non appesantisce mai i concetti e le sue ultime gag ironiche “lasciano sempre all’ascoltatore l’ultima battuta” e le legittime considerazioni.

Sono state proprio le sue riflessioni gentili e comprensive sulle donne a colpirmi perché è proprio dal mondo maschile che devono arrivare questi importanti segnali.

Non è fondamentale conoscere i numeri statistici di questi consensi ma è necessario aumentarli velocemente, perché il mondo occidentale ha avuto magnifiche idee di sviluppo democratico tra le popolazioni ma purtroppo ha peccato di presunzione inquinando artificiosamente i rapporti tra gli esseri umani che hanno sempre meno capacità e possibilità di dialogare con amore.

Allora l’articolo desidera manifestare la mia gratitudine come donna all’autore del pezzo e sottolineare come sia importante ed educativo per la società il diffondersi di simili messaggi.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Ago 26

2025

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Pittori e Scultori al Piccolo Teatro

Una Via in Salita per scoprire un Paese in Pietra Antica, una Via in Discesa che si apre sul Mondo Intero. Questa è Via Guelfa in Cortona.

La sede della Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona si trova proprio fra queste correnti ascensionali e i Soci del Piccolo hanno organizzato una Mostra di Pittura e Scultura con le loro stesse opere per conoscersi e per scambiare anche con le Comunità Cortonese e della Val di Chiana, quella “energia positiva” di cui tanto si parla ma della quale “si fa poco uso”.

Ma come è possibile che degli attori, uomini e donne con la passione della recitazione possano cimentarsi nel disegno, nelle pitture ad olio, nelle sintesi figurative a collage, nelle fusioni a cera o in accademiche e perfette illustrazioni a china e raffinati acquarelli?

Allora pensiamo ad un foglio bianco, una grande tela, poi immaginiamo l’artista che si trova di fronte ad una scenografia ancora inesistente, ma dentro di se avverte il desiderio di esprimere la sua energia, le sue idee e la sua prorompente emozione quando le riconosce dentro di se. Così con coraggio, passione e amore si mette a nudo e si schiude al mondo.

Un tempo scrissi per descrivere il Disegno: Guardando un foglio .. Partii dallo spazio infinito e lo immaginai nel bianco di un foglio .. Piccolo, Grande che sia stato aveva la capacità di ospitare migliaia di punti neri e, loro insieme, potevano comporre disegni musicali infiniti. L’avevo presa come un’avventura da compiere per la ricerca dell’armonia e dell’equilibrio tra gli oggetti da rappresentare. Poi mi sono accorta che erano le fotografie dei pensieri nella mia mente.”

Dunque tutti noi del Piccolo, il nostro Presidente Mario Parigi che ben ci rappresenta e unisce, la nostra brava Organizzatrice Donella Baccheschi siamo lieti di condividere questa Mostra all’interno ed all’esterno della Comunità Cortonese come un inno alla Libertà di Pensiero. Questa seconda Edizione è dedicata ad un grande amico del Piccolo lo scomparso Giovanni Fumagalli, un artigiano del legno, talmente bravo e poetico nel trattare le varie essenze da elevare ad arte i suoi preziosi decori.

Negli anni “80, quando venivo in visita a Cortona, già dalle prime volte venni catturata dalla bravura di questo uomo, chiuso emotivamente al pubblico, ma aperto con amore e passione al suo lavoro. Nella sua bottega in Via Dardano sfidava con il suo respiro e la pelle delle sue mani, le inalazioni degli acidi e i vapori degli oli per schiarire, colorare, curvare il legno.

Oggi sarebbe bello poter educare i nostri giovani a questo sensibile e sofisticato artigianato ma è difficile in un mondo dove “il tempo è denaro” e nel quale non vengono contemplati i meriti.

Allora noi Soci della Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona siamo Attori, Artisti e Creativi colmi di fantasia, amore e buona volontà e, a volte, sfidiamo l’Utile per scegliere l’apparentemente Inutile!

La Cerimonia di inaugurazione ci ha visti riuniti a presentarci gli uni agli altri, liberi di raccontarci ed abbiamo avuto l’onore istituzionale di avere presente il Sindaco di Cortona ma prima ancora era presente l’uomo Luciano Meoni, che si è amabilmente calato nella nostra creativa atmosfera. Grazie per averci ascoltato con curiosità ed interesse fino alla fine!

