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Written by Roberta Ramacciotti

Apr 06

2023

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CORTONA DELUDE

Un’Elite Negativa si riconosce quando non investe e magari neppure ci prova, sulla crescita e il benessere della comunità di appartenenza, ma si spalma opportunamente nei confronti del Potere Politico “del momento”.

Non appoggiare progetti a lungo termine nella Sanità, Istruzione e Lavoro, crea instabilità sociale poi difficile da governare, ma soprattutto logora e distrugge un Paese. Le Persone non sono assistite fisicamente e protette dal loro lavoro.

In Italia dopo il facile boom economico degli anni “60, si viaggia con la retromarcia inserita e Cortona segue il trend nazionale.

In una piccola comunità dovrebbe essere più facile invertire una rotta negativa perché la gente, le cose, i fatti sono facilmente riconducibili a nomi e cognomi.

Vi racconto una Brutta Favola.

Pochi mesi orsono proposi da questo giornale una bozza di “ IdeA LavorO per gli Studenti del Liceo Artistico Luca Signorelli di Cortona”.

Il progetto consiste nel creare sinergie tra questi giovani e i cantieri provenienti da appalti istituzionali riguardo il restauro conservativo di un quadro antico, il recupero di ambienti da destinare a museo, chiese che necessitano di consolidamenti strutturali prima ancora di quelli architettonici, come palazzi e monumenti del nostro territorio tutto questo per offrire loro una reale visione del mondo del lavoro.

Frequentare un Liceo Artistico in Italia è un dono che accompagnerà con energie positive le donne e gli uomini per tutta la vita perché avranno conosciuto la Storia dell’Umanità dalla parte migliore della sua Esistenza.

Già da quando frequentavo il liceo Artistico di Via di Ripetta a Roma ero consapevole che non sarei stata in grado di potermi mantenere economicamente vendendo le mie opere di avanguardia, infatti decisi una volta diplomata di frequentare l’ISEF. Avrei svolto la mia attività d’insegnante di educazione fisica ma ciò non avrebbe mai posto un limite alla mia passione verso l’Arte.

Chi meglio degli studenti guidati dalla Preside insieme al Corpo Insegnanti potrebbero prendere a cuore il compito di svolgere un’operazione culturale e organizzativa, moderna e più idonea con i tempi? Solo Loro Tutti Insieme, perché hanno in mano le sorti del Futuro di Cortona. Devono Acquisire questa Consapevolezza!

Ho esposto l’Idea di questo progetto alle istituzioni del Liceo Artistico Luca Signorelli.

La fase iniziale sarebbe consistita in una mostra di opere create dopo una loro prima visita alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio in considerazione dell’imminente apertura del cantiere per i lavori di restauro. Si presentava una facile occasione per illustrare agli studenti, attraverso semplici visite programmate (1/2 ore al mese), le attività svolte inizialmente con i saggi murari, le impalcature, i vetrini per monitorare la stabilità del corpo di fabbrica per poi proseguire con i veri e propri interventi murari che porteranno al consolidamento della struttura. Scattare foto o disegnare schizzi per poi approfondire in classe con i professori di architettura le criticità esistenti e le difficoltà che la ditta dovrà affrontare e superare, porrà negli studenti pensieri e quesiti nuovi e susciterà un profondo senso di responsabilità e di appartenenza. Matureranno una nuova comprensione dell’apprendimento e sarà per loro più facile calarsi nel mondo reale.

Magari dopo il Diploma entreranno nell’edilizia e faranno i muratori ma avranno sicuramente delle competenze migliori per lavorare nei cantieri artistici italiani.

Perché non appassioniamo gli Studenti del Liceo Artistico Luca Signorelli?

Provare a creare lavoro, in casa loro, dove c’è realmente necessità, conferisce concretezza alla mia idea, perché potranno immaginare la loro vita in casa loro, senza emigrare e producendo sostegno al mantenimento economico del proprio paese.

Del resto sono la generazione che dobbiamo formare perché Erediterà la Vita di una Città d’Arte come Cortona che oggi sopravvive esclusivamente grazie alla sua Storia!

Purtroppo le istituzioni scolastiche del Liceo Artistico mi hanno risposto che sono troppo impegnate per seguire gli studenti anche in codesta attività.

Di tutt’altra natura è stata la reazione dell’Università americana della Georgia.

Annuncio con piacere che mercoledì 29 marzo u.s. Don Ottorino Cosimi ha accolto tra le mura di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio gli studenti americani dell’Università della Georgia insieme alla dottoressa Kristine Schramer Associate Director UGA Residential Center in Cortona, la prof.ssa di storia dell’arte Dr. Emily Hanson, la prof.ssa Ansley West Rivers per la classe di fotografia e per quella di disegno il prof. Jason Kofke.

Don Ottorino Cosimi è stato ben felice di ospitare gli studenti e ha presentato loro la Chiesa con le sua meravigliosa storia e il suo Credo. I ragazzi hanno scattato foto, ascoltato attenti e interessati, hanno preso appunti. Presto elaboreranno la loro esperienza che sarà interessante per tutti noi conoscere. Capire e Comprendere come le nuove generazioni straniere assorbono la nostra storia architettonica e artistica sarà molto interessante. Probabilmente noi italiani diamo per scontate tutte le ricchezze che ci circondano fin dalla nostra nascita, mentre per la maggior parte degli americani che vive in pianure sconfinate fatte di piccole costruzioni basse e prefabbricate, senza un albero, senza una piazza, una pietra antica, il nostro ambiente abitativo rappresenterà un sogno.

Non voglio lanciare un metodo nuovo di studio perché molti istituti nel mondo lo applicano già!

Per gli studenti è essenziale imparare a consolidare le fondamenta della loro conoscenza per sostenere i loro Sogni e noi accomodati sulle poltrone del nostro “posto fisso” non li aiutiamo di certo!

Speculare sulle persone promettendo un futuro che non viene costruito nel tempo presente o garantendo lavoro solo in campagna elettorale, è ormai una promessa ridicola che purtroppo non fa neppure “acqua da tutte le parti” ora che di acqua ce ne veramente bisogno.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Mar 05

2023

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BELVE Francesca Fagnani

Francesca Fagnani è una giornalista che conduce con successo il programma Belve della RAI.

