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Written by Roberta Ramacciotti

Set 28

2023

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1523 Muore Luca Signorelli, il Maestro

Il 16 ottobre del 1523 muore il Maestro Luca Signorelli a Cortona e solo un mese dopo il Cardinale Silvio Passerini che governava e dimorava nel Palazzone di Cortona, la sua villa extra urbana, avrebbe diretto anche Firenze per conto di Giulio Medici appena eletto Papa Clemente VII.

Allora ripercorriamo a ritroso alcune tappe storiche e significative della vita del Maestro affinché siano sempre più leggibili le complessità concettuali da lui dipinte.

Il Maestro Luca nel 1482 aveva affrescato nella Cappella Sistina, insieme a Bartolomeo della Gatta, “ Il Testamento di Mosè ” su commissione di Sisto IV: bellezza, matematica geometrica, gusto, eleganza, capacità di narrazione politica e religiosa erano descritti nella regia pittorica dei due maestri.

I soggetti dipinti dal Signorelli sono inferiori numericamente “parlando” rispetto a quelli lavorati dal collega della Gatta ma si distinguono facilmente perché Luca si discosta sempre con decisione e coraggio dalle convenzionali iconografie rinascimentali. Infatti è presente un nudo maschile seduto al centro della composizione con la gamba accavallata con vicino di spalle un altro personaggio in piedi che compie una forte torsione del busto dove, inconfondibilmente, si riconoscono lo stile del Signorelli nel disegnare le gambe i glutei e l’appoggio su di una sola anca. Molti volti e pose delle figure si ripresenteranno da lui dipinte ad Orvieto nella Cappella di San Brizio.

Nel 1527 ebbe inizio il Sacco di Roma ad opera delle truppe imperiali che erano al soldo di Carlo V d’Asburgo composte principalmente dai Lanzichenecchi tedeschi. Erano di prevalente fede protestante, animati da un forte sentimento antipapale, ai quali per altro, era stato negato “lo stipendio” da anni, dunque si presentava una condizione ghiotta per loro per fare bottino.

La Splendente quanto Corrotta Capitale del Papato Cattolico fu devastata e distrutta.

Solo un terzo della popolazione sopravvisse. C’è certezza che nel letto del Tevere sia depositato quella parte del bottino che non fu potuto essere trasportato perché molti degli assalitori morirono di peste insieme ai romani.

Certo il Signorelli non seppe mai di codesta strage perché era già passato a miglior vita quando si compì, ma aveva vissuto, osservato e criticato le cause che avevano alimentato una simile disfatta. Lo testimonia il Tondo Signorelli esposto al MAEC che dipinse fra il 1510/12 dove sono presenti la Madonna con il Bambino con i Santi; Michele raffigurato con la bilancia come pesatore di anime raffigurate con due corpi nudi, un uomo e una donna, destinati uno in Paradiso e l’altro all’Inferno e indovinate a chi è stata destinata la sorte delle fiamme eterne? Alla Femmina Naturalmente! Poi sono rappresentati San Vincenzo e San Marco Evangelista che sorregge il modello della città e Margherita da Cortona senza aureola perché ancora non proclamata Santa, lo sarà nel 1728.

Il tempo scorre velocemente al giorno d’oggi e i 20 anni di quei tempi forse potrebbero corrispondere ad un solo anno di oggi.

Pensiamo allora ad una decina di anni prima della morte del Signorelli quando sempre nella Cappella Sistina Michelangelo Buonarroti aveva completato nel 1512 il suo primo ciclo di affreschi nella volta che era stato commissionato da Papa Giulio II (Della Rovere). In quella stessa sala il giovane Michelangelo studiò l’arte del Signorelli che non si accontentava di disegnare “normali ed eleganti figure”, ma le voleva persino nude. Gli piaceva disegnare da prospettive difficilissime, facce con il cipiglio e tante rughe, sfidava sempre le sue capacità tanto che ritraeva i soggetti di lato, di fronte, di spalle e spesso in piena torsione del dorso tanto che ti aspettavi da un istante all’altro che queste immagini si animassero proprio come una molla una volta appena liberata!

Molti anni dopo venne commissionato al Buonarroti il Giudizio Universale da Papa Clemente VII (Medici) che però morirà prima del compimento dell’opera. Michelangelo studiò per quell’opera Il Giudizio Universale del Signorelli che dipinse per il Duomo di Orvieto nel 1504.

Il Buonarroti consegnerà il suo capolavoro a Papa Paolo III Farnese, tra discordanti e pericolose critiche, quel Papa che convocò poi il Concilio di Trento nel 1545 nel quale fu progettato un profondo restyling della Chiesa di Roma.

Nella storia della vita di un grande maestro come il nostro Luca, esistono tanti “Prima e Dopo” e conoscerli serve per interpretare i suoi quadri che sono enciclopedici.

Non sapere che quando il Signorelli era ancora in vita, nel 1520, Papa Leone X (Medici) scomunicò il teologo tedesco Martin Lutero, un frate agostiniano, perché promuoveva la Riforma Protestante e che ancor prima il 23 maggio 1498 veniva impiccato e poi bruciato sul rogo della Repubblica di Firenze il domenicano Girolamo Savonarola significa non possedere la chiave di decodifica di tutte le sue opere.

Nel mondo Occidentale Oggi la religione cristiana cattolica è osservata con più laicità rispetto ad allora quando invece era molto dispotica e dogmatica. Grazie a Papa Francesco nei suoi Angelus domenicali fa spesso cenno all’Amore Universale, l’unico sentimento profondo compreso da tutte le Donne e gli Uomini sulla Terra perché il Santo Padre non minaccia gli infedeli ma li ama e li comprende.

