Archivi

Written by Roberta Ramacciotti

Gen 07

2024

0

commenti

Capodanno a Cortona

Nella serata del 31 Dicembre la Piazza del Comune di Cortona si era vestita di Gioia, Luci e Musica. Erano in migliaia, giovani famiglie, grandi e piccini, adolescenti scatenati fino alla generazione “boomer”.

Un pubblico straripante che parlava più lingue. Mai come in quest’ultimo anno si ascoltava l’Americano, lo Spagnolo, l’Inglese, l’Est Europa, il Francese, lingue Asiatiche e poco l’Italiano …

Il Comune di Cortona ha affidato per il terzo anno consecutivo la direzione artistica dell’evento del Capodanno in Piazza ad Andrea Caneschi per la fiducia conquistata dai precedenti successi.

Pensate che l’amministrazione comunale, per favorire le soste delle macchine, aveva consentito l’accesso al Parterre tanto che molti automezzi sono stati posteggiati persino oltre i campi da tennis!

Anche quest’anno il Caneschi non ha smentito le aspettative perché ha saputo scegliere dei grandi artisti del territorio che senza alcuna prova, si sono esibiti insieme, direttamente dal vivo, per la prima volta in Piazza. Veri Professionisti.

Cominciamo a nominare il bravo Dj Marco Mancini che ha catturato subito il pubblico e non era cosa facile, perché solo con lo studio si riesce a divertire una piazza di varie età e gusti.

L’altra scelta vincente è stata rappresentata dal Maestro Enrico Giovagnola, ottimo sax e si sa che il sofisticato suono di questo strumento crea sempre una particolare e piacevole atmosfera. Il Giovagnola è anche ingegnere del suono, importante ruolo per gestire al meglio le diverse uscite sonore tra le varie esibizioni della musica dal vivo, come quelle metalliche, comprese le voci parlanti creando una potenza di uscita equilibrata per l’ascolto gradevole del pubblico.

Ecco loro due sono stati il cuore pulsante della serata perché hanno curato i tempi e l’editing musicale di tutto e preparato il terreno per la buona riuscita del progetto di Andrea.

Sono lavori che si preparano da molti mesi prima! Si deve prevedere sempre un piano B e tenere presente la molteplicità dei gusti internazionali perché, a Cortona, non è mai solo una “festa di paese”.

Coinvolgente ed emozionante è stata la musica dal vivo curata da Anna Rossi e Giulio Angori, rispettivamente cantante e bassista.

Dunque lo spettacolo cortonese è stato un Successo, un esperimento riuscito e gradito dal pubblico perché si sono per la prima volta “messe insieme la musica elettronica con una live band”.

Hanno donato emozioni contemporanee e romantiche. Bravi!

Ma le idee dell’organizzatore sono state ancora più accurate perché ha scelto Soo Hee Briganti, un’altra artista nostrana, che ha regalato con la sua Aerial Dance, un’esibizione di disciplina cinese, uno spettacolo indimenticabile. V’invito a trovare e ammirare  su You Tube i filmati!

Non è mancato poi l’ospite VIP: Dado Pecchioli il genio delle percussioni che ha prestato il suo talento a Cortona, un musicista che accompagna Alessandra Amoroso e che è rimasto folgorato dalla bellezza della città. E chi può rimanerne esente!

Sono stati veramente tanti i visitatori durante le Festività Natalizie e molti stranieri avendo vissuto lo scorso anno questa nottata memorabile, si sono tenuti in contatto con il Caneschi per ritrovarsi in Cortona anche questo Capodanno. Pensate con quali emozioni devono aver custodito il ricordo della Piazza a migliaia e migliaia di Km dall’Italia e da chissà che paesini!

Per questo ci “fischiavano spesso le orecchie”!

Del resto l’illuminazione della Piazza della Repubblica quest’anno è stata spettacolare. Il Signorelli e il Beato Angelico hanno impresso le loro colorate figure rinascimentali sulla grigia pietra restituendo una Storia Unica nel Mondo.

Auguro a tutti un Buon 2024.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Dic 31

2023

0

commenti

Roberto Michele Cenci -I racconti di nonno Guido-

Roberto Michele Cenci l’ho conosciuto in un’intima cena fra amici, dove non si deve apparire per condizione “necessariamente fichi”, ma si deve essere solo: persone Vere e Affettuose.

E’ il must della padrona di casa di Donna Cristina.

Roberto M. Cenci è un uomo distinto, colto, dallo sguardo mite ma penetrante.

Ho appreso solo a fine cena, che persegue da tutta la sua vita la difesa alla sua amata Gaia, ovvero la terra, prima laureandosi in Scienze Naturali presso l’Università degli studi di Milano, poi con un Master in Diritto Ambientale e poi con la sua professione di Dirigente presso la Commissione Europea dove ha realizzato progetti ambientali.

Nello scambio dei doni natalizi ha donato il suo libro intitolato: “I racconti di nonno Guido”.

Uno scritto dedicato alle stressate famiglie di oggi e ai loro fanciulli che hanno necessità di conoscere realmente la portata delle denunce che apprendono attraverso i telegiornali e di capirne i problemi per poi saper ricercare le risoluzioni.

Tutto in chiave Positiva e Fiduciosa.

La copertina è deliziosa, ben curata nel disegno e nei colori, è un libricino che ti invita a toccarlo e ad aprirlo seduto in poltrona magari circondato da giovani amici.

I suoi racconti narrano la sensibilità umana e la casa che la Terra offre ai suoi abitanti.

Un libro per Piccini ma anche per i Grandi che spesso smarriti e non sanno come educare i Piccoli.

Sono proprio gli scienziati a suggerirci di spiegare cose Difficili in modo Semplice e Roberto M. Cenci racconta situazioni drammatiche riguardo l’inquinamento delle acque, dei mari e dei fiumi senza allontanare e spaventare il giovane lettore, ma facendogli riconoscere le sue piccole stesse esperienze, tanto da non farli sentire meno soli e più fiduciosi.

Sottolinea nelle sue righe il valore della Famiglia come quello dell’Amicizia e l’Amore per il Creato.