La bellezza e la vitalità che trasmette nello splendore del suo sguardo cattura i suoi ospiti e inchioda gli spettatori fino alla sigla di chiusura del programma. Il suo primo piano è già uno show televisivo e nella trasmissione si confrontano vivacemente e sorprendentemente due personalità: l’Ospite e l’Intervistatrice.

I riflettori sono solo due, come le domande e le risposte che si succedono apparentemente su calcolo binario.

Sempre e solo due sono i visi ripresi nei primissimi piani.

Le serate sono uno “special psicologico”.

Domande intelligenti, tra le quali le più intime, vengono rivolte democraticamente a tutti i suoi prescelti.

Dunque i suoi ospiti, se hanno l’umiltà di studiare le puntate precedenti, non possono presentarsi impreparati o meravigliarsi.

Vero che in televisione è tutto per definizione una finzione, ma qualcosa di autentico scappa spesso  al controllo e allora “ la cosa” si fa intrigante e la Fagnani non perde mai l’occasione per mettere a nudo i personaggi non solo difronte ai telespettatori, ma inaspettatamente anche di fronte a loro stessi.

Spesso invita ospiti che forse il pubblico non avrebbe mai pensato di scegliere, ma fidatevi della giornalista perché se sono stati catturati c’è sempre un interessante “perché”.

Francesca Fagnani da il benvenuto da Perfetta Belva e si percepisce subito dal suo sguardo che sta già “gustando con ghiottoneria” la zampata sull’Ospite.

Mi rammenta uno dei personaggi di un vecchio film per ragazzi: “il libro della giungla”, Kaa, un simpatico pitone femmina desideroso di ipnotizzare e mangiare Mowgli un fanciullo indifeso che vive nella grande boscaglia. Kaa fallisce sempre per fortuna di Mowgli, invece l’Intervistatrice vince sempre e su Maggiorenni Vaccinati.

E’ una donna colta e vivace, pronta a immaginare immediate domande sull’onda di una reazione inaspettata dell’ospite. Sempre con il sorriso, lo insegue con interrogativi sempre più profondi e riceve spesso risposte toccanti e sconvolgenti.

Non le sfugge nulla.

Dopo l’avvenuta partecipazione nella seconda serata al Festival di Sanremo come conduttrice insieme a Amadeus, ha aumentato il “suo numero di ascolti” ma questo è un bene perché ha alzato la qualità delle scelte televisive più seguite.

Sentito e motivato il suo intervento nella serata del Festival sulle carceri minorili.

Anche le Belve nascondono un cuore d’oro!

Sarebbe interessante intervistarla, ma ci vorrebbe proprio una Vera Belva magari travestita da Agnellino, perché la FF è di quelle donne che custodiscono gelosamente nel proprio profondo i sentimenti che non svelerebbero in TV nemmeno sotto tortura!

Si può però immaginare codesta intervista: le domande le potrebbero formulare proprio tutti i suoi ospiti in collegamento con lo studio, magari nella puntata conclusiva della stagione!

Se fossi il produttore ci farei un pensierino. (Invito accettato!)

È sempre amabilmente border-line nell’incalzare l’intervistato, sa quando fermarsi e voltare pagina, è abile nel mantenere un livello intellettualmente alto anche nel pettegolezzo, dunque offre un ottimo intrattenimento televisivo, una palestra di domande e risposte che svelano personalità inaspettate.

Piacevoli scoperte umane, ma anche conferme di perfetti idioti/e.

In televisione tutto è costruito e non sempre è autentico, ma spesso è veritiero e per questo “fa presa” su milioni di telespettatori.

Di questi tempi un po’ di “selezione intellettuale” dettata dal desiderio di annullare Stupidità e Volgarità non può che far bene.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Feb 20

2023

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ANNULLATO

Non possediamo Miniere d’ORO

Siamo una Società di Servizi

Dove l’Uomo fa ancora la Differenza

Lo spettacolo “AZUL” con Stefano Accorsi, previsto per il giorno 15 febbraio scorso al Teatro Signorelli di Cortona, è stato Annullato per indisposizione dell’attore al quale rivolgiamo i migliori auguri di pronta guarigione.

Spero che per quando uscirà in edicola l’Etruria, la stessa recita per la Stagione 2022/23 al Signorelli sarà stata riprogrammata.

Il Teatro era in sold out. Tra gli abbonamenti e i biglietto venduti: tutto esaurito!

Peccato ma può accadere, del resto l’ultima Australiana che si è presentata, è stata quasi più insidiosa del Covid!

Quello che invece non si può tollerare è la mancanza di avviso da parte della società che ha curato la vendita degli abbonamenti. A cosa è servita la richiesta e la registrazione del numero del nostro cellulare e indirizzo e.mail? A cosa serve distribuire i nostri dati privati a una Società di Servizi se solo alla prima semplice difficoltà, il personale non ha comunicato l’avviso di “mancato spettacolo”?

Nessuno di noi è obbligato a sfogliare Facebook, Instagram o Google. I nostri diretti rapporti commerciali ci avvisano telefonicamente, via e.mail o per vie postali. Le nostre Banche ci inviano comunicazioni, i negozi di fiducia ci annunciano i saldi, il medico risponde alle nostre specifiche richieste di prescrizioni mediche. Tutto via internet.

Ogni giorno i nostri impegni non vengono modificati se non dopo avvisi di chiamata. E … prima di uscire da casa, non sono obbligata a compiere un “ carosello” in rete per controllare i miei interessi, che ammontano a centinaia di contatti, per verificare se è cambiato qualcosa!!!!!

Dunque, in questo caso, non sono stata avvisata via telefono e via e.mail.

Non è accaduto e mi domando: Perché?

Certo è più facile giustificarsi con l’annuncio “ANNULLATO” posto sul sito del Teatro Signorelli, ma allora per la prossima stagione teatrale cortonese pagheremo i biglietti e gli abbonamenti direttamente nella sede del teatro e risparmieremo l’appalto a una società che non cura l’attenzione al cliente, ma gli crea addirittura disagio.