Il Prof Amedeo Vito Cozzi Lepri nostro esimio regista, al quale ci affidiamo per qualsiasi consiglio, ha curato la presentazione della dedica a Giovanni Fumagalli, ricordando non solo il suo valore artistico, ma l’uomo, l’amico, lo scrutatore dell’anima. Infatti, era noto per le sue sintetiche e fulminanti battute sulle persone che incontrava o le varie situazioni che viveva. Era un uomo libero di spirito e di parola.

La Donella Baccheschi, da perfetta padrona di casa ha presentato con ironia e gentilezza i partecipanti invitando tutti a raccontarsi.

Azelio Cantini ha dedicato una poesia, una dolce e tenera preghiera al Fumagalli, accompagnato alla chitarra dal bravo Daniele Bellaveglia che ha curato con delle belle canzoni tutti gli intervalli dell’evento. E’ stato un momento veramente molto commovente.

Mario Bocci attore dalle battute inimitabili, di fronte al ricordo doloroso dell’amico non è riuscito a parlare, ma le sue lacrime sono state la sua prosa. Va sottolineato che è un vero artista della pittura ad olio e chissà come la sua storia sarebbe stata diversa se avesse scelto il pennello come carriera amatoriale al posto della sua brillante recitazione. Già perché non dimentichiamoci che ognuno di noi nella vita ha svolto tanti mestieri diversi spesso molto lontani dall’essere creativi. A seguire è stata chiamata sua moglie Anna Maria Spera che con i suoi ritratti ad olio sfida le più sofisticate e realistiche fotografie.

Jole Crivelli è una bella signora che si presenta sul palco carina e leggiadra come i suoi quadri che sono veramente fantasiosi. Ogni opera è una fiaba dai decori e colori freschi e allegri, un vero soffio primaverile. Teresa d’Ippoliti una figura preziosissima all’interno del Piccolo perché oltre ad essere una bravissima truccatrice, risolve tutti i più incredibili problemi scenografici e di costume in teatro, dipinge con gioia sua e nostra, fiori e frutta dai colori luminosi e le sue opere, sono un vero e proprio inno alla vita. L’architetto Lucia Lucchini è una professionista del disegno accademico e una maestra nell’acquarello che ha portato in mostra quattro opere commissionatele in passato  dal Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona. Tommaso Musarra è un pittore, scultore e ceramista, è di pregio la fusione che ha presentato in mostra “l’Arlecchino alla maniera di Severini”.

Poi a seguire è intervenuto il nostro Presidente Mario Parigi un uomo di cultura e passioni molteplici, sapiente storico e musicista che nell’ultimo anno sta dedicando persino molto impegno anche alla pittura.

Un complimento non mi deve sfuggire al bravissimo pittore Franco Sandrelli che oltre a dipingere luminosi scorci di Cortona rappresentandoli in modo indimenticabile, ritrae maestosi cavalli che con la loro corsa e la chioma al vento sono fonte di vitalità.

Ieri sera, uscendo dalla sede della mostra, avevo bisogno di riordinare le idee, lo faccio sempre camminando e mi sono ritrovata nella luce del crepuscolo ad osservare le decise pennellate di luce sulle tegole rosa del Sandrelli. E’ stato Emozionante perchè mi sono sentita dentro un suo quadro!

Cari Lettori e Amici c’ero anch’io con un’opera in mostra, ma non posso rischiare un’accusa per “conflitto d’interesse” Naturalmente scherzo! Esprimo invece il piacere che dona all’anima la partecipazione a questi incontri. La costruzione condivisa di un lavoro, gli scambi di esperienze dove all’interno si sviluppano nuove idee magari per le prossime edizioni e noi del Piccolo siamo pronti ad accogliere i nuovi Soci con lo spirito libero che ci distingue.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Lug 22

2025

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Frances Mayes e la Casa Sognata

Chi di noi non ha mai desiderato possedere una piccola casa in un luogo toscano bello come  Cortona?

Se poi si presenta tutta da ristrutturare, scegliendo possibilmente particolari come le maioliche per il bagno e la cucina con i colori ed i disegni che ci piacciono di più, sarà una vera goduria!