Un pentagramma musicale di parole scritte che sanno di acqua limpida e pulita, di aria pura, di sentimenti facili ma profondi.

E’ chiaro il metodo usato dallo scrittore Cenci perché ha sempre curato il Bimbo che c’è in lui e crescendo come uomo, non lo ha mai dimenticato, perché è sempre stato per lui fonte di grandi risorse.

La genuinità di scrittura che usa è voluta, adatta alle giovani menti e questa è una risorsa perché sarà più facile sia l’ascolto che l’insegnamento.

Non usa punti esclamativi né quelli interrogativi, ha un ritmo da alfabeto morse che culla il fanciullo e lo induce a pensare mentre ascolta.

I Piccoli hanno i loro tempi e non possiamo immergerli in “cose tutte appiccicate”!

Sa che per le loro menti fantasiose ma genuine non c’è posto per inquinamenti “sopralerighe” perché i fanciulli vivono silenziosamente le loro giostre colorate.

Racconta loro la Realtà con grande semplicità e non omette nulla di scomodo, usa solo la delicatezza.

Cenci con il suo ordine di scrittura, li prende dolcemente per mano ed insegna ai bambini la Speranza una forza positiva che li aiuterà nella crescita per tutta la vita!

Di più non svelo e lascio al bravo lettore comunicare l’emozione alle giovani menti la sera, prima che s’immergano in quei meravigliosi sogni fatti di avventure tutte da scoprire.

Sono i Giovani Fanciulli di Oggi l’unica vera risorsa che ci salverà dai nostri stessi errori.

Roberto Michele Cenci è un uomo dalle molteplici risorse pronto a vivere le avventure che gli suggerisce il suo cuore.   

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Dic 22

2023

0

commenti

C’E’ ANCORA DOMANI

Un Film di Paola Cortellesi

Nel mese di dicembre è stato proiettato, nelle sale del Teatro Signorelli di Cortona, il film “C’è ancora domani” diretto da Paola Cortellesi e da lei scritto insieme a Furio Andreotti e Giulia Calenda.

Mancava dalle sale un Bel Film, di quelli che ti emozionano, che ti svelano quello che forse non riuscivamo ad immaginare, che ti rapiscono per come si spiegano e che ti riempie di nostalgia verso quelle Signore, Bambine, Fanciulle che forse non ci sono più.

Eravamo nell’immediato dopoguerra.

Quelle Donne sono state le nostre Nonne e le loro figlie, sono le madri smemorate che coccoliamo oggi nell’intimità delle nostre famiglie.

Un film in bianco e nero dove la fotografia di Davide Leone ha ricostruito impeccabilmente l’atmosfera polverosa ed arida del quartiere Testaccio di Roma, di una città bombardata nella seconda guerra mondiale. Ma la sua sensibilità si è spinta oltre ritraendo i visi scarni ed emaciati per gli stenti patiti a causa della carestia e delle malattie. Gli alleati quando entrarono a Roma si meravigliarono per la magrezza della sua popolazione! E questa è storia.

Quadri che fanno riprendere vita ai nostri stessi ricordi familiari. Dopo aver assistito alla proiezione del film sono vivi nei miei pensieri i frammenti, pochi in verità, dei racconti sfuggiti ai miei nonni e ai loro 6 figli che all’epoca abitavano nel quartiere Prati di Roma in via Germanico. La fame ed il freddo erano stati così crudeli al punto che nessuno ha mai voluto rammentare i particolari, perché significava riperdersi in quel tragico vissuto.

La ricostruzione dell’ambientazione di “C’è ancora domani” è precisa e coerente come in un documentario, solo che gli attori BRAVISSIMI e diretti magistralmente dalla Cortellesi, hanno ridato voce e vita, alla quotidianità di quei giorni lontani e la sceneggiatura è recitata come per una commedia, tanto sono curati i dettagli nei dialoghi.

Nei primi fotogrammi nella scena del risveglio al mattino di una coppia popolana, al “buongiorno” di Delia (Paola Cortellesi) il marito Ivan (Valerio Mastrandrea) risponde con uno schiaffone e lei: Nulla, rimane Immobile …

Da quel gesto si comprende subito il costume familiare che si vuole narrare e che purtroppo non è solo quello di allora.

Forse è un film scritto per gli uomini, per quelli che desiderano capire e le scene al ralenti degli attimi di violenza quotidiana che Delia subisce in casa non fanno che evidenziare e ridicolizzare quel bullo nullafacente del marito.

La Cortellesi è stata abile perché ha ricatturato l’attenzione e l’interesse del pubblico con originalità e veridicità perché l’argomento della violenza sulle donne è uno dei titoli più frequenti nei telegiornali trasmessi tutti i giorni.

Allora Come Ora?

Dunque nel mondo cinematografico attuale il film appare come una grande stella e speriamo che non illumini solo come una grande cometa per poi fuggir via velocemente.

Il contenuto di “C’è ancora domani” restituisce dignità alla lotta delle donne per il raggiungimento della parità dei diritti e dei doveri con gli uomini.

Nel film sono descritte con chiarezza assordante le ingiustizie che le nostre bisnonne, nonne e madri subivano in famiglia e fuori nel mondo del lavoro e dimostra inequivocabilmente quanto ancora dobbiamo lottare e siamo nel 2024.

Possibile che dobbiamo Anche ed Ancora spiegare quanto sia difficile e oneroso per una donna che ha necessità di lavorare il ruolo di mamma? Per uno Stato Sano dovrebbe essere il primo Pensiero dare supporto con asili e interventi economici adeguati, perché dove c’è “organizzazione familiare” c’è più salute.

Dunque riavvolgiamo i fili della matassa della lotta femminista importantissima nello scorso secolo ma poi messa in “confusione” da altre “false liberazioni” che forse, a mio parere, hanno depistato riguardo il primario obiettivo della donna di acquistare la totale Parità di Rispetto Morale ed Economico nei Diversi Rispettivi Ruoli dell’uomo e della donna.

Commoventi nel film le riprese delle donne al loro Primo Voto! Oggi purtroppo la delusione nei confronti della Politica è tale che si vota sempre meno ma questo, è un altro film.