Raggiungo Cortona da Roma appositamente per seguire la stagione teatrale cortonese. Potrei abbonarmi al Sistina, all’Argentina, all’Eliseo o al Parioli di Roma.

Ho fatto questa scelta con mio marito e contribuisco a far vivere Cortona anche d’Inverno.

Con le mie amiche di Roma pubblicizzo persino l’estetista cortonese pur di avvicinare più persone all’invernale e deserta Cortona.

Sono gli Uomini e le Donne con le loro azioni che mantengono in vita un Luogo e una semplice telefonata fa parte di un’importante azione che contribuisce a mantenere un legame che ha per collante solo una gentilezza, un sorriso o semplicemente una buona professionalità.

Evidentemente troppo difficile!

Il territorio del nostro Bel Paese non possiede miniere d’Oro e d’Argento o d’Uranio. Possiede solo il lavoro della sua popolazione, conosce la creatività dell’artigianato e la produttività nell’offrire Servizi Amministrativi e Finanziari.

E’ sempre e ancora l’Uomo che determina la qualità di un risultato.

E’ Facile: Una Telefonata potrebbe seminare Nuovo Lavoro o Eliminarlo del Tutto.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Feb 03

2023

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LEONARDO GHINI ” PER VOI GIOVANI “

Ospito con piacere nella mia Rubrica un’intervista che ho raccolto con il giovane attore Leonardo Ghini, dopo lo spettacolo “Quasi Amici”, scritto per un film dai registi francesi Olivier Nakache e Eric Toledano e riadattato per il teatro dal regista Alberto Ferrari.

E’ figlio d’arte ma non solo e lo scoprirete a breve. Il babbo è Massimo Ghini che non ha bisogno di presentazioni, ma per Leonardo, se da un lato questa realtà gli ha riservato dei vantaggi, lo ha anche appensantito di possibili pregiudizi.

Ho pensato che i pensieri e l’esperienza di un giovane professionista che ha le idee molto chiare riguardo le prospettive del suo mestiere, possano offrire utili consigli ai giovani appassionati dello spettacolo. Sono in molti che nel nostro territorio frequentano a livello amatoriale, i piccoli teatri comunali e di provincia.

Conosciamo a Cortona il successo che coltiva da anni la Compagnia “il Piccolo Teatro di Cortona” e l’ultimo lavoro cinematografico curato da Andrea Canoba Caneschi di “Cortona 70’s. Bischeri A Mano Armata. ”Il MANUFATTO” ha visto la partecipazione di gran parte della comunità cortonese suscitando un rinnovato spirito comunitario.

Quello che ho scoperto attraverso la nostra chiacchierata mi ha portato a superare i preconcetti e conoscere un Uomo Timido, Riservato quanto Colto e Determinato, appassionato per il suo lavoro ma sopra ogni cosa che vuole perseguire i suoi obiettivi dignitosamente, rispettando i colleghi.

Oggi il mondo del lavoro è competitivo quanto spesso scorretto ed anche il mondo artistico non ne è certo esonerato!

Insomma il ragazzo ce la mette tutta per meritarsi una scrittura!

Ha frequentato l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico una scuola che ha formato Anna Magnani, Vittorio Gasman, Nino Manfredi, Monica Vitti, Umberto Orsini, Giancarlo Giannini e questi sono solo una piccola parte dei nomi di Attrici e Attori da citare e, alla Domanda:

Come ti sei sentito studiando durante tutto il corso?

R: E’ stata per me un’esperienza fantastica e il ricordo lo conserverò per tutta la mia vita! Tre anni di sogno! E’ stato bello lavorare in gruppo, crescere insieme. Eravamo una classe fantastica!

D: Pensi che debbano essere aggiornati i corsi accademici?

R: Sicuramente tutto si può migliorare perché è necessario rimanere al passo con i tempi. La Società cambia e le nuove tecnologie modificano ovviamente anche le espressioni teatrali, potrebbe non avere senso imparare a recitare secondo vecchi stili. Ora s’indossano i microfoni, ma mi rendo conto che per alcuni lavori come quello al Signorelli, le voci impostate di tutti gli attori della nostra Compagnia sarebbero risultate meno metalliche e più calde ed avrebbero raggiunto l’ascolto di tutti i presenti, ma non sempre è ciò che accade. Poi ci sono i metodi e gli stili di recitazione … Certo è importante conoscere la storia del teatro ma forse si devono aggiungere nuove materie.

D: Secondo il tuo giudizio sei stato adeguatamente preparato per ciò che poi si deve affrontare sul palco, quello reale?

R: Si! L’Accademia mi ha formato e bene.

D: Ovviamente tra i corsi sono presenti anche il Canto e il Ballo. In quale eccellevi?

R: Il Ballo.

D: Che aria si respira in Accademia? C’è condivisione, si vive una sana competizione?

R: Stavo bene nella mia classe avevamo un ottimo lavoro di squadra ma come in tutti gli istituti possono esserci sezioni diverse. Io sono stato fortunato!

Ho sempre avuto a cuore la mia dignità e quella delle persone che mi sono vicine e per me che privilegio nella vita la qualità nei miei rapporti umani, è stato bello studiare in quel contesto. Nel lavoro purtroppo non sempre la buona educazione “gestisce” i rapporti sul set, ma non per questo rinuncio a pretenderla.

D: Come ti senti in scena insieme a due attori famosi senza considerare che uno di loro è il tuo babbo?

R: Il palcoscenico è un luogo democratico dove il lavoro di gruppo premia tutti e favorisce il successo a chi ha il giusto merito, in più sconfigge tutte le barriere e ci mette tutti sullo stesso piano tanto che ci si riconosce come colleghi e poi a casa come parenti!

R: Nel tuo mondo di bambino quali sono stati i pensieri e i giochi che ti hanno fatto comprendere di voler diventare un Attore? E’ stata una scelta dettata dall’istinto o tutto è nato per l’amore e la tua profonda ammirazione per il tuo babbo? Tutto ciò ti ha forse condizionato?

R: E’ stata una scelta dettata dall’istinto. La mia passione è esplosa dalla mia paura di non saper riconoscere cosa avrei voluto fare da grande, si è fatta strada da sola e con prepotenza, forse ha temuto che la reprimessi! Non mi vanto e non conto mai sul privilegio della mia famosa parentela, anche se riconosco che con lui mi è stato sempre naturale avvicinarmi mentre leggeva le sceneggiature. Ho sempre respirato teatro a colazione, pranzo e cena!