Ogni volta che, a lavori finiti, le guarderemo conserveremo con gioia i momenti mentre vedevamo nascere codesti cari ambienti. Una casa che vediamo realizzare da un sogno custodito nella nostra più intima immaginazione, significa caricarsi di elettrizzante energia, vuol dire emozionarsi ogni volta anche per il più piccolo particolare come quello di immergere dei fiori colorati in una graziosa brocca acquistata in un mercatino, o preparare il letto con le lenzuola di lino della bisnonna, mai utilizzate in città perché devono essere stirate per valorizzarne i ricami, ma per “questa casa” non si sentiranno mai le fatiche!

Dunque sognare una seconda casa è una Fortuna, immaginarla in Italia da un continente diverso come quello degli Stati Uniti, un Privilegio.

Frances Mayes una gentile insegnante, scrittrice e poetessa americana della Georgia,  ha ricevuto dal nostro Presidente della Repubblica il conferimento della Cittadinanza Italiana per Meriti Speciali perché il suo libro “Under the Tuscan Sun” Sotto il sole della Toscana ha contribuito a far conoscere a milioni di persone Cortona nel mondo. Tanti altri libri ha pubblicato successivamente e sempre con successo, sul costume italiano, operando un’ottima comunicazione sulla nostra cultura nel mondo.

Così il 5 luglio scorso nella Sala Consiliare del Comune di Cortona, alla presenza del Sindaco Luciano Meoni, e delle alte figure istituzionali territoriali, è stato celebrato l’atto finale di tale conferimento raramente riconosciuto in Italia.

L’elegante cerimonia ha emozionato visibilmente la Frances Mayes. Sono stati ascoltati l’Inno Nazionale degli Stati Uniti d’America e quello Italiano suonati dai Maestri di violino e violoncello rispettivamente Stefano e Giulio Rondoni con il pubblico presente che ha cantato con sentimento le parole di Fratelli d’Italia.

Un evento molto partecipato dalla cittadinanza perché la scrittrice con il suo libro “Under the Tuscan Sun” ha sempre espresso il suo amore e ammirazione per la vita della  comunità cortonese fino a desiderare di farne parte.

Il libro descrive con freschezza e semplicità la gioia di vivere in una piccola dimensione Toscana attraverso gli incontri spontanei con gli abitanti. Narra la scoperta di come si affrontano certi mestieri, lavori che esistono solo nei luoghi dove le costruzioni sono in calce, cotto, cemento e legno di castagno … Da noi nulla di prefabbricato!

Descrive il suo amore per le piccole cose che forse noi italiani diamo troppo per scontate ed ha fatto sognare ad occhi aperti tutti quegli stranieri che desidererebbero vivere la ristrutturazione del casale dei loro sogni: la scelta dei pavimenti in cotto toscano, le decorazioni sui soffitti tra le travi di castagno per il soggiorno e le camere da letto, l’amore di coltivare le piante aromatiche. Ha insegnato come si possa arredare con divertimento ed economia, attraverso la scelta di mobili vecchi, valorizzati poi con la cura di un maestro restauratore, riportando in vita un tavolo o un comò dimenticato in cantina.

Un libro che risulta delicato e fresco come lo scorrere di un ruscello, spontaneo e reale che ha trasportato con l’immaginazione, milioni di persone lontane chilometri e chilometri dall’Italia nelle case secolari di una rustica eleganza toscana.

Tutto nei suoi racconti, esprime non solo un senso pratico ma il bello del gusto italiano proveniente da tradizioni centenarie, le sue pubblicazioni sono delle ottime campagne pubblicitarie del Buon Vivere Italiano.

Discutibile, invece, il film tratto dal suo libro.

L’idea era buona ma la regia e la sceneggiatura hanno deluso perché oltre a presentare persino immagini di “fontane finte” inserite in un contesto storico come quello di Cortona che non ha nulla da invidiare o da desiderare rispetto a qualsiasi altra realtà medievale e rinascimentale, meno che mai etrusca, è stata presentata una descrizione del maschio italiano banale fino a ridicolizzarla. Povero il nostro Raoul Bova che invece è capace di ben altro tipo di recitazione teatrale!