Luca Signorelli era colto, ricopriva cariche politiche e diplomaticamente sapeva relazionarsi con Papi e Nobili corrotti, crudeli e privi di scrupoli, ma con la sua enorme energia e creatività sapeva affascinarli, tanto che con la sua fantastica furbizia, era capace di ingannarli rappresentando loro una “commedia nella commedia” superando la censura del tempo … lui ci è riuscito ed oggi ci racconta quelle difficili realtà di allora, non sempre potute narrare nei libri, ma che riconosciute nei suoi dipinti sono ora sotto gli occhi di tutti! Roberta Ramacciotti blog www.cortonamore.it®

Ago 21

2023

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E’ nata una nuova compagnia teatrale

Una serata afosa al mare. Finalmente è il giorno del debutto che aspettavamo da tanto. Un gruppo di amici soci del nostro Circolo ha deciso di inerpicarsi per una difficile e impervia strada. Mettere in scena una rappresentazione teatrale non avendolo mai fatto.

O meglio, i due registi e animatori severi e infaticabili del gruppo, Silvia e Vincenzo, hanno una lunga esperienza teatrale alle spalle, ma gli altri sono quasi tutti alle prime armi. Un salto nel vuoto senza rete, da far venire i brividi. E credo che, a molti, li abbia fatti venire.

Mi siedo in prima fila senza tante aspettative ma con molta, molta curiosità. Il teatro si è velocemente riempito, non sono il solo curioso. Il pubblico è variegato, più generazioni si sovrappongono e si intersecano. Questo è il C.N.C.

Finalmente inizia.

Siamo in un opera dal classico stile inglese, humour raffinato, comicità semplice e di immediato effetto. Si strappano delle risate senza mai esagerare.

Subito mi piace l’idea brillante delle due narratrici ben visibili ai lati del palco che “recitano” più che essere voci fuori campo. Non provengono dal buio sono “umane” e lo dimostrano.

Mano a mano che vengono presentati i personaggi e riconosco i miei amici perfettamente truccati e vestiti con abiti di scena probabilmente rimediati nelle case del mare e non solo, inizio a capire che è una cosa seria. Due parole mi vengono in mente, passione e professionalità. Traspaiono in modo evidente.

Del resto ci sono mesi di lavoro alle spalle che abbiamo vissuto indirettamente con cene e appuntamenti mancati proprio a causa delle prove.

Lo spettacolo inizia barcollando, è un po’ lento, avrebbe bisogno di un sostegno musicale o di qualche escamotage teatrale ad hoc. Però si riprende velocemente quando il ritmo aumenta e gli attori iniziano a sciogliersi. E’ chiaro che l’imbarazzo e la tensione iniziali stanno allentando la morsa.

E decollano in un crescendo di sorprese, battute e gag sempre nei limiti del buon gusto fino al trionfo finale di applausi e approvazione.

Mi giro per osservare il pubblico proprio in quel momento e penso: il C.N.C. è sempre il C.N.C. spaccato unico di umanità che si interseca da decenni.

Non farò l’elenco dei partecipanti ma solo qualche osservazione su alcuni di loro che mi hanno piacevolmente sorpreso. Sono stati tutti bravi.

Vincenzo e Silvia sul palco dove li metti li metti, fanno sempre la differenza, con una particolare menzione per gli svenimenti di Silvia che sono una cosa a parte.

Fabrizio regge la parte forse più difficile con calma e maestria ma Carlo è veramente una sorpresa, un caratterista/mimo di grande qualità che ha il dono di rispettare sempre i tempi di entrata alla velocità della luce.

Antonella un’ubriaca di classe perfettamente calata nella parte, la cameriera Manuela che mi ha confessato di zoppicare ogni tanto anche a casa. E gli occhi del maggiordomo che questa volta non era il colpevole.

Scenografie interessanti curate da Elvira, penso alla progettazione, alla fatica nel reperirle e montarle. Sempre e solo passione.

Un’ultima osservazione. Era una prima assoluta di una compagnia amatoriale e non ho assistito ad errori di nessun tipo che, se ci sono stati, sono risultati invisibili. Non male, veramente non male.

Si chiameranno “Raccolti per strada” però sono stati raccolti quelli giusti.

Grazie a Silvia e Vincenzo che hanno fatto una scommessa vinta alla grande.

Fabio Romanello

Ago 21

2023

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DELITTO AL CASTELLO

La sera, il Buio hanno sempre regalato un particolare fascino al teatro all’aperto. Non pensate alla posizione del Teatro Antico di Taormina perché una serata sotto le stelle al Boschetto del C.N.C. è un’altra cosa ma in un’estate calda senza alcun refrigerio, offre comunque un’occasione di benessere e convivialità. Un vero salotto sulla sabbia!

Quella notte, appena iniziata, il Boschetto ci accoglieva con una brezza leggera, le onde lavorano per la risacca e la luna brillava con il suo sorriso sghembo.

L’appuntamento con gli amici era stato per le 21.00 per assistere allo spettacolo ”Delitto al Castello” una commedia comico/grottesca di Aldo Cirri. La Compagnia Teatrale dei “Raccolti per Strada” aveva messo in scena l’adattamento dell’opera curato da Vincenzo M. Chiaula, regia di Silvia delle Site e Vincenzo M. Chiaula, scenografie curate da Elvira Di Toma e Giovanni Nardi.

L’aspettativa tra il pubblico era alta, era giunto numeroso al Circolo e il gruppo di amici teatranti avevano di fronte una bella sfida! Dovevano spendere tanta fatica e passione per attrarre la platea gremita di gente.