D: Senti di meritarti la parte che stai interpretando o pensi di poter sostenere qualcosa di più impegnativo?

R: Trovo il ruolo sia giusto. Certo che aspiro a molto di più perché studio tanto per poterlo ottenere, ma trovo sia necessario attendere il momento adatto. Per esempio in “Quasi Amici” tutti noi giovani attori siamo impegnati persino ad aiutare i macchinisti e questo lo ritengo opportuno quanto necessario. L’umiltà non ha mai ostacolato la bravura.

D: Sei sereno dentro?

R: Dipende dalle situazioni. Il mio carattere mi porta ad accettare con coraggio le sfide. Mi piace lavorare e quando non lo faccio in teatro cerco interessi anche in altre attività. Ho persino fatto il cameriere, ho lavorato in un B&B, insomma quando non c’è proprio nulla soffro molto ma cerco di reagire, di cacciare i brutti pensieri.

D. Per te il mondo è solo il palcoscenico? Ti rigeneri anche in altre occupazioni?

R: La mia passione è Recitare ma al primo piano ci sono i rapporti umani, il rispetto, questi valori accompagnano tutte le mie passioni e progetti.

D: A Cortona esiste la Compagnia “il Piccolo Teatro di Cortona” e molti giovani anche in tutto territorio della Val di Chiana s’impegnano tanto, anche dopo una dura giornata di lavoro, a loro cosa senti di raccontare di te?

R: Di conservare e preservare la loro normalità, l’ambizione non deve trasformare il loro essere donne o uomini. Vedo e incontro gente che pur di ottenere una parte calpesterebbero i principi più sacri, non li capisco e non mi piacciono. Io giudico un individuo per quello che è, non per quello che in una società come la nostra riuscirà a realizzare. Seguire le proprie aspirazioni è importante e sano per qualsiasi individuo, ma non a costo di perdere il proprio amor proprio.

D: Quali sono i tuoi Desideri?

R. Desidero lasciare una traccia sulla Terra. Mi piace pensare che dopo di me altri uomini mi ricordino per come ho recitato, scritto, diretto.

D: Quali sono le tue Difficoltà?

R: La concorrenza spietata uccide sul nascere degli ottimi progetti. La competizione e la mancanza di meritocrazia offuscano talenti. I Social rendono presuntuosi illustri sconosciuti, campioni spesso di Ignoranza. Qualsiasi lavoro non può essere improvvisato nemmeno quello dell’attore! Invece oggi basta aver scattato una foto e sei diventato un fotografo, basta pubblicare su facebook due righe che ti meriti l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti! Insomma dobbiamo rimanere lucidi e con i piedi ben piantati nel terreno!

D: Quante volte ti sei detto: Caspita! Potevo fare di meglio!!!!!!

R: Tutte le volte! Non mi fermo mai in un percorso cerco sempre di migliorarmi. Non mi piace la pigrizia mentale!

D: Ti senti Adulto?

R: Abbastanza.

D: Che rapporto hai con lo specchio?

R: Non mi ci guardo.

D: Le tue prime esperienze teatrali come ti hanno fatto stare? Sei stato subito disinvolto? Sei stato Timoroso?

R: Ho due Battesimi che ricordo con piacere. La prima mia esperienza come aiuto regista è stata accanto al mio papà, lo affiancai in “Un’ora di tranquillità” di Florian Zoeller. Fu un’esperienza importantissima, imparai moltissimo. Poi, Le Belle Notti di Gianni Clementi. 

D: Dalle ultime foto del tuo profilo professionale mi accorgo che hai look diversi. Con la barba, senza, stai curando un look particolare o cosa?

R: Sono un Attore e devo essere preparato a saper ricoprire tutti i ruoli possibili dettati dalla sceneggiatura.

D: Hai già maturato dei giudizi nei confronti di colleghi? Cosa cerchi nella bravura di un Attore e cosa ti infastidisce?

R: Detesto la mancanza di rispetto umano. In molti attori di primissimo piano noto quasi il gusto sadico nel godere quando qualcuno sbaglia. Invece di aiutarlo e di suggerirgli la battuta tace pur sapendo quale danno può provocare al collega.

D: Cosa ti piace nel tuo lavoro?

R: Mi piace l’esperienza, la tranquillità generata dallo studio e dalla preparazione. Osservo molto i grandi attori, non solo sulla scena anche fuori. Vedo come gestiscono i rapporti con i produttori, i macchinisti, i truccatori. Mi piace ancora di più quando scelgono di aiutarmi. Mi piace apprendere da quelli bravi. Gli sono grato.

D: Per quale regista desidereresti lavorare escludendo Ferrari con cui lo stai già facendo e bene?

R: Sorrentino, Carrone, perché accettano sceneggiature di film che hanno contesti interessanti, profondi.

D: Ovviamente ti piace la tua professione ma pensi un giorno di scrivere una sceneggiatura e di dirigerla?

R: Si mi piacerebbe dirigere una regia.

D: Se ne avessi la possibilità quale sceneggiatura produrresti?

Teatrale? Televisiva? Cinematografica?

R. Per la televisione.

D: Secondo te in Italia esistono Produttori Illuminati che bilanciano tra profitti, pareggi e perdite e alla fine sanno proporre al pubblico “Qualcosa di Buono”?

R: In Italia no. Non ci sono buone idee. All’estero Si, è tutta un’altra storia.

D: Sei nei primi passi della tua carriera come ti giudichi? Un pigro, un efficiente, un umile, uno sgobbone?

R. Umile e Sgobbone

D: Hai subito torti?

R: Si.  

D:Sei Vendicativo?

R: No

D. Sei un Buono?

R: Si

D: Sei Vanitoso?

R: Il giusto. Sono del Leone.

D: Un tuo Sogno Vicino che desidereresti realizzare?

R: Uscire con un buon prodotto che mi dia la possibilità di esprimere le mie capacità. So che non deluderei nessuno.

D: Un tuo Sogno Lontano?