Spero che la grande e meritata notorietà della Scrittrice Frances Mayes possa poter suggerire consigli appropriati per le future regie e tutelare così la reale immagine di Cortona, dell’Italia e del suo popolo.

La Frances, nel periodo più bello e intenso della vita di una donna, dove consapevolezza e chiarezza emergono nella propria vita, si è donata con coraggio un’avventura: “quella di ricominciare da capo”!

Il suo scrivere, oltre divenire cosa piacevole per i lettori lo è stato principalmente per lei che ha esercitato una meravigliosa introspezione rivelatrice di nuovi desideri ed esigenze. Ha avuto coraggio scoprendo dentro di se nuovi valori e non ha esitato a perseguirli.

Un bellissimo esempio di crescita di una donna che vive le sue esperienze di vita ma che sopra ogni cosa le cerca, le trova e le insegue con successo. Attraverso la sua modestia e solarità trova la forza di inseguire una nuova vita in un paese straniero entrando si. in punta di piedi, ma con una forte determinazione.

La Frances ha carisma e ama la nostra terra tanto da averla seriamente studiata e per questo ha contribuito ad incrementare un buon turismo che rispetta la nostra cultura tanto da volerla contemplare, assaggiare, annusare.

Allora attendiamo felici il suo prossimo libro e chissà magari anche un gran bel film!

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Lug 09

2025

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Cortona E’ un Concerto

Cortona raccoglie in un felice concerto di convivenza una moltitudine di persone provenienti da tutte le parti del mondo. Sono di tutte le età, donne, uomini, bambini, ragazzi e fanciulle, persone semplici e professionisti di alto profilo che passeggiano ed osservano la pietra sotto i loro piedi, i vicoli stretti ed in salita, si incuriosiscono delle piante dei capperi fiorite, delle tante chiese museo che possono visitare gratuitamente.

Cortona sa accogliere, in verità tutta l’Italia lo sa fare con generosità.

Dunque pensate come nella crescita di un bimbo possano rimanere impressi i primi viaggi all’estero e proviamo ad immaginare cosa conserverà nei ricordi con la sua libera fantasia. Si divertirà a ricordare i giochi e gli amichetti incontrati al Parterre e sicuramente avrà provato a toccare l’acqua della fontana abitata da quei Grandi  Pescioni!

Non tutti gli stranieri provengono da metropoli eleganti e sofisticate, molti trascorrono le loro vite in paesini sperduti del Minnesota, dell’Arizona … case prefabbricate in altrettante cittadine dove il mattone più antico risale all’800, del resto l’America è tanto altro oltre New York. Vediamo Cinesi o Giapponesi, Argentini, Indiani … Veramente Cortona ha il privilegio di incontrare il Mondo in casa propria. La Pietra Serena Millenaria di Cortona suscita miracoli di emozioni per chi vive il resto dell’anno in un soffocante appartamento cittadino, lontano da parchi e immerso in spianate di cemento ed in questo particolare momento gli alberi, il verde donano una preziosa frescura.

A Cortona sono spesso organizzati dei piacevoli Concerti dove le stesse sedi meritano gli interessi artistici: il Teatro Signorelli, il Chiostro del Centro Congressi di Sant’Agostino, il museo del MAEC, la Chiesa di San Domenico. Sono sempre molto frequentati e apprezzati soprattutto se organizzati in modo da non sovrapporsi con altri appuntamenti culturali.

Spesso accade ed è un peccato. Vero che non siamo perfetti, ma piacerebbe accorgermi che le varie associazioni cortonesi, soprattutto quelle di diverso orientamento politico, imparassero a dialogare e collaborare.