Mi dovevo rammentare spesso che non erano dei Veri Attori ad esibirsi perché nella vita sono Dirigenti, Maestre, Professori Universitari, Accademici, Ufficiali di Polizia, Agenti Segreti e Pensionati.

Il loro legame consiste nella gioia di condividere lo Stare Bene Insieme!

La trama è delle più scontate per le persone di una certa età come la sottoscritta, narra la parodia di un giallo ambientato all’inizio del secolo scorso che si consuma in un umido castello della Scozia.

La scenografia degli interni del maniero era ricostruita perfettamente!

Dunque un Misterioso Assassino, Il Barone Accoltellato, era interpretato impeccabilmente da Riccardo Angelini, Il Commissario Pasticcione magistralmente recitato da Fabrizio Diomedi, Il Poliziotto che non parla, Carlo Passerini una vera stupefacente rivelazione, un mimo eccellente, La Seconda Moglie del nobile del castello la Lady Silvia delle Site bravissima attrice consumata. Eccezionali quanto Indispensabili le Narratrici 1 e 2: Elvira di Toma e Monica Maramao, figure conduttrici che marcavano l’ironica e comica rappresentazione. Non mancava all’appello la Baronessina espressa da Roberta De Pero brillante e determinata e la Mrs. Sidonie Paerblack recitata “brillamente” da Antonella De Pero che dire: Affascinante e Perfetta!

Non mancava la figura dell’insidioso Sir Fabio De Petris in verità simpaticissimo nella vita reale, L’amante della Baronessa Vincenzo M. Chiaula anche per lui i complimenti risultavano riduttivi perché E’ Vincente in tutti i ruoli che assume, La cameriera Manuela Dionisi ammirabile nell’interpretazione di una persona di servizio snob al punto da esserlo più della stessa Castellana, Claudio Colantoni Impeccabile Maggiordomo dallo “sguardo matto” tanto che cito la risposta privata che hanno ricevuto i coniugi Colantoni: Ciao Manu, prima di stasera saremmo venuti ma ora non ce penso proprio, me mettete paura!!!!!”

Ammirabili per Bellezza e Leggiadria le due fanciulle Lavinia e Anna comparse in un finale spumeggiante!….

Tutti questi personaggi offrono da sempre un’occasione ghiotta per uno sceneggiatore per delineare più figure comiche, quasi al limite del ridicolo ma che si muovono tra curiosi e buffi intrighi per raggiungere poi l’immancabile sorpresa finale che strapperà più di un sorriso.

Un testo movimentato e brillante che consente di offrire Buon Umore.

Peppino De Filippo sosteneva che “ Fare piangere è meno difficile di far ridere …”

Gentili Lettori, Soci e Amici come descrivere il Carosello di Simpatia Ammirazione e Stima che ha espresso la platea nei confronti dei Commedianti?

Per ogni riga scritta mi sono imperiosamente dovuta ricordare che di fronte avevo una compagnia di attori amatoriali, alcuni persino esordienti!

Infatti il loro impegno è stato così professionale da farmelo dimenticare spesso.

Al primo atto per essere perfetto sono mancate quelle piccole note che raccolgono la recita, una piccola colonna sonora, come per la verità nell’entrata in scena dell’Antonella De Pero c’era stata.

Il secondo Atto è stato un crescendo! Un Vero Trionfo concluso con un Finale che non svelerò perché i “Raccolti per Strada” meritano di apparire nei teatri di Roma perché garantiscono freschezza e allegria.

Mi sono commossa a fine spettacolo quando nei saluti di scena scorrevo le scenografie e vi pensavo le idee risolutive di Elvira e la manovalanza degli amici attori, la fatica e il trasporto dei divani e comodini, i vestiti raccolti dagli armadi di casa, il pensare e lo studiare di Vincenzo e Silvia per la costruzione dei personaggi e la sensibilità che hanno speso per adattarli alle singole personalità dei loro amici, marcandone i pregi e nascondendo i difetti.

Giorni rubati al tempo libero e alle proprie famiglie ma che hanno rivelato in scena a luci spente un successo nelle loro vite private: la costruzione di un gruppo di Amici che hanno imparato ad amarsi e stimare nel tempo di un inverno, si sono accettati per quello che sono, anzi hanno sapientemente valorizzato le loro capacità e mitizzato i loro difetti.

Una Commedia che ha visto nascere una Compagnia di amici Meravigliosa.

Davvero Grandi!”   

Roberta Ramacciotti blog www.cortonamore.it®

Lug 22

2023

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“Padre Nostro…”

“Padre Nostro che sei nei Nostri Cuori”

Apparentemente, quella mattina era cominciata con una nuotata come le altre.

Bracciata dopo bracciata, pregavo per le persone care, quelle che nella realtà di tutti i giorni non potevo più incontrare, questo per spiegare che quando nuoto vivo i miei pensieri più intimi e umani.