R: Vincere un Premio.

Allora forse ho solo anticipato la scoperta di un “nuovo fiore all’occhiello” fra gli emergenti attori italiani. Ha una personalità preziosa sotto un profilo umano e professionale. Un buon esempio da seguire per le giovani leve artistiche.

Grazie Leonardo Ghini per la tua onestà intellettuale meriti il meglio!

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Gen 19

2023

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“Quasi Amici” Massimo GHINI Paolo RUFFINI

L’Idea della sceneggiatura e della realizzazione del film di successo “Quasi Amici” scritta dai registi francesi Olivier Nakache e Eric Toledano è nota, invece è di nuovissima uscita lo spettacolo messo in scena con l’adattamento teatrale e la regia di Alberto Ferrari.

Con le due serate al Teatro Signorelli siamo solo alla decima rappresentazione provinciale sulle previste 85. Presto, in febbraio, debutteranno nella Capitale, il rodaggio sarà concluso e per allora saranno pronti per La Critica.

Un uomo ricco Filippo, tetraplegico, è in cerca del suo ideale badante. Il suo staff pensa di consigliarlo, invece lui ascolta solo le sue emozioni …

La scelta dei due Attori: Massimo GHINI e Paolo RUFFINI risulta vincente. Sono due anime diverse che si incontrano in palcoscenico, si scontrano, si intrecciano e poi si abbracciano.

Apro una parentesi per una considerazione: se si fossero incontrate due donne, sarebbe stato “un film” completamente diverso!

E’ una sceneggiatura difficile, scritta su di un pentagramma di domande e risposte secche, drammatiche e comiche, in una scenografia minimalista che “mette a nudo” gli attori e comprime la loro recitazione, senza che possano arricchire con il proprio mimo dei vuoti. Spesso un oggetto colorato, messo in scena su di un mobile, consente un movimento delle braccia, uno sguardo, l’ammiccamento di un’espressione facciale che riempie una pausa…

E’ una parte faticosa per Ghini. Non è facile rimanere immobili quando il tuo corpo reagisce naturalmente con il movimento, eppure è bravissimo.

Ruffini sta crescendo in teatro e molto. Paolo non interpreta una semplice parte comica, nelle battute del suo personaggio Driss, povero, pigro e sfigato si legge quella disperazione che lo spaventa e che lo ha fatto voltare sempre dall’altra parte, almeno fino all’incontro con Filippo.

La Compagnia teatrale che fa da loro cornice sono tutti giovani attori e attrici: bravi e pieni della voglia di far bene e ci riescono. Chissà magari tra queste nuove leve vedremo nascere delle celebrità!

Lo stile scenografico scabro e un po’ ruvido nella sua asetticità, scelto dal regista Alberto Ferrari, sorprende il pubblico che rimane per un po’ sospeso perché forse si aspettava solo una commedia brillante, invece il “molto altro” è di più e la platea lo apprezza.

Nel lavoro viene raccontato un Capitale Umano che si mette a confronto. Colpisce l’idea dell’affetto che sboccia fra i due diversissimi estranei e dell’attaccamento dimostrato con parole e modi insoliti.

Battute ironiche e scherzose che rendono meno drammatica la vita del malato, ed è proprio questo aspetto curioso che avvicina Filippo a Driss perché in sua compagnia non si sente compatito.

Infatti, non sono raccontate le cure difficili e costose, il dolore e la sofferenza dello stato fisico che purtroppo esistono e sono inesorabili per codeste persone, invece emerge la voglia di giocare che custodisce dentro di se Filippo, un Malato Grave.

La maggior parte del pubblico è uscita sorridente, molti hanno dichiarato che è stato il primo vero spettacolo riuscito della stagione al Signorelli! Sono anche sicura però di donare dei consigli e non una critica, perché il Regista talentuoso Alberto Ferrari è in grado offrire agli spettatori uno spettacolo perfetto! Il testo dona poesia che rappresentata in teatro ti commuove fino alle lacrime, allora portatevi anche un fazzoletto per il prossimo spettacolo.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Gen 11

2023

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“Figli di un Dio Minore”

Stiamo trascorrendo i primi giorni dell’anno 2023 e ancora viviamo gli echi degli auguri scambiati con i parenti stretti e lontani. L’allegria degli incontri per i festeggiamenti con gli amici di sempre ci accompagna e ci sostiene nel riprendere gli impegni di lavoro.

Nella passeggiata della nostra vita ci stupiscono per fortuna le donne e gli uomini che non sapevi quanto ti fossero realmente amici, mentre ti deludono quelli scoperti che non lo sono stati mai. Ma tutti questi incontri di baci e abbracci anche con i conoscenti scoperti negli ultimi tempi ci offrono la carica per riacquistare la fiducia verso l’altro.

La vita ci deve sorprendere tutti i giorni e del resto basta osservare i tramonti, saranno sempre diversi l’uno dall’altro.

Ho un vuoto dello scrittore, forse sono più depressa che fiduciosa ma non so ancora a chi e cosa dedicare il prossimo articolo per la mia Rubrica Cortonamore.it.

In quest’ottica umorale, nonostante un persistente raffreddore, mi tuffo in acqua per il consueto allenamento.

Chi non svolge nuoto libero in piscina può avere la percezione che il nuotatore si chiuda in un bozzolo fuori dal mondo. In effetti, vasca dopo vasca, pensi a tutto e di più, mentre ti guardi intorno distrattamente. C’è il nuotatore professionista, il vanitoso dirigente in pensione che si vuole presentare in perfetta forma ovunque e con chiunque, le amiche che tra una chiacchiera e l’altra sgambettano immerse nell’acqua, lo studente universitario che si muove dopo troppe ore passate seduto alla scrivania … poi a fondo vasca in panchina noto un barbuto signore vestito con indosso persino il soprabito e due giovani ragazzi portatori di handicap.

Penso: “l’istruttore arriverà tra poco! “

Mentre continuo a nuotare, mi accorgo che mi osservano. Vero che nuoto bene e che eseguo interessanti esercizi, ma : “quanto tarda l’istruttore!”