Ultimamente ho assistito al teatro Signorelli ad un concerto di musica da camera di ottimo livello organizzato da NUME Festival. L’attore principale dei tre brani esibiti era il violoncellista Steven Isserlis che si è esibito nella composizione di Johann Sebastian Bach (1727) nella Sonata per viola in sol maggiore, BWV (1027) con il pianista Boris Kusnezow, poi il concerto è proseguito sulle note di Maurice Ravel che la compone dopo la Prima Guerra Mondiale, la Sonata per violino e violoncello in do maggiore, M73 con il violinista Vlad Stanculeasa, fondatore e direttore artistico di NUME Academy & Festival. La raggiante serata si è conclusa con il romantico Franz Schubert Quintetto (1819) “ La Trota in Do Maggiore, Op.114,D.667. Il bravo Steven Isserlis suonava un violoncello del 1740 del liutaio Domenico Montagnana, veneziano di adozione. In verità i solisti suonavano tutti strumenti settecenteschi perchè spesso i musei, le fondazioni e molti privati danno in uso questi preziosi elementi ai meritevoli artisti perché queste particolari creazioni artigianali soffrono se non utilizzati e si tarlano facilmente. Nel meraviglioso quintetto si sono distinti per bravura il violista Ettore Causa e la brillante violinista Stella Chen. Tutti, come il contrabbassista Luis Cabrera che ha iniziato a suonare il suo strumento all’età di 10 anni e dal 2024 è primo contrabasso dell’Orchestra Sinfonica di Barcellona (OBC), girano il mondo come concertisti e per prestigiosi incarichi didattici presso Accademie ed Università sparse nella nostra Terra. E tutto ci riporta a Cortona che Ospita il Mondo. In platea infatti il 60% dei presenti erano stranieri.

I pezzi che hanno rappresentato raccontavano le evoluzioni della moda e del costume delle epoche e del gusto ma soprattutto i pentagrammi esprimevano i pensieri rivoluzionari di allora che accompagnano sempre in ogni era l’Uomo.

Un concerto musicale come quello al Signorelli genera energia e fantasia positiva.

E questo fatto ci porta ad una buona considerazione quella di saper attrarre il turista di qualità che rispetta la nostra cultura e il desiderio di Arte che circonda noi italiani fin dalla nostra nascita.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Giu 21

2025

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Cittadinanza Onoraria

Cosa significa ricevere la Cittadinanza Onoraria, ma prima ancora Cos’è e Che Valore ha oggi per le comunità?

A Cortona la cittadinanza onoraria è un riconoscimento che il Sindaco di concerto con il Consiglio Comunale e la sua Giunta, attribuisce a persone che si sono distinte in vari campi della Scienza, nel mondo delle Arti, del Lavoro e dell’Industria, nella Giustizia, nell’Istruzione o che hanno promosso iniziative di carattere Sociale.

Cito solo alcuni nomi dei personaggi che sono stati insigniti di questo prestigioso riconoscimento: Raffaele Cantone 2012, Inge Schonthal Feltrinelli 2015, Nicodemo Settembrini 2017, Giovannangelo Camporeale 2017, Liliana Segre 2019, Egea Haffner 2019, Antonio Pappano 2020, Silvio Garattini 2023, Romana Severini 2023…

Tutti nomi eccellenti per eminenti esistenze votate alla Giustizia, Politica e Diritti Umani, al Business Intellettuale, alla Cultura ed alle Scienze, all’Archeologia, alle Arti e alla Musica e nel momento che viene concesso loro questo particolare riconoscimento anche Cortona si sente investita del loro onore ed entra in comunione simbolicamente con questi spiriti eletti.

Do ut des!

Ma il mondo delle lodi non può essere circoscritto ad una casta, a volte si può presentare il rischio di “Incensarsi e premiarsi da soli!”

Sarebbe bello oltre che onesto che si accendessero i riflettori anche su quelle persone che sono coinvolte in operati minori, ma che di fatto risultano comunque di fondamentale rilevanza per la popolazione.

Per portare un esempio, racconto, ma senza fare nomi.

Negli ultimi 5 anni in tutti i più importanti eventi cortonesi mi sono accorta di una silenziosa ma efficiente presenza di un film maker, un vero professionista, talmente bravo che oltre a saper riprendere fedelmente le manifestazioni, si adopera anche per diffonderle attraverso i Social compiendo un ottimo lavoro di comunicazione per Cortona.