Poi mi è salita dal cuore una nuova supplica, inventata in quegli attimi e per questo colma di errori formali, ma il sentimento che sgorgava da questa mia rozza preghiera era drammaticamente da me sentito:

“Padre Nostro che sei nei Cieli donaci il coraggio di piantare tanti alberi, perché sotto le loro fronde essi custodiscono la vita sulla terra, sono gli Angeli Custodi di Gaia;

Padre Nostro che sei nei Nostri Cuori aiutaci a comprendere quanto tutti siamo indispensabili e per questo dobbiamo lavorare per dissetarci tutti;

Padre Nostro che sei nei Cieli aiutaci a convincere di abbandonare chi di corruzione vive;

Padre Nostro che sei nei nostri cuori aiutaci a descrivere ai nostri figli quanto fosse bella e florida la nostra Terra, azzurri e pescosi i nostri Mari, e raccontiamo loro che il paradiso terrestre è esistito sotto i nostri occhi di fanciulli;

Padre Nostro che sei nei Cieli aiuta questa preghiera affinché giunga alle orecchie di quei Potenti che pensano ancora di appartenere alla Razza Umana e che ritrovino il Coraggio di riguardare gli occhi sofferenti dei propri simili;

Padre Nostro mi manca l’aria fresca, il mare pulito, l’ombra di un bosco, l’acqua potabile, la luce accecante di un ghiacciaio, la serenità di una passeggiata e desidererei non dover chiudere più la porta di casa a chiave.

Ascoltami o Signore!

Roberta Ramacciotti blog www.cortonamore.it®

Lug 18

2023

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“500”

Complimenti ai Bimbi ed alle loro Insegnanti dell’Istituto per l’Infanzia Scotoni di Camucia per aver preso l’impegno di partecipare al Concorso di pittura “Signorelli riapre Bottega” organizzato da AION Cultura, dalla Factory Dardano 44, dal Comune di Cortona, dagli studenti del Liceo Classico Signorelli, la Giuria e naturalmente da tutti gli artisti.

Non è scontato che un corpo insegnante debba accettare del lavoro in più, sono ore sottratte alle famiglie e al proprio tempo libero, ma loro hanno assunto quest’onere e lo hanno svolto egregiamente.

Hanno così sviluppato un profondo rapporto con le giovani menti, i loro metodi hanno affascinato gli studenti, li hanno incuriositi e divertiti perché hanno creato nel mondo di ogni bimbo un sentimento piacevole e di benessere “nell’andare a scuola”.

Brave, proprio Brave!

Non desidero replicare articoli già pubblicati sulla cronaca della manifestazione sento invece quanto sia importante sottolineare la qualità dell’opera “500” progettata dal gruppo di lavoro che presentava un range di età che andava dai 5 ai 6 anni appena compiuti insieme alle giovani maestre. La composizione restituisce un’interessante interpretazione del mondo Signorelli e si può leggere come vengano percepiti oggi dai bimbi i capolavori rinascimentali.

Come per un bassorilievo Hanno usato tecniche miste come le matite, il collage, la lana e importante è stata la ricostruzione d’insieme delle facciate architettoniche del Comune di Cortona, della Cattedrale di Santa Margherita e del Teatro Signorelli. Sono lodevoli l’espressività dei disegni sia nell’autoritratto di Luca Signorelli che quelle del tondo con Madonna e Santi.

I bambini trovandosi anche loro di fronte un foglio bianco e una matita hanno compreso quanto potesse essere veramente difficile imitare il Maestro, hanno osservato, si sono posti delle domande e hanno avuto il coraggio di elaborare.

Ho chiesto ad alcune maestre chi fosse di loro la leader del progetto e mi hanno risposto che tutte indistintamente hanno curato con la stessa responsabilità e competenza il percorso della conoscenza dei fanciulli riguardo il mondo dell’arte.

Lodevole risposta.

Hanno accompagnato i giovanissimi studenti al MAEC, li hanno seguiti e ascoltati e attraverso le loro riflessioni spontanee e sempre pertinenti si sono meravigliate del loro spirito critico.

I fanciulli, liberi da qualsiasi riverenza formale, esprimevano i loro pensieri riguardo i capolavori del Signorelli tanto che, per esempio, comprendevano che i colori non erano stati scelti a caso dal Maestro, studiavano le pose e le composizioni delle figure. Ammiravano le colonne, i pavimenti, le ali dell’angelo, i profili uguali e ripetuti. Hanno riconosciuto la città antica di Cortona e la sua Santa Margherita nel tondo della Madonna col Bambino con i Santi Michele, Vincenzo e Marco.

A loro è andato il Premio Speciale della Factory Dardano 44, meritatissimo perché la vivacità di quei bimbi si è trasformata in una potente e saggia energia che li accompagnerà con successo nei prossimi cicli di studio.

Complimenti ancora al Corpo Insegnante dell’Istituto per l’Infanzia Scotoni di Camucia.

Roberta Ramacciotti blog www.cortonamore.it®

Lug 17

2023

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Luca Signorelli Pittore Bambino

Possiamo cominciare con un “C’era una Volta un Bambino che si chiamava Luca”…

Faceva raffreddare i carboni del camino per disegnare, sopra una liscia pietra serena, le espressioni dei suoi cari e delle persone che incontrava in strada.

Replicava le immagini di quelli che si fermavano a conversare e, appena poteva, scappava dal fondo del babbo pittore e s’intrufolava nel Palazzo Baldelli, oggi l’Hotel San Michele, per osservare nell’affresco quattrocentesco, le barbe dei Santi. Quella di Sant’Antonio Abate lo affascinava particolarmente perché era dipinta con particolare cura. Vi si perdeva con lo sguardo tra le onde della sua folta peluria e rifletteva sulla scelta dell’autore perché quella composizione poteva essere disegnata anche con forme diverse.  

Pensiamo allora a quando dipingerà le sue barbe nella Cappella Nova di Orvieto!