Il Successo di “C’è ancora domani” risiede nel presentare con grande semplicità cinematografica, attimi poetici, drammatici, affettuosi e ingiusti della Società dove è evidente che il motore trainante e creativo sia: Donna.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Dic 07

2023

0

commenti

CALLAS,CALLAS,CALLAS

La Compagnia Opus Ballet di Rosanna Brocanello si è esibita con successo al Teatro Signorelli nello spettacolo: Callas, Callas, Callas.

Tre Coreografi diversi, creativi e unici hanno affascinato il pubblico restituendo il loro immaginario sulla vita della famosa soprano Maria Callas: Adriano Bolognino, Roberto Tedesco, Carlo Massari. Tutti e Tre Grandi per Differenza e Qualità di Contenuti. Chi più poetico, chi più spregiudicato e performante, chi più teatrale.

Tre visioni della Donna e dell’Artista Cantante. Non si richiede allo spettatore di scegliere quella più piaciuta perché le persone usciranno dal teatro più ricche di energia, di idee e di tanta eleganza.

Le loro tre coreografie accompagnate dal mondo musicale della Callas di Bellini, Puccini Donizetti, Bizet, Verdi .. e quella della musica elettronica di Vito Pizzo, Giuseppe Villarosa e l’editing musicale di Luca Martone rappresentano una difficile sfida per qualsiasi corpo di ballo e richiedono una sensibile e profonda capacità d’interpretazione. I ballerini della Compagnia Opus Ballet di Rosanna Brocanello sono stati precisi e hanno tratto forza dagli studi e dai duri allenamenti e hanno ballato Animandosi d’Intelligenza. C’è stata Ricerca e Sperimentazione.

Sono stati un Vero Successo!

Lo spettacolo al Signorelli ci ha fatto amare la danza contemporanea e molti spettatori hanno scoperto e ammirato il coraggio delle Avanguardie. Hanno eseguito con fluidità e bellezza i vari e raffinati disegni compositivi dell’arte danzante e per questo, hanno donato gioia e stupore in teatro.

Nel famoso corpo di ballo di Maurice Bejart dove i ballerini e le ballerine erano scelti sicuramente per la loro bravura ma rigorosamente anche per un particolare “standard di altezza e peso”, ricordo come in scena fossero Magnifici, ma pupazzi tutti uguali, tutti Belli, anzi Bellissimi ma senza anima, se non la sola, quella moltiplicata e replicata del geniale Bejart.

Al Signorelli le meravigliose coreografie composte con note ricche di nuove armonie e di originali ritmi dei veri e propri “Pentagrammi Danzanti”, hanno accompagnato i ballerini della Brocanello che non potevano, per questi elevati contenuti, limitarsi a “Pupazzi Interpretativi” perché con la loro sensibilità e cultura hanno contribuito alla ricerca evolutiva dell’arte della danza.

Sono Disciplinati ma Liberi! Ottima Scuola.

Del resto è proprio la Brocanello che nella sua scuola di Firenze, si dedica molto all’ascolto delle idee presentate dai suoi allievi: Ballerini Intelligenti.

Consideriamo poi che nel balletto classico il singolo movimento che compie un ballerino, nella danza moderna viene triplicato, per questo è difficilissima e faticosissima.

Invito i lettori a seguire i ballerini della Compagnia Opus Ballet perché si animano sul palcoscenico al pari di sculture viventi e lo spettatore non può che raccogliere felice i fotogrammi delle più sofisticate pose compositive, Arte Pura, ricordi preziosi e indelebili da conservare per vivere le nostre vite con stile.

Sono stata felice di assistere al Signorelli all’omaggio alla Callas, la grande soprano che ha dominato e incantato il pubblico dei teatri lirici di tutto il mondo. Negli anni 60/70 fu la Regina del melodramma, ineguagliabile interprete di compositori come Bellini, Donizetti, Verdi e Rossini… Ma non fu solo un’artista carismatica perchè visse come una vera Diva divenendo in quegli anni anche la Regina del Gossip!

In verità seppe nascondere sotto i suoi Costumi Mondani, la sua fragilità umana, ben più reale, drammatica e sofferente di quelle interpretate teatralmente, morì in solitudine nel settembre del 1977 a 54 anni.

Ora rappresenta un Mito, una Leggenda che i fantastici coreografi Adriano Bolognino, Roberto Tedesco e Carlo Massari hanno saputo raccontare attraverso i ballerini della Compagnia Opus Ballet di Rosanna Brocanello. Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Foto Paolo Bonciani

Nov 16

2023

0

commenti

Orchestra Filarmonica Pugliese Una Realtà Internazionale

L’Orchestra Filarmonica Pugliese nasce nel 2013 dalla volontà di un gruppo di musicisti da tempo attivi sul territorio che, aiutati dalla Regione Puglia, hanno costruito e promuovono un polo musicale dal carattere internazionale di altissima qualità musicale.

Molti insegnano al conservatorio, altri sono solisti, altri ancora partecipano saltuariamente a dei piccoli concerti, alcuni organizzano serate musicali nelle indimenticabili quanto belle e accoglienti masserie pugliesi o in veri e propri castelli, dove giardini e ambienti monumentali raccolgono tra la “Bellezza” la cultura musicale.

Tutti diplomati al Conservatorio, tutti Maestri che vivono con una grande febbre “addosso” placabile solo attraverso il suono dei loro strumenti. Sono uomini e donne che Oggi hanno sempre più difficoltà a mantenersi con il lavoro musicale.

Sono figlia d’arte e conosco quante spaghettate “aglio olio e peperoncino” in casa hanno ospitato mirabili Professori e Maestri di quartetti d’archi o di piccole e grandi orchestre. I musicisti sono persone generose che provano tante ore al giorno per mantenere una buona qualità del suono.

Tanti sacrifici tutti in “sordina”!

Queste premesse per spiegare il grande dispiacere che ho provato quando ho assistito al concerto che l’Orchestra Filarmonica Pugliese ha eseguito il 9 novembre scorso nel Teatro Signorelli.

Un’esibizione di altissimo livello, perfetta ma, purtroppo, ad assistere solo poche persone.

Teatro semi vuoto, ordini di palchi deserti come testimoniato dalla foto che pubblico.