Incuriosita da tanto operato gli ho chiesto: ”Per chi lavori?” e lui: “ Non lavoro per nessuno, lo faccio per passione. Amo Cortona e quando mi chiamano, perché non hanno nessuno bravo che li possa documentare gratis io mi rendo disponibile, mi impegno perché mi fa piacere che tutto il territorio conosca le manifestazioni e che possa seguire i dibattiti delle interessanti conferenze che si svolgono al MAEC, al Teatro Signorelli, nella sala Consiliare del Comune o al Sant’Agostino …” allora gli dico: “E’ come se svolgessi del volontariato civico! Oltretutto usi materiali di alto profilo tecnologico che ti saranno costati un patrimonio!” Lui: “Si mi fa piacere mettere a disposizione le mie competenze per la Comunità Cortonese.”

Dunque di queste meravigliose persone la nostra cittadina è colma, allora lancio una piccola idea che spero possa attrarre le Istituzioni di Cortona ed i suoi Abitanti, studiamo un dibattito per dedicare una manifestazione al volontariato “civile comunale” coinvolgendo anche i giovani.

E’ bello avere degli ideali, ma a volte, risultano difficilmente raggiungibili come quello della Pace o della fine delle Guerre, ed allora l’uomo comune, per non sentirsi sconfitto, deve comunque poter esprimere nella sua quotidianità la possibilità di intrecciare il proprio operato con quello di altri e per questo sentirsi parte di una costruzione positiva che non deve essere necessariamente retribuita ma forse istituzionalmente elogiata però si!

Sono importanti anche gli Incentivi Morali!

Ovviamente non si possono elencare le buone azioni giornaliere nei tg nazionali ma gli uffici stampa dei Comuni potrebbero raccontare delle belle storie. Allora meno propagande elettorali e più vite comunali.

L’Importanza della quotidianità va studiata, curata perché è da questa dimensione che si creano le fondamenta solide di una struttura che sostenga i cittadini degna di vivere nel tempo. Sono dunque le piccole ma profonde gentilezze che possono creare il senso civico e la coesione sociale e solidale.

Poi a Cortona esistono molte figure che sono passate negli anni dalla “professione di turisti” perché amanti della bellezza di Cortona e del suo buon vivere, a “cittadini residenti”. Persone che portano nel territorio professionalità acquisite a Roma, Milano, Bari, Torino, Napoli e che stanno diventando sempre più numerose e coinvolte.

Personaggi di chiara fama internazionale danno sicuramente grande prestigio alle manifestazioni, ma spenti i riflettori rimangono sterili gli apporti sul piano della coesione sociale.

Quanti di noi hanno sognato da Bambini un momento di successo per una nostra idea tra gli amichetti, in classe, in una festa familiare. Quando meritati, i complimenti sono un pieno di benzina per qualsiasi donna o uomo intelligente che saprà trovare altra energia da spendere per la comunità. Un volano positivo, se riusciamo a farlo partire non si fermerà più.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Giu 06

2025

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Invito a Città di Castello

Luca Signorelli con il suo “Martirio di San Sebastiano” (olio su tela 1498 circa) conservato nel Palazzo Vitelli nella Pinacoteca Comunale di Città di Castello ci invita a vivere una forte emozione.

Trovarsi di fronte ad un capolavoro che suscita forti sentimenti a tutte le donne e gli uomini “nei secoli e dei secoli” porta l’essere umano ad abbracciarsi in una comunione ritrovata e primitiva, essenziale e sempre più preziosa come un bicchier d’acqua.

Partendo da Cortona in una bella giornata di sole si vive in auto una piacevolissima gita dove la vista del verde dei boschi e dei campi coltivati cattura e rasserena l’animo. Le strade sono facilmente percorribili (lo noto con piacere da romana!) e in meno di un’oretta ci si ritrova in una cittadina umbra in pietra e cotto, pulita ed ordinata.

Il museo si trova proprio vicino ad uno dei varchi nelle mura antiche ed offre un percorso tra Capolavori di varia grandezza. L’accoglienza è delle migliori.

L’edificio è elegante con la facciata impreziosita da grottesche graffite da Cristoforo Gherardi e bottega su disegno di Giorgio Vasari e si affaccia su un bellissimo giardino all’italiana.

In questo luogo sono facili immaginare le carrozze trainate da cavalli maestosi, trine, pizzi e broccati di seta, anche se un tempo mi dicono fosse un generoso orto.