Poi la domenica durante la Messa nella Chiesa di Santa Margherita, quella che non c’è più, s’incantava a guardare gli affreschi dei Lorenzetti. Che belli i capelli della Maddalena! Il prato, i fiori, le rocce! Ammirava come contornavano le figure di scuro, quella delineatura rendeva eleganti i visi, allungava lo sguardo delle Madonne, impreziosiva persino il disegno delle orecchie e delle bocche. Però non gli piacevano quelle dita e allora pensava che avrebbe imparato a dipingerle meglio di loro. Noi sappiamo che ci sarebbe poi riuscito egregiamente e conosciamo la perfezione dei gesti che riprodusse, insieme alla potenza dei messaggi sentimentali che rappresentavano.

Le sue mani dipinte sono capolavori strutturali, postine di messaggi storici!

Già da piccino ci provava spesso ad imitare gli antichi maestri, tanto che gli facevano sempre i complimenti.

Sei Bravo! Del resto aveva respirato i colori fin da neonato.

Luca Signorelli prima di diventare un Maestro Immortale dell’Arte è stato dapprima un bambino curioso, un intelligente osservatore, un regista per i suoi progetti di fantasia.

Gli piaceva costruire nella sua testa l’intera scena, nascevano come vignette, poi finivano come Capolavori.

E come gli piaceva slanciare le gambe e disegnare le torsioni dei busti, sempre con quella linea nera, a volte quasi invisibile all’occhio che disegnava il confine delle sue figure.

La purezza di quel tratto rivoluzionò la maniera della pittura perché non la usava per abbellire ma per sintetizzare la posa dei corpi.

Fu un sommo architetto nel rappresentare il nudo, la figura dell’uomo lo affascinava.

Disegnava i corpi anche quando era sovrappensiero, lo faceva in continuazione, forse era il suo antistress!

In bottega il fanciullo, accanto al grandissimo Maestro Piero della Francesca, fu subito lui! Del resto Piero, Genio di filosofie matematiche astratte che traduceva ai suoi simili attraverso la pittura, presto si accorse della bravura del nostro Luca.

Il Signorelli Bambino lo osservava e studiava il “perché e il per come” il Maestro scegliesse le sue composizioni geometriche, come le combinava fra loro, e meditava persino su quelle che Piero scartava!

La sua determinazione gli chiedeva sempre il perché di ogni cosa!

Il Signorelli ha catturato il mondo della storia dell’arte tanto da scriverne Uno Tutto Suo.

Ha rapito gli osservatori con i suoi dipinti delle figure degli ignudi, inserendole nelle complessità iconografiche del tempo. I committenti gli commissionavano le composizioni tradizionali ma lui risolveva sempre il suo lavoro con insolite impaginazioni.

Era Creativo ed Audace. La sua pittura era colta, raffinata e sempre d’avanguardia.

Il colore per suscitare passione, le scene teatrali per narrare un miracolo, accontentava il cliente, mentre le figure nelle quinte, narravano la “Sua Storia dell’Uomo”.

Era un fanciullo gentile ed educato e per questo nessuno rifiutava la sua presenza tanto che per lui si presentavano occasioni uniche.

Poteva ascoltare i grandi mentre conversavano!

Pensate dunque Piero della Francesca parlare della sua pittura umanista e della filosofia sulla matematica astratta con altri letterati mentre Luca, in un angolino, impastava i colori!

Le opere di Piero avevano più piani interpretativi, fogli strappati da un’enciclopedia, uno sovrapposto all’altro armonizzati per l’occhio umano dalla sua magnetica pittura.

Il giovane Luca è cresciuto in questa Accademia di Armonia e Sapienza.

Cresceva, studiava e non si vantava, era gentile, umile ma mai sottomesso e la sua pittura lo spiega attraverso 500 anni.

Vi strappo un sorriso: Pensate al giorno d’oggi, quanti talenti possa aver strappato alla Storia dell’Uomo un programma televisivo come il Grande Fratello!

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

p.s. Per un errore di stampa, su un precedente articolo pubblicato sulla prima pagina dell’ETRURIA riguardo l’inaugurazione della Mostra del Signorelli, non ho scritto che il prof. Tom Henry ha affermato che Luca Signorelli “non” fu l’ultimo pittore del ‘400 ma fu il primo del ‘500. Sento con emozione che Luca fu il geniale anello di congiunzione tra il primo Rinascimento e il Padre Artistico delle intuizioni di Michelangelo, di Raffaello e Leonardo e il respiro dei suoi corpi in movimento è giunto fino al ‘600 … Grazie Luca.

Mag 31

2023

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EntitA’ Social

Cortona, Roma, New York, Milano, Parigi, Reggio Calabria, Lisbona … oramai è diffuso il costume che una persona possa esser studiata ed esaminata in base ai post che pubblica sui Social.

Forse ci si fa un’idea!

La vita del soggetto che attrae viene presa in esame e in certi casi, persino invidiata per le foto dei viaggi che posta, per il vestiario che indossa, per gli scorci eleganti di quella che potrebbe sembrare la sua abitazione, persino le frequentazioni con gente famosa documentate dai selfie sono sottoposte da accurate analisi.

Quanto di sbagliato può esserci nell’usare questi fattori per conoscere realmente una persona!

Pensate che quando lavoravo per una grossa azienda, spesso dovevo svolgere dei sopralluoghi fuori dalla mia postazione, allora mi divertivo a confondere i miei interessi in Rete lasciando aperte sul mio pc le più improbabili ricerche: dalla sostanza chimica, al gancio per ferrate, dal bisturi, al trasporto animali … creavo quella “Sana Confusione”.

Ora è difficile perché siamo ascoltati dai Sistemi h24.00.