Peccato perché neppure due sere prima lo spettacolo “Travolti Da Un Insolito Destino nell’Azzurro Mare D’Agosto” recitato dai bravi Euridice Axen e Giuseppe Zeno aveva fatto registrare un Sold Out, per altro meritatissimo.

Vero che la Lina Wertmuller ha scritto un piccolo capolavoro ma Mozart e Rachmaninov non sono proprio gli ultimi arrivati!

Eppure si deve prender atto che siamo sempre meno colti, più stressati e non abbiamo più la capacità di comprendere quanto possa far bene all’anima l’ascolto di una buona musica.

La musica, a volte, “sballa!”

Al piano il Maestro Raffaele D’Angelo, accompagnato dagli orchestrali diretti da Gudni Emilsson hanno eseguito di Wolfgang Amadeus Mozart sia l’Overture delle Nozze di Figaro che il concerto in “la maggiore kv 488”, mentre la seconda parte della serata ha visto al piano la Maestra Shiran Wang, accompagnata sempre dagli orchestrali diretti però da Claude Villaret che hanno eseguito, di Sergej Rachmaninoff, il concerto nr.3in d minor op.30.

Con queste due opere il pubblico ha viaggiato nel tempo.

Consideriamo che nel 1786 l’allestimento viennese delle Nozze di Figaro, dai contenuti colmi di fermenti sociali, fu contrastato dal pubblico aristocratico mentre a Praga fu un immediato successo. Erano gli anni della Rivoluzione Francese 1789.

Con Sergej Rachmaninoff (Russia 1873/Stati Uniti (Beverly Hills) 1943) compositore, pianista e direttore entriamo in un mondo molto diverso.

Egli scrisse: “Io sono me stesso solo nella musica. La musica basta a una vita intera, ma una vita intera non basta alla musica”

Con Rachmaninoff respiriamo nelle sue composizioni il suo amore per la Russia, la sua patria natale che tanto e sempre rimpianse, del resto lui e la sua famiglia vi vivevano negli agi. Nelle note che scriveva si avvertono il dolore e la nostalgia che gli causò abbandonarla a causa della rivoluzione del 1917. All’epoca era già famoso nel mondo per i suoi successi e fu accolto negli Stati Uniti d’America dove proseguì la sua carriera ma il ritmo della vita moderna non gli era congeniale.

Il concerto nr.3 in d minor op.30 composto nel 1909 è tra i più famosi al mondo per l’enorme difficoltà esecutiva riservata al pianista, tanto da richiedere al solista una solidissima tecnica virtuosistica insieme a tanta resistenza. All’epoca Rachmaninoff era stato più volte in tournè nell’Occidente ma amava poco quella vita frenetica dettata dagli impegni concertistici. In quella che io penso sia la sua “Opera Summa” si avvertono le note “dei contrasti romantici” dedicati alla bellezza dei paesaggi russi contrapposti a quelli che evocano l’ansia che provava tra le città già colme di cemento quando si recava in tournée.

Il fascino compositivo dei pentagrammi dei vari strumenti dell’orchestra corrono come su binari paralleli insieme a quello predominante del pianoforte impegnato per tutta la durata del concerto.

Al riguardo esprimo i massimi complimenti alla pianista Shiran Wang per aver generosamente regalato un’esecuzione da 110 con la lode.

Aggiungo anche che l’orchestra presentava con tre violoncelliste ed il primo violino donna una marcata emancipazione femminile e in ultimo … ci dobbiamo riabituare a nutrire tutti i nostri 5 sensi con il Bello, credetemi è Bello! 

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Nov 04

2023

0

commenti

La “Resistenza” Oggi

Ho assistito recentemente a Roma ad un incontro letterario molto interessante organizzato dalla “Fondazione Circolo Fratelli Rosselli”. Veniva commemorato il ricordo dello scrittore e critico Aldo Rosselli a dieci anni dalla sua morte. Un creativo avanguardista che dagli anni ’60 ha seguito uno stile persino più sofisticato e colto dello stesso Artur Miller allora solo più “alla moda”.

Infatti è figlio di un’infanzia e di una formazione newyorkese vissuta per la forzata emigrazione a tre anni insieme alla mamma ebrea negli Stati Uniti dopo la tragica uccisione del padre Nello che insieme al fratello Carlo, furono assassinati mentre erano in esilio politico in Francia nel lontano 1937.

Furono fermati e fatti scendere dalla macchina da un gruppo della Cagoule, formazione eversiva della destra francese e uccisi. Successivamente la Storia confermerà che il regime fascista italiano fu il mandante dell’uccisione di queste due importanti figure che hanno lottato nella Resistenza per il Socialismo Liberale in Italia.

Mentre seguivo la presentazione curata dall’On.Valdo Spini Presidente della Fondazione nonché membro onorario dell’Accademia Etrusca di Cortona, mi chiedevo che valore avesse oggi “La Resistenza”.

Al tempo in Italia un vasto gruppo di Uomini e Donne hanno lottato, durante i due conflitti mondiali, contro un Regime e contro il Nazismo, con ogni mezzo, sia quello giornalistico, letterario fino a quello fisico, formando gruppi armati e mettendo a rischio le proprie vite e quelle dei familiari.

Combattevano per la Giustizia e per la Libertà due ingredienti indispensabili per una convivenza democratica fra i popoli.  

Recentemente prima dell’invasione dell’esercito Russo in Ucraina, ed Ora con l’attentato del 7 Ottobre del gruppo terroristico di Hamas che non ammette l’esistenza dello Stato d’Israele, “La Resistenza” era percepita come un fenomeno esercitato eroicamente nel passato da alcuni uomini e donne.

Un fenomeno da ricordare, da commemorare.

Se non ci fosse stata la lotta vinta per la Libertà dopo la Seconda Guerra Mondiale, forse non potrei scrivere oggi questo semplice articolo.

Il Mondo in un secolo si è totalmente trasformato da quando si combatteva in trincea, forse il nemico allora era più facilmente identificabile, oggi si nasconde dietro False Libertà e gli accadimenti antisemiti di questi giorni ci dimostrano che l’Odio è l’unica “questione che cresce” per il resto è un vivere in retromarcia o contrario alla natura umana.