Mi viene da dire una preghierina di ringraziamento al Signore per il dono della mia Buona Salute e un pensiero gentile per questi “Figli di un Dio Minore”. Non provo sensi di colpa per il diverso destino assegnato a codeste creature, ma tanta comprensione per le loro difficoltà  che cerco di alleviare e di aiutare quando mi è consentito.

Loro sono sempre lì educati che guardano l’acqua e pazientano. Sono una ragazza e un ragazzo, non avranno ancora 18 anni.

“Certo voglio proprio vedere che faccia avrà l’istruttore e con che scusa potrà giustificare un simile ritardo!”.

Poi il Signore in corsia 2 esce e loro improvvisamente si tuffano allegri.

Un’esplosione di Gioia Pura si sprigiona dalle loro persone. Cominciano a nuotare con gli attrezzi adatti al proprio handicap, tenaci e ad ogni vasca segnano il numero di quelle nuotate.

Sono felici e sorridenti.

Sono di fianco alla mia corsia e la loro Energia mi arriva Potente, Purissima.

Avverto il sentimento di Libertà che provano. Vivono con entusiasmo un momento meraviglioso e se lo godono Tutto.

Non aspettavano nessun istruttore, stavano solo educatamente attendendo che la corsia preferita si liberasse.

L’istruttore barbuto non li ha mai abbandonati, ma ha lasciato loro la possibilità di scegliere quando entrare, di vivere il loro momento prediletto.

Siamo stati educati con balordi valori riguardo la consistenza della Perfezione Umana.

Una mia collega affetta da nanismo mi raccontava, con le lacrime negli occhi, che quando i suoi genitori, stimati e famosi professionisti, davano dei ricevimenti in casa lei si doveva nascondere in camera e non uscire per nessuna ragione. Loro la nascondevano per vergogna ai loro amici.

“Roberta, che ricordo mi è rimasto dei miei genitori? Solo tanta crudeltà, tanto da non sapere io stessa come si può dare e ricevere amore.”

Allora miei Speciali Lettori, è a Voi tutti che dedico l’articolo sperando che siate sempre circondati da Amore.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Gen 03

2023

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Ombre Cinesi

Mai come in questo momento l’uscita del romanzo di Giovanni Canestrelli “OMBRE CINESI” poteva essere più pertinente in considerazione dei titoli e degli annunci dei giornali e telegiornali riguardo le indagini sull’azione delle “agenzie di controllo cinesi sui cinesi” sul nostro territorio nazionale.

L’ombra sospetta della Triade, la temuta mafia cinese.

Leggendo il libro sembrerebbe che Fantasia e Realtà si confondano.

Ma, lasciamo lavorare silenziosamente la parte Sana delle nostre Istituzioni e torniamo a descrivere l’opera dell’autore Canestrelli che potrebbe rappresentare un’avvincente sceneggiatura per una fiction televisiva.

Canestrelli scrive bene, ha un’impostazione accademica che si legge d’un fiato, sia per la dinamicità dell’elaborazione delle indagini che per lo svolgimento dei sentimenti umani dei suoi personaggi, tutti di varia natura. Sono curatissimi i profili psicologici dei suoi protagonisti e sono precise e dettagliate le descrizioni dei luoghi, vie e piazze. Sono ben costruiti gli intrecci dei vari accadimenti e il susseguirsi delle storie parallele raccontate, arricchiscono le trame.

Giovanni Canestrelli studia e ricerca gli argomenti che tratta.

Il suo stile è piacevole, sa di buono e di sano.

Con i suoi racconti il lettore s’immerge istantaneamente in storie verosimili e nonostante le tematiche siano difficili e pericolose, chi legge non si spaventa perché lui le tratta con una sorprendente e serena lucidità.

Ogni suo romanzo porta alla luce diverse piaghe dell’umanità e il suo saper raccontare di questioni complicate con un metodo semplice è la strategia vincente che mette in atto.

La protagonista di “OMBRE CINESI” il maggiore dell’Arma dei Carabinieri Elena Parri, è pronta a combattere e sconfiggere la Triade.

Lo scrittore nella sua fantasia la immagina come una donna che mette in campo la sua intelligenza e meno la sua indiscutibile bellezza, controlla i suoi affetti in virtù del lavoro che deve svolgere e con coraggio sceglie di mettere al servizio dello Stato la propria vita.

La sua Elena Parri non è una Wonder Woman, Canestrelli non ha creato una vanitosa individualista perché lei sa soffrire da sola, ma le piace condividere tutte le sue vittorie con i colleghi.

E’ una leader e il lettore l’ammira perché non è mai fanatica.

Come non innamorarsi di lei?

Per come viene raccontata sembra sia fatta veramente di carne e ossa!

Giovanni Canestrelli è un estimatore della qualità professionale femminile che ha conosciuto nel mondo reale del suo lavoro, ma riconosce purtroppo quanto non sia premiata.

Seguo con piacere la sua lettura fin dal mio primo acquisto del suo primo libro nella libreria Nocentini di Cortona.

Giovanni Canestrelli risiede frequentemente in questa meravigliosa cittadina con la sua famiglia. Per questo ama inserire nei suoi racconti dei luoghi specifici del territorio cortonese come la “Cantina”, l’immaginaria sede dell’associazione segreta tra le Polizie di Stato Internazionali che pare sia ben nascosta nella Valdichiana, proprio nei pressi di Cortona.

Nella realtà questo luogo esiste ed è sede della rivendita di un famoso vino toscano.

“OMBRE CINESI” insieme a tutti i libri della serie che coinvolgono il Maggiore Parri è veramente un’ottima sceneggiatura, un prodotto prezioso per qualsiasi regista e pronta per il nostro puro divertimento per una fiction. Lo scrittore in un’intervista ha dichiarato di aver già immaginato gli attori che potrebbero interpretare i suoi personaggi che protegge come figli. Nel frattempo però vi consiglio di gustarvi le avvincenti avventure descritte nel suo ultimo libro “OMBRE CINESI”. Le ultime 50 pagine sono veramente “roccambolesche”!

Pensate che mi era stato spedito il pdf, ma a pagina 90 mi sono fermata perché volevo acquistare il libro e regalarmi la sua lettura in quei particolari momenti intimi della nostra giornata, dove abbiamo necessità di un gustoso gelato al cioccolato! Buona Lettura!