Ma tornando alla nostra semplice vita di navigatori internet il mio pensiero si rivolge a quegli individui che pensano di tessere le amicizie senza guardare l’altro negli occhi, senza ascoltarne la voce e presupponendo di giudicarne anche l’umanità.

Per esperienza ho constatato che si possono ingannare persino gli amici più stretti, pubblicando ammalianti fotografie di paesaggi, affascinanti lavori grafici ed articoli interessanti, passando quindi per la persona più ricca e spensierata del mondo, quando nella realtà stavo forse vivendo il momento più buio della mia esistenza.

Se lo si vuole veramente, nulla può trapelare del tuo più intimo nella Rete e questo è Un Bene. Un Male se tra gli “amici veri” si trasferiscono in Rete i Gesti che hanno coltivato i loro rapporti profondi pensando che sia naturale. La Rete non è affidabile per coltivare i sentimenti perché nelle sue vene scorrono solo fibre sintetiche.

Attenzione alla superficialità e all’inganno sentimentale che ci restituiscono i Social!

Mia figlia come montatrice video mi ha fatto conoscere come si può trasformare una foto di una bellissima città come Firenze in una metropoli bombardata e fumante. Ed è solo un piccolo esempio tra una miriade di possibilità riguardo le deviazioni dalla realtà.

Sempre in Rete si possono contattare movimenti politici inesistenti, gruppi di volontari finti, datori di lavoro che regalano truffe, finte comitive di amici … tutto di più falso che la fantasia malata dell’uomo può creare.

La cosa sconvolgente è quando si modificano i rapporti “in peggio” tra quelle persone che si sono conosciute e frequentate felicemente da sempre. Non è certo che lo scambio di Amicizia arricchisca i rapporti tra conoscenti perché i Social creano vari piani teatrali dove non si conoscono le quinte e ancor meno la platee :“Ha messo mi piace a te e a me no!.. Hai visto che ha dato l’amicizia a quella!.. Attenta ha messo un like a quello di destra!.. Occhio questa è contro la Corruzione!.. Vedi conosce quel cantante e non me lo presenta!…“

Solo Inganni su Inganni, mentre i veri autentici rapporti umani si dissaldano e inceneriscono.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Mag 20

2023

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Factory DARDANO 44

Cortona è in fermento!

Il Signorelli e i Re dell’Antico Egitto sono stati lucidati per splendere sotto il Sole della Toscana!

“Cortona in Fiore” la veste di colorata eleganza e il Gruppo Storico della Città di Cortona svolge egregiamente il lavoro di perpetuare la tradizione medioevale che crea unità fra i Terzieri.

Anche la Compagnia del Piccolo Teatro della Città di Cortona ha messo in campo diverse iniziative ed anche un nuovo spettacolo con la regia di Vito Amedeo Cozzi Lepri, pensate che è stato ideato in chat durante la pandemia.

Ma sarà il Festival del Fumetto l’evento che avrà più successo perché seminerà nel futuro attraverso le nuove generazioni.

In questo contesto, dove è previsto il flusso di un vorace turismo mordi e fuggi, la ormai esigua comunità cortonese faticherà a custodire la sua moderna identità.

Ottimo investire sugli Etruschi come sul Severini e tutte le altre egregie figure storiche conservate nel DNA dei Cortonesi ma nulla sarebbe potuto accadere se intorno a questi Personaggi non ci fosse stata al tempo la classe contadina, i cocciai, i falegnami, gli agricoltori, gli allevatori, i mugnai, i commercianti, i notai, i giudici, i medici …..

Allora e come Ora, a tutela di quanto affermato, mi piace ricordare quello che scrissi già nel 2020 dell’iniziativa di Aldo Calussi di fondare la Factory “Dardano 44”.

Eravamo in “piena pandemia” e tutti i contatti tra le persone erano veramente limitati ma quando un’idea è buona e la comunità ne ha veramente necessità, nulla può fermare il suo sviluppo.

All’inizio nella Factory Dardano 44 le persone si potevano riunire per poter dipingere in libertà, ora possono anche assistere e partecipare a conferenze su argomenti che spaziano dalla pittura di corte, alla lirica, alla storia di un uomo come Berlinguer, ai grandi maestri del Rinascimento, ascoltare di cambiamenti climatici come di apprendere di arte, musica e spettacolo senza tralasciare il sentire politico delle situazioni.

Aldo Calussi è un uomo che sa amministrare la sua grande cultura tanto da metterla al servizio dei suoi amici e “vicini di casa”.

Per “l’abitudinaria” Cortona ha la capacità manageriale di organizzare eventi dai temi insoliti che incuriosiscono sempre più partecipanti e, proprio questo aspetto, restituisce il Successo!

Ha saputo creare un vero e proprio Polmone di Ossigeno per Cortona e per tutte quelle persone che sentono la necessità di vivere in campagna, senza però doversi staccare da un sentire metropolitano.

Oggi si può essere Cittadini del Mondo anche trascorrendo la propria quotidianità in un piccolo centro grazie ad internet e il laboratorio di Aldo Calussi è un nucleo di vari interessi in forte espansione. E poi è bello lavorare insieme e confrontarsi, ci si arricchisce anche dei tesori dell’altro senza temere di impoverirsi, perché quello che potrà “uscir fuori” sarà un Mondo Nuovo: il Nostro! … E Cortona, avrà salda la sua stabile e affidabile comunità che negli anni ha trasformato il suo DNA perché compresa di Laziali, Lombardi, Emiliani, Abruzzesi e Campani …

Siamo gente che la ama e che non la abbandonerà d’inverno quando la “comunità liquida dei turisti delle belle stagioni” non scorrerà più nei vicoli.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Mag 13

2023

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Giulia Tanganelli Amore per i Cani

Chi è Giulia Tanganelli?