In Italia ora Tempo di Pace, mi rendo conto però quanto possa essere necessario attivare una “Resistenza” oltre quella Nazionale verso problematiche Universali visti i repentini cambiamenti climatici che coinvolgono l’intero Globo. Certo il salto di argomento è repentino e forse ancor prima, persino assurdo!

Ma, mi Chiedo: chi sono i nemici dell’Acqua Potabile? Perché nel mondo ci sono popoli che lottano per la mancanza di acqua da bere.

Chi sono allora gli Amici della Plastica, i Nemici dei pesci nei mari? La contaminazione degli Oceani è un crimine verso tutte le specie viventi sulla Terra!

Papa Francesco ha citato nella sua ultima intervista su RAI UNO i grandi guadagni che le guerre offrono all’industria bellica, allora perché i proprietari delle industrie delle armi non investono nelle coltivazioni alimentari dei deserti?

Avrebbero armi comunque potenti come il grano e le arance ma perlomeno non uccidono!

Ho fatto solo degli esempi per attualizzare il valore nobilissimo della “Resistenza” spiegando che all’Umanità si stanno presentando insidiosamente altre forme dittatoriali!

Altri nemici si sono scoperti persino in internet, infatti delegare attraverso la Rete i Sistemi Amministrativi Governativi e quelli Bancari si sta rivelando per il mondo degli anziani, dei portatori di handicap e per la fascia più ignorante del Paese una Dittatura Digitale.

Potrei proseguire ma non voglio allontanarmi dal tema della “Resistenza” che deve porsi al servizio principalmente di un Miglioramento Culturale perché dove non si lavora in tal senso, si presentano solo il Degrado e la Violenza.

Dunque studiare la Storia e l’Esperienza vissuta nel Passato ci porta oggi a comprendere quanta importanza abbia per noi saper riconoscere per tempo un “Nemico”.

Lo stesso Valdo Spini, un uomo di cultura che ha amato sin da giovane la politica, ha sottolineato l’importanza che ha per la “Fondazione del Circolo Fratelli Rosselli” aggiornare ed attualizzare il racconto eroico delle vite dei fratelli Rosselli affinché possa arrivare un chiaro messaggio ai giovani studenti che spesso sono ospiti nei loro convegni: la “Resistenza” non è un Concetto Astratto ma fa parte di una sana e civile vita quotidiana ed è l’antidoto contro la brutalità e la sopraffazione.

Il nostro sistema di vita è complesso da capire ma non dobbiamo sottovalutare quanto l’azione singola di ogni uomo/donna possa contare.

In Italia siamo poco più di 59 milioni di persone allora immaginiamo, una singola azione civile al giorno compiuta da “59 milioni” di uomini e donne, rappresenterebbe uno Tsunami di Positività.

Le nostre Azioni sono registrate dai Governi e dai Mercati ovunque e dovunque attraverso il nostro consumismo, questo certamente ci “mette a nudo” di fronte al Sistema, ma potrebbe anche essere usato dal consumatore per “Resistere” e indirizzare nuove produzioni più eticamente accettabili.

E’ necessario dunque compiere una “Resistenza” Democratica e Pacifica.

Per tutti questi fattori è importante l’attività della Fondazione del Circolo dei Fratelli Rosselli che, attraverso la sede di Firenze e ultimamente quella aperta a Roma, svolge al giorno d’oggi un’attività di diffusione della conoscenza. Negli Eventi sono spesso invitate scolaresche a conoscere quei capitoli che a scuola non si riescono mai a studiare.

Per la Fondazione rendere viva la cultura della “Resistenza” è un faro che non deve abbandonare mai l’esistenza dell’Uomo Civile sulla Terra.

Roberta Ramacciotti blog www.cortonamore.it®

Ott 21

2023

0

commenti

Luca Signorelli Ha Pregato nella Sua Annunciazione di Volterra

La mostra dedicata a Luca Signorelli è stata visitata dagli studiosi del Maestro più famosi al mondo e ha ospitato un gran numero di guide di Storia dell’Arte che hanno presentato i quadri agli appassionati con mille commenti dai contenuti differenti.

E’ pur vero che esistono diverse scuole di pensiero riguardo l’interpretazione della Storia passata e quindi della stessa Arte che la testimonia attraverso le immagini.

Mi sono soffermata ore ad ascoltare e a guardare le opere in diversi giorni e poi all’improvviso ho notato sulle ali dell’Angelo dell’Annunciazione di Volterra dipinta dal Maestro Luca due musi di scimmia.

Persino il mio occhio attento e critico che oltre a leggere la bellezza e l’eleganza pittorica che il Signorelli ha impresso non si era mai accorto che compaiono distintamente dipinti “due musi di scimmia”.

Una rivolge lo sguardo stupito verso il Cielo mentre l’altra guarda l’immaginario spettatore con tristezza e stupore. In verità non c’è da meravigliarsi perché ogni Capolavoro Pittorico del calibro del Signorelli raccoglie nelle sue composizioni geometriche, perfettamente armonizzate, piani di conoscenza degni di un’enciclopedia.

Nell’arte cristiana la rappresentazione della scimmia ha molteplici significati come la malizia, l’astuzia, la lussuria, il peccato, la corruzione. L’interpretazione dipende sempre dal contesto in cui sono inseriti e più o meno nascosti. Pensate che una scimmia incatenata può rappresentare persino la virtù della temperanza!

Dunque perché il Signorelli ha sentito l’esigenza di trasmettere nel 1491 un messaggio abilmente velato? Era un uomo colto, un politico attivo, un artista richiesto e affermato ed era a conoscenza di come si comportasse male il Potere allora, proprio per questo suo sapere, ha usato abilmente la diplomazia dell’immagine. Si Proteggeva ma la voglia di esprimersi era più coraggiosa e non era un temerario!

Nell’Annunciazione di Volterra, arte cristiana, la scimmia, per il Signorelli ha rappresentato  l’uomo comune che rivolge due messaggi: il primo chiede, con la sua smarrita espressione rivolta verso il Cielo, la Protezione Divina per la Maternità di Maria dalla Cattiveria del Mondo mentre l’altro triste muso rivolto verso lo spettatore richiede invece il coinvolgimento dell’intera Umanità affinché si responsabilizzi e combatta la Corruzione e i Peccati compiuti dalla Chiesa Stessa.