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Dic 11

2022

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AUGURI alle Donne

La maggior parte dei miei articoli li scrivo mentre nuoto.

Li creo con il pensiero, bracciata dopo bracciata, parola dopo parola, respiro dopo respiro.

Questo impegno mi distrae dalla fatica e dalla noia ripetitiva dei movimenti e quest’apparente costrizione mi regala l’isolamento purificatore da cui nascono le mie nuove idee.

Così anche quest’anno, “bracciata dopo bracciata”, siamo arrivati a scambiarci gli Auguri del Natale 2022.

Ma mi chiedo, per Cosa e per Chi?

Forse saranno i miei 65 anni raggiunti, ma anno dopo anno, in questa data a me molto cara per il suo messaggio di Amore Universale, “l’estratto conto della vita” mi ha portato a considerare che sono state rivolte fin troppe promesse non rispettate nei confronti delle Donne.

Annunci e Proclami, ma sostanzialmente le Donne, persino nel mondo Occidentale, hanno una vita molto più faticosa rispetto agli uomini nel mondo del lavoro, per non parlare di quella difficile e a volte pericolosa all’interno della propria famiglia.

Certo la situazione non è così drammatica per tutte noi ma purtroppo lo è per molte.

Ultimamente per ragioni professionali ho studiato gli atti migliorativi al nuovo “Codice Rosso” una legge approvata dal Parlamento nata per rafforzare la tutela delle vittime dei reati di violenza domestica e di genere tramite interventi sul codice penale e sul codice di procedura penale.

Di fatto la polizia giudiziaria, acquisita la notizia di reato, entro 3 giorni deve riferire immediatamente al pubblico ministero anche in forma orale per mettere in campo le disposizioni di legge a tutela dei soggetti colpiti.

Non entrerò nel merito e nei termini di legge ma di fatto, mi chiedo quanto noi adulti abbiamo “capito” per poterlo spiegare ai nostri figli?

E’ drammatico e frustante ascoltare nei titoli del telegiornale l’ennesima denuncia di femminicidio e essere consapevoli che nell’istante stesso di quell’annuncio, in un oscura dimora una donna sta per essere nuovamente torturata e uccisa.

E’ macabro e intollerabile.

Sicuramente non è facile controllare il territorio disseminato di persone violente e prepotenti, ma si può però realmente interrompere questa spirale omicida e combattere l’ignoranza seminando positività sulle donne e gli uomini di domani.

Come, Dove e attraverso Chi?

Nelle scuole ovviamente! Fin dai primi contatti che i bimbi hanno negli asili e poi crescendo con i loro maestri e professori.

Insegnare ai fanciulli le meravigliose differenze che esistono tra di loro e che creano le magnificenze della razza umana nel mondo, queste sono le basi culturali di una società civile.

Si va a scuola per imparare dai maestri, ma oggi se uno studente fa i capricci guai a rimproverarlo!

Attualmente gli insegnanti hanno paura per le loro stesse vite perché sono minacciati da alcuni genitori ignoranti quanto violenti.

La cura che si deve adottare è difficile visto il degrado raggiunto, ma uno Stato ha la forza e i mezzi per organizzare questa Campagna Educativa che può solo seminare ricchezza.

Come e da Dove Cominciare?

Dal ristrutturare le sedi scolastiche perché la maggior parte di quelle di oggi cadono a pezzi. Si mantengono in buono stato gli edifici industriali per mantenere alta la produzione, allora perché le generazioni di domani devono crescere e formarsi in strutture fatiscenti?

Mi sono chiesta spesso: ma uno studente come può credere nel suo Stato se viene ospitato in luoghi privi di sicurezza?

Come può un giovane provare fiducia nelle Istituzioni se è vittima di bullismo nella propria Scuola?

Allora come può una mamma convincere il proprio figlio nel credere in chi ti amministra?

Come si possono accettare gli Auguri di Natale dalla politica dopo anni ed anni di sole promesse ingannevoli a frutto di campagne elettorali?

Allora queste Donne che sentono la responsabilità del futuro di una Nazione attraverso l’educazione che impartiscono ai loro figli come potranno mai farcela da sole?

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Nov 20

2022

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IL TEATRO A.D. 2022

Cosa rappresenta il Teatro nell’Anno Domini 2022?

Tutto!

Sicuramente l’indispensabile benzina per alimentare la parte più nobile della vita dell’Uomo sulla Terra, perché solamente la più antica e sofisticata espressione dei racconti e dei pensieri tramandata dai saggi e dagli scrittori e commediografi fino ai tempi moderni, ci consente di non perdere la rotta positiva a noi destinata.

Per l’Uomo il Teatro è Critica, è un suo luogo sacro, la sua Chiesa Universale.

Dunque quanto è importante difendere la sua esistenza e quanto siamo disposti a lottare per la sua tutela?

E’ una domanda stimolante da rivolgere ad una mente libera e sensibile allo sviluppo dell’intelligenza, mentre risulta scomoda e pericolosa da porre ad un oscurantista che ha come obiettivo limitare gli orizzonti dell’Umanità.

Dunque il Teatro è anche Progresso!

Quando ammiriamo al MAEC le scene elleniche dipinte sui vasi e i frammenti datati VI sec. A.C ci accorgiamo che già allora l’Uomo sentiva il bisogno di rappresentare composizioni teatrali colme di significato. C’è un frammento conservato nel museo di un’anfora attica, databile al primo quarto del VI sec. a.C., (rinvenuto nel Tumulo II° del Sodo presso Cortona) che ritrae in soli pochi centimetri una complessa storia di 4 personaggi: Atena e Zeus testimoni della vittoria di Herakles su Kyknos. Figure che si accompagnano, sovrappongono, si combattono e sconfiggono. Possiamo ammirare che già nel VI sec. A.C. oltre la bellezza dell’immagine (sono dipinti persino i dettagli delle trame delle stoffe) c’era la capacità di studiare una complessa regia dove la sintesi non penalizzava un articolato racconto ma lo enfatizzava.

Sublimi e colti artisti!

Dunque un vaso, un piatto riportavano “scatti fotografici” di un vivere quotidiano, domestico e lussuoso, sereno quanto a volte drammatico e all’Uomo è sempre piaciuto: raccontarsi!