Una splendida giovane donna moderna che vive lavorando come Istruttrice di Agility Dog. Nell’antico borgo del Sodo, in un bel giardino di proprietà dei nonni, ha attrezzato un percorso per addestrare i cani domestici di tutte le razze e le taglie.

Giulia Tanganelli, attraverso studiati metodi adattati all’istinto e al carattere delle varie specie canine e perché no, anche in considerazione della personalità dei loro padroni, svolge una sapiente istruzione verso questi soggetti per ottenere il 100×100 di armonia e intesa fra i due soggetti.

Questi animali, sotto la sua attenta guida, sviluppano e amplificano le loro reazioni istintive conformandole il più possibile al ragionamento umano.

Il rapporto tra il padrone e il proprio cane migliora ed è certo l’uomo a trarne un enorme vantaggio. In casa si vive in armonia e sicurezza.

Giulia è sempre stata nel mondo della cinofilia, la sua passione l’ha ereditata dai nonni materni e a 6 anni con i suoi genitori partecipava alle esposizioni canine. Poi a 7 anni ha assistito ad una dimostrazione di Agility Dog e da quel momento la sua vita si è plasmata intorno a questo sport. E’ stata membro della squadra italiana under 18 agli europei per 6 anni consecutivi, girando l’Europa con i suoi cani.

A16 anni è divenuta Campionessa Italiana. A 18 era tra le più giovani educatrici cinofile in Italia.

Il suo obiettivo è mettere in comunicazione le persone con il proprio cane, creare la loro speciale connessione. La disciplina dell’Agility Dog offre il salto di qualità per migliorare il rapporto umano-cane. Il suo metodo è vincente e lo conferma quando nel 2022 una sua allieva con il proprio cane sono riusciti ad arrivare Terzi al Mondiale Under 18 di questa disciplina.

Il percorso in gara si svolge nella continua comunicazione pulita e limpida tra il padrone e il cane, pochi gesti accurati come un piccolo piegamento sulle ginocchia, o sussurrati comandi vocali.

Nella performance solo l’uomo e il suo cane, esistono il loro affetto, la loro intesa.

Il sogno per l’Uomo Moderno consiste nel veder trasformata la propria passione in lavoro, lei ci è riuscita!

Di Giulia Tanganelli ci si può fidare!

Stiamo diventando una Società formata prevalentemente da “grandi età”, spesso si rimane soli negli ultimi anni e l’amore vigile di un cane educato può aiutare, in più si esercita un’ottima palestra per la mente, si allena la memoria e si è “costretti” a delle sane passeggiate!

Molte volte attraverso il comportamento con il proprio animale, uomini e donne adulti si riscoprono.

In famiglia si percepiscono dei disagi nel proprio figlio? Forse è solo un carattere difficile e probabilmente è solo incompreso. Dunque far nascere un amore e una responsabilità tra il fanciullo e il suo cane, guidati da Giulia, può determinare in positivo il futuro di un’esistenza.

E’ vita all’aria aperta, è comunicazione, è socialità.

Per il cane fare attività vuol dire essere sano e soprattutto cambia il suo modo di pensare perché quello che segue questa disciplina viene abituato a ragionare, tanto che per questo, quando ha un problema fuori dal contesto sportivo, è abituato lo stesso a risolverlo.

L’animale in casa diviene una compagnia utile oltre che affettuosa. I benefici però non finiscono qui perché per il padrone si presenta l’occasione per migliorarsi nella comunicazione essendo un processo che si compie in due.

Tutti possono rivolgersi per un consiglio a Giulia Tanganelli per migliorare il rapporto con il proprio cane ed anche quelli che lo desidererebbero averlo. (si può contattare attraverso profili Instagram e Facebook Gold Dogs oppure via e.mail golddogstrainer@gmail.com). A volte si adottano cani già grandi che hanno avuto un passato doloroso, è un atto meraviglioso, ma spesso difficile perché sono bestiole che spesso hanno subito traumi ed allora è necessario adottare metodi specifici che migliorano la vita di entrambi.

Ho aperto una finestra su di un mondo per me sconosciuto e si è presentato un meraviglioso panorama.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Mag 13

2023

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EGITTO al MAEC di CORTONA

Ero ancora sull’aereo, dopo l’atterraggio di ritorno dal Cairo che come mi ricollego con internet, leggo in arrivo un messaggio sul mio cellulare dell’inaugurazione del nuovo allestimento della collezione Egizia del MAEC.

“ Nooooo non ci posso credereeeee !!!!” E’ una felicità!

Sarebbe stato impossibile solo immaginare una coincidenza del genere, forse ho dalla mia parte tutte le anime antiche egizie perché sanno che renderò onore e farò buon uso degli scatti fotografici che ho raccolto nelle Tombe. Custodirò per sempre la commozione che ho provato quando ho intravisto le piramidi tra i palazzi nel traffico caotico di Giza.

Per un’appassionata come la sottoscritta della Storia dell’Uomo sulla Terra, poter conoscere di persona i luoghi di provenienza dei reperti egizi conservati nel museo di Cortona che visito spesso, mi darà la possibilità di poterli raffigurare realmente nei templi e nelle tombe della loro terra di origine. Mi divertirò a studiarli e catalogarli con l’aiuto della mia documentazione fotografica, diversamente ho a disposizione altre 12 raccolte dei miei fantastici compagni di viaggio!