Il Signorelli ha depositato nel suo Quadro una Sua Profonda Personale Preghiera che certamente non immaginava sarebbe arrivata ai nostri giorni.

La pittura nel passato non poteva essere esplicita nelle opinioni se non per quelle dettate esclusivamente dai Committenti Ricchi e Potenti. Quelle di Natura Religiosa erano espletate prettamente dalla Chiesa Romana mentre le politiche dai vari Regnanti, Imperatori, Duchi e Principi.

Il tema era quasi sempre politico/religioso e il pittore sviluppava la richiesta al meglio della sua tecnica dipingendo la bellezza perché attraverso di essa non si sbagliava mai ed era facile affascinare il cliente ma bisognava stare molto attenti a non uscire troppo visibilmente fuori tema o a prendere iniziative “contro corrente”.

Dobbiamo immaginare che i grandi pittori fossero una categoria a contatto stretto con i VIP e che per questo riuscivano oltre a conoscerli personalmente, anche a carpirne la vera naturale personalità. La splendida Annunciazione di Volterra del 1491 ha nascosto tra le piume di un pavone attraverso i secoli quello che il Signorelli griderà poi al Mondo Intero senza più veli nel Giudizio Universale della Cappella di Orvieto nel 1504, l’esigenza di una Umanità senza Peccato.

E’ stata un’esperienza stupenda vivere intensamente la mostra al MAEC del Signorelli, le ripetute visite mi hanno consentito di studiare e riconoscere persino gli interventi dei suoi collaboratori nelle importanti tavole. Nelle altre sale del Museo sono infatti esposte delle opere della sua scuola dove si riconoscono facilmente i cartoni “signorelliani” dell’uomo con il turbante e la tipica iconografia dei volti come anche alcune pose delle mani non sempre ben riuscite.

Questi giochi saranno possibili anche dopo la chiusura della mostra perché il MAEC conserva perennemente molte opere di Luca Signorelli e della sua Bottega.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Ott 21

2023

0

commenti

Lino Guanciale Francesco Montanari L’Uomo più Crudele del Mondo

La stagione 2023/24 al Teatro Signorelli di Cortona inizia con uno Spettacolo Superbo.

Sono andati in scena due attori che non hanno bisogno di presentazioni, anche se in teatro gli applausi te li devi guadagnare a ogni rappresentazione, nessuna esclusa: Lino Guanciale e Francesco Montanari interpreti de “L’Uomo più Crudele del Mondo” scritto e diretto da Davide Sacco sono stati bravissimi.

Una recita intensa forte, a volte violenta, costruita da due attori formidabili che a ogni “punto e a capo” sapevano ribaltare i ruoli di vittima e carnefice, aggressore ed aggredito.

Un incontro che demolirà i confini psicologici dei due uomini tali da cambiare per sempre le loro vite.

Un incontro di “scherma” tra il giornalista che cerca lo scoop e il magnate delle armi. L’intervistatore diverrà l’intervistato, dove la natura maschile esploderà dal più profondo degli animi donando allo spettatore intense riflessioni.

Le scene di Luigi Sacco sono state il luogo adatto per consumare una Recita Perfetta.

Di più non va anticipato o svelato se non l’alta qualità della realizzazione dell’affascinante idea dello sceneggiatore Davide Sacco che li ha anche diretti, infatti, senza sottrarre al grande talento di Guanciale e Montanari, attori veramente generosi, devo sottolineare la bravura dello scrittore e della sua regia consumata in una ambientazione scenografica di primissimo piano.

60 minuti perfetti! Biglietto ben speso.

Ancora Complimenti alla Compagnia

E’ mancata a fine spettacolo la presenza sul palco dell’autore e regista Davide Sacco un talentuoso scrittore, sensibile, acuto e capace di comporre con parole e frasi un testo musicale dove il ritmo incalzante non perde l’efficacia fino all’ultima battuta.

Il Pubblico gli avrebbe riservato un’acclamazione speciale e meritatissima.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Ott 12

2023

0

commenti

BULLISMO Regole Sconosciute ai Ragazzi

Un video trasmesso al TG: un gruppo di ragazzine aggrediscono a calci e pugni una compagna perché non aveva fatto copiare un compito.

Un altro video: una decina di sconosciuti incappucciati si infiltrano nel Liceo milanese Leonardo ad una festa e con lo spray al peperoncino provocano violenza, risse, guerriglia urbana.

Ancora: fanciulli costretti a cedere le loro scarpe firmate, l’orologio, il cellulare o la paghetta ai bulli che incontrano in classe tutti i giorni.

Una Vita d’Inferno per gli adolescenti.

Proviamo a tornare indietro nel tempo per cercare di ricordare le sensazioni, i profumi, le emozioni che vivevamo a 10, 12 e 15 anni. La nostra vita sociale si svolgeva principalmente in classe e i compagni erano il nostro mondo focale dopo quello familiare.

La nostra crescita, le nostre prime esperienze pubbliche, indipendenti dalla protezione della famiglia, le abbiamo vissute proprio in seno alla scuola. Ci insegnavano ad essere fiduciosi, a condividere gli spazi, le letture, i giochi e gli studi.

Imparavamo che dovevamo rispettare le regole per un benessere comune.

Si formavano con le prime simpatie i gruppetti di “amici”, inevitabilmente c’era il ricco invidiato, come lo “sfigato”, ma non era permesso prendere in giro nessuno e chi lo faceva si prendeva una “nota” che era costretto a far firmare da un genitore e allora un bello schiaffone potevi certo aspettartelo.

Ad oggi viene spesso messo in discussione un rimprovero di un professore nei confronti di un giovane che ha persino falsificato la firma del proprio genitore in una nota punitiva perché il “giusto richiamo deve rimanere uno strumento di per sé educativo e perché bisogna fare attenzione a non esagerare nei toni, nei contenuti e nella frequenza con cui si riprende un alunno”. 