All’interno le sale presentano belle pitture decorative e le opere esposte stupiscono per la loro importanza: Spinello Aretino, Neri di Bicci, Botteghe di Domenico Ghirlandaio e di Andrea della Robbia, Cola dell’Amatrice, Raffaello Sanzio, il Pomarancio ….

Quello che mi ha rapito è stato il “Martirio di San Sebastiano” perché ho sentito di rincontrare con gioia un vecchio amico. L’opera infatti era stata scelta come immagine della locandina della Mostra ai Musei Capitolini di Roma dedicata a “Luca Signorelli e Roma e Oblio e Riscoperte” che naturalmente ho visitato con passione nel 2019.

La mostra celebrava particolarmente la comprensione che aveva avuto il Signorelli riguardo la potenzialità espressiva del nudo in pittura. Sono noti i suoi corpi dipinti con grazia e dinamicità, essi hanno donato al Rinascimento un enorme contributo con la sua unicità e conosciamo l’ispirazione che hanno generato persino in artisti come  Michelangelo e Raffaello incontrati mentre lavoravano in Vaticano.

Luca Signorelli nasce e muore a Cortona ma c’è un “Suo Durante”, una meravigliosa esistenza vissuta in compagnia della sua ineguagliabile Arte che si è sviluppata nelle regioni delle Marche, della Toscana e del Lazio e in città come Firenze e Roma.

Di lui scriveva Giorgio Vasari: “Fu Luca persona d ottimi costumi, sincero et amorevole con gli amici, e di conversazione dolce e piacevole con ognuno, e soprattutto cortese a chiunche ebbe bisogno dell’opera sua e facile nell’insegnare a suoi discepoli. Visse splendidamente e si dilettò di vestir bene; per le quali buone qualità fu sempre nella patria e fuori in somma venerazione”.

Viveva agiatamente, da vero Signorotto, oggi diremmo come un eccellente borghese ma ciò non indebolì la sua vena creativa perché era bravo in pittura e imparava umilmente dai suoi stessi errori, si correggeva ancor prima che il suo Maestro Piero della Francesca glieli indicasse.

Il Signorelli dipingeva corpi atletici sempre in pose molto studiate e presentate con naturale eleganza. Il nudo era la figurazione prediletta che usava per raccontare l’Uomo Rinascimentale e il Davide di Donatello che ha potuto ammirare personalmente a Firenze nella casa dei Medici, ha ispirato la muscolatura levigata e slanciata dei suoi uomini imitandone anche a volte la languida rilassatezza. Persino in soggetti dolorosamente drammatici come nel Martirio di San Sebastiano è evidente come il sentimento del dolore sia posto dall’artista in secondo piano rispetto alla bella composizione architettonica disegnata dei corpi del Santo e dei suoi aguzzini. Amava anche rivisitare la Classicità dandole personalmente più intraprendenza e azione e sempre nel “Martirio di San Sebastiano” si ammirano le citazioni pittoriche dell’Archeologia dell’Antica Roma Imperiale collocate tra paesaggi e scene urbane.

Sempre nel medesimo museo è esposto un altro suo capolavoro da poco restaurato dipinto nel 1516 insieme alla sua bottega “Vergine con Bambino e Santi Francesco, Bonaventura, Luigi di Tolosa, Antonio di Padova, Cecilia, Chiara, Caterina ed Elisabetta d’Ungheria (olio su tavola cm 305×202)

L’opera è un tripudio di fiori e colori, corone, aureole e pagine di carta preziose, stoffe tessute a telaio con fili d’oro ed emana una ricca musica celestiale. E’ un grande capolavoro dedicato alla sacralità religiosa quasi barocca per sontuosità e vistosità.

Proseguendo la visita risulta interessante anche la collezione di arte moderna del ‘900 che presenta artisti del calibro di Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Mario Mafai, Filippo de Pisis, Gerardo Dottori … Una interessante e ricca esperienza da ricordare e rammentare per rivivere anni passati dove la storia degli uomini è raccontata attraverso i dipinti, le sculture, gli affreschi e i reperti archeologici.

Dunque i capolavori hanno dei padri, dei figli e dei fratelli perché le idee si mescolano, si fondono e si scindono per rigenerarsi in altro e fino a che ci sarà vita umana su questa terra, questo processo affascinante non si fermerà mai e donerà sempre Stupore.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®