Nell’area del Gran Cairo a Giza, proprio nelle vicinanze della Grande Piramide di Cheope 2.550 a.C. è ancora in allestimento il nuovo Grand Egyptian Museum, peccato non averlo visitato! però non abbiamo mancato la maschera d’oro e il sarcofago del Faraone Tutankamon con tutto il suo corredo conservati nel vecchio museo del Cairo. Km e Km di reperti di varia rilevanza.

Allora sarà proprio interessante osservare come il MAEC avrà disposto le sue preziose mummie insieme ai loro arredi.

Ma una cosa ho compreso sopra qualsiasi altra: senza il Nilo e il suo fertile limo, non sarebbe esistito l’Egitto con le sue affascinanti Antiche Civiltà.

Diversamente solo sabbia e roccia. Magari il MAEC nelle sale avrà dedicato degli schermi con foto del Nilo e del Deserto!

Erodoto (V sec a.C.) definì l’Egitto “un dono del Nilo”, del resto oltre che nelle oasi, solo lungo la valle e il delta del fiume sono possibili gli insediamenti umani.

Il giallo del deserto, le piramidi naturali di roccia vulcanica di tutte le dimensioni che interrompono l’orizzontalità dell’arida pianura, dove un cespuglio è osservato come un miracolo della natura, accompagnano l’essere umano per spazi sconfinati e solamente il miraggio azzurro del colore dell’acqua più chiara, fenomeno da noi conosciuto come Fata Morgana e il contrasto del verde acceso delle piante di una rara oasi, brillano più delle sfaccettature di un diamante.  Nella Storia questi elementi hanno scortato lo sbocciare e fiorire della Civiltà Egizia.

Solo immedesimandosi attraverso l’Amore, il Timore e il Fascino che gli abitanti di questa terra rivolgevano anticamente ai loro luoghi natii si può iniziare a decifrare l’Egitto.

I pensieri e le strategie dei Re, delle Regine e dei Sacerdoti si evolvevano attraverso migliaia di secoli ed è stupefacente scoprire quanto fossero colti e sofisticati già nel 2.700 a.C.

Ho respirato la vastità del deserto, e sentito sulla pelle i raggi infuocati del sole, come il freddo della notte ai confini del Sudan, da dove in questi giorni si rifugiano persone drammaticamente colpite e spaventate dalla guerra. Ed è proprio nella regione desertica del governatorato di Assuan, bagnata solo in epoca moderna del lago di Nasser, si ammirano il Tempio di Abu Simbel 1.200 sec a.C. del Re Ramses II e quello della sua amata Regina Consorte Nefertari. L’imponenza del sito e il potente messaggio rilasciato dalla statua di Ramses II che si voleva elevare allo stato di un Dio, spiega le faraoniche strategie per staccarsi dall’influenza dell’antica casta sacerdotale, come la sua volontà di assoggettare il popolo e spaventare i suoi nemici del vicino confine. (Il sito archeologico, immerso nella sabbia, fu scoperto il 22 marzo 1813 dallo svizzero Johann Ludwig Burckhardt e fu violato per la prima volta il 4 agosto 1871 dall’archeologo italiano Giovanni Battista Belzoni.)

Nel 1960 il presidente egiziano Gamal Ad bel-Nasser decise l’inizio dei lavori per la costruzione della grande Diga di Assuan, rivelata oggi indispensabile per la sopravvivenza e lo sviluppo del Paese. Grazie all’intervento dell’UNESCO 113 paesi si attivarono per inviare uomini, denaro e tecnologia per salvare il monumento che fu trasportato a pochi metri dal suo posto originale. Quando l’Arte Unisce in Pace!

La riuscita è sensazionale! Lo stesso Faraone non avrebbe potuto immaginare che il suo tempio si rispecchiasse nel futuro su di una platea di acqua di tale portata.

Questo piccolo accenno, per invitarvi a guardare con occhio attento persino le piccole barche colorate, conservate nelle teche del MAEC, perché non sono solo dei raffinati oggetti sacri, ma delle vere e proprie testimonianze della storia delle prime navigazioni nel Mondo.

In Egitto il vento dominante è sempre giunto dal Nord quindi riuscivano a risalire persino l’impetuosa corrente del Nilo e se considerate che le più antiche raffigurazioni sulla roccia delle barche in papiro risalgono a 6.000 anni fa, possiamo immaginare quanto abbiano insegnato anche alla nautica moderna. (L’uso del legno è successivo, del resto alberi nel deserto non crescono!)

Dunque un popolo vissuto sul fiume e per il fiume!

Sia per i Poveri che per i Ricchi le tombe hanno rappresentato per gli antichi egizi l’altra casa, infatti oltre quella che possedevano nella vita terrena, già in vita costruivano “la seconda casa” e proprio per questo è facile leggere attraverso le pitture e le incisioni dei geroglifici, non solo le credenze religiose, ma i loro vari stili di vita, arte e mestieri.

Non basterebbe un’esistenza per raccontare un viaggio in Egitto ma ho un’intuizione che avremo ancora molto da scoprire al Cairo perché le tombe importanti sono ancora lì tutte sotto la sabbia. Le piramidi nella pianura di Giza sostituiscono quelle naturali delle montagne che invece dominano la Valle dei Re. 

Allora non posso che augurarvi un’interessante visita al MAEC che tra le collezioni egizie minori risulta essere la più importante e chissà se scopriremo anche noi dalla Toscana “Qualcosa di Nuovo dell’Antico Egitto”.

Sono opere che vanno “ascoltate” con attenzione e pazienza e se si riesce a penetrare nella loro vita le sorprese non mancheranno.

Roberta Ramacciotti blog www.cortonamore.it®