Al riguardo c’è stata addirittura una sentenza della Cassazione che si è espressa a favore dell’educatore proprio perché ha mantenuto il rimprovero dentro i “giusti toni” e ciò significa però che un genitore si è recato presso uno studio di un avvocato e lo ha incaricato di procedere contro il comportamento del professore nei confronti del figlio perché lo ha ritenuto troppo pesante.

Ma ci rendiamo conto?

Possiamo ipotizzare che il passo successivo di quel figlio, studente di scuola elementare, probabilmente consisterà in una sua firma falsa su di un assegno bancario!

La vita non si vive come in un film tragicomico!

Ai mie tempi dovevi imparare e scoprire chi sei e in che cosa consistesse vivere civilmente. Dovevi comprendere che esistevano due direzioni, quella buona e quella cattiva e che le Regole non ti avrebbero mai “legato le mani” ma ti avrebbero reso più forte.

Ora Altro Mondo!

I programmi trash in televisione, le fiction che mirabilmente presentano figure di affascinanti delinquenti e criminali, come i post sui social che promuovono un mondo coatto, volgare, fatto di soldi facili, sacrificio zero, con zero sentimenti, condito con tanta cocaina e tutto ciò e ben altro non aiutano i giovani a riconoscere la vita vera!

I giovani studenti “normali”, dove intendo per “normalità” una sana voglia di scoprire e imparare, e magari con nessuna voglia di uniformarsi a degli standard che non sentono, conoscono la persecuzione di una violenza inaudita e non perché non siano intelligenti, ma solo perché sono timidi o un po’ meno belli dei “fichi del Grande Fratello” e in un’età dove non si ha ancora compreso chi sei e come ti puoi difendere comporta grossi traumi.

Purtroppo non sempre le vittime raccontano o denunciano perché sono ricattati dai baby/delinquenti, a volte in casa hanno genitori frustrati da un lavoro faticoso e mal retribuito e che non hanno la forza da dedicare all’ascolto dei figli, così sono soli e immensamente indifesi.

Vite Difficili e non ci vuole molto per comprendere.

Poi c’è la scuola che dovrebbe insegnare a vivere, vigilare e proteggere la crescita giovanile ma non ha i mezzi per contrastare le minacce agli studenti se non quelli “eroici” e pensiamo alla Preside dell’Istituto di Caimano.

Per ultimi ho lasciato “Il Meglio della Storia”: i genitori dei Bulli, Quelli che giocano ad essere più giovani degli stessi Figli; Quelli che i F: non “si toccano”; Quelli che giustificano le sbronze dei F. “del resto lo fa solo d’Estate!”; Quelli che loro stessi non sanno cosa comporti essere genitori perché soffrono di affezione familiare e sociale; Quelli che si stupiscono! “non può essere stato mio figlio!!!!”(ma scusa dove stavi mentre cresceva?); poi, forse i peggiori, Quelli che incondizionatamente danno ragione ai propri F. perché non vogliono rotture di … Pensieri!

Poi ci sono Quelli della generazione dei drogati, delle pasticche prese in discoteca che si promuovono a genitori, ma purtroppo sono solo in grado di insegnare ai figli che ci si diverte solamente sbronzandosi.

Dunque il fenomeno del Bullismo è esploso fra i giovanissimi con una violenza fisica inimmaginabile, una crudeltà psicologica spesa dai coetanei, finti amici e cattivi compagni di scuola, dove i soggetti vengono ghettizzati, esclusi da cene tra amici o piccoli eventi, dispetti, richieste impossibili, sfregi alla persona od ai suoi oggetti, fino ad arrivare all’aggressione fisica.

Naturalmente i bulli sono sempre in Tanti a esercitare la crudeltà contro Una sola Persona.

Questa è la loro “fantastica forza”, da Soli sono il Niente!

I bulli scelgono di maltrattare esclusivamente i soggetti più deboli e fragili del resto sono vigliacchi e a loro “piace vincere facile!”

Ma come siamo arrivati a tale violenza che parte persino dalle prime classi scolastiche?

La Responsabilità è sicuramente dei Genitori ma il supporto del nostro Stato Democratico non c’è stato e non c’è.

Non si applica la Censura e c’è un Organo della nostra Repubblica che finanziamo come contribuenti che potrebbe consentire la visione di quelle fiction solo ad un pubblico adulto. Sono racconti che se ben letti promuovono mondi criminali dove l’indisciplinato è un angioletto, una figura da emulare rispetto ad altre ben peggiori. Alcune sceneggiature tessono trame dove si raccontano di uomini e mondi raggiungibili solo grazie al facile guadano dello spaccio di droga, macchine di lusso, attici con affacci sul Colosseo, donne bellissime e disponibili, tutto fedelmente riportato dalla realtà ma che regie astute, omettono la puzza dello scannato quando non paga la tangente, invece “creano eroi falsi e quasi buoni”.

E’ un sistema subdolo per entrare nei pensieri dei fanciulli.

Il Bullo si può annientare isolandolo, perché lui si nutre esclusivamente della cattiveria che semina nella sua “corte” da solo è Nulla. Probabilmente, vista l’età dei giovanissimi alcuni potrebbero ancora redimersi. Sarebbe miracoloso e possiamo realmente lavorarci, ma non da soli.

Mi sorge un pensiero molto preoccupante: i bulli di oggi diventeranno i padri e le madri di domani, inevitabilmente i loro cuccioli, desiderosi per natura di imparare ed imitare i grandi, finiranno per dilatare e aggravare la situazione come la conosciamo oggi.

Il fenomeno del Bullismo è ancora più vasto da analizzare, ma cominciamo a munirci di amore, sacrificio e rispetto e spendiamo il nostro tempo per “coltivare campi di grano invece di gramigna”.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Set 28

2023

0

commenti

Pianista Fabio AFRUNE

Al Cortona Piano Festival il Pianista Fabio Afrune è stato un esempio di Semplicità ed eccellenza.

In un’estate calda senza alcun refrigerio l’ascolto della musica riesce a trasportare i nostri pensieri sopra le più alte vette ghiacciate, riusciamo a immergerci nella spuma bianca di una mareggiata di Capo Testa in Sardegna od a sorvolare i lunghi e distesi filari colorati di lavanda.