E’ un modo per conoscersi di più, un po’ come uno sportivo che si studia attraverso un video che lo ritrae, lo fanno anche un attore, un manager, può essere utile per correggersi e migliorarsi.

Dal VI sec. a.C. nel mondo Occidentale si svelava in Grecia anche il genere teatrale. Sono le prime tragedie scritte in versi da: Eschilo, Sofocle e Euripide insieme alle commedie di Aristofane e Menandro.

Narrano le mitiche storie degli dei che sorprendentemente ancor oggi risultano essere attuali per i  sentimenti più intimi dell’umanità. Sembra che l’esistenza dell’Uomo sulla Terra sia caratterizzata dal perpetuarsi del Buono e del Cattivo, della Luce e dell’Ombra, del Brutto e del Bello come della Felicità e della Drammaticità.

Questo è un aspetto veramente interessante, quanto scientifico e, se fossi un antropologo come uno psicologo o uno psichiatra, terrei in seria considerazione certi aspetti di molte narrazioni.

In verità si studiano e molto.

Il Teatro dunque è Storia, ma è soprattutto Ricerca nell’Anima dell’Uomo e della Donna, è espressione di Bellezza, di Conforto e di Commemorazione.

Non voglio lanciare un pensiero pubblicitario solo a favore della stagione teatrale del Signorelli di Cortona di cui attendo con piacere l’inizio, in verità desidero farlo nei confronti di tutti i teatri italiani che sono finalmente di nuovo al lavoro. Dopo le chiusure forzate purtroppo a causa della pandemia, sono pronti ad accogliere gli spettatori e le loro critiche.

Il Signorelli di Cortona ha presentato un programma che non ha nulla da invidiare ai principali palcoscenici dei capoluoghi italiani. Senza fare nomi posso evidenziare che sarà rivolto ai giovanissimi e non, agli appassionati del classico, e alla divertente commedia, alla buona musica e non mancherà il balletto.

Ci aspettano dei bellissimi appuntamenti e sarebbe un peccato mancarli.

Più degli Uomini Antichi, l’Uomo Tecnologico (noi!) ha necessità di ricordarsi che nelle proprie vene scorre del sangue liquido e rosso e non i cavi per della fibra.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®

Nov 16

2022

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PRESEPE 2022 Bambolotti Rotti nel Teatro di una Fossa Comune

La ricorrenza del Natale è vicina.

Ho sempre associato questa festività alla Pace e mi chiedo come oggi si possa festeggiare con gioia la Nascita del Sacro Bimbo con la guerra in Europa e in tutte le altre parti del Mondo.

In verità, un buon cristiano mi spiegherebbe che oggi è necessario ricordarla più che mai, perché il Sacrificio della Vita di Gesù al servizio dell’Umanità è l’esempio più Alto di Solidarietà.

La risposta si deve ricercare nell’amore ma non solo nei bei regali, nei gesti facili o nelle comode o eleganti occasioni, l’amore si nasconde anche tra le situazioni scomode, quelle che ci mettono a disagio.

Allora come costruirò oggi il mio Presepe?

Poserò Gesù Bambino al centro di una Fossa Comune popolata di Barbie e Ken dalle braccia e gambe mozzate.

Forse ci sarà la figura della Madonna dolce e sofferente. Fin da quando frequentavo il Catechismo, ho sempre provato un sentimento di pietà verso la figura di Maria, una giovanissima fanciulla che ancor prima di mettere al mondo la sua creatura era già a conoscenza della sua drammatica fine. Forse non si è goduta un giorno da Mamma Felice.

Poi forse aggiungerò la figura di Giuseppe e lo vestirò magari con una tuta mimetica, ma non gli disegnerò un fucile sulla spalla perché la sua figura è quella di un pacifista.

Al centro posterò il Piccolo Gesù, triste perché circondato da un mare di bambolotti rotti, con teste e arti mutilati. Faccine dagli occhi cavati dalle torture. Orbite vuote di una vita spezzata.

Forse in molti conserviamo in cantina i giocattoli distrutti dall’innocenza del gioco infantile, ma quelli che ho rappresentato nella mia fotografia, sono nella realtà degli esseri umani che al mattino prendevano il cappuccino al bar, accompagnavano i loro bimbi a scuola e andavano al lavoro …

Il mio Presepe sarà un macabro spettacolo, ma la guerra e le torture lo sono ancora di più. Rappresenterò le fosse comuni che vediamo in parte oscurate dai telegiornali, corpi marciti insieme ad altri.

Prego per quelle anime sconosciute! Facciamolo a prescindere dal Credo e dal Pensiero Politico. Non so se basteranno le nostre preghiere sentite e sincere per quei disgraziati, ma speriamo che nel seno della propria famiglia anche gli uomini più malvagi siano colpiti dalla “Magia del Natale”.

Eppure il messaggio della Capanna è un grido di Amore carico di Speranza e Solidarietà!

Ma pare che questo potente sentimento abbia abbandonato i Palazzi del Potere e i Salotti Buoni e mentre i cieli continuano ad essere minacciati dalle bombe nucleari, stiamo perdendo la fiducia di essere ascoltati.

Spesso il mio egoistico spirito di sopravvivenza, m’impone di dimenticare per qualche ora gli orrori compiuti e provati nel Mondo perché mi sento di affogare nella crudeltà.

Penso continuamente alle perdite che stanno subendo quelle popolazioni: i loro cari massacrati insieme alle loro abitazioni. Rifletto banalmente sui loro oggetti sparsi fra le macerie, mi guardo intorno nella mia camera e simulo distruzione: utensili, quadri, oggetti e manufatti accumulati da una vita, ora disintegrati!

Quando potranno riavere un fiore in casa?

Durante il Natale ho sempre fatto il giro nelle Chiese di Cortona per visitare i Presepi, molti sono bellissimi e antichi ma più passano gli anni e m’invecchio, avverto di voler vedere espresso qualcosa di diverso, di più spontaneo e umano.

Chissà come allestirebbero i loro Presepi i bimbi di Cortona? Forse dai loro pensieri potremo ritrovare un messaggio di speranza.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®