La Musica sa creare una Magia nell’Animo Umano. Spesso è anche Terapia.

Era uno di quei pomeriggi afosi che spogliava Cortona del suo tradizionale fascino perché la pietra serena era ormai rovente e gli alberi chiedevano pietosamente l’acqua.

In una delle Sale del Chiostro di Sant’Agostino si sarebbe eseguito uno dei concerti organizzati dal “CORTONA PIANO FESTIVAL” una manifestazione veramente ben organizzata.

Come mancare?

Il giovane pianista perugino Fabio Afrune si presentava al pubblico della pomeridiana con un gran sorriso spontaneo trattenuto da due guanciotte simpatiche e mi ricordava un mio compagno di classe delle elementari che come arrivava al mattino si sedeva al proprio banco e per prima cosa, si mangiava tutta la merenda del suo cestino.

Ma non mi sono fatta ingannare da tanta bonarietà, perché gli occhi gli brillavano di intelligenza, passione e determinazione. Sono le caratteristiche fondamentali per diventare un grande pianista ed in lui le leggevo chiaramente. L’Intelligenza occorre per comprendere ed elaborare, la passione per amare il sacrificio che viene richiesto per imparare a suonare il pianoforte creando arte e non solo imparando il compito meccanicamente. Occorre quindi tanta determinazione per riuscire a provare 5 ore tutti i giorni della propria esistenza, nessuno escluso.

Nel Maestro Fabio Afrune, già dalle prime note suonate del Carnaval dell’op. 9 di Robert Schumann, si leggeva tutto questo. Provava entusiasmo e lo trasmetteva. Mi avevano colpito la sua naturale bravura per come affrontava il suo concerto e la sensibilità nell’interpretazione del romanticismo musicale di Schumann. Un’opera scritta in Germania prima della 2^ guerra mondiale.

Afrune suonava con un sentimento di semplicità, passi difficili per un pianista, ma questa era Gioia per il suo Pubblico. Mi sono chiesta se sognasse in bianco e nero tanta era la familiarità con la tastiera!

Era un acrobata, ed anche se il concerto era elitario, le persone lo accompagnavano attente nell’ascolto perché la Bella Musica, fa Bene.

Dai pentagrammi ottocenteschi che continuavano attraverso il tempo a infondere profonde emozioni, è poi passato con disinvoltura e sapienza a quelli contemporanei del Maestro Krassimir Taskov (1955) compositore e pianista bulgaro; musicista eccezionale, una vera istituzione nel mondo pianistico e compositivo del nostro tempo, attualmente Presidente del Dipartimento Composizione della Sofia State Academy of Music.

Lo Scherzo”(1975) è il primo brano. E’ una sua opera giovanile di una freschezza e al contempo di una maturità veramente singolare. Lo stesso autore ha scritto anche una composizione appositamente per il Maestro Fabio Afrune, Moving Sands (2021) e sempre a lui l’ha espressamente dedicata, perché Afrune sa muovere le sue abili dita egregiamente e con il suo cuore di musicista dona Ricchezza Musicale. (Prima esecuzione italiana) E’ un brano monumentale di una apparente improvvisazione scritta in una solida struttura.

Complicato da spiegare, ma piacevole da ascoltare.

“Un caleidoscopio di colori ed emozioni contrastanti che si susseguono come fotogrammi. Essi sono appartenenti a stili ed armonie diversi ma, filtrati dall’anima della musica dei Balcani e del folklore Bulgaro, si fondono perfettamente in una unica pellicola”. Queste sono proprio le parole che mi ha scritto il Maestro Afrune per descriverlo e che mi aiutano a spiegare come la raffinatezza musicale di quel pomeriggio riuscisse a far estraniare il pubblico dai brutti pensieri.

Tra una esecuzione e l’altra il pianista presentava e spiegava il pezzo che sarebbe seguito, e questa consuetudine ormai molto diffusa, è sempre molto apprezzata dal pubblico e lui si è rivelato un generoso divulgatore.

E’ un atto di generosità e solo i Grandi capiscono quanto ci si arricchisca a donare.

L’altro compositore contemporaneo, poliedrico e geniale, che gli ha scritto e dedicato una composizione è Emanuele STRACCHI (1990). Si è diplomato con lode in Pianoforte, Composizione, Comp. Musica Applicata e Direzione del repertorio Sacro e Profano. Il Trittico era eseguito per la prima volta in concerto: “SechStudio 2021” studio virtuosistico sulle sestine poi “Il Canto degli Invisibili” 2019 in cui vi è un gioco di armonici, con impiego del pedale tonale e “Senza Sparare sul Pianista” 2021 un ragtime con improvvisazione finale, un brano estremamente ironico e folle che forse rispecchia il carattere del compositore.

I compositori scelgono Fabio Afrune per suonare i loro pezzi perché oltre la sua mirabile tecnica di musicista non cede mai il passo a scontate interpretazioni perché rispetta sempre il sentimento dell’autore.

Riguardo le composizioni d’avanguardia consiglio di non cadere nel banale giudizio che a volte si ascolta in sala tra il pubblico  “tanto se dovessero sbagliare nessuno se ne accorgerebbe…” perché le “note stonate” suonano male in qualsiasi armonia siano scritte e interpretate!

L’appuntamento musicale era stato dunque un’ottima occasione per ascoltare Qualcosa di Nuovo.

Sono testi musicali immaginati anche per colonne sonore di film e lui è un interprete incredibile, il giusto Attore Musicale.

Sembra che abbia imparato prima a suonare il pianoforte che a camminare!

Per lui è sicuramente solo l’inizio di una Brillante Carriera.

Il Maestro Fabio Afrune è anche un ottimo divulgatore musicale e mette amabilmente a proprio agio il suo pubblico che ama la musica, ma che “spesso non se ne intende” e lui è felice di spiegarla perché la ama.

Un Pomeriggio di complessa e sofisticata musica ma decisamente molto, molto attrattiva.

Grazie all’Organizzazione del CORTONA PIANO FESTIVAL.

Roberta Ramacciotti blog www.cortonamore